Recensione Libri: “Vita” di Melania G.Mazzucco

Libro pubblicato nel 2003 da Rizzoli.
Trama tratta da Wikipedia: Il libro costituisce una possibile ricostruzione della vicenda del nonno della scrittrice Diamante Mazzucco e di Vita Mazzucco i quali emigrano in America nel 1903 per scappare dalla povertà di Tufo di Minturno, sul Garigliano. Il libro è quasi interamente ambientato nel 1903 a parte alcuni capitoli ambientati nel secondo dopoguerra e a un capitolo ambientato durante la seconda guerra mondiale. La storia inizia con lo sbarco ad Ellis Island di Diamante e Vita il 12 aprile 1903 i quali sono giunti in America a bordo della nave Republic della compagnia inglese White Star Line. Vita raggiunge il padre Agnello (che è stato il primo abitante di Tufo a trasferirsi a New York) e il fratello Nicola detto Coca-Cola i quali vivono in una modesta pensione a Prince Street (quartiere abitato da italiani). All’inizio del romanzo Diamante che ha 12 anni si mantiene facendo lo strillone e Vita che ha 9 anni aiuta la nuova compagna dello zio Agnello, Lena, a gestire la pensione dove vivono altri ragazzi come Rocco e Geremia. I due protagonisti iniziano a volersi bene fin dall’inizio ma le vicende della vita li porteranno a separarsi diverse volte, principalmente a causa dei lavori di Diamante che passerà diversi anni a costruire le ferrovie americane. Il romanzo descrive molto bene le misere condizioni degli italiani che approdavano a New York all’inizio del XX secolo per essere sfruttati nelle costruzioni delle grandi opere pubbliche americane ma che purtroppo si distinguevano anche per le attività criminose gestite dalla fantomatica Mano Nera.

Commento: Bella narrazione con dettagli della Belle Epoque vista dal “basso” degli emigranti italiani in America. Più che il destino (rivelato con flash-forward) dei protagonisti avvince lo stile della scrittrice che riporta le atmosfere e le sensazioni di un tempo con precisione e anche cuore. Mi è piaciuto particolarmente il riportare le storpiature della lingua americana da parte degli italio-americani (ad esempio “kubbai” significava “Goodbye”). Storia drammatica ma reale che rapportata agli immigrati che arrivano ogni giorno in Italia ci deve far riflettere.

Voto: 7 Realistico e appassionato

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