Film del 2009 diretto da Alejandro Amenabar (“Apri gli occhi”, “The others”) interpretato da Rachel Weisz (Ipazia).
Ecco la trama estrapolata e “ripulita” da spoilers da Wikipedia.
Il film narra in forma romanzata della filosofa alessandrina Ipazia. Mentre le rivolte e gli attacchi da parte dei gruppi religiosi imperversano ad Alessandria d’Egitto, Ipazia tenta di difendere il mondo antico, rappresentato dal sapere della famosa Biblioteca di Alessandria. I cristiani, in rapida ascesa e guidati dal vescovo Cirillo, la cui ambizione è la distruzione delle altre religioni presenti ad Alessandria, minacciano la coesistenza pacifica promossa dal prefetto Oreste. Allo stesso tempo, lo schiavo Davo è diviso tra l’infatuazione per la filosofa e la speranza nella libertà che il movimento cristiano sembra offrire.
Il film è stato a lungo richiesto in Italia poiché uscito l’anno scorso a Cannes e mai distribuito fino al 23 Aprile scorso. A parte quindi la discussione sul divieto alla distribuzione (reale o presunta) da parte del Vaticano in Italia, il film racconta in senso lato di un tema ancora oggi (purtroppo) molto attuale: il conflitto tra le religioni e la violenza per imporre il proprio credo (non esente da interessi ecomico-politico-sociali).
Nel film infatti Ipazia si può definire non credente (se non nella scienza) e per questo emarginata e destinata a divenire bersaglio della nomenclatura cristiana dell’epoca rappresentata prima da Teofilo e successivamente da Cirillo.
Il merito del film (e precedentemente del libro “Ipazia”) è quello di mostrare un periodo storico in maniera efficace e al di fuori degli schemi classici. Non è una riscrittura della storia o revisionismo ma l’allargamento del punto di vista su situazioni affrontate di sfuggita durante le lezioni di storia a scuola.
Dal punto di vista della polemica in fondo non si discosta da altri prodotti cinematografici legati alla religione (“Mission”, “Apocalypto”, “L’ultima tentazione di Cristo” o “La Passione” ad esempio) e quindi per chi ha voglia di conoscere dettagli poco noti, la pellicola è uno strumento rapido per farsi un’idea di cosa sia successo in passato e magari uno spunto per approfondire i temi del conquistatore (o dominante) e l’imposizione dei propri costumi a chi è più debole e alla fine soggiogato.
Il film è ben fatto e Rachel Weisz efficace ma, in generale, ritengo che la confezione sia valida mentre il contenuto solo un po’ tratteggiato e l’empatia con i protagonisti assente.
Il tema è molto interessante e il personaggio di Ipazia sicuramente affascinante e da riconsiderare ma, personalmente, il film non mi ha convinto più di tanto. A tratti sembra che la protagonista viva solo per dimostrare la rotazione dei pianeti intorno al sole e non si renda conto di ciò che sta cambiando attorno a lei ma, in realtà, ritengo sia un difetto del film e non la realtà.
Voto: 6.5
Ciao, J
concordo
il film è bello ma non è un capolavoro: troppo schematico, troppo manicheo
la protagonista è TROPPO PERFETTA: bella, intelligentissima, coltissima, non si mangia le unghie, non si gratta mai il naso ecc
semmai dimostra poca lungimiranza: se la stessa attenzione dedicata all’astronomia l’avesse indirizzata a dare qualche consiglio a Oreste (magari sposandolo, così si assicurava una scorta più efficace) magari la crisi sarebbe stata evitata
Pingback: RECENSIONI FILM | Aurora Boreale