Recensione Libri: “L’eretico” di Carlo Adolfo Martigli

Libro edito da Longanesi nel 2012.

Trama tratta dalle pagine dell’editore: Firenze, 1497. Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia. E perché ciò avvenga, l’autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo.
Nel cuore di questi conflitti, l’erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza. La verità dell’uomo più importante dell’intera storia umana.

Commento: Bello stile, storia avvincente, precisione ed accuratezze storiche. Un bel libro, davvero. Stavolta, rispetto a “999, L’ultimo custode” c’è un finale degno di tale nome che regge coerentemente il filo narrativo e ci lascia con un bel retrogusto di curiosità e speranza a frullare nella testa. Martigli è davvero bravo nel romanzare avvenimenti del 1500 rendendoli attuali e realistici al contempo. Si scopre, come al solito direi, che la storia umana si ripete: guerre, trame politiche e religiose, sotterfugi, scandali…ad aprire un giornale sembra tutto esattamente come cinquecento anni fa, purtroppo.

Nel libro, che ci riporta in parte alle Tesi di Mirandola de “L’ultimo custode” c’è grande spazio alla vita adolescenziale di Issa (Gesù) che manca nei canonici racconti della liturgia cattolica ( i vangeli apocrifi e non). Apre quindi ad una teoria dichiaratamente terrena del Figlio di Dio e, senza innescare polemiche, amplia la visione di una vita dedicata all’amore che la religione ha interpretato in maniera differente rispetto la tesi dell’autore (che a sua volta si basa su ricerche precedenti e narrazioni legate all’India).

La trama è semplice ma ben curata, il racconto della vita di Gesù , che uno dei personaggi (Gua Li) tramanda è affascinante e credibile. Le sorti dei personaggi verosimile. Un bel spaccato, seppur con licenze narrative, della vita all’alba del Rinascimento. Da gustare per imparare anche qualcosa di storia.

Voto 8 Storia e religione con gusto.

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