Recensione Film: La meglio gioventù

Film del 2003 diretto da Marco Tullio Giordana (“I cento passi”) e interpretato da un  nutrito cast di ottimi attori italiani: Luigi Lo Cascio (Nicola), Alessio Boni (Matteo), Adriana Asti (Adriana), Sonia Bergamasco (Giulia), Fabrizio Gifuni (Carlo), Maya Sansa (Mirella), Jasmine Trinca (Giorgia), Andrea Tidona (Angelo), Valentina Carnelutti (Francesca), Lidia Vitale (Giovanna), Claudio Gioè (Vitale), Camilla Filippi (Sara) e Riccardo Scamarcio (Andrea).
Questo film diviso in Atto I e Atto II (dura in totale 6 ore) è uno spaccato degli eventi sociali, politici e di costume dell’Italia dal 1966 al 2003, visto attraverso le vicende della famiglia Carati. Proprio perchè il racconto racchiude quasi 40 anni di storia non è semplice raccontarne la trama, per cui riassumo (molto) per sommi capi. 🙂

Roma 1966: Nicola e Matteo, due dei quattro figli di Angelo e Adriana Carati (Giovanna, avvocato, vive a Marghera e la piccola Francesca ovviamente con i genitori) sono prossimi alla partenza di un viaggio estivo insieme agli amici Carlo e Berto per la Norvegia e Capo Nord.
Matteo deve dare il primo esame all’Università e si trova un lavoretto presso una Clinica (un manicomio) ove assume il ruolo di accompagnatore per Giorgia, una ragazza sottoposta ad elettroshock. Proprio questa “terapia” fa scattare in Matteo l’idea di far scappare Giorgia dall’Istituto per riportarla alla famiglia e il giorno deciso per la partenza della vacanza si trasforma per i due fratelli in un viaggio differente. Gli eventi non vanno come i due si aspettano e quello che succede alla stazione di Ravenna innesca le decisioni che influenzeranno la vita futura dei due fratelli.
Della trama non aggiungo altro, posso solo aggiungere che rivivremo l’alluvione di Firenze del Novembre ’66, la contestazione del ’68, il terrorismo, tangentopoli e gli attentati di mafia e spazieremo tra Roma, Firenze, Torino, Palermo.

Il film è molto, e sottolineo molto bello ed emozionante. Ci si affeziona da subito a Nicola e Matteo e alla famiglia. Si vive, si gioisce, si soffre, ci si stupisce ed arrabbia con loro. Rivedere eventi a noi noti, ci riporta a quei giorni con un pizzico di nostalgia ma, grazie ad un’ottima sceneggiatura e regia, il tutto viene vissuto senza forzature e la recitazione mai sopra le righe, verosimile e partecipe rende il tutto davvero quotidiano e vissuto. Guardate la scena in cui Angelo e Adriana giocano a carte: quanti di voi hanno vissuto questi momenti in famiglia? E’ una scena esemplare e perfetta.

I personaggi sono multidimensionali e anche se l’invecchiamento fisico pare poco accennato non è determinante nell’evolversi della storia e nel giudicarla.
Personalmente ritengo che il fulcro del film ruoti intorno alla decisione antitetica – da parte dei due fratelli – di come percerpire la vita e di condurla su un binario personale contro il destino.
Nicola, scelta la carriera medica, opera (non nel senso medico) affinchè tutto quello che lo circonda rimanga bello e libero, dando agli altri e a sè stesso la libertà nei sentimenti e nelle azioni, anche a costo di perdere tanto. A Ravenna la sua volontà di dare una scelta, una possibilità di vita a Giorgia lo portano poi a comportarsi in modo estremamente libero anche nei confronti della compagna che va a scegliersi una storia davvero difficile ed anche con Matteo questo atteggiamento avrà delle conseguenze.
Matteo invece si impone regole, si mortifica nei sentimenti, si reprime fino all’autolesionismo chiudendo sè stesso al mondo, alla ricerca di una libertà spirituale che non può giungere senza contatto reale con il mondo e le persone. Proprio la sua estrema disciplina (mettere la firma, diventare poliziotto, negarsi all’amore) saranno comunque – forse – il proprio tentativo di riscatto e auto-punizione da quello che a Ravenna successe a Giorgia.

Non dicendo molto della trama forse capirete poco di quello che ho appena scritto ma – lasciatemi dire – che meno scrivo del film e più lo gusterete. Guardatevelo con calma e lo apprezzerete anche voi.

Concludendo: finalmente un bel film italiano sorretto da una bella storia, ottimo script, dialoghi mai banali e attori in stato di grazia. Grazie Ivan per averci prestato i dvd 🙂

Voto: 8.5 Straordinario
Ciao, J

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2 commenti su “Recensione Film: La meglio gioventù

  1. E adesso, visto che di italici eventi in carrellata si parla, va visto anche Novecento di Bertolucci.
    Capolavoro assoluto che mostra in modo molto veritiero quella che era l’Italia nei primi 50-60 anni del secolo scorso.
    Ciao

  2. Pingback: RECENSIONI FILM | Aurora Boreale

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