Recensione film : “Michael Clayton”

clayton.jpgTony Gilroy è al suo primo lavoro come regista (è noto sceneggiatore ed adattatore di film quali “Armageddon”, “Dolores Claiborne”, “L’avvocato del diavolo” e la trilogia di Jason Bourne).
Questo film http://italy.imdb.com/title/tt0465538/ ci racconta la storia di Michael Clayton (George Clooney), un avvocato “aggiustatore” di pochi scrupoli e molti problemi.
Clayton lavora per lo studio legale Kenner, Bach & Ledeen ed il suo compito è risolvere con ogni mezzo qualsiasi problema gli venga sottoposto : mazzette, raccomandazioni, amici influenti, polizia sono il mezzo solitamente usato per redimere ogni controversia. Un lavoro sporco che ne ha annichilito la coscienza, forse. A questo si aggiungono una situazione famigliare ormai alla deriva – è divorziato con figlio e ha un fratello alcolizzato e una serie di debiti imputabili al gioco d’azzardo e un affare andato male per colpa proprio del fratello.

Lo studio legale per cui lavora Clayton è a difesa di un’azienda chimica (U-North) – che produce un diserbante (rivelatosi cancerogeno) per l’agricoltura – in una causa contro una moltitudine di coltivatori avvelenati dal prodotto infiltratosi nelle falde acquifere dei loro terreni.
Tutto sembra risolvibile senza problemi (la causa si trascina da anni) fino a quando il principale avvocato dello studio, Artur Edens (un fenomenale Tom Wilkinson), ha un crollo nervoso (o si è ravveduto?) dovuto ai rimorsi della coscienza. Edens rischia di rovinare tutto il lavoro svolto, rivelando al mondo quello che la U-North cerca di tenere ben nascosto. 

La U-North attraverso l’arrivista Karen Crowden (Tilda Swinton) tenta – non fidandosi del lavoro di “protezione” dello studio legale – di risolvere la situazione a modo suo.
Marty Bach (Sidney Pollack) capo e socio dello studio manda ad intervenire e risolvere il nostro Michael Clayton.  

La verità, se non aggiustata porterebbe tutti a perdere : la U-North valanghe di denaro nella causa, lo studio legale la parcella milionaria del cliente, Karen Crowden la stima professionale (e il lavoro), Michael Clayton la possibilità economica di sdebitarsi con la malavita.

Non rivelo altro per non rovinare la festa 🙂

Il film ricorda da vicino altri film del genere legal thriller/cause con azione civile: “Erin Brokovich”, “L’Uomo della pioggia” e “A civil action”. Il lavoro di Clayton invece mi ha ricordato quello di Harvey Keitel, il Signor Wolf in “Pulp Fiction”… 🙂

Questo film punta molto sugli attori (davvero bravi e noti) e sui problemi personali dei personaggi rispetto alla causa legale che rimane sullo sfondo della vicenda senza farci vedere più di tanto il lato sociale del problema, il danno reale e la condanna del sistema.
La struttura del film è ben congegnata: si parte con un flash-forward di 4 giorni e per i primi venti minuti di film si capisce (apposta) davvero molto poco. Il ritmo del film è piuttosto lento con qualche guizzo drammatico ma, ritengo sia una scelta consapevole del regista. Non voleva probabilmente qualcosa sullo stile de “Il socio”.

In sostanza un film ben scritto, belle battute (una su tutte “Io non sono quello da uccidere, sono quello da comprare!”) e personaggi in parte.

Voto: 7
Ciao, J

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Un commento su “Recensione film : “Michael Clayton”

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