Recensione Film: Red

Film del 2010 diretto da Robert Schwentke, basato sull’omonimo fumetto scritto da Warren Ellis ed illustrato da Cully Hamner, pubblicata da DC Comics.
Del cast fanno parte Bruce Willis, Mary-Louise Parker, Morgan Freeman, Helen Mirren, Karl Urban e John Malkovich.
Ecco la trama estrapolata da Wikipedia.

Frank Moses (Bruce Willis) è un ex agente della CIA, che ora vive una vita tranquilla e solitaria, fino al giorno in cui un commando di assassini dotati di equipaggiamento avanzato si presenta alla sua porta con l’intento di ucciderlo. Sopravvissuto all’imboscata, e resosi conto di essere stato sorvegliato e che probabilmente anche la donna che ama, Sarah, è in pericolo, Moses ricompone la sua vecchia squadra, in un ultimo disperato tentativo di sopravvivenza.

Film scoppiettante e divertente, esagerato e sul filo del comico, anche se i temi sono spesso affrontatati in modo cruento (ma niente di splatter).
Alcune scene del film sono talmente assurde da renderlo esplicitamente inverosimile e di conseguenza davvero esilarante.
Un cast eccezionale dove a farla da padroni oltre al caro “vecchio” Bruce sono John Malkovich ed Helen Mirren, a suo agio anche Karl Urban.

Voto: 7 Esagerato!

Recensione Film: Invictus

Film del 2009 diretto da Clint Eastwood e interpretato da Morgan Freeman (Nelson Mandela) e Matt Damon (Francois Pienaar).

Il film racconta di come Nelson Mandela divenuto presidente del Sudafrica tenti di unire bianchi e neri in un solo popolo, in una sola nazione sfruttando il potere dello sport: nel 1995 il Sudafrica ospita il Campionato del Mondo di rugby e la squadra degli Springboks può trasformarsi da simbolo dell’apartheid nello spirito di riconciliazione tra due etnie.

Il film non è una biografia di Mandela pur raccontandone ampie parti della vita. E’ un modo per mostrarne lo spirito “mai vinto” (Invictus per l’appunto); utilizzare il “nemico” e perdonarlo per poter andare avanti e ripartire.

Non vediamo i 27 anni di carcerazione di Mandela ma Eastwood ce li suggerisce con scene evocate dal capitano Pienaar che visita il carcere e rimane sconvolto da come un uomo sia riuscito a non odiare i propri carcerieri arrivando addirittura a utilizzare poliziotti afrikaneer per la propria scorta armata, per permettere al Sudafrica di divenire una nazione “arcobaleno”.

Che dire di altro?

Ho trovato il film bello ma non retorico, politico ma non noioso, sportivo ma non epico e soprattutto due attori davvero bravi nei loro rispettivi ruoli: Morgan Freeman E’ Mandela, camicie comprese ma soprattutto sguardo intenso, ironico ed intelligente.
Matt Damon – pur con un’improbabile zazzera bionda – aggiunge al proprio palmares un altro personaggio, rivelandosi ulteriormente come poliedrico interprete.

Un altro gran bel film di Clint Eastwood (sicuramente grande come regista).

Un film da vedere anche per conoscere una storia poco raccontata.

Voto: 8.5

Ciao, J

Recensione Film: Il Cavaliere oscuro

Film del 2008 diretto dal celeberrimo Christopher Nolan (“Insomnia”, “Memento”, “Batman begins”).
Devo confessare che ho dovuto aspettare qualche giorno prima di mettermi a scrivere questo articolo perchè ho voluto che le sensazioni lasciatemi dal film si sedimentassero e acquisissero un significato “a freddo”.
Indubbiamente rivedere sullo schermo un attore in una parte davvero inquietante e particolare come quella del Joker e sapendo che l’attore stesso, il compianto Heath Ledger è passato a miglior vita, non può non caricare di altri significati il risultato della sua intensa interpretazione.
Detto questo ecco il mio resoconto.
Il film ci riporta a Gotham City (girata a Chicago) e subito veniamo catapultati nell’azione di una rapina ordita dal Joker in compagnia di altri malviventi tutti mascherati da clown. Il riferimento di questa sequenza d’apertura è esplicito al film di Michael Mann con Robert De Niro e Al Pacino “Heat”. Già da questo evento in cui il “pagliaccio” si permette di derubare una banca della mafia, comprendiamo la follia di un uomo che non ha nulla da perdere e che ha come unico scopo nella vita due obiettivi: il caos e uccidere Batman. Non dirò altro :)

Nel film vengono proposti nuovamente – rispetto a “Batman Begins” – il capitano Gordon (un sempre bravissimo Gary Oldman), il fido Alfred (Michael Caine) e l’ingegnoso Lucius Fox (Morgan Freeman) oltre ovviamente al Bruce Wayne/Batman interpretato da Christian Bale e l’amica Rachel (qui interpretata da Maggie Gyllenhaal al posto di Katie Holmes).
Vengono introdotti poi almeno altri due/tre personaggi di spicco: il Sindaco di Gotham (l’attore è Nestor Carbonell noto per essere Richard Alpert in “Lost”), il mafioso Sal Maroni (Eric Roberts) e soprattutto il procuratore Harvey Dent/Due Facce ben reso da Aaron Eckhart.

Direi che il nucleo del film ruota attorno ad una semplice questione: il dualismo.
Eroe e sua nemesi, Bene e Male, Luce e Oscurità, Onestà e Corruzione, Regole e Caos, Ragione e Pazzia.
Non a caso lo stesso Batman si chiede – dopo un’escalation di suoi emuli più o meno ridicoli – se il messaggio dell’uomo-pipistrello si è trasformato in qualcosa di più vicino alla vendetta di un vigilante e come risposta trova nel procuratore il predestinato paladino (il puro) che possa incarnare il simbolo di giustizia e soprattutto lo possa fare alla luce del sole come un Cavaliere Bianco contrapossto al Cavaliere Oscuro/Batman. Di contrappasso il Joker è invece l’estremizzazione del male disordinato e fine a sè stesso, Heath Ledger è stato davvero sublime nel rendere questa caratteristica spaventandoci per la naturale malvagità espressa dagli sguardi, lo schioccare della lingua, una maschera disfatta.

In conclusione un bel film carico di molti significati, attori eccezionali e forse solo un po’ troppo lungo.
A parte Heath Ledger che ho trovato perfetto e “pauroso” (in senso estremamente realistico) posso dire una “bestemmia”?
A me è piaciuto più Batman Begins di questo sequel per quello che riguarda  nel complesso la storia e credo che per colpa delle attese, forse e soprattutto l’inaspettata morte dell’attore australiano ha caricato troppo la pellicola di una sorta di “maledizione” tra realtà e finzione e di correlazione tra il destino di un attore e quella del personaggio interpretato finendo col svilire tutto il resto .
Non so, tralasciando questo aspetto e sottolineando ancora l’enorme bravura di Ledger (che è un cattivo da far impallidire anche il Joker di Jack Nicholson, a mio avviso), trovo il film meno avvincente rispetto al primo capitolo – se non per una certa apprensione in alcune scene di suspense legate sempre e comunque alla follia del jolly matto – e meno appeal di Batman, d’altronde la scena è chiaramente del Joker.

Voto: comunque 8 (rende al personaggio di Batman il dovuto omaggio senza ridicolaggini e con spessore e a Joker l’eternità nella nostra memoria sul silver screen).

Recensione Film : Un’impresa da Dio

Nel 2007 il regista Tom Shadyac (affezionato a Jim Carrey) sulla falsariga della “Settimana da Dio” ripropone Morgan Freeman nei panni del Creatore e Steve Carrell (visto in “Little Miss Sunhine e nei stessi panni del personaggio qui riproposto) in quelli di Evan Baxter, ex-giornalista eletto nel Congresso degli Stati Uniti d’America.
Proprio la sera prima dell’incarico il nostro chiede a Dio di dargli l’opportunità di poter cambiare il mondo, e il Signore gliela concede inviandogli i pezzi e gli arnesi per costruire un’arca come quella del Diluvio Universale ai tempi di Noè.
Da qui scaturiscono gli immancabili equivoci e gli sketches legati alla “follia” mistica del protagonista e gli effetti collaterali che ricadono sul lavoro e la famiglia.

Il film è una mezza sciocchezzuola e se il primo si salvava per l’originalità dell’idea e la verve del protagonista Carrey, qui non si può far altro che aspettare la fine un po’ annoiati da una trama che si trascina stancamente sulle acque di un fiume in piena…

Peccato perchè gli attori oltre che noti siano pure bravi ma, la storia non regge e non li aiuta.
Forse era da evitare questo simil-sequel…

Voto: 5.5

Ciao, J

Recensione Film Classici : “A spasso con Daisy”

Film commedia http://italy.imdb.com/title/tt0097239/ del 1989 vincitrice di 4 oscar con Jessica Tandy (“Pomodori verdi fritti”, “Cocoon”) /Daisy Werthan, Morgan Freeman (Hoke), Dan Aykroid (Boolie Wethan, il figlio di Daisy).

Daisy all’inizio degli anni ’50, è una signora ultraottantenne della borghesia ebrea di Atlanta, Georgia. Pur essendo di vecchia educazione ha invece uno spirito molto indipendente, è liberale e precorre i tempi dell’integrazione razziale negli Stati Uniti. Tra le altre cose le piace ancora guidare ma, purtroppo, i riflessi non sono più quelli di un tempo e, suo malgrado, deve sottostare al desiderio del premuroso figlio Booley di assegnarle un autista, il quale è interpretato da un finto-invecchiato Morgan Freeman. 
All’inizio sarà dura entrare nel cuore della simpatica ed arzilla donnina ma poi il buonsenso e l’amicizia prevarrano mentre gli anni passano ed il film ci mostra lo scorrere del tempo segnato dall’epoca in cui iniziava la lotta di Marthin Luther King tutto attraverso – soprattutto ma non solo – il continuo rinnovarsi del parco macchine guidate da Hoke.

Il film è davvero dolce è sempre supportato da uno spirito malandrino impersonato con arguzia ed humour da Jessica Tandy e dal sempre bravissimo Morgan Freeman. In parte anche Dan “Blues Brothers” Aykroyd nei panni del gentile Booley. Fa specie vederlo 8-9 anni dopo Elwood Blues così ingrassato (di solito veniva indicato come quello alto e magro del mitico duo, l’altro ovviamente è il “cicciottello pazzo” compianto John “Jake” Belushi).

Il ritmo di questa pellicola è lieve e l’atmosfera degli anni ’50 e ’60 e resa davvero molto bene.
Un film da rivedere per divertirsi e riflettere.

Voto: 7.5
Ciao, J

Recensione Film: “The contract”

In questo film (http://www.imdb.com/title/tt0445946/) del 2006 ritroviamo due attori che prediligo: Morgan Freeman e John Cusack. Peccato che il film sia una delusione tale…

Ray (John Cusack) , ex-poliziotto ora insegnante di educazione fisica,  ha un rapporto conflittuale con il figlio dopo la prematura scomparsa della moglie. Decide di prendersi una vacanza per trascorrere del tempo ed instaurare un dialogo con il teen-ager: a questo scopo partono per un’avventura in campeggio libero tra le montagne.
Nel frattempo Frank (Morgan Freeman), un ex-militare ora mercenario sta architettando insieme con altri 4 uomini l’assassinio di un personaggio noto attraverso il “contratto” da rispettare del titolo.

Causa incidente Frank finisce ammanettato in ospedale dove risalgono alla sua vera identità e quindi arrestato. I suoi uomini decidono di liberarlo (non per altruismo ma perchè lui è il contatto per portare a termine il lavoro e intascare il denaro) e organizzano un agguato sulla strada.

Da qui (non rivelo come) parte il presupposto dell’incontro tra i due campeggiatori e il mercenario e la loro avventura nei boschi, abbastanza prevedibile.

Il bello del film risiede solo nello scenario naturale dello stato di Washington (Cedar Pine, se non ricordo male) ma, per il resto, la storia è a dir poco esile e non porta da nessuna parte; gli attori sono assolutamente sprecati.
Ci sono molti dubbi su come possa un insegnante competere con mercenari professionisti, il doppiogioco “di qualcuno” non è spiegato e il contrasto tra polizia e Fbi è davvero banale e trito. Per non parlare del rapporto padre-figlio e dell’innescarsi di una possibile svolta romantica nel finale, il quale è davvero pessimo (anche l’ultima battuta non ha senso).

Brutto film, in sostanza
Voto: 5
 
Ciao, J

Solo 2 ore, Slevin, La ragazza con l’orecchino di perla

Qualche recensione (dalla tv).

[Solo 2 ore] (16 blocks)

Film di Richard Donner (Arma letale, Superman II) con Bruce Willis, David Morse (Il miglio verde, Contact) e Mos Def.
Jack (Bruce Willis) è un poliziotto del NYPD stanco di vivere, stanco di fare il poliziotto e semi-alcolizzato. Viene usato solo per azioni di routine (tipo aspettare la scientifica sul luogo del delitto). E’ l’esatto contrario del John McLane dei vari Die Hard (il 4 è in post-produzione!), cioè un anti-eroe: sfugge il dovere, corrotto, pronto a stare nell’ombra.
Per caso gli viene affibbiato il trasferimento di un testimone dalla galera al tribunale (i “16 isolati” del titolo originale) e qui scatta l’imprevisto: la polizia non vuole che l’uomo arrivi sano a deporre.

 

Un film vivace, un po’ cruento e sempre teso sul filo del rasoio. Un Bruce Willis in stato di grazia e un sorprendente Mos Def (irriconoscibile rispetto a “Guida galattica per autostoppisti”) che è il testimone (logorroico è un po’ Bubba-Forrest Gump) da difendere.Bravo pure David Morse nei panni del collega senza scrupoli pronto a tutto pur di salvare le apparenze. 

Un film che si fa guardare ben volentieri e non scade nel banale. Divertente.

Voto: 6.5/7   http://italy.imdb.com/title/tt0450232/

[Slevin]

Di nuovo Bruce Willis (GoodKat) affiancato a Lucy Liu (Ally McBeal, Charlie’s Angels, Kill Bill), Josh Hartnett (Pearl Harbour), Morgan Freeman e Ben Kingsley.

Un film piuttosto intricato con una trama che all’inizio pare sconclusionata ma che invece con una certa dose di situazioni paradossali coniuga un thriller ad un pulp-fiction in maniera molto ben riuscita, chiudendo nel finale il filo logico in maniera convincente con una serie di piccoli colpi di scena (non tutti imprevedibili).

Non spiego la trama per non rovinare la festa(!) ma c’è molta carne al fuoco e molto ma molto divertito interesse nel seguire il corso della pellicola.

Davvero notevole.

Voto: 8  http://italy.imdb.com/title/tt0425210/

[La ragazza con l'orecchino di perla]

La ragazza con l’orecchino di perla 

 Film del 2003 con Scarlett Johansson (Scoop, Lost in translation), Colin Firth (Bridget Jones, Love actually) e Tom Wilkinson (Full Monty, Il patriota, Batman begins).

Narra la  storia di Griet, domestica in casa del pittore Johannes Vermeer (http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Vermeer) che si trova coinvolta in una sorta di amore platonico con l’artista che la ritrae in uno dei suoi celebri quadri (omonimo del titolo).

Il film è ben fatto e il ritmo è lento come il tema richiede ma forse il finale (che non rivelo) lascia un attimo con l’amaro in bocca, manca qualcosa, in sostanza. Scarlett Johansson è eterea, niente da aggiungere :)

Il film è tratto dal libro di Tracy Chevalier.

Interessante il tema,  ma piuttosto inconcludente.

Voto: 6. http://italy.imdb.com/title/tt0335119/

Ciao, J