Recensione Film: Monsters University

Film del 2013
Genere: Cartoon 3D
Diretto da Dan Scanlon

Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Michael Wazowski, detto “Mike”, è un piccolo mostro verde con un solo occhio e frequenta la scuola elementare. Egli viene deriso da tutti perché non è capace di spaventare. Tuttavia, lui vuole diventare proprio uno spaventatore professionista e ha modo di vedere il lavoro di un vero spaventatore durante la gita scolastica alla Monsters & Co., la centrale elettrica cittadina che ricava l’energia tramite le urla dei bambini spaventati. I mostri spaventatori passano attraverso porte speciali che li conducono al mondo degli umani. Al loro arrivo, uno di questi confida ai piccoli mostri in visita di aver imparato l’arte dello spavento alla Monsters University (MU), la miglior scuola di spavento della città. Mike, incuriosito dalle parole dello spaventatore, riesce ad osservarlo da vicino dopo essere entrato nella porta da questi utilizzata e rimane folgorato dalla bellezza del suo lavoro.

Raggiunti i diciotto anni, Mike decide così di iscriversi alla Facoltà di Spavento della Monsters University. Qui conosce Randall Boggs detto “Randy”, suo compagno di stanza e James P. Sullivan detto “Sulley”, figlio del rinomato spaventatore Bill Sullivan. Conosce anche il Professor Knight, l’insegnante del corso base di Spavento, ed il rettore della MU, Prof.ssa Abigail Tritamarmo, detentrice del record di spavento. Quest’ultima informa gli studenti che, al termine del semestre, verrà effettuato un esame per verificare il livello di spavento raggiunto dalle matricole; chi non lo supererà, non proseguirà il corso…

Commento: Seppur al di sotto del primo episodio che và collocato cronologicamente dopo questo prequel, è comunque un divertente diversivo a molte commedie facilotte. Peccato per la voce mancante di Tonino Accolla / Mike ma per il resto la storia è sensata, le scene sono divertenti e le strizzate d’occhio verso “il futuro” sono molte ed apprezzabili (forse più dai grandi che dai piccini). Bello.

Voto: 7.5 Tutti per uno, uno per tutti.

Ah però... 6.5 -7.5

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