Recensione Film: Ave, Cesare!


ave-cesareFilm del 2016
Diretto da Joel ed Ethan Coen.
Genere: commedia
Durata: 106 min
Con:
Josh Brolin: Eddie Mannix
George Clooney: Baird Whitlock
Scarlett Johansson: DeeAnna Moran
Christopher Lambert: Arne Slessum
Tilda Swinton: Thora e Thessaly Thacker
Ralph Fiennes: Laurence Laurentz
Channing Tatum: Burt Gurney

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Los Angeles, 1951. Eddie Mannix è a capo della produzione della casa cinematografica Capitol Pictures, per cui agisce anche come “fixer”, ossia ponendo rimedio a situazioni potenzialmente scandalose riguardanti gli attori-immagine dello studio. Nonostante la posizione di prestigio, Mannix è insoddisfatto del suo lavoro, che lo tiene lontano dalla moglie e dai figli, e vorrebbe accettare la generosa offerta della Lockheed Corporation. Allo stesso tempo, Eddie deve tenere a bada le sorelle e rivali Thora e Thessaly Thacker, in cerca di scoop sulle celebrità per i loro giornali scandalistici.

In uno dei suoi interventi da fixer, Mannix deve evitare uno scandalo che coinvolgerebbe una nota attrice di spettacoli acquatici, DeeAnna Moran, rimasta incinta da nubile; al suo rifiuto di sposarsi per salvare le apparenze, l’uomo le consiglia di dare segretamente in adozione il proprio figlio una volta nato, per poi adottarlo in seguito senza rivelare la sua maternità. Nel frattempo, le riprese di uno dei più ambiziosi progetti della Capitol, il peplum ambientato nell’antica Roma Ave, Cesare!, subiscono un brusco arresto quando l’interprete principale della pellicola, Baird Whitlock, scompare, rapito da due comparse…

Commento: Film abbastanza divertente sulla Hollywood degli anni d’oro. Dove i film erano musical con cowboy e/o marinai ballerini, peplum o con starlettes nuotatrici. Bella interpretazione di James Brolin e di tutto il corollario di attori più o meno noti che fanno da comprimari a questa nostalgica commedia. E’ un omaggio d’amore al tempo che fu (con tutti i risvolti negativi dell’era Maccartista), al modo di vivere e pensare di un’epoca che vista con gli occhi di oggi sembra magica ma che in realtà aveva i suoi bei problemi. Ci sono alcuni siparietti divertenti (il cowboy che non sa recitare, la riunione delle religioni, Clooney che fa lo stupido quanto basta). Non è un capolavoro ma si fa guardare perché l’atmosfera e i dialoghi sono ben costruiti.

Voto: 7.5 Un tuffo nostalgico nei Fabulous Fifties

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: The hateful eight


The hateful eightFilm del 2015
Diretto da Quentin Tarantino
Genere: western, thriller, giallo, commedia, splatter, mistery
Durata: 187 min (versione 70 mm) – 167 min (versione digitale)
Con:
Samuel L. Jackson: Magg. Marquis Warren
Kurt Russell: John Ruth “il Boia”
Jennifer Jason Leigh: Daisy Domergue
Walton Goggins: Chris Mannix
Demián Bichir: Bob “il Messicano”
Tim Roth: Oswaldo Mobray
Michael Madsen: Joe Gage
Bruce Dern: Gen. Sanford Smithers
James Parks: O.B. Jackson
Channing Tatum: Jody Domingray

Trama: Il film è diviso in capitoli ma sostanzialmente è la storia di un gruppo eterogeneo di persone costrette da una bufera di neve, qualche anno dopo la Guerra di Secessione Americana, a sostare in un emporio del Wyoming. Ci sono due cacciatori di taglie, un bianco (Ruth) e un nero (Marquis), una prigioniera (Daisy), un aspirante sceriffo (Mannix) e quattro misteriosi individui che dicono di sostituire i proprietari dell’emporio partiti per il Nord: Obray, Bob, John Gage e un ex-generale sudista (Sanders) oltre al cocchiere di una diligenza (O.B). Ruth sta portando Daisy Domergue a Red Rock per farla impiccare ed intascare 10.000 $ di taglia. Sul cammino però incontra prima Marquis, un ex-maggiore nordista che dopo la Guerra è diventato anch’egli cacciatore di taglie. Successivamente sulla diligenza sale pure Chris Mannix, un ex-rinnegato della Confederazione che asserisce di essere il nuovo sceriffo di Red Rock. Arrivati all’emporio di Minnie invece di trovare la proprietaria, l’accoglienza è di un certo Bob il messicano e all’interno vi sono un inglese che dice di essere il boia di Red Rock (Obray), un cowboy in visita alla madre (Gage) e un vecchio generale sudista che sta cercando le tracce del figlio ritenuto morto anni prima (Sanders). Da subito Marquis è sospettoso nei confronti di tutti e soprattutto di Bob poiché a suo dire Minnie non avrebbe mai lasciato l’emporio ad altri. Ruth per proteggere il proprio “investimento” inizia ad interrogare tutti perché non vuole essere fregato… Mentre il tempo scorre e la neve continua a cadere la narrazione si dipana tra flashback e memorie dei protagonisti rivelando una storia alla Agatha Christie dove nessuno è quello che sembra, tutti hanno un passato scomodo e le ore a venire saranno tutt’altro che tranquille.

Commento: Dopo un prologo lentissimo il film incalza in ritmo e suggestioni. E’ un film che alterna scene splatter-comiche (ma anche da horror e inquietanti come nel finale) a molti dialoghi e monologhi. Lo stile è quello di Tarantino con drammi collegati da azioni/reazioni e personaggi a tratti comici. Assomiglia per certi versi a “Le iene” dove un gruppo di persone si confronta con i propri difetti e le proprie abitudini in un contesto in cui la convivenza è forzata. La narrazione si srotola come un thriller poliziesco con un mistero da investigare, personaggi da interrogare ed inchiodare alle proprie responsabilità (qui la giustizia è da frontiera, immediata e cruenta). Il film intriga e diverte, le scene splatter sono effettivamente estreme (io non le amo anche se condite da umorismo nero) ma il bello del film a mio parere è soprattutto la tratteggiatura della cultura americana di fine 800 in cui razzismo, maschilismo, violenza e giustizia “fai da te” erano la quotidianità. Qui nessuno è cattivo o buono ma ognuno ha il proprio passato o presente oscuro con cui convivere. Concludendo: il film è piacevole ma in alcuni tratti si autocompiace e si perde un po’ in prolissità. La parte da leone la fa Samuel L.Jackson che sembra sornione e lucido e poi quando meno te lo aspetti feroce e determinato (appunto come un leone).Comunque attori tutti bravissimi. Il finale è tremendo e poetico come lo può essere la vita. Non so dire se mi è piaciuto fino in fondo… i personaggi sono perfetti (odiosi e divertenti) ma, forse, la lunghezza del film è eccessiva. Non è tra i miei preferiti di Tarantino, insomma.
Voto: 7.5 Fuoco nella neve

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Libri: “I segreti di Gray Mountain” di John Grisham


I segreti di Gray MountainGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2014
Pagine: 381
Titolo originale: Gray Mountain
Trama tratta da IBS.it: Samantha Kofer, giovane e promettente avvocato associato da tre anni del più importante studio legale di New York, ha davanti a sé una brillante carriera, o almeno così crede. Ma è il 2008 e con l’esplosione della crisi finanziaria, le cui ripercussioni in tutto il mondo sono ben note, moltissimi professionisti restano senza lavoro. Gli istituti bancari, gli hedge fund e i grandi studi legali ridimensionano drasticamente spese e personale. E così, ad appena due settimane dal crollo di Lehman Brothers, Samantha perde il suo lavoro, la sua sicurezza e il suo futuro. Al tempo stesso, però, è anche una delle poche persone a cui viene offerta l’opportunità di lavorare gratuitamente per un anno in un piccolo studio di assistenza legale a Brady, una sperduta cittadina di 2200 anime sui monti Appalachi, in attesa di tempi migliori. È un cambiamento di vita radicale. Samantha si ritrova infatti in un mondo lontano anni luce da quello in cui ha sempre vissuto, e grazie all’indomita Mattie Wyatt, capo della Mountain Legal Aid Clinic, e all’affascinante e misterioso nipote di lei, l’avvocato Donovan Gray, capisce subito cosa significa doversi confrontare con veri clienti e problemi reali. Ma soprattutto dovrà fare i conti con il torbido e pericoloso business dell’industria carbonifera, vera risorsa del paese. Un mondo in cui le leggi non vengono rispettate, la violenza è sempre in agguato e la terra stessa è minacciata…

Commento:
Bel libro di tema legale/ecologico. Fin dove si può spingere il mondo industriale per trarre energia senza stuprare la natura? Questo romanzo è un modo per trattare il tema dell’estrazione (estrema) carbonifera negli Stati Uniti (e non solo). Ci mostra il deturpamento, l’inquinamento dell’ambiente e le devastanti conseguenze sugli abitanti delle zone sottoposte a strip mining (lo sventramento delle cime delle montagne per ottenere miniere a cielo aperto). Il romanzo è avvincente e si amano i personaggi che hanno tutti un senso nella narrazione. Unico neo a mio avviso è il finale che lascia un po’ l’amaro in bocca ma d’altronde visto il tema, se Grisham voleva mantenere il realismo non poteva risolverlo in altro modo. Interessante ed inquietante per la cruda realtà.

Voto: 7.5 A chi crede che tutto sia perfetto negli States

Recensione Film: Batman v Superman: Dawn of Justice


BatmanvSupermanFilm del 2016
Diretto da Zack Snyder
Genere: azione, fantascienza, drammatico, avventura, supereroi
Durata: 151 minuti (181 director’s cut)
Con:
Ben Affleck: Bruce Wayne / Batman
Henry Cavill: Kal-El / Clark Kent / Superman
Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman
Amy Adams: Lois Lane
Jesse Eisenberg: Lex Luthor
Diane Lane: Martha Kent
Kevin Costner: Jonathan Kent
Laurence Fishburne: Perry White
Jeremy Irons: Alfred Pennyworth
Holly Hunter: June Finch

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Superman ha spaccato l’opinione pubblica globale, tra chi lo teme e chi addirittura lo adora come un dio. Tra coloro che lo odiano c’è il miliardario Bruce Wayne, il quale da vent’anni combatte i criminali della sua città con l’alter-ego del giustiziere mascherato Batman. Bruce considera l’alieno responsabile dell’ecatombe di cittadini di Metropolis, avvenuta 18 mesi prima, durante lo scontro con il generale Zod. Contemporaneamente Superman, sotto l’identità di Clark Kent, giornalista del Daily Planet, è intenzionato a smascherare Batman, in quanto non ha mai condiviso i suoi metodi da brutale vigilante, nonostante il suo capo, Perry White, gli intimi di lasciar perdere. Anche il nuovo capo della LexCorp, il giovane e mentalmente instabile Lex Luthor, è convinto che l’alieno sia una minaccia per l’umanità. Lex cerca quindi frammenti di kryptonite, una speciale roccia che indebolisce e danneggia i kryptoniani, trovandone il pezzo più grande nell’Oceano Indiano, tra i resti della macchina terraformante di Zod: tutto ciò al fine di uccidere Superman. Lex, tuttavia, viene ostacolato dalla Senatrice June Finch, che vorrebbe processare Superman…

Commento: Parto da ciò che non mi è piaciuto: Doomsday in grafica digitale (sembra il troll delle caverne del “Signore degli anelli” di P.Jackson) e tutta la parte finale del combattimento per sconfiggerlo… Come in “Man of steel” trovo noiosi i combattimenti che durano un’eternità. Altri punti dolenti sono legate alle doppie identità dei protagonisti che sembrano essere ormai di dominio pubblico (Luthor sa chi è Superman, Superman sa chi è Batman…): dove, come, quando, perchè?
Una cosa che trovo poi ridicola quanto irritante: terroristi che mostrano ad un ostaggio un timer con il tempo che gli rimane da vivere…a che pro? Assurdo, fatto solo per lo spettatore.
A parte questo ci sono dei punti davvero interessanti: il sogno/premonizione di Bruce con Superman/Dio Nazista e Batman/Resistenza, l’ingresso di Wonder Woman, la caratterizzazione di Lex Luthor. Io ho visto sia la versione cinematografica che la director’s cut e devo dire che nella seconda si fa un po’ di chiarezza su alcuni punti in cui non era molto semplice capire il perché di determinate scene o situazioni. In generale un bel film che apre al mondo della Justice Legue e a nuovi (si fa per dire) eroi per il cinema come Aquaman, Flash e la stessa Wonder Woman. Divertente, cupo, con qualche buco di sceneggiatura ma nel complesso centra il bersaglio. E grazie ad Alfred finalmente si spiega il cambio di voce tra Wayne e Batman!

Voto: 7.5 Per fortuna le mamme…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Libri: “L’ombra del sicomoro” di John Grisham


Lombra-del-sicomoroGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 535
Titolo originale: Sycamore Row

Trama tratta da IBS.it: Clanton, Ford County, 1988. Seth Hubbard è un uomo molto ricco che sta morendo di cancro ai polmoni. Non si fida di nessuno ed è molto attento alla sua vita privata e ai suoi segreti. Ha due ex mogli, due figli con cui non ha rapporti e un fratello sparito nel nulla da moltissimi anni. Il giorno prima di impiccarsi a un sicomoro, Seth scrive di suo pugno un nuovo testamento nel quale esclude la sua famiglia dall’eredità e lascia tutto ciò che possiede a Lettie, l’ignara domestica di colore che lo ha assistito prima e durante la malattia. Spedisce il testamento all’avvocato Jake Brigance, che si ritrova per le mani un caso davvero scottante. Molte sono infatti le domande cui lui ora deve dare una risposta: perché Seth ha lasciato le sue ingenti fortune alla sua donna di servizio? Forse le cure per il cancro hanno offuscato la sua mente? E tutto questo cosa ha a che fare con quel pezzo di terra un tempo noto come Sycamore Row? Ha così inizio una drammatica controversia tra coloro che si considerano i legittimi eredi, Lettie e un’intera comunità segnata da pregiudizi e tensioni mai sopite. Con “L’ombra del sicomoro” John Grisham ritorna venticinque anni dopo all’ambientazione e alle atmosfere del suo primo romanzo, “Il momento di uccidere”, considerato ormai un classico, di cui questo nuovo legal thriller è il seguito, e al suo battagliero protagonista, l’avvocato Jake Brigance, di nuovo, alle prese con una vicenda caratterizzata da discriminazione razziale, ingiustizia, avidità.

Commento:
Grisham mi piace per come ti trasporta nel profondo Sud degli Stati Uniti d’America e poi riesca a complicare le cose, a renderle ancor più estreme e al termine a risolvere il tutto in maniera verosimile ed avvincente. Anche qui non smentisce questa vena narrativa e il libro infatti è scorrevole ed interessante. La risposta al mistero dietro alla domanda fondamentale del libro (“Perché fare testamento a favore di uno sconosciuto?”) è differente da quella che avevo immaginato (per fortuna) ed anche questo non fa che accrescere la mia stima per questo autore. Bello e drammatico.

Voto: 8 It don’t matter if you’re black or white…

Recensione Film TV: 11.22.63


112263TV

Serie del 2016
Genere: Thriller / Fantastico
Durata: 8 Episodi (~ 55 min. ad episodio)
Con:
James Franco: Jake Epping/James Amberson
Chris Cooper: Al Templeton
Sarah Gadon: Sadie Dunhill
Lucy Fry: Marina Oswald
George MacKay: Bill Turcotte
Daniel Webber: Lee Harvey Oswald

Trama: Jake Epping, un insegnante di inglese di Lisbon, Maine viaggia indietro nel tempo per impedire l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Ma il passato non vuole essere cambiato.

Commento: Il libro da cui è tratta la serie è uno dei miei preferiti (vedi qui la recensione: 22 11 63 di Stephen King) e la trasposizione su schermo non poteva che essere sviluppata su un arco di ore non inferiore a quelle realizzate, un film di due/tre ore sarebbe stato troppo stringato. I pregi di questa serie sono gli attori (Franco, Cooper, la bellissima Gadon e tutti i caratteristi); l’ambientazione (musiche, costumi, auto, scenografie) che ci riporta dritti ai primi anni ’60; i lati oscuri dell’epoca non filtrati dalla nostalgia del “era tutto migliore”: razzismo, sessismo, perbenismo; l’accuratezza nei dettagli.
La nota stonata del racconto tv è un appunto allo sviluppo del racconto che parte alla grande con un pilot eccezionale, una parte centrale un po’dispersiva e lenta ed un finale molto bello e struggente (forse migliore di quello del libro, azzarderei a dire) ma troppo concitato negli ultimi due episodi.

Ci sono ovviamente differenze con il racconto cartaceo e divagazioni necessarie ad un racconto più visivo che introspettivo ma, nel complesso, un bel lavoro che non perde il fascino della sua origine libraria. Personalmente ho trovato degno questo lavoro per merito di una produzione che ha badato a dare una conclusione in un’unica stagione (spero vivamente non ci siano sequel inutili o spin-off, vedremo), attori molto in gamba e fedeltà al racconto originale con le opportune differenze quando necessario. Finalmente un bel resoconto tv che rende giustizia al lavoro di Stephen King. Bello.

Voto: 8 Siamo sicuri che il passato è coì bello come ce lo ricordiamo?

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Libri: “Estinzione” di James Rollins


estinzioneGenere : Azione
Autore: James Rollins
Editore: Editrice Nord
Anno: 2014
Pagine: 480
Titolo originale: The Sixth Extinction

Trama tratta dal sito Editrice Nord: 1832: Affascinato da una misteriosa rotta segnata su una mappa antichissima, Charles Darwin decide di spingere il Beagle sempre più a Sud, fino a lambire i ghiacci dell’Antartide. Ma ciò che vedrà lo convincerà a bruciare il resoconto di quella spedizione e a distruggere ogni prova dell’esistenza di un luogo maledetto.
California, oggi. Uccideteci tutti. È questa l’agghiacciante richiesta che arriva da un laboratorio militare segreto. E infatti, quando la squadra di soccorso arriva sul posto, è ormai troppo tardi per intervenire. Perché nel raggio di cinque chilometri intorno al sito, ogni forma di vita ha cessato di esistere.
Washington, oggi. Un gruppo di uomini armati irrompe nella sede della DARPA ed elimina l’unico biotecnologo in grado di dare un senso ai dati sconcertanti raccolti nella zona del disastro. A Gray Pierce rimane quindi solo una possibilità: rivolgersi ad Alex Harrington, un controverso scienziato di fama mondiale che, negli ultimi tempi, aveva intrattenuto una fitta corrispondenza col direttore del centro californiano. Harrington è disposto a collaborare, però a condizione che Gray lo raggiunga nella sua stazione di ricerca in Antartide. L’agente della Sigma è troppo esperto per non sospettare che si tratti di una trappola, ma deve correre il rischio, se vuole salvare l’umanità dall’estinzione…

Commento: Interessanti teorie sull’estinzione e la sopravvivenza del genere umano/animale. Molti dettagli scientifici e militari che appesantiscono la narrazione e che, onestamente, sembrano essere scritti un po’ per autocompiacimento dell’autore. La trama è comunque avvincente (sulla falsariga di tutti i romanzi inerenti alla Sigma Force) e al solito i protagonisti oltre che belli, bravi, intelligenti sono pure abili in ogni arte militare e bellica oltre che scientifica. In sostanza, un classico alla Rollins che “tiene” comunque fino al termine (lieto con un retrogusto amaro).

Voto: 7 Per chi non crede a Jurassic Park

Recensione Libri: “Chi perde paga” di Stephen King


Chi perde pagaGenere : Thriller
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2015
Pagine: 469
Titolo originale: Finders Keepers

Trama tratta da Wikipedia : È il seguito di Mr. Mercedes e presenta gli stessi protagonisti del romanzo precedente. L’anziano ex detective Hodges, aiutato da Jerome e Holly, è alle prese con un intricato caso che parte dall’assassinio di un celebre scrittore avvenuto nel 1978, ispirato vagamente a J. D. Salinger. Con la sua morte sono spariti i taccuini che contengono due suoi romanzi inediti e che valgono milioni di dollari.

Commento: Al solito il gran vecchio e caro Stevie ci porta in luoghi oscuri tratteggiando per bene personaggi e luoghi americani. Più del finale con Mr.Mercedes che apre al sequel atteso a Giugno (“End of watch”) è avvincente il racconto principale legato ai taccuini dello scrittore. Posso dire che questo romanzo si fa leggere con piacere e, personalmente, trovo però stridente il finale horror e sovrannaturale che non trovo coerente con il resto della trilogia. Comunque un buon libro, aspettando il finale della trilogia.
Voto: 7.5 Mai rubare ad un ladro…

Recensione Libri: “L’avvocato canaglia” di John Grisham


Avvocato canagliaGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori, Omnibus
Anno: 2015
Pagine: 332
Titolo originale: Rogue Lawyer

Trama tratta dalla quarta di copertina: Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c’è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, L’avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.

Commento: Questo è il primo libro che leggo in formato e-book e quindi un po’ del gusto nella lettura è stato condizionato dal mezzo. Comunque, dettagli tecnici a parte, ho ritrovato il vecchio caro Grisham e le sue storie di avvocati, tribunale e giurie. Qui c’è una serie di racconti, alcuni auto-conclusivi mentre altri legati tra loro e portati fino al termine del libro. Il filo conduttore è comunque il protagonista visto sia dal lato professionale che da quello strettamente privato e personale. Il libro è avvincente e soprattutto è proprio Sebastian Rudd ad essere descritto davvero bene e in maniera verosimile. Un libro che cattura fino al termine anche se proprio l’epilogo, a mio modo di vedere, è troppo rapido e sbrigativo. Tra l’altro chissà a quali episodi nella cronaca statunitense si è ispirato per tratteggiare la polizia così corrotta, brutale e al di sopra di ogni legge.
Voto: 8 Per chi è convinto che la Giustizia vinca sempre.

Recensione Film: Deadpool


DeadpoolFilm del 2016
Diretto da Tim Miller
Genere: azione, commedia, avventura, fantastico, supereroi
Durata: 108 minuti
Con:
Ryan Reynolds: Wade Wilson/Deadpool
Morena Baccarin: Vanessa Carlysle
Ed Skrein: Francis Freeman/Ajax
T. J. Miller: Weasel
Gina Carano: Angel Dust
Brianna Hildebrand: Ellie Phimister/Testata Mutante Negasonica
Andre Tricoteux: Piotr “Peter” Rasputin/Colosso

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Deadpool, il “Mercenario chiacchierone” in grado di infrangere la quarta parete, tende un agguato ad un convoglio per eliminare Francis, l’uomo che lo ha terribilmente sfigurato. Lo stesso Deadpool invita gli spettatori a conoscere la sua storia personale prima di proseguire: due anni prima Deadpool era semplicemente Wade Wilson, ex soldato delle forze speciali con ben quarantuno uccisioni all’attivo che, dopo essere stato congedato con disonore, per sbarcare il lunario ha intrapreso la carriera di mercenario.

Un giorno, dopo aver minacciato su commissione uno stalker (un fattorino di una pizzeria a domicilio), Wade si reca nel losco pub per sicari che frequenta di solito, gestito dall’amico Weasel: qui si organizza periodicamente una lotteria, chiamata “dead pool”, in cui si scommette su chi sarà il prossimo a morire. Quella stessa sera Wade incontra una ragazza, Vanessa. Vanessa e Wade scherzano brevemente ed escono insieme, tra i due il colpo di fulmine é immediato e dopo pochissimo finiscono a letto, subito sboccia l’amore e dopo pochissimo vanno a vivere insieme, dopo un periodo di convivenza (nel film si presuppone sia un anno, considerato il susseguirsi delle ricorrenze e delle festività del calendario celebrate tra i due con rapporti sessuali “a tema”) Wade le chiede di sposarlo; dopo aver ricevuto il fatidico sì, tuttavia, l’uomo ha un malore improvviso che lo fa stramazzare a terra.

Commento: Come sarebbe un film di super (si fa per dire) eroi alla Tarantino? Eccolo qui. Splatter, sangue a catinelle, parolacce, humour, scene non-sense. C’è di tutto in questo film, a partire dai titoli di testa su un furgone in stile “Inception” che ci fanno capire subito il tono dissacrante del genere. Il personaggio principale si rivolge allo spettatore in camera, è volgarissimo, indifendibile e mai politically-correct. La storia è leggera e prevedibile ma molto divertente. Molte battute ed effetti speciali per uno speciale “quasi” X-Men che prende in giro Wolverine, sé stesso e gli attori che li interpretano. Ottimo entertainment! E poi la Al (Leslie Uggams) non-vedente è pazzesca… Finalmente un film Marvel dove la battaglia tra super-dotati (è il caso di dirlo) fa soltanto da sfondo, qui è tutto concentrato nel dissacrante sproloquio verbale del protagonista. Funny!

Voto: 7.5 Un superlogorroicoeroe davvero demenziale e divertente.

Ah però... 6.5 -7.5