Recensione Film: Batman v Superman: Dawn of Justice


BatmanvSupermanFilm del 2016
Diretto da Zack Snyder
Genere: azione, fantascienza, drammatico, avventura, supereroi
Durata: 151 minuti (181 director’s cut)
Con:
Ben Affleck: Bruce Wayne / Batman
Henry Cavill: Kal-El / Clark Kent / Superman
Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman
Amy Adams: Lois Lane
Jesse Eisenberg: Lex Luthor
Diane Lane: Martha Kent
Kevin Costner: Jonathan Kent
Laurence Fishburne: Perry White
Jeremy Irons: Alfred Pennyworth
Holly Hunter: June Finch

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Superman ha spaccato l’opinione pubblica globale, tra chi lo teme e chi addirittura lo adora come un dio. Tra coloro che lo odiano c’è il miliardario Bruce Wayne, il quale da vent’anni combatte i criminali della sua città con l’alter-ego del giustiziere mascherato Batman. Bruce considera l’alieno responsabile dell’ecatombe di cittadini di Metropolis, avvenuta 18 mesi prima, durante lo scontro con il generale Zod. Contemporaneamente Superman, sotto l’identità di Clark Kent, giornalista del Daily Planet, è intenzionato a smascherare Batman, in quanto non ha mai condiviso i suoi metodi da brutale vigilante, nonostante il suo capo, Perry White, gli intimi di lasciar perdere. Anche il nuovo capo della LexCorp, il giovane e mentalmente instabile Lex Luthor, è convinto che l’alieno sia una minaccia per l’umanità. Lex cerca quindi frammenti di kryptonite, una speciale roccia che indebolisce e danneggia i kryptoniani, trovandone il pezzo più grande nell’Oceano Indiano, tra i resti della macchina terraformante di Zod: tutto ciò al fine di uccidere Superman. Lex, tuttavia, viene ostacolato dalla Senatrice June Finch, che vorrebbe processare Superman…

Commento: Parto da ciò che non mi è piaciuto: Doomsday in grafica digitale (sembra il troll delle caverne del “Signore degli anelli” di P.Jackson) e tutta la parte finale del combattimento per sconfiggerlo… Come in “Man of steel” trovo noiosi i combattimenti che durano un’eternità. Altri punti dolenti sono legate alle doppie identità dei protagonisti che sembrano essere ormai di dominio pubblico (Luthor sa chi è Superman, Superman sa chi è Batman…): dove, come, quando, perchè?
Una cosa che trovo poi ridicola quanto irritante: terroristi che mostrano ad un ostaggio un timer con il tempo che gli rimane da vivere…a che pro? Assurdo, fatto solo per lo spettatore.
A parte questo ci sono dei punti davvero interessanti: il sogno/premonizione di Bruce con Superman/Dio Nazista e Batman/Resistenza, l’ingresso di Wonder Woman, la caratterizzazione di Lex Luthor. Io ho visto sia la versione cinematografica che la director’s cut e devo dire che nella seconda si fa un po’ di chiarezza su alcuni punti in cui non era molto semplice capire il perché di determinate scene o situazioni. In generale un bel film che apre al mondo della Justice Legue e a nuovi (si fa per dire) eroi per il cinema come Aquaman, Flash e la stessa Wonder Woman. Divertente, cupo, con qualche buco di sceneggiatura ma nel complesso centra il bersaglio. E grazie ad Alfred finalmente si spiega il cambio di voce tra Wayne e Batman!

Voto: 7.5 Per fortuna le mamme…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Libri: “L’ombra del sicomoro” di John Grisham


Lombra-del-sicomoroGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 535
Titolo originale: Sycamore Row

Trama tratta da IBS.it: Clanton, Ford County, 1988. Seth Hubbard è un uomo molto ricco che sta morendo di cancro ai polmoni. Non si fida di nessuno ed è molto attento alla sua vita privata e ai suoi segreti. Ha due ex mogli, due figli con cui non ha rapporti e un fratello sparito nel nulla da moltissimi anni. Il giorno prima di impiccarsi a un sicomoro, Seth scrive di suo pugno un nuovo testamento nel quale esclude la sua famiglia dall’eredità e lascia tutto ciò che possiede a Lettie, l’ignara domestica di colore che lo ha assistito prima e durante la malattia. Spedisce il testamento all’avvocato Jake Brigance, che si ritrova per le mani un caso davvero scottante. Molte sono infatti le domande cui lui ora deve dare una risposta: perché Seth ha lasciato le sue ingenti fortune alla sua donna di servizio? Forse le cure per il cancro hanno offuscato la sua mente? E tutto questo cosa ha a che fare con quel pezzo di terra un tempo noto come Sycamore Row? Ha così inizio una drammatica controversia tra coloro che si considerano i legittimi eredi, Lettie e un’intera comunità segnata da pregiudizi e tensioni mai sopite. Con “L’ombra del sicomoro” John Grisham ritorna venticinque anni dopo all’ambientazione e alle atmosfere del suo primo romanzo, “Il momento di uccidere”, considerato ormai un classico, di cui questo nuovo legal thriller è il seguito, e al suo battagliero protagonista, l’avvocato Jake Brigance, di nuovo, alle prese con una vicenda caratterizzata da discriminazione razziale, ingiustizia, avidità.

Commento:
Grisham mi piace per come ti trasporta nel profondo Sud degli Stati Uniti d’America e poi riesca a complicare le cose, a renderle ancor più estreme e al termine a risolvere il tutto in maniera verosimile ed avvincente. Anche qui non smentisce questa vena narrativa e il libro infatti è scorrevole ed interessante. La risposta al mistero dietro alla domanda fondamentale del libro (“Perché fare testamento a favore di uno sconosciuto?”) è differente da quella che avevo immaginato (per fortuna) ed anche questo non fa che accrescere la mia stima per questo autore. Bello e drammatico.

Voto: 8 It don’t matter if you’re black or white…

Recensione Film TV: 11.22.63


112263TV

Serie del 2016
Genere: Thriller / Fantastico
Durata: 8 Episodi (~ 55 min. ad episodio)
Con:
James Franco: Jake Epping/James Amberson
Chris Cooper: Al Templeton
Sarah Gadon: Sadie Dunhill
Lucy Fry: Marina Oswald
George MacKay: Bill Turcotte
Daniel Webber: Lee Harvey Oswald

Trama: Jake Epping, un insegnante di inglese di Lisbon, Maine viaggia indietro nel tempo per impedire l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Ma il passato non vuole essere cambiato.

Commento: Il libro da cui è tratta la serie è uno dei miei preferiti (vedi qui la recensione: 22 11 63 di Stephen King) e la trasposizione su schermo non poteva che essere sviluppata su un arco di ore non inferiore a quelle realizzate, un film di due/tre ore sarebbe stato troppo stringato. I pregi di questa serie sono gli attori (Franco, Cooper, la bellissima Gadon e tutti i caratteristi); l’ambientazione (musiche, costumi, auto, scenografie) che ci riporta dritti ai primi anni ’60; i lati oscuri dell’epoca non filtrati dalla nostalgia del “era tutto migliore”: razzismo, sessismo, perbenismo; l’accuratezza nei dettagli.
La nota stonata del racconto tv è un appunto allo sviluppo del racconto che parte alla grande con un pilot eccezionale, una parte centrale un po’dispersiva e lenta ed un finale molto bello e struggente (forse migliore di quello del libro, azzarderei a dire) ma troppo concitato negli ultimi due episodi.

Ci sono ovviamente differenze con il racconto cartaceo e divagazioni necessarie ad un racconto più visivo che introspettivo ma, nel complesso, un bel lavoro che non perde il fascino della sua origine libraria. Personalmente ho trovato degno questo lavoro per merito di una produzione che ha badato a dare una conclusione in un’unica stagione (spero vivamente non ci siano sequel inutili o spin-off, vedremo), attori molto in gamba e fedeltà al racconto originale con le opportune differenze quando necessario. Finalmente un bel resoconto tv che rende giustizia al lavoro di Stephen King. Bello.

Voto: 8 Siamo sicuri che il passato è coì bello come ce lo ricordiamo?

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Libri: “Estinzione” di James Rollins


estinzioneGenere : Azione
Autore: James Rollins
Editore: Editrice Nord
Anno: 2014
Pagine: 480
Titolo originale: The Sixth Extinction

Trama tratta dal sito Editrice Nord: 1832: Affascinato da una misteriosa rotta segnata su una mappa antichissima, Charles Darwin decide di spingere il Beagle sempre più a Sud, fino a lambire i ghiacci dell’Antartide. Ma ciò che vedrà lo convincerà a bruciare il resoconto di quella spedizione e a distruggere ogni prova dell’esistenza di un luogo maledetto.
California, oggi. Uccideteci tutti. È questa l’agghiacciante richiesta che arriva da un laboratorio militare segreto. E infatti, quando la squadra di soccorso arriva sul posto, è ormai troppo tardi per intervenire. Perché nel raggio di cinque chilometri intorno al sito, ogni forma di vita ha cessato di esistere.
Washington, oggi. Un gruppo di uomini armati irrompe nella sede della DARPA ed elimina l’unico biotecnologo in grado di dare un senso ai dati sconcertanti raccolti nella zona del disastro. A Gray Pierce rimane quindi solo una possibilità: rivolgersi ad Alex Harrington, un controverso scienziato di fama mondiale che, negli ultimi tempi, aveva intrattenuto una fitta corrispondenza col direttore del centro californiano. Harrington è disposto a collaborare, però a condizione che Gray lo raggiunga nella sua stazione di ricerca in Antartide. L’agente della Sigma è troppo esperto per non sospettare che si tratti di una trappola, ma deve correre il rischio, se vuole salvare l’umanità dall’estinzione…

Commento: Interessanti teorie sull’estinzione e la sopravvivenza del genere umano/animale. Molti dettagli scientifici e militari che appesantiscono la narrazione e che, onestamente, sembrano essere scritti un po’ per autocompiacimento dell’autore. La trama è comunque avvincente (sulla falsariga di tutti i romanzi inerenti alla Sigma Force) e al solito i protagonisti oltre che belli, bravi, intelligenti sono pure abili in ogni arte militare e bellica oltre che scientifica. In sostanza, un classico alla Rollins che “tiene” comunque fino al termine (lieto con un retrogusto amaro).

Voto: 7 Per chi non crede a Jurassic Park

Recensione Libri: “Chi perde paga” di Stephen King


Chi perde pagaGenere : Thriller
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2015
Pagine: 469
Titolo originale: Finders Keepers

Trama tratta da Wikipedia : È il seguito di Mr. Mercedes e presenta gli stessi protagonisti del romanzo precedente. L’anziano ex detective Hodges, aiutato da Jerome e Holly, è alle prese con un intricato caso che parte dall’assassinio di un celebre scrittore avvenuto nel 1978, ispirato vagamente a J. D. Salinger. Con la sua morte sono spariti i taccuini che contengono due suoi romanzi inediti e che valgono milioni di dollari.

Commento: Al solito il gran vecchio e caro Stevie ci porta in luoghi oscuri tratteggiando per bene personaggi e luoghi americani. Più del finale con Mr.Mercedes che apre al sequel atteso a Giugno (“End of watch”) è avvincente il racconto principale legato ai taccuini dello scrittore. Posso dire che questo romanzo si fa leggere con piacere e, personalmente, trovo però stridente il finale horror e sovrannaturale che non trovo coerente con il resto della trilogia. Comunque un buon libro, aspettando il finale della trilogia.
Voto: 7.5 Mai rubare ad un ladro…

Recensione Libri: “L’avvocato canaglia” di John Grisham


Avvocato canagliaGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori, Omnibus
Anno: 2015
Pagine: 332
Titolo originale: Rogue Lawyer

Trama tratta dalla quarta di copertina: Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c’è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, L’avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.

Commento: Questo è il primo libro che leggo in formato e-book e quindi un po’ del gusto nella lettura è stato condizionato dal mezzo. Comunque, dettagli tecnici a parte, ho ritrovato il vecchio caro Grisham e le sue storie di avvocati, tribunale e giurie. Qui c’è una serie di racconti, alcuni auto-conclusivi mentre altri legati tra loro e portati fino al termine del libro. Il filo conduttore è comunque il protagonista visto sia dal lato professionale che da quello strettamente privato e personale. Il libro è avvincente e soprattutto è proprio Sebastian Rudd ad essere descritto davvero bene e in maniera verosimile. Un libro che cattura fino al termine anche se proprio l’epilogo, a mio modo di vedere, è troppo rapido e sbrigativo. Tra l’altro chissà a quali episodi nella cronaca statunitense si è ispirato per tratteggiare la polizia così corrotta, brutale e al di sopra di ogni legge.
Voto: 8 Per chi è convinto che la Giustizia vinca sempre.

Recensione Film: Deadpool


DeadpoolFilm del 2016
Diretto da Tim Miller
Genere: azione, commedia, avventura, fantastico, supereroi
Durata: 108 minuti
Con:
Ryan Reynolds: Wade Wilson/Deadpool
Morena Baccarin: Vanessa Carlysle
Ed Skrein: Francis Freeman/Ajax
T. J. Miller: Weasel
Gina Carano: Angel Dust
Brianna Hildebrand: Ellie Phimister/Testata Mutante Negasonica
Andre Tricoteux: Piotr “Peter” Rasputin/Colosso

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Deadpool, il “Mercenario chiacchierone” in grado di infrangere la quarta parete, tende un agguato ad un convoglio per eliminare Francis, l’uomo che lo ha terribilmente sfigurato. Lo stesso Deadpool invita gli spettatori a conoscere la sua storia personale prima di proseguire: due anni prima Deadpool era semplicemente Wade Wilson, ex soldato delle forze speciali con ben quarantuno uccisioni all’attivo che, dopo essere stato congedato con disonore, per sbarcare il lunario ha intrapreso la carriera di mercenario.

Un giorno, dopo aver minacciato su commissione uno stalker (un fattorino di una pizzeria a domicilio), Wade si reca nel losco pub per sicari che frequenta di solito, gestito dall’amico Weasel: qui si organizza periodicamente una lotteria, chiamata “dead pool”, in cui si scommette su chi sarà il prossimo a morire. Quella stessa sera Wade incontra una ragazza, Vanessa. Vanessa e Wade scherzano brevemente ed escono insieme, tra i due il colpo di fulmine é immediato e dopo pochissimo finiscono a letto, subito sboccia l’amore e dopo pochissimo vanno a vivere insieme, dopo un periodo di convivenza (nel film si presuppone sia un anno, considerato il susseguirsi delle ricorrenze e delle festività del calendario celebrate tra i due con rapporti sessuali “a tema”) Wade le chiede di sposarlo; dopo aver ricevuto il fatidico sì, tuttavia, l’uomo ha un malore improvviso che lo fa stramazzare a terra.

Commento: Come sarebbe un film di super (si fa per dire) eroi alla Tarantino? Eccolo qui. Splatter, sangue a catinelle, parolacce, humour, scene non-sense. C’è di tutto in questo film, a partire dai titoli di testa su un furgone in stile “Inception” che ci fanno capire subito il tono dissacrante del genere. Il personaggio principale si rivolge allo spettatore in camera, è volgarissimo, indifendibile e mai politically-correct. La storia è leggera e prevedibile ma molto divertente. Molte battute ed effetti speciali per uno speciale “quasi” X-Men che prende in giro Wolverine, sé stesso e gli attori che li interpretano. Ottimo entertainment! E poi la Al (Leslie Uggams) non-vedente è pazzesca… Finalmente un film Marvel dove la battaglia tra super-dotati (è il caso di dirlo) fa soltanto da sfondo, qui è tutto concentrato nel dissacrante sproloquio verbale del protagonista. Funny!

Voto: 7.5 Un superlogorroicoeroe davvero demenziale e divertente.

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film Classici: “Gangs of New York”


gangs_of_new_yorkFilm del 2002
Diretto da Martin Scorsese
Genere: drammatico, epico, storico
Durata: 167 minuti
Con:
Daniel Day-Lewis: William “Bill il macellaio”
Leonardo DiCaprio: Amsterdam Vallon
Cameron Diaz: Jenny Everdeane
Liam Neeson: Padre Vallon
Jim Broadbent: William “Boss” Tweed
Henry Thomas: Johnny Sirocco
Brendan Gleeson: Walter “Monk” McGinn
John C. Reilly: “Happy” Jack Mulraney

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 1846, il degradato quartiere dei Five Points a New York è teatro di violente competizioni tra bande criminali che intendono assicurarsi il dominio del territorio. Padre Vallon, capo della potente banda dei “Conigli morti”, saluta il figlio Amsterdam prima di scendere nel campo di battaglia. A contendere il primato dei Conigli morti ci sono i “Nativi”, banda altrettanto potente guidata dal temibile William Cutting detto “Bill il Macellaio” a causa della sua professione. Durante la sanguinosa battaglia Bill il Macellaio riesce a sconfiggere ed uccidere il rivale, ponendo fine alla guerra e sancendo la definitiva supremazia dei Nativi nel quartiere. Il piccolo Amsterdam, per decisione di Bill (in segno di rispetto verso il suo odiato ma stimato rivale), non viene ucciso ma mandato in riformatorio.

Raggiunta la maggiore età ed uscito quindi dal riformatorio in cui era stato rinchiuso, il giovane Amsterdam fa ritorno nel quartiere con l’intenzione di vendicarsi di Bill il macellaio, diventato capo indiscusso della malavita nei Five points.

Commento: Scorsese è il mio regista preferito (per quello che vale) e anche in questo film non si smentisce. Forse tutto ciò che viene raccontato storicamente non è successo veramente e ci sono anacronismi, inesattezze e quant’altro ma, onestamente, è un film più vero del vero! Gli attori sono eccezionali (su tutti Daniel Day-Lewis) compresi i caratteristi. La New York del 19° Secolo ricreata a Cinecittà è stupenda. La storia dimostra tutto ciò che è la vita: cruda, spietata, ironica, assurda e ingiusta. Il senso del film è chiaro: la guerra (tra eserciti, popoli o anche solo gangs) viene dichiarata dai ricchi e combattuta dai poveri come viene detto in una frase nel film che dice, cito a memoria: “Si può sempre assoldare una metà dei poveri per uccidere l’altra metà”. Qui la lotta per il proprio interesse o potere tramite la paura (i nativi di D.D.Lewis) contrapposti dalla voglia di vendicarsi di Amsterdam/DiCaprio a capo dei Conigli Morti e di tutti gli immigrati di N.Y. viene manipolata dai politici, l’elite e la polizia corrotta dell’epoca. Ma alla fine non vince nessuno e la storia (come la vita di ognuno di noi) viene dimenticata (bellissima la sequenza finale con il cimitero sull’East River che domina Manhattan fino allo skyline pre-11 Settembre). Un film potente, crudo. Bello.

Voto: 8 Il sangue rimane sulla lama.

bellissimo - 8 e più

Recensione Film: Lucy


LucyFilm del 2014
Diretto da Luc Besson
Genere: azione, fantascienza, thriller
Durata: 89 minuti
Con:
Scarlett Johansson: Lucy
Morgan Freeman: prof. Samuel Norman

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Lucy è una ragazza di venticinque anni che studia a Taipei, si sballa di continuo ai rave party e non sa cosa fare di se stessa. Un giorno il suo ragazzo, Richard, la obbliga a consegnare una valigetta in sua vece: al momento della consegna il ragazzo viene ucciso e Lucy viene rapita da un gruppo di criminali coreani. Obbligata a lavorare come corriere della droga, le viene inserita chirurgicamente nell’addome una sacca contenente una nuova sostanza, il CPH4 sintetico, un enzima prodotto dalle madri in gravidanza per mettere in moto lo sviluppo del feto. A seguito di un pestaggio a cui viene sottoposta da uno dei gangster che vorrebbe abusare di lei, il pacchetto che trasporta si lacera e il contenuto si riversa all’interno del suo corpo. Le sostanze vengono assorbite dal suo organismo e Lucy acquista straordinarie capacità fisiche e mentali, aumentando a dismisura la capacità di sfruttamento del proprio cervello. Inizia così per la protagonista un viaggio ai confini della fantascienza.

Commento: Un film di commistione tra azione, fantascienza, pulp e filosofie orientali. Scarlett Johansson è indubbiamente in parte e Morgan Freeman direi addirittura sprecato. La storia non è il massimo dell’originalità e pesca a piene mani da altre opere (Matrix, Limitless per citarne due abbastanza palesi). Non è malaccio ma, onestamente, al termine lascia davvero poco in termini di emozioni o riflessioni, un piatto ben confezionato ma poco saporito, in sostanza. Tralascio poi la possibilità espressa nel finale del film sulla effettiva capacità di una chiavetta USB…
Voto: 6 Poco originale.

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Ex Machina


Ex MachinaFilm del 2015
Diretto da Alex Garland
Genere: drammatico, fantascienza, thriller
Durata: 108 minuti
Con:
Domhnall Gleeson: Caleb Smith
Alicia Vikander: Ava
Oscar Isaac: Nathan Bateman
Sonoya Mizuno: Kyoko
Trama tratta da Wikipedia : Caleb Smith è un giovane eccellente programmatore che si aggiudica la possibilità di trascorrere una settimana nella casa in montagna di Nathan Bateman, l’amministratore delegato della società per cui lavora, BlueBook.

Nathan gli rivela subito che la sua casa non è altro che un grande laboratorio di ricerca dove da solo ha progettato e costruito una macchina umanoide dotata di intelligenza artificiale di nome Ava. Caleb è stato scelto per collaborare all’esecuzione del test di Turing per capire se l’umanoide abbia una vera intelligenza e coscienza di sé. Il giovane programmatore inizia subito il test, incontrando il robot dalle sembianze femminili e cominciando a parlarci, sorprendendosi di quanto sia intelligente e simile a un essere umano.

Commento: Film lento (è il suo bello) e attori eccezionali (soprattutto la robot Alicia Vikander e Oscar Isaacs). Ci sono bei dialoghi e citazioni da ricordare. Il finale è piuttosto prevedibile ma qui ciò che è interessante, anche se non originalissimo a mio avviso, è il percorso dei protagonisti tra realtà/simulazione ed umanità/artificiale. C’è un po’ di Frankestein qua e là ma, soprattutto, un tentativo di rispondere a domande sull’esistenza. Bello e anche inquietante, a tratti.

Voto: 7.5 We are robot…

Ah però... 6.5 -7.5