Recensione Film : “L’uomo dell’anno”

Barry Levinson dirige nel 2006 il suo attore prediletto – Robin Williams – in questa commedia-drammatica: http://italy.imdb.com/title/tt1028528/.

Il problema del film, lo dico da subito, sta proprio nell’incapacità del regista di scegliere il tono: è una commedia comica avendo a disposizione il talento e l’estro di Robin Williams o un dramma dai risvolti politici?
Direi che su entrambe i fronti manca qualcosa, ci si ritrova di fronte a due incompiuti…

Tom Dobbs (RW) è un comico-presentatore dedito allo sbeffeggio politico con un proprio show (sullo stile di David Letterman o Jay Leno): Per scherzo gli viene proposto di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Sostenuto dall’affetto dei fans e degli autori (tra cui il sempre bravo ed ambiguo Christopher Walken) decide di farlo sul serio.
S’inserisce a questo punto nella storia, la prima volta del voto elettronico: l’appalto viene dato ad una fantomatica azienda informatica in cui lavora l’onesta e pignola Eleanor Green (Laura Linney) la quale scopre che il software per il voto ha un enorme bug: in pratica chi vince non è assolutamente chi ha ricevuto il numero di voti maggiore.
Viene licenziata dall’amministratore delegato e soprattutto dal temibile e viscido avvocato interpretato da Jeff Goldblum adduncendole uso di stupefacenti.
Tom Dobbs viene eletto Presidente designato ma la donna (fan del comico) vuole fargli sapere che in realtà la vittoria è frutto dell’errore del software. E qui mi fermo.

Partendo dal presupposto che adoro Robin Williams mi è difficile scrivere che purtroppo il film non è un granchè: il primo motivo l’ho scritto prima del riassunto ma non è solo per questo.
Ci sono molti “buchi” nel plot (ben più grandi del bug del software) tipo:
– Come può un uomo intraprendere una campagna elettorale senza spendere nulla?
– Non può esistere un bug software del genere poichè l’errore dichiarato è ridicolo (1) ravvisabile con un semplice test (2) sbagliato di principio (il conto dei voti non verrebbe calcolato partendo dal nome – e quindi dai caratteri testuali che lo compongono ma da un codice numerico abbinato al nome – (3) risolvibile in 10 secondi.
– Arrivare al tavolo del neo-presidente spacciandosi per agente Fbi è così facile?
– L’entourage di un candidato può essere formato da autori comici?

In sostanza se partiamo dal presupposto che il film deve essere sostenuto solo dalle battute e dalla verve del protagonista allora il giudizio è davvero insufficiente poichè la trama non regge e la comicità di Robin Williams perde di credibilità ed efficacia intrappolata nel personaggio. Peccato perchè gli attori sono tutti bravi.

Voto: 5 (Indeciso)

Ciao, J

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Un commento su “Recensione Film : “L’uomo dell’anno”

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