Recensione Libri : “Cell” di Stephen King (2006)

Ho letto quasi tutto del caro vecchio Stevie (mi manca solo “Lisey”) e in effetti non posso non ritrovare lo stile del caro scrittore del Maine anche in quest’opera.
King è invecchiato ed è maturato. Mi sembra che in questo romanzo si sia preso la briga di dimostrare la propria bravura stilistica narrativa e di raccontare la natura (pessima) dell’uomo semza badare molto, purtroppo, alla trama vera e propria che è palesemente in secondo piano rispetto al “messaggio”.
Devo aggiungere che in fatto di avvenimenti salienti nel libro manca l’originalità.
Infatti già nella prefazione lo stesso autore ringrazia George Romero ed il racconto cita spesso storie come “Zombie”, “L’alba dei morti viventi” ed io aggiungerei pure “28 giorni dopo” (forse costola di romanzi King per la verità), “Io sono leggenda”, “L’ultimo uomo sulla terra”, “L’invasione degli ultracorpi” ed in parte un altro romanzo di King e cioè il magnifico ed inarrivabile “L’ombra dello scorpione” dimenticando che tutto è già stato scritto in tema.

Il racconto inizia con un impulso via cellulare che fa impazzire chiunque usi il telefonino (ergo: quasi tutti). Da qui partono le vicissitudini dei protagonisti “sani” nel tentare di sopravvivere all’orda di “telepazzi” creati dal malefico segnale via cornetta. Certo che in Italia saremmo diventati tutti scemi, mi sa. L’apocalisse è, insomma, un’anomalia tecnologica che rovina il cervello degli uomini riportandoli allo stato primordiale, uno stato dove eccellono l’istinto e l’aggressività. King ci dice che le regole e la civiltà sono una sottile superficie sotto la quale scorre un’innata bestia senza pietà, rimorsi e buonsenso.

Il racconto è scorrevole, la trama abbastanza scontata e non manca comunque un certo interesse nel vedere cosa possa succedere e “come vada a finire”. Il bello nel libro sta nel rendere plausibile l’incipit ed anche l’evolversi dell’implosione della società civile. Si salverà solo chi è “puro” ? E’ presente il tema del terrorismo (e della diversità) sviscerato sotto il punto di vista del “normale” con tutto quello che comporta in termini di sensi di colpa e sopravvivenza. 

Un libro discreto per quello che vuol dimostrare ma, che non aggiunge nulla di nuovo e soprattutto che non regala grandi emozioni (almeno a me) in quanto la storia non è un granchè.

Voto: 6 (ma solo per amore di King)

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Un commento su “Recensione Libri : “Cell” di Stephen King (2006)

  1. Per come la vedo io questo libro è un pacco assurdo, dopo un bell’inizio scoppiettante che prometteva sfracelli ho navigato sonnolento per un centocinquanta pagine assolutamente anonime per poi lanciare il tutto dal balcone di casa mia e ammazzare la vecchietta bavosa che passava sotto col suo rotweiller. Ecco, questa si che è una storia molto più interessante!
    E poi dai, non si può triturare gli zebedei per più di quattrocento pagine tutte le volte… è uno dei difetti di StefanoRe

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