Recensione Film : “Grindhouse: A prova di morte”

“Grindhouse” è un film  in due parti diretto nel 2007 da Quentin Tarantino – suo il primo lungometraggio “A prova di morte”  (http://italy.imdb.com/title/tt1028528/) – e da Robert Rodriguez – regista della seconda parte “Planet Terror”.
I due film coinvolgono alcuni attori in entrambi i segmenti ma in realtà le storie non c’entrano nulla l’una con l’altra.
In questa recensione parlerò soltanto di “A prova di morte” (Death Proof) poichè “Planet terror” penso non lo vedrò mai trattandosi di film su zombie (unico genere di cinema che non sopporto! Mi fa repulsione, è più forte di me!).

Il film di Tarantino ricalca il suo stile: pulp, molto violento, grottesco, pieno di belle figliole in situazioni estreme e una scelta stilistica – QT è anche direttore della fotografia – davvero particolare e divertente.
Grindhouse prende il nome da un genere di film doppi (solitamente B-movies o comunque a budget ridotto) di moda negli anni ’70. Anche questa pellicola era stata inizialmente distribuita nella lunghezza doppia dei due segmenti, ma visto il flop è stata poi spezzata in due parti. 
Questo film ricalca molto l’atmosfera, i vestiti, la musica ’70 pur essendo ambientato ai giorni nostri (l’indice della modernità è dato solo dalla presenza dei cellulari…).

Il film è girato in modo che durante la post-produzione appaiaono striature verticali, graffi ed addirittura salti della pellicola come fosse un film scadente proiettato in una pessima sala cinematografica: può dar fastidio o – al contrario – risultare davvero una scelta efficace per coinvolgere maggiormente lo spettatore (a me, per esempio,  piace un sacco!).

Quattro belle ragazze della provincia americana si ritrovano in un locale per una serata in compagnia. Parlano di uomini, musica e sballo. Sulla loro strada incontrano Stuntman Mike (un impressionante Kurt Russell), un-ex stunt maniaco omicida che gira per le strade d’america in cerca di vittime (ragazze, ovviamente). Dopo l’incontro in questo locale ove il proprietario (Warren) interpretato da Tarantino stesso
assomiglia molto ad un pappone, l’uomo da’ un passaggio sulla sua auto all’inconsapevole Pam (Rose McGowan).
E’ qui che l’uomo le spiega che la macchina, una Chevrolet Nova Ss, è “a prova di morte” poichè è un veicolo usato nei film dagli stunts, è blindata e può reggere urti violentissimi. E qui inizia il tragico viaggio della ragazza perchè avrà presto modo di scoprire in una terrificante quanto grottesca battuta del protagonista qual’è il limite dell’automobile… (non dico nulla per non rovinare la sorpresa, ma la battuta è folgorante).
Non soddisfatto Mike si mette a pedinare anche le altre quattro ragazze che nel frattempo si sono messe in viaggio, purtroppo per loro, verso una situazione davvero tremenda (una scena davvero cruda ed esagerata che serve al regista per tenerci sulle spine per il resto del film ).
Tento di proseguire senza dire molto della trama: passati 14 mesi ecco di nuovo il pazzo che si mette a seguire altre quattro ragazze (tra cui la splendida Rosario Dawson) ma, inaspettatamente si ritrova di fronte delle tipe davvero determinate (tra l’altro una è una stunt professionista anche nella vita reale oltre che nella pellicola). Ci sarà pane per i suoi denti in un inseguimento davvero ad alta tensione che tiene col respiro bloccato fino al “the end” molto “Grindhouse” e per questo quasi inaspettato ed incompleto per non dire “demenziale-assurdo”.

E’ un film difficile da giudicare poichè pervaso da molta violenza ed effettacci splatter ma, questo è Tarantino. Per cui lasciando da parte lo shock visivo, il film ha una trama semplice (pazzo che insegue belle donne) molto distante dagli intrecci di “Pulp Fiction” o “Kill Bill” e ha lo scopo – dichiarato – di tenerci in apprensione fino al termine, mostrandoci tutto quello che QT adora: sangue, donne bellissime con gambe lunghissime e bei piedi, l’ironia della casualità e della morte, humour macabro.

Voto: 7 (Semplice ma efficace)

Ciao, J

 

 

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Un commento su “Recensione Film : “Grindhouse: A prova di morte”

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