Recensione Film: Minions


minionsFilm del 2015
Diretto da Pierre Coffin e Kyle Balda
Genere: animazione, cartoon 3d
Durata: 90 min.

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : I minion sono esistiti fin dall’alba dei tempi ed hanno un solo scopo: servire il padrone più cattivissimo al mondo. Evoluti da organismi unicellulari, i minion sbarcano sulla terraferma, si fanno assumere da un T-Rex, ma nel prendere una banana lo fanno accidentalmente scivolare su un masso e cadere in un vulcano. Poi si mettono al servizio di un uomo delle caverne, ma sostituiscono la sua clava con un acchiappamosche e il cavernicolo, indifeso, viene sbranato da un orso delle caverne. Ci provano nuovamente in Egitto, ma schiacciano per sbaglio il faraone con una piramide, provocano l’incenerimento del Conte Dracula e successivamente Napoleone viene centrato da una cannonata.

Decidono quindi di isolarsi dal mondo e cominciare una nuova vita nell’artide All’inizio la loro vita da eremiti sembra perfetta, ma ben presto si accorgono che la mancanza di un padrone da servire fa mancare loro una ragione di vita, facendoli morire di noia. Qualche tempo prima del 1968 il minion Kevin decide di partire alla ricerca di un nuovo padrone.
Commento:
Già dalla sigla Universal il film diverte. I Minions sono davvero spassosi e ci si affeziona alla loro ingenua stupidità e amorevole sudditanza per il malvagio di turno. Interessante scoprire le origini dei Minions e l’inserire i tre protagonisti ( e la loro tribù) negli anni ’60 in modo da creare un continuum come un prequel di Cattivissimo Me 1 e 2.

Cosa dire se non che il film fa ridere e sorridere e i Minions sono personaggi che di loro reggono il peso di tutto il film. Ci sono trovate divertenti (la dimostrazione che non siamo stati veramente sulla Luna(!), la passeggiata dei Beatles in Abbey Road e una Regina molto easy). Bello ma per molti aspetti lo considero maggiormente un film per grandi, i quali potranno cogliere tanti aspetti e collegamenti culturali che ai più piccoli invece sfuggiranno.

Voto: 7.5 Bananaaaaaaaa!

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Pets – Vita da animali


petsFilm del 2016
Diretto da Chris Renaud e Yarrow Cheney
Genere: animazione, cartoon 3d
Durata: 98 min.

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Max è un tenero cagnolino che vive a New York con la sua padrona Katie, a cui vuole molto bene. Quando Katie va al lavoro, Max passa le sue giornate con gli altri animali domestici che abitano nel suo condominio, attendendo con ansia il rientro della padrona. Un giorno Katie rincasa con Duke, un enorme cane peloso, prelevato dal canile locale. Duke si dimostra subito affettuoso e disposto a coabitare, ma a Max la cosa non piace e cerca di convincere Katie a sbarazzarsi di lui. Quest’ultimo, scoperta la cosa, cambia subito atteggiamento e si dimostra a sua volta ostile verso Max.

Un giorno i due vengono portati al parco da un dog-sitter, che però dimentica di togliere il guinzaglio a Max. Appena l’umano non guarda, Duke, stufo del comportamento di Max nei suoi confronti, porta Max lontano dal parco tirandolo per il collare e lo scaraventa dentro un bidone dell’immondizia. Prima che Duke possa dileguarsi, i due vengono circondati da un gruppo di gatti randagi, che riescono a strappare loro i collari e sono sul punto di aggredirli, quando vengono raggiunti da due accalappiacani. I randagi fuggono, ma Max e Duke vengono acciuffatti.

Commento: Il prologo è spettacoloso: il volo d’angelo sopra una New York autunnale è bellissimo. Molto divertente tutto il film che ricorda a tratti “Lilly e il Vagabondo” e ci mostra cosa fanno i nostri amici quando i padroni li lasciano a casa per andare al lavoro. E’ un film adatto anche a bambini piccoli questa volta e c’è solo a mio modo di vedere, una scena un po’ paurosa (quella della vipera nei bassifondi) mentre i cattivi sono comici pure loro (vedi il coniglietto sadico). Si ride e ci si appassiona alle sorti di Max e Co. Mi è poco piaciuta la voce data a Max (Cattelan). Un bel film da condividere con i propri piccoletti di casa (a due e più gambe!)
Voto: 8 Non aprite quella porta… appena usciti

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Ghostbusters


ghostbustersFilm del 2016
Diretto da Paul Feig
Genere: fantascienza, commedia, azione
Durata: 116 min. (133 edizione estesa)
Con:
Melissa McCarthy: Abby Yates
Kristen Wiig: Erin Gilbert
Kate McKinnon: Jillian Holtzmann
Leslie Jones: Patty Tolan
Chris Hemsworth: Kevin Beckman
Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Le fisiche Abby Yates e Erin Gilbert sono co-autrici di un libro frutto della loro ricerca in cui è scritto che i fenomeni paranormali quali i fantasmi esistano. Per non essere umiliata, Erin abbandona Abby e il libro e diventa professoressa alla Columbia University, mentre Abby continua a studiare il paranormale a un college di tecnologia con l’eccentrica ingegnere Jillian Holtzmann. Erin viene poi a sapere che Abby ha ripubblicato il libro online ed è minacciata di essere espulsa permanentemente dall’istituto. Si riuniscono e, se Abby toglierà il libro dalle vendite, Erin dovrà aiutare Abby e Jillian in una investigazione: alla villa Aldridge è stato visto un fantasma di una precedente proprietaria.

Le tre entrano in contatto col fantasma, facendo così rinascere il credere nei fantasmi ad Erin. Ma un video della loro investigazione viene postato online e Erin viene espulsa dall’università. Decide così di unirsi alle sue due amiche nel loro progetto, ma quando un nuovo direttore d’instituto viene a sapere della natura della ricerca, le espelle. Le tre aprono un ufficio sopra un ristorante cinese e si fanno chiamare “Conduttrici dell’ Esaminazione Metafisica”. Iniziano a costruire così dell’equipaggiamento per studiare e “acchiappare” i fantasmi e assumono il bellissimo ma tonto aspirante attore Kevin Beckman.

Commento: Per un “vecchio” come me, Ghostbusters è quello del 1984, scolpito nel cuore e nella memoria grazie ad attori divertenti, storia assurda e spassosa e una colonna sonora ancor oggi bellissima (Ray Parker Jr.). In più fu il mio primo gioco per Commodore 64! Comunque a parte la nostalgia solitamente i reboot funzionano se, a mio avviso, rivisitano l’originale con qualche novità e originale trovata mantenendo inalterato lo spirito originario. Qui purtroppo ci sono una prima parte divertente, un cast femminile che non delude e qualche cameo degli attori del cast originale, ma si perde molto nella seconda parte, quando si apre il portale tra i mondi. I fantasmi sono cattivi e terrificanti, gli effetti speciali prevaricano il divertimento e manca un guizzo di fantasia verso qualcosa di innovativo. Thor fa la sua parte per attirare il pubblico femminile e Chris Hemsworth devo dire che recita bene la parte del tonto. In sostanza è un film riuscito a metà pur avendo dalla sua Melissa McCarthy e Kristeen Wiig ottime attrici comiche. Niente di nuovo sotto il sole.

Voto: 6.5 Non incrociate mai i flussi!

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Now you see mee 2


nysm2Film del 2016
Diretto da Jon M. Chu
Genere: azione, commedia, thriller
Durata: 129 min.
Con:
Jesse Eisenberg: J. Daniel Atlas
Mark Ruffalo: Dylan Rhodes
Woody Harrelson: Merritt McKinney
Dave Franco: Jack Wilder
Daniel Radcliffe: Walter Mabry
Lizzy Caplan: Lula May
Michael Caine: Arthur Tressler
Morgan Freeman: Thaddeus Bradley

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Un anno dopo essere sfuggiti all’FBI e aver conquistato il favore del pubblico con i loro spettacoli di magia, i membri restanti dei Quattro Cavalieri attendono nuove istruzioni dall’Occhio, la società segreta di maghi da cui sono stati reclutati. Atlas, stanco di aspettare che Rhodes dia loro una nuova missione, cerca l’Occhio per conto proprio. La sua ricerca lo porta a un tunnel sotterraneo in cui sente una voce che gli dice che la sua attesa sta per finire. Tornato al proprio appartamento, vi trova una donna, che gli scappa. Atlas si riunisce al resto del gruppo e il loro leader, l’agente dell’FBI Dylan Rhodes assegna loro una nuova missione: denunciare al mondo l’uomo d’affari corrotto Owen Case, il cui nuovo software segretamente ruba dati ai propri utenti. L’illusionista Lula May, la donna che era nell’appartamento di Atlas, viene aggiunta alla squadra per rimpiazzare Henley Reeves.
Commento:
In quest’ultimo periodo ho bisogno di film leggeri e di evasione per cui quale meglio di questo con 4/5 illusionisti riuniti a fare magie? Il fillm ricalca in parte il precedente  ma, purtroppo, appesantedosi proprio in quello che è il bello della magia: stupire senza capire il trucco. Qui invece viene spiegato tutto molto più del trucco stesso e alla fine stanca. In più la nemesi dei maghi rappresentata da Harry Potter (scusate non ho resistito) è davvero debole debole. Peccato perché la sigla iniziale ha delle trovate grafiche notevoli e il fascino dell’illusionismo è attraente ma lo script del film uccide proprio cio che vorrebbe enfatizzare: la Magia.

Voto: 6 Il gioco è bello quando dura poco

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: The legend of Tarzan


thelegendoftarzan_posterita-691x1024-691x1024Film del 2016
Diretto da David Yates
Genere: azione, avventura, drammatico, sentimentale
Durata: 110 min.
Con:
Alexander Skarsgård: Tarzan / John Clayton III
Margot Robbie: Jane Porter Clayton
Samuel L. Jackson: George Washington Williams
Christoph Waltz: Léon Rom
Djimon Hounsou: Capo Mbonga
Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Sono passati molti anni da quando Tarzan, ora noto con il nome di John Clayton III, Lord Greystoke, ha lasciato la giungla africana per recarsi a Londra con sua moglie Jane. L’ex re della giungla viene inviato in Congo come emissario del Parlamento, senza sapere di far parte di un pericoloso complotto orchestrato dal capitano belga Léon Rom.

Commento:

Questa volta Tarzan ci viene mostrato adulto e Lord inglese ed è la narrazione che lo fa rinascere allo stato primitivo che ha dimenticato dopo gli agi borghesi di Londra. C’è quindi il viaggio dall’umida Inghilterra all’afosa Africa e il viaggio del protagonista alla riscoperta del proprio istinto animale mantenendo saldi la propria natura umana e i sentimenti verso l’amata Jane e tutto il mondo animale che l’ha cresciuto sullo sfondo del colonialismo e della schiavitù. Film bello visivamente (gli animali in massa, soprattutto gli gnu alla fine) e attori consapevoli della propria grndezza (Waltz e Jackson, intendo). Piacerà il tono muscolare di Tarzan alle donzelle e il bel viso di Jane ai maschietti (Con questo non voglio dire che gli attori proagonisti siano scarsi ma sicuramente la scena viene costantemente rubata da Waltz, Jackson e gli animali rifatti al computer).
Una curiosità: Dove abbiamo già visto Christoph Waltz e Samuel L. Jackson insieme? QUI.🙂

Voto: 7.5 Non sempre un richiamo amoroso è delicato…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: L’era glaciale – In rotta di collisione


l-era-glaciale-in-rotta-collisione-locandinaFilm del 2016
Diretto da Mike Thurmeier e Galen T. Chu
Genere: animazione, commedia, fantastico, avventura
Durata: 94 min.

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : L’ennesimo tentativo di Scrat per mettere al sicuro la sua preziosa ghianda, questa volta lo porta nello spazio dove, a bordo di un UFO, provoca la collisione tra due pianeti che formano un gigantesco meteorite che minaccia la Terra e i suoi abitanti.

Intanto Manny è alle prese con il nuovo fidanzato di sua figlia Pesca, Julian, e al futuro matrimonio dei due, Diego e Shira, sposati da due anni, progettano di avere dei figli ma la coppia è turbata dal fatto che i bambini sono spaventati da loro, data la loro natura carnivora, mentre Sid, dopo essere stato lasciato dalla sua fidanzata, è alla ricerca di una nuova compagna.

Tuttavia, l’imminente catastrofe provoca una tempesta di meteoriti: gli amici devono abbandonare la loro casa e intraprendere un lungo viaggio per salvarsi. Sul loro cammino, Manny e gli altri ritrovano il loro vecchio amico Buck, scappato dal mondo dei dinosauri, che li aiuta nel loro viaggio.

Commento:

Di nuovo Scrat a reggere il peso di un’era e dell’eventuale estinzione di tutta la fauna preistorica. Divertenti e surreali gli sketch dello scoiattolino e della sua ghianda, con l’acceleratore pigiato su situazioni inverosimili (lo spazio, l’ufo). Anche sulla terra però si gioca molto su invenzioni di fantasia (shangri-la, il mondo con meno gravità dentro l’asteroide) facendo perdere molto in termini di credibilità della storia e dei personaggi (pur trattandosi di un cartone animato). Ci sono scenette divertenti ma onestamente è un po’ il brodo allungato e la narrazione non aggiunge nulla di nuovo ai capitoli precedenti. Putroppo questo è ormai il rischio di un film di successo che viene reiterato all’infinito per macinare merchandising e dindi sonanti. Peccato.

Voto: 6.5 pecca di originalità.

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Questione di tempo


questione-di-tempoFilm del 2013
Diretto da Richard Curtis
Genere: commedia, drammatico, fantastico, sentimentale
Durata: 123 min.
Con:
Domhnall Gleeson: Tim
Rachel McAdams: Mary
Bill Nighy: padre di Tim
Lydia Wilson: Kit Kat
Margot Robbie: Charlotte

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La notte seguente al solito capodanno insoddisfacente, il padre di Tim confida al figlio un segreto di famiglia: tutti gli individui di sesso maschile di stirpe paterna nella sua famiglia hanno sempre avuto la capacità di viaggiare nel tempo. Tim non può cambiare la sua intera storia, ma può modificare i singoli avvenimenti per correggere il proprio futuro. Non tutti i tentativi andranno a buon fine, specialmente i primi. Nel corso del film il ragazzo si troverà a rivivere spesso gli stessi momenti assumendosi importanti responsabilità sui risvolti positivi o negativi delle vicende, cancellando spesso la linea temporale della propria vita.

Commento: Io amo i film sui viaggi nel tempo perchè mi affascina l’argomento come ho già espresso numerose volte o come in questo articolo che ho pubblicato. Questo film ha dalla sua ottimi attori (il simpatico Bill Nighy, lo stralunato Domhnall Gleeson e la bellissima Rachel McAdams) ed una variazione sul tema divertente: non si può modificare il passato storico (tipo “uccidere Hitler”) ma soltanto la propria vita vissuta. Il film diverte, commuove anche se soffre di una certa lentezza nella fase centrale ma si risolleva nel finale. Tra l’altro Rachel McAdams è suo malgrado succube dei viaggitori del tempo come in Un amore all’improvviso.

Se vi chiedete invece dove avete già visto Domhnall Gleeson ve lo dico io: in almeno due film come Ex-machina e Star Wars: il risveglio della forza.

In sostanza un film leggero e sufficientemente divertente che dimentica in parte i paradossi temporali, a questo proposito infatti dopo il voto metto uno spoiler su quello che reputo un errore di sceneggiatura.

 

Voto: 7.5 Anch’io a volte tornerei indietro però…

Ah però... 6.5 -7.5

SPOILER:

 

 

 

 

 

 

 

Ad un certo punto il padre di Tim rivela al figlio che se torna indietro nel tempo a prima della nascita di un bambino questo non nascerà più e sarà un altro individuo per via della casualità (la fecondazione di uno specifico ovulo da parte di uno specifico spermatozoo in uno specifico istante). Tim lo scopre da sé dopo essere tornato indietro a prima della nascita della sua bambina per salvare la sorella dall’alcolismo e infatti non ha più una bimba ma un bimbo (a parte che se ha rivissuto fino al giorno prima in questa linea temporale come è che si accorge solo quando il bimbo ha almeno due anni che non è lo stesso di prima… mah).
Facciamo finta di niente e di considerare soltanto la cosa dal nostro punto di vista e non da quello dei protagonisti. Ma non è solo questo l’errore.

Comunque Tim decide di ritornare nuovamente indietro ma solo “a dopo” la nascita della bimba per non perderla. E fin qui tutto bene, la linea temporale originale è stata reimpostata.
Però verso l’epilogo del film il padre di Tim muore e Tim torna spesso nel recente passato per trovarlo prima che arrivi il giorno del trapasso. In uno di questi “passi indietro” il padre vuole rivivere con lui in pratica di nuovo tutta la vita e infatti si vedono entrambi su una spiaggia con Tim che ha circa 9 anni. Ma a questo punto quando ritroviamo Tim adulto e di nuovo orfano lui ha la stessa solita bimba (più altri figli più piccoli)… quando stando la teoria del film non sarebbe possibile. Chiaro no?🙂

 

Recensione Film: Exodus – Dei e re


exodus-dei-e-re-locandinaFilm del 2014
Diretto da Ridley Scott
Genere: biblico, fantastico
Durata: 150 min.
Con:
Christian Bale: Mosè
Joel Edgerton: Ramses
Aaron Paul: Giosuè
John Turturro: Seti
Ben Kingsley: Nun

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Gli eventi narrati traggono ispirazione dal libro dell’Esodo e raccontano la partenza del popolo di Israele dall’Egitto, dove era tenuto in schiavitù. Mosè, “colui che è stato salvato dalle acque”, nacque dagli israeliti Amram e Iochebed. Scampato alla persecuzione voluta dal Faraone, venne salvato dalla sorella nubile di quest’ultimo ed educato nella corte egizia, dove si guadagnò la fiducia del faraone Seti, fino a diventare generale dell’esercito. Seti si dimostra poco fiducioso nei riguardi del figlio Ramses, ai suoi occhi facile preda delle passioni umane e privo di polso e determinazione, doti fondamentali per un futuro regnante. È clemente e fiero nei riguardi di Mosè, che è all’altezza di ogni situazione. Seti stesso amette apertamente davanti a Mosè, di essere dispiaciuto di non potergli cedere il trono, in quanto Mosè non ha legami di sangue con la famiglia reale, vedendo in lui la guida perfetta per guidare il regno d’Egitto.

Tutto cambia quando a Mosè viene annunziato da Nun, un saggio anziano della comunità israelita, che una profezia aveva annunciato che un uomo avrebbe raggiunto la loro comunità tenuta in schiavitù e li avrebbe liberati. Egli svela a Mosè le vere origini sul suo passato, suscitando in lui paura.

Commento: Rivisitazione in chiave moderna dell’Esodo con riferimenti ai “Dieci comandamenti” di Cecil B. DeMille in cui scopriamo il passato di Mosè (guerriero) prima di scoprire la Fede e aiutare il proprio popolo d’origine a liberarsi dalla schiavitù. Il film visivamente è imponente anche se ormai ci si è abituati fin troppo alla computer grafica… Onestamente non è un film che mi ha coinvolto emotivamente più di tanto poichè i fatti sono noti come le piaghe d’Egitto (un po’ riviste e in parte “spiegate”) e i personaggi non si fanno nè amare nè odiare… In sostanza un film pomposo ma bello come un vaso: vuoto dentro.

Voto: 6 Mosè salvato dalle acque, ma il film…

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Libri: “Mi innamoravo di tutto- Storia di un dissidente” di Stefano Zorba


mi-innamoravoAutore: Stefano Zorba
Editore: Edizioni Alternative
Anno: 2016
Pagine: 130
Trama: Un sotterraneo anonimo. Un pavimento in calcestruzzo, polvere, pilastri nudi e vecchi. E sangue.
Un imprecisato servizio segreto italiano ha un prigioniero, un dissidente che si chiama Coda di Lupo. E vuole farlo parlare, con ogni mezzo necessario.
E Coda di Lupo parla, si racconta, scandendo la sua vita sulle note dell’omonima canzone di Fabrizio De André, dall’infanzia e il G8 di Genova fino agli ultimi, disperati anni di resistenza in Val Susa.
Un romanzo che parla di lotta, di resistenza, di Stato, di sofferenza, di morte. E della gioia di lottare, nonostante tutti i sacrifici che questo comporta.

Commento: E’ un libro duro, crudo, violento e “sporco” (se mi passate l’aggettivo) come solo la vita vera (quella che facciamo finta di non vedere o immaginare) può essere e quindi anche sincero.

Il racconto del protagonista (non sapremo mai il suo nome reale) viene palleggiato dal presente in cui è prigioniero torturato dai servizi segreti che vogliono estorcergli informazioni e da flashback in cui viviamo l’evoluzione dal ragazzino “innamorato di tutto” che crescendo non riesce ad essere indifferente verso le iniquità del mondo, tanto da odiare e riversare la propria rabbia e il proprio impegno nella lotta al Sistema (soprattutto aderendo ai NoTav e alle battaglie per l’ambiente).

Il libro coglie nel segno quando spinge sulle riflessioni che tutti abbiamo (più o meno consciamente) riguardo alla nostra società, al ruolo dello Stato, al consumismo, all’egoismo imperante e soprattutto all’indifferenza giustificata dalla mancanza di tempo che il ritmo imposto alle nostre vite genera.

Ci sono passaggi davvero duri (per l’anima) e non mi riferisco ai pestaggi o alle torture ma alle riflessioni di come siamo, di come appariamo, di come vorremmo essere e di come non siamo capaci di sottrarci al giudizio del prossimo se non sacrificando noi stessi o almeno i nostri legami e il nostro stile di vita.

Pur essendo io davvero ignorante rispetto alle opere di De Andrè devo dire che Stefano Zorba è stato bravo nel costruire una trama sulla falsariga del testo di “Coda di lupo” e non è mai forzato il legame con la canzone, anzi ne usa la struttura come un guanto per il suo racconto.

Bravo Zorba anche nello stile: le metafore sembrano di Stephen King, la descrizione delle armi di Clancy e ci sono tanti spunti e riferimenti in cui si denota una cultura generale dell’autore davvero notevole. In più, anche se non bisogna necessariamente condividere ogni singolo aspetto o pensiero del protagonista è davvero un bel modo per raccontare cosa succede nel paese, cosa succede in Val di Susa e cosa potrebbe succedere in futuro.

L’unico personale appunto che ho da fare è in zona SPOILER : Vi avviso cosicché non vogliate leggere oltre… fermatevi qui: il libro è un pugno nel cuore, nello stomaco e nel cervello ed è ben scritto.

Voto: 8 L’unica religione dell’ateo è la sopravvivenza.

Scorri per lo SPOILER:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPOILER: Se il finale è sensato e coerente con tutto il resto, mi pare un po’ “ingenuo” pensare che un gruppo di persone a capo di 100.000 cittadini possa sparire nel nulla con la scusa di andare a trattare a Roma con il Governo senza che almeno un giornalista (o uno dei 100.000) non salti su a dire: “Ehi, hanno distrutto il tunnel in costruzione da 40 anni e adesso dove sono finiti?” e che il Governo riesca a mettere a tacere il tutto. A parte questo, che nulla toglie al valore del libro, null’altro da aggiungere: è un bel libro che ci lascia con molte riflessioni e un senso di inadeguatezza inquietante. Bello.

Recensione Film: Un’estate in Provenza


un-estate-in-provenzaFilm del 2014
Diretto da Rose Bosch
Genere: commedia, drammatico
Durata: 105 min.
Con:
Jean Reno: Paul
Anna Galiena: Irène
Chloé Jouannet: Léa
Hugo Dessioux: Adrien
Aure Atika: Magali
Lukas Pelissier: Théo

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Léa, Adrien ed il fratellino Théo, affetto da sordità sin dalla nascita, vanno, forzatamente, per le vacanze estive in Provenza nella fattoria del nonno Paul (Jean Reno), che non hanno mai incontrato a causa di una rottura con la loro madre avvenuta quando era giovanissima. Oltretutto la nonna Irene (Anna Galiena) non ha avvisato il marito del loro arrivo, e perciò il loro arrivo con il TGV alla stazione di Avignone avviene in una situazione di imbarazzo e gelo affettivo. Le vacanze sono forzate perché il padre dei ragazzi poco prima della partenza ha loro comunicato che intende divorziare dalla loro madre, che nel frattempo, in piena crisi esistenziale si è trasferita a Montreal per uno stage di specializzazione. Di primo acchito la casa dei nonni appare a ragazzi inospitale e selvaggia. Non c’è campo per i telefonini! Ma a poco a poco il clima affettivo si rasserena…

Commento: Bellissima ambientazione, storia divertente e commovente al tempo stesso, attori credibili. Ci sono tutti gli ingredienti giusti per una commedia sui sentimenti (non solo positivi) della famiglia e dell’amicizia. Bravo Reno nei panni del nonno burbero tutto d’un pezzo. Un film che si fa vedere con piacere e senza falsi finali zuccherosi. Non male.

Voto: 7.5 Fa venire voglia di tornare in Provenza.

Ah però... 6.5 -7.5