Il diavolo veste Prada [Libro]

Questo libro narra le (dis)avventure di Andrea “Andy” Sachs, 23enne neolaureata in cerca di lavoro aspirante giornalista del New Yorker. Per caso Andy capita nella redazione di un ipotetico giornale di moda (“Runway” – Passerella) come assistente junior alle dipendenze di Miranda Priestley, guru potentissima della moda (interpretata al cinema da Meryl Streep, premiata con il Golden Globe per questa prova). Impossibile quindi immaginarsi il viso di Miranda diverso da quello dell’attrice americana.

La storia ruota attorno al mestiere “meschino” di assistente svolto da Andy: poichè Miranda è Imperatrice ogni suo desiderio o capriccio devono sempre essere esauditi e soprattutto “immediatamente”. Per ogni compito ovviamente s’intende qualsiasi cosa frulli per la testa di questo Odiatissimo Capo, anche quello che non rientra specificatamente nell’ambito professionale (baby sitter, facchinaggio, guardarobiera…). Non vi dico come va a finire, ma in sostanza il personaggio principale mi ha ricordato molto da vicino Fantozzi. E come per il personaggio nato dalla mente di Paolo Villaggio, anche qui devo dire che il risultato è per me un misto di rabbia e nervosismo più che un divertito voyuerismo. Non riesco ad identificarmi con un personaggio così tiranneggiato e non mi fa ridere, anzi mi fa arrabbiare.

Comunque è un film virato prettamente al femminile che piace senz’altro alle donne ma in alcuni punti (elenco di vestiti, trucchi, pettinature, scarpe, stilisti e abbinamenti del look) ho saltato pagine a piè pari.

Questo non vuol dire che il libro non sia scorrevole e piacevole da leggersi ma è, a mio avviso, esclusivamente mirato al pubblico femminile, cioè a chi possa identificarsi con la protagonista e con le sue idiosincrasie.

Voto: 6 (carino, forse se fossi donzella un 7 lo spunterebbe)

Ciao, J

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4 commenti su “Il diavolo veste Prada [Libro]

  1. Hai mai letto L’amante di Lady Chatterley? Narrato da un punto di vista tutto femminile (direi quasi uterino) è stato scritto proprio da un uomo.
    Ben altra levatura, s’intende.
    Non ho ancora letto Il diavolo veste Prada e non so se mai lo farò. Il film era carino, certo. E la Street impeccabile. Ma la letteratura è altra cosa.

    Belle e utili, le tue recensioni.

  2. Grazie per i complimenti, spero col mio divertimento anche di rendermi utile 🙂
    Per quanto riguarda i classici devo ammettere la mia ignoranza in materia. Ammetto di aver letto “solo” Steinbeck, Hemigway, Kerouac e poc’altro del passato. Il mio gusto è molto più “commerciale”: King, Grisham, Follet, McInerney, Stewart ecc…
    So che dovrei darmi da fare nel ripescare 🙂
    Ciao, J

  3. Storia e personaggi incredibilmente stupidi, nauseante pensare che possano esistere persone che pur di far carriera calpestano volontariamente la propria dignità…Ma il successo del libro e del film fanno davvero riflettere……

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