Recensione film : “La marcia dei pinguini”

In questo film francese http://italy.imdb.com/title/tt0428803/ del 2005, il regista Luc Jacquet ci porta al Polo Sud per ammirare la vita dei pinguini Imperatore.
La “storia” è narrata, nella versione italiana, in maniera divertente ma mai sopra le righe dal simpatico e bravo Fiorello.
Il racconto segue le vicende dei pinguini nell’arco di quello che è il loro spostamento attraverso i ghiacci dell’Antartide durante un anno della loro vita.

La temperatura scende sotto i 40 gradi centigradi, il vento sferza le pianure di ghiaccio con tormente di neve davvero tremende ma i pinguini (non tutti, putroppo) sopravvivono per il continuo della specie.

Il regista e i suoi collaboratori seguono da vicino le vicende dei simpatici nomadi come ogni bravo documentarista: filmando e mostrando i dettagli di una vita al limite senza mai intromettersi, anche se spesso verrebbe voglia di aiutare questi animali per permettere di vivere a tutti…ma la selezione naturale va’ lasciata andare per quello che è, un ritmo ed un ciclo necessario all’ecosistema della Terra.

Fiorello è molto bravo a narrare quello che solo le immagini non possono dire: ad un certo punto dell’anno, prima che arrivi la notte invernale, tutti i pinguini sembrano sentire un inafferrabile richiamo verso Oamack, un luogo dedito all’accoppiamento.
Tutta la popolazione pinguina si sposta per mesi fino a giungere in questo luogo magico (e solido tra le rocce) ove nascono danze rituali e coccole al limite del comportamento umano. Finita la fase del concepimento e della nascita delle uova, alle femmine tocca peregrinare nuovamente verso l’oceano per potersi procurare il cibo dei nascituri. Nel frattempo ai maschi spetta covare il frutto dell’amore con tenacia ed abnegazione indicibili: quattro mesi nell’attesa del ritorno della compagna (il pinguino è monogamo) senza toccare cibo e con il rischio di morire congelati.

Si arriva così a vedere il viaggio delle femmine, il cibarsi dei pesci ed il rischio – tutt’altro che lieve – di finire mangiate a loro volta dalle foche, mentre i maschi si riuniscono in gruppi “vicini vicini” in modo da potersi proteggere a vicenda.

Arriva il giorno e l’estate, i pinguini nascono e i maschi li devono proteggere dal freddo, poi arrivano le femmine e i ruoli si invertono: ora il maschio deve riuscire a raggungere in 20 giorni l’oceano per potersi finalmente cibare.

Successivamente i piccoli pinguini che sopravvivono impareranno a divenire indipendenti e a raggiungere il mare a loro volta, se nessun uccello predatore gli farà male.

Il film supportato da musiche davvero di atmosfera e dal racconto divertito di Fiorello mostra fedelmente il comportamento dei pinguini mostrandoci particolari ai più ignoti: la cova, il mantenimento al caldo dell’uovo (del neonato poi) tra il corpo e le zampe, la sopravvivenza estrema.

Un film bellissimo da mostrare ai più piccoli, ma non solo.

Voto: 9

Un piccolo link sui pinguini da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Pinguino
Ciao, Buon Anno!
J

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2 commenti su “Recensione film : “La marcia dei pinguini”

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