Recensione Film : Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Steven Spielberg  ci riporta sulle tracce del celebre archeologo dopo 19 anni di assenza dai grandi schermi.
Come il protagonista anche l’attore – Harrison Ford of course – è invecchiato e quindi l’azione per risultare “credibile” viene spostata nel 1957, modificando la nemesi del nostro dai tedeschi del Terzo Reich al nuovo pericolo per gli States del dopoguerra : i russi. Russi capeggiati da una sorta di Malefica resa bene dalla fredda spadaccina –  e sopra le righe – Cate Blanchett.

La trama ricalca il primo episodio, le similitudini si vedono e credo sia stato fatto apposta – una sorta di revival nostalgico o un modo per far affezionare alle nuove leve il caro buon vecchio Indy? Un’operazione furba o invece sbagliata?

Indy viene subito coinvolto dai russi che stanno cercando un “qualcosa” (vedi il titolo del film) che dia immenso potere (no, non è l’Arca dell’alleanza ^__^, che tra l’altro appare fugace proprio nelle prime scene…) e immancabilmente ne seguiamo le gesta eroico-comiche tra volteggi, fughe, inseguimenti, sparatorie ed esplosioni. A causa di questa strana relazione con i russi, l’Fbi indaga sul nostro che viene licenziato dall’Università ove lavora (sono gli anni del Maccartismo e il sospetto dell’appoggio al comunismo è fonte di emarginazione anche per chi ne è fortemente contrario come Henry Jones Jr.).
Indy, suo malgrado, viene nuovamente coinvolto nell’azione da un ragazzo in chiaro rimando al Marlon Brando del “Selvaggio” a nome Matt Williams (Shia LeBeouf). Il giovane ha ricevuto dalla madre (figura nota dell’universo Jones) una lettera in cui è richiesto l’aiuto di Indy che non si nega.

Da qui ripartono le avventura con l’aereo (e la classica mappa sullo sfondo) verso il Sud America… Non aggiungo altro 🙂

Nel film ritroviamo tutto quello che vogliamo da un’avventura di Indiana Jones: i personaggi a noi cari, il mistero, il nemico, l’esagerazione.

Il film è scorrevole – forse un po’ dilungato in certi inseguimenti – e ha – a mio avviso – il suo punto debole in due fattori: il primo è la trama troppo simile al primo episodio (coinvolgimento, ricerca del mistero, scoperta e punizione divina del male), il secondo l’uso della computer graphics a discapito della magia dell’artigianato di Hollywood stupefacente ai tempi dei “Predatori dell’Arca”.

Nel racconto ci sono tantissimi rimandi al passato di Indy, alla storia personale del personaggio con due colpi di scena che non rivelo ma, purtroppo, la magia non si è ricreata, personalmente la storia non mi ha affascinato come mi aspettavo… C’è di mezzo la mià età che nel frattempo è cambiata come quella di Indiana Jones e quindi, credo sia in parte dovuto a questa differenza di percezione la mia parziale disillusione verso il film.

Comunque un bel “fumettone” per due ore di spensiarato divertimento.
Se dovessi classificare i 4 film della saga li metterei in quest’ordine:
1) I Predatori dell’Arca perduta (8.5 Irraggiungibile)
2) Indiana Jones e l’Ultima Crociata (7.5 Divertente)
3) Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (6.5/7 Godibile)
4) Indiana Jone e il tempio maledetto (6– Inconcludente)

Voto: 6.5/7

Ciao, J

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