
Recensioni americane di Good Life
Jay McInerney è l’autore 56enne di New York divenuto famoso due decadi fa con “Le mille luci di New York”, libro iper-realista da cui fu tratto nel 1988 anche un film con Michael J.Fox, Kiefer Sutherland e Phoebe Cates (Le mille luci di New York da IMDB).
L’ultima fatica s’intitola per l’appunto Good Life (nell’edizione italiana perde l’articolo “The” per qualche strana ragione).
La storia ruota attorno a due personaggi, uno maschile – Luke – e l’altro femminile – Corrine – e le loro famiglie, a cavallo dei giorni che funestarono gli Usa con gli attentati terroristici dell’11 Settembre. Poichè l’autore vive a New York, ci racconta il dramma dall’interno. In realtà il crollo delle Twin Towers è lo spunto per il cambiamento nella vita dei protagonisti, una diga che separa la vita in due fasi ben distinte: Prima e Dopo.
La tragedia serve all’autore per innescare una serie di eventi, di riflessioni e di situazioni nella vita dei suoi personaggi; un valido motivo per ciascuno di redimersi, per cambiare o semplicemente per tentare di dare un senso tutto nuovo alla propria vita.
E’ una storia d’amore vissuta a fondo, passionale ma realistica, dove l’innamoramento è comunque pervaso dalla consapevolezza di fare parte oltre che di una coppia anche di un ben più grande meccanismo che coinvolge la vita sociale, lavorativa e familiare di Luke e Corrine.
Personalmente (sono parziale poichè adoro Jay McInerney) l’ho trovato un bel libro, scorrevole e intreressante, soprattutto per capire – in parte – come abbiano vissuto “dall’interno” i newyorkesi l’attacco alle Torri Gemelle del WTC e come abbiano tentato ( e stiano tentando) di ricominciare a vivere in maniera meno superficiale rispetto il passato.
Voto: 7
Ciao, J


