Recensione Film: Black panther


Titolo: Black panther
Film del 2018
Diretto da Ryan Coogler
Genere: azione, avventura, fantascienza, supereroi
Durata: 134 minuti
Con:

Chadwick Boseman: T’Challa / Pantera Nera
Michael B. Jordan: Erik Killmonger
Lupita Nyong’o: Nakia
Danai Gurira: Okoye
Martin Freeman: Everett Ross
Daniel Kaluuya: W’Kabi
Letitia Wright: Shuri
Winston Duke: M’Baku
Angela Bassett: Ramonda
Forest Whitaker: Zuri
Andy Serkis: Ulysses Klaue

Trama parzialmente tratta da Wikipedia :

Durante l’alba dell’uomo in Africa si schiantò un meteorite composto di vibranio; cinque tribù iniziarono a lottare per possederlo. Un uomo, dopo aver ricevuto una visione dalla Dea Pantera, mangiò l’Erba a Forma di Cuore, una pianta modificata dalle radiazioni del meteorite, che lo rese più forte e veloce. L’uomo riunì quattro delle tribù, nacque così il regno di Wakanda e ne divenne il primo re, mentre l’ultima tribù, quella dei Jabari, si nascose sulle montagne. Il vibranio fece diventare il Wakanda molto più progredito di qualsiasi altra nazione, ma, temendo l’uso che il resto del mondo ne avrebbe fatto, il re decise di nascondere la vera Wakanda agli occhi di tutti.

Oggi, dopo la morte di suo padre, T’Challa, prima di tornare a casa, recupera Nakia, sua informatrice del mondo esterno e suo vecchio amore, affinché possa assistere alla sua incoronazione. Prima della cerimonia il principe viene privato dei poteri della Pantera da un infuso e deve affrontare chiunque voglia il trono in uno scontro con spada e lancia. Si presenta M’Baku, capo della tribù Jabari, il principe lo batte e lo risparmia, poi beve un infuso dell’Erba a Forma di Cuore e riacquista i poteri dopo aver rivisto il padre in un’esperienza extra sensoriale…

Commento:

Questo “Black Panther” mi è piaciuto parecchio, spesso mi succede questo quando sono scettico in partenza. Il cast è costellato di star. Il film pur essendo basato sui personaggi della Marvel sembra più una sorta di film di fantascienza. Le origini della Pantera, del Wakanda e del Vibranio sono extra-terrestri ma tutto ciò che ci gira attorno è estremanmente umano: la tradizione, la spiritualità ed i riti di iniziazione o di sfida per la reggenza del Regno, il razzismo, i diritti dellla popolazione di colore. In tutto questo bell’insieme c’è anche spazio per la Cia, diavolerie iper-tecnologiche e bei combattimenti. Finalmente anche la nemesi non è un megamostro in CGI ma un uomo che rivendica il trono e che non ha scrupoli per ottenerlo. Belle anche le figure di contorno, dalla Generalessa, a Zuri e al simpatico Martin Freeman/Everett Ross. Peccato che il Wakanda non esista davvero! Un film Marvel meno Marvel del solito ma “più” meraviglioso, in fondo.

 

Voto: 7.5 Spezziamo una lancia

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Recensione Film: 15:17 Attacco al treno


Titolo: 15:17 Attacco al  treno
Film del 2018
Diretto da Clint Eastwood
Genere:  biografico, drammatico, azione
Durata: 94 minuti
Con:

Spencer Stone: se stesso
Anthony Sadler: se stesso
Alek Skarlatos: se stesso
Judy Greer: Joyce Eskel
Jenna Fischer: Heidi Skarlatos

Trama parzialmente tratta da Wikipedia :

Nelle prime ore della sera del 21 agosto 2015, il mondo ha assistito alla notizia, divulgata dai media, di un tentativo di attacco terroristico sul treno Thalys 9364, diretto da Amsterdam a Parigi, che è stato sventato da tre coraggiosi giovani militari americani che erano in vacanza in Europa. Il nuovo film di Clint Eastwood ripercorre le vite di questi tre amici, dai problemi dell’infanzia, alla ricerca del loro posto nel mondo, fino alla serie di eventi che hanno preceduto l’attacco.

Commento:

Clint Eastwood è il motivo per cui ho guardato questo “15:17 Attacco al  treno”. Della storia mi ricordavo per la cronaca, ovviamente. Il film ripercorre attraverso l’uso dei flashback parte dell’infanzia problematica dei protagonisti, l’arruolamento di due dei tre e il viaggio in Europa fino al giorno dell’atto sventato sul treno.

Il regista è stato notevolmente coraggioso nel far recitare il ruolo dei protagonisti ai veri Anthony, Spencer ed Alek, con tutti i limiti della scelta. In realtà io che non ne ero al corrente non ho notato inefficienze nella recitazione, anzi. Quindi il raccontare una storia di eroismo vero con i reali eroi accresce il valore della storia. Di contro devo invece dire che il film non mi ha entusiasmato se non nei venti minuti finali, poiché sembra un film delle vacanze (con panorami da cartolina, luoghi comuni sul folklore, musiche sterotipo tipo “Volare” per l’Italia) tirato un po’ per le lunghe. Se l’epilogo è invece emoziante, avvincente e anche commovente, la prima ora è alquanto noiosa (magari è proprio l’intento di Eastwood per creare il contrasto tra la normalità e l’eccezionalità).

Comunque a me non basta il fatto dell’eroismo della persona comune e di quel “non so che” di Spencer nel voler trovare un senso alla propria vita per definirlo un bel film. Mi spiace perché è una bella storia ma davvero allungata come un brodo insipido non mescolato che sul fondo ha tutto il sale.

Ok odiatemi.

Voto: 6.5 Si può fare qualcosa?

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Recensione Film : L’uomo sul treno – The Commuter


Titolo: L’uomo sul treno – The Commuter
Film del 2018
Diretto da Jaume Collet-Serra
Genere: Thriller, Azione
Durata: 105 minuti
Con:

Liam Neeson: Michael McCauley
Vera Farmiga: Joanna
Patrick Wilson: Alex Murphy
Jonathan Banks: Walt
Elizabeth McGovern: Karen McCauley
Sam Neill: Capitano Hawthorne

Trama parzialmente tratta da Wikipedia :

Michael MacCauley è un mite pendolare di Tarrytown che tutti i giorni prende il solito treno per recarsi a Manhattan, dove lavora nel campo delle assicurazioni, al quale è passato dopo anni di servizio nella polizia di New York. Un giorno viene licenziato, e mentre sta prendendo il treno che lo riporterà a casa viene avvicinato da una donna, Joanna.

Per passare il tempo, Joanna gli propone una sfida: trovare un passeggero, nome in codice Prynne, che non dovrebbe trovarsi sul treno, e la cui esistenza mette in pericolo quella di tutti gli altri occupanti; Prynne ha con sé una borsa, all’interno della quale dovrebbe esserci un oggetto rubato: se Michael riuscirà a riconoscerlo e a infilare nel bagaglio un localizzatore GPS prima che Prynne scenda alla stazione di Cold Spring, otterrà una ricompensa di 100 000 dollari.

Commento:

Liam Neeson ormai si è standardizzato in questo ruolo dell’uomo che bello seduto sull’albero viene sballottato per rovinare (quasi) a terra fino a che, dopo molti tentativi e molte dure prove, tutto torna alla normalità. E fin qui non c’è nulla di male poichè è un canovaccio consolidato e utilizzato spesso sia al cinema che nei romanzi…

Peccato che il regista  e l’attore protagonista abbiano girato un precedente film chiamato “Non stop” e questo “L’uomo sul treno – The Commuter”,  a parte il mezzo che là era un aeroplano, ne sembra la fotocopia.

Quindi la pellicola, nonostante pecchi di originalità e non offra molti spunti, risulta comunque un bel passatempo e avvincente al punto giusto: chi sarà Prynne? Chi lo/la vuole morto/a? Chi è coinvolto?

Vera Farmiga è a mio avviso sprecata perchè si vede davvero poco e tutto ruota intorno a Liam Neeson che da solo sorregge il ruolo, il film e pure il treno!

In sostanza un film godibile ma che non genera particolari aspettative.
Voto: 6.5 Vuoi vedere che conviene saltare i tornelli?

 

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Recensione Film: L’ora più buia


Titolo: L’ora più buia
Film del
2017
Diretto da Joe Wright
Titolo originale: Darkest hour
Genere: biografico, drammatico, storico, guerra
Durata: 125 minuti
Con:
Gary Oldman: Winston Churchill
Kristin Scott Thomas: Clementine Churchill
Ben Mendelsohn: re Giorgio VI
Lily James: Elizabeth Layton
Ronald Pickup: Neville Chamberlain
Stephen Dillane: visconte Halifax

Trama tratta da Wikipedia :

Nel 1940 Winston Churchill, da pochi giorni Primo ministro della Gran Bretagna dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, deve affrontare una delle sue prove più turbolente e definitive: decidere se negoziare un trattato di pace con la Germania nazista o continuare la guerra per difendere gli ideali e la libertà della propria nazione.

Quando le inarrestabili forze naziste iniziano a conquistare tutta l’Europa occidentale e la minaccia di invasione diventa imminente, con un’opinione pubblica non preparata, Churchill dovrà sopportare la sua ora più buia, con re Giorgio VI scettico e il suo partito che trama contro di lui, mobilitando l’intera nazione e tentando di cambiare il corso della storia mondiale.

Commento:

Per “L’ora più buia” è difficile separare il giudizio tra la performance di Gary Oldman reso irriconoscibile dal trucco per assomigliare al vero Churchill ed il film in sè. La trama ovviamente ricalca la Storia per cui è chiaro per chi conosce abbastanza gli eventi della IIa Guerra Mondiale che non ci sia molto da scoprire.

Altrettanto chiaramente il bello del film è la narrazione dell’uomo Churchill, delle sue paure e dubbi e di aneddoti forse non molto conosciuti. Gary Oldman oltre ad essersi sottoposto ad interminabili sedute di make-up è stato davvero bravo a fare propri i gesti, la postura e (nella versione originale) le cadenze inglesi del Primo Ministro.

E difatti ha vinto l’Oscar per questo. Il film è ben fatto e ci introduce facendoci rivivere da vicino eventi storici che non andrebbero mai dimenticati. E’ ben confezionato e costruito in maniera avvincente. Il finale, che non poteva essere altrimenti è consono alla narrazione ma, e questa è solo una mia opinione molto personale che ripropongo spesso in certi film, lascia con l’acquolina in bocca.

Mi spiego meglio: qui è chiaro (per chi conosce la storia) il seguito delle vicende ma lasciare la spiegazione soltanto a parole scritte sullo schermo è un po’ deludente. Non che volessi tutta la rappresentazioen della seconda guerra mondiale però almeno vedere il primo dopoguerra sarebbe stato interessante. Maca un po’ il senso della rivalsa, ecco. Bravissimi tutti gli attori. Dove ho già visto Lily James? Ah già… QUI
Un educativo film di storia che si fa vedere con attenzione.

Voto: 8 Vi prometto sangue, fatica e sudore.

Recensione Film: La forma dell’acqua


Film del 2017
Diretto da Guillermo del Toro
Genere: fantastico, sentimentale, avventura, drammatico
Durata: 123 minuti
Con:

Sally Hawkins: Elisa Esposito
Michael Shannon: col. Richard Strickland
Richard Jenkins: Giles
Doug Jones: uomo anfibio
Michael Stuhlbarg: dott. Robert ‘Bob’ Hoffstetler / Dimitri
Octavia Spencer: Zelda Delilah Fuller

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Baltimora, 1962. Elisa è una donna affetta da mutismo, che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo dove vengono effettuati degli esperimenti atti a contrastare la Russia durante la guerra fredda. I suoi due unici amici sono la collega afroamericana Zelda e l’inquilino Giles, coi quali condivide una vita di solitudine ed emarginazione. Un giorno al laboratorio viene portata una cisterna contenente una creatura anfibia dall’aspetto umanoide: è stata catturata in Amazzonia dove gli indigeni locali la veneravano come un dio. Elisa rimane molto affascinata dalla creatura, e comincia ad andare a trovarla di nascosto portandole del cibo e insegnandole a comunicare tramite la lingua dei segni americana.
Il colonnello Strickland, nel frattempo, conduce sanguinosi esperimenti sull’uomo anfibio, e riceve dal suo superiore, il generale Hoyt, l’ordine di vivisezionarlo nella speranza che studiando la sua anatomia si possano ottenere preziose informazioni per la corsa allo spazio.

Commento: E’ un bel film, non so se da Oscar, che trae molto dalle favole e dai B-Movies degli anni’50. E’ una sorta de “La Bella e la Bestia” al contrario (la trasmutazione finale che non rivelo non è quello che ci si aspetta) e dichiaratamente ispirato – in parte – da “Il mostro della laguna” di Arnold. E’ interessante il contesto storico in cui viene inserita la favola: la guerra fredda inizio anni ’60. E’ evidente comunque l’intento del regista di dimostrarci che la diversità si scontra con i valori del perbenismo e del razzismo: Elisa e Dalila vengono considerate inferiori solo perché sono due donne delle pulizie e la stessa inferiorità vienne addotta all’uomo anfibio perché non umano. Giles è un omosessuale e non ben visto dalla società e costretto alla solitudine per questo oltre che all’emarginazione sul lavoro. I neri poichè semplicemente tali visti come inferiori e diversi…

In realtà poi anche quello che sembra essere il “paladino” cioè il Colonnello Strickland non è altro che un uomo disprezzato dai superiori, disturbato e in fondo “diverso” pure lui, soltanto che nasconde tutto dietro una facciata violenta di normalità. Un film romantico e allo stesso tempo onirico (vedi il nome del cinema…).

Forse c’è un blooper ma dovrei rivederlo per confermarlo: dopo aver scritto sul calendario che il 10 Ottobre pioverà e un luogo preciso, Elisa strappa il foglio e legge il testo sul retro. Ma quando Strickland arriva trova nuovamente il foglio del 10 Ottobre ancora attaccato al calendario sul muro…

 

Voto: 8 Respirazione bocca a bocca…

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Recensione Film: Justice League


Film del 2017
Diretto da Zack Snyder
Genere: azione, fantascienza, fantastico, avventura
Durata: 120 minuti
Con:

Ben Affleck: Bruce Wayne / Batman
Henry Cavill: Kal-El / Clark Kent / Superman
Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman
Ezra Miller: Barry Allen / Flash
Jason Momoa: Arthur Curry / Aquaman
Ray Fisher: Victor Stone / Cyborg
Ciarán Hinds: Steppenwolf
Amy Adams: Lois Lane
Jeremy Irons: Alfred Pennyworth
Diane Lane: Martha Kent
J.K. Simmons: Comm. James Gordon
Jesse Eisenberg: Lex Luthor

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Migliaia di anni fa il perfido Steppenwolf e il suo feroce esercito di alieni insettoidi, attaccarono la Terra nel tentativo di espandere sempre di più il proprio potere nell’Universo, ma l’orda aliena venne respinta dalle forze congiunte di Amazzoni, Atlantidei, divinità greche, Lanterne Verdi e uomini. Costretto a battere in ritirata, Steppenwolf lasciò indietro le tre misteriose scatole madri – un’avanzatissima tecnologia fonte del suo potere – che le forze terrestri decisero di nascondere in punti diversi del pianeta: una venne presa in custodia dalle Amazzoni, una da Atlantide e una nascosta dagli uomini in un punto imprecisato in Europa.

Avvertita la scomparsa di Superman, le scatole madri si riattivano e Steppenwolf giunge di nuovo sulla Terra assieme al suo esercito di Parademoni. Come prima tappa l’alieno attacca Themyscira e, nonostante il grande coraggio della regina Ippolita e delle sue Amazzoni, mette le mani sulla prima scatola. La regina riesce comunque a comunicare alla figlia Diana Prince l’arrivo dell’orda aliena e Wonder Woman decide pertanto di ricongiungersi a Bruce Wayne, il vigilante Batman, che ha già avuto modo di affrontare un Parademone.

Commento: Un cattivone, dichiaratamente in computer grafica, che scende da un buco dal cielo, con un esercito di insetti ibridi che si scontra con un gruppo di eroi uniti per l’occasione… dove ho già visto? Ah già! Avengers!
Ok la storia non è originale ma.. mal comune, mezzo Gadot 🙂
A me è sempre piaciuto Superman e meno Batman perché come dice lui stesso il suo super-potere è la ricchezza ma qui fatico pure con Clark Kent…
Comunque: La storia che è banale, non spicca nemmeno per essere quantomeno avvincente e/o divertente; è confusionaria e non emoziona (a parte quando le inquadrature sono per Wonder Woman… ma qui parlano gli ormoni o i paraormoni ed è un commento sessista, indubbio…)
In sostanza da questo film mi aspettavo molto ma, manca quella leggerezza dei personaggi Marvel e l’innata simpatia di un Robert Downey Jr. per esempio… Qui hanno messo insieme mitologia e altro ma è un’accozzaglia che invece di arricchire crea solo un pastrocchio. Peccato… Occasione sprecata.

Voto: 6 Solo per le Amazzoni e WW

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Recensione Film: Thor: Ragnarok


Film del 2017
Diretto da Taika Waititi
Genere: azione, fantastico, avventura, fantascienza, supereroi
Durata: 130 minuti
Con:

Chris Hemsworth: Thor
Tom Hiddleston: Loki
Cate Blanchett: Hela
Idris Elba: Heimdall
Jeff Goldblum: Gran Maestro
Tessa Thompson: Valchiria
Karl Urban: Skurge
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Anthony Hopkins: Odino

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nei due anni successivi alla battaglia di Sokovia, Thor ha vagato per il cosmo alla ricerca delle Gemme dell’Infinito ed è ora prigioniero del demone Surtur. Quest’ultimo rivela a Thor che suo padre Odino non si trova più ad Asgard e che il regno degli dèi verrà presto distrutto da Ragnarök, una volta che Surtur avrà unito la sua corona con la Fiamma Eterna che brucia sotto Asgard. Thor si libera e sconfigge Surtur, credendo in questo modo di aver impedito Ragnarök.

Thor torna ad Asgard e scopre che suo fratello Loki è vivo e finge di essere Odino. Thor costringe così Loki ad accompagnarlo a trovare suo padre; grazie all’aiuto di Stephen Strange, Thor e Loki rintracciano Odino in Norvegia. Odino rivela ai figli di essere prossimo alla morte e che con la sua dipartita Hela, la sua primogenita, verrà liberata dalla prigione in un cui era stata rinchiusa millenni fa. Hela era il braccio destro di Odino e insieme a lui conquistò i Nove Regni, ma quando la sua brama di potere crebbe a dismisura Odino fu costretto a imprigionarla. Thor e Loki cercano di fuggire su Asgard attraverso il Bifrǫst, ma Hela li insegue e li scaraventa nello spazio. Hela giunge ad Asgard e si proclama nuova regina. Con l’aiuto dell’asgardiano Skurge, Hela decide di usare il Bifröst per andare alla conquista degli altri mondi, ma Heimdall ruba la spada che controlla il ponte e fugge…

Commento: Sarà colpa dell Disney ma Thor è decisamente cambiato: prima cupo, tutto d’un pezzo ora è un semidio divertente scanzonato soggetto ad urletti, errori ma chiaramente sempre eroico. Il film fa quello che deve fare e cioè divertire. L’ho trovato, proprio perché permeato da questa ironica leggerezza, il migliore della trilogia Asgardiana. E’ tutto esagerato ma va bene così. Peccato per il martello, però.

Voto: 7.5 Per fortuna Thor non è Sansone.

 

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Recensione Film: Blade Runner 2049


Film del 2017
Diretto da Denis Villeneuve
Genere: fantascienza, noir, avventura, azione, drammatico, thriller
Durata: 163 minuti
Con:
Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv
Jared Leto: Niander Wallace
Robin Wright: Tenente Joshi
Mackenzie Davis: Mariette
Carla Juri: Ana Stelline

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nell’anno 2049 i replicanti si sono integrati nella società poiché le colture sintetiche si sono rivelate necessarie per la sopravvivenza del genere umano. L’agente K è un replicante di ultima generazione che dà la caccia ai vecchi replicanti Nexus ribelli. Uno di questi, Sapper Morton, vive da solo in una fattoria e K lo rintraccia, rinvenendo una scatola sepolta sotto un albero morto nei pressi dell’abitazione di Sapper. L’oggetto sepolto viene recuperato e aperto: contiene lo scheletro di un replicante Nexus femmina…

Commento: Blade Runner di Ridley Scott, quello del 1982, è stato il mio film preferito per tantissimi anni (ora è comunque nella mia personale top 5) per cui è chiaro che un sequel, di per sé “difficile”, nel mio caso è soggetto ad una critica ancor più esigente. Villeneuve ha diretto tra gli altri “Arrival” che mi è piaciuto parecchio e quindi l’aspettativa anche da questo punto di vista era alta.

Cercherò di essere breve e di frazionare la recensione dividendola in vari aspetti.

Atmosfera: Musica, scenografie e “mondo” sono perfetti e continuano, seppur variando, nel solco del primo film, portandoci da subito nella storia, ai personaggi e al “vissuto” facendoci sentire subito a nostro agio in quello che già sappiamo.

Attori: Tutti bravi e ovviamente rivedere Harrison Ford nei panni di Deckard fa un certo effetto. Bravo Ryan Gosling, freddo e distaccato ma con il guizzo negli occhi necessario. Jared Leto è sempre inquietante ma il personaggio è insipido. Molto meglio la cattivona Luv.

Regia: Ineccepibile anche se, pur essendo la lentezza nel dna di Blade Runner, la durata del film è eccessiva. Avrei, in fase di montaggio, eliminato alcuni passaggi non rilevanti al plot perché comunque i pensieri e le azioni dei protagonisti a mio avviso sarebbero stati ugualmente chiari ed espressivi.

Storia: Sullo scheletro creato da Philip K.Dick e dal primo film la storia lascia ovviamente da parte la genesi dei replicanti per mostrare, in sostanza, la ricerca da parte di ogni individuo del proprio posto nel mondo, la propria origine, capire chi siamo e quale etichetta e ruolo la società ci impone. In più c’è un mistero da risolvere, un’indagine molto vicina al protagonista K (Joe) che richiede l’attenzione fino quasi al termine del film poiché il finale non è esattamente imprevedibile.

In sostanza un film molto ben fatto e che mantiene le promesse riguardo all’atmosfera e fedeltà ai personaggi ma che dovendo competere con un primo episodio “inarrivabile” non può che perdere, non delude… ma nemmeno fa gridare al capolavoro. Cioè: Se non ci fosse un Blade Runner precedente questo film preso a sè sarebbe interessante ma non memorabile.

Voto: 7 Non stavo nella “pelle”

Recensione Film: Guardiani della Galassia Vol.2


Film del 2017
Diretto da James Gunn
Genere: azione, fantascienza, avventura
Durata: 137 minuti
Con:
Chris Pratt: Peter Quill / Star-Lord
Zoe Saldana: Gamora
Dave Bautista: Drax il Distruttore
Michael Rooker: Yondu Udonta
Karen Gillan: Nebula
Pom Klementieff: Mantis
Sylvester Stallone: Stakar Ogord
Kurt Russell: Ego

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 1980, Meredith Quill e il suo fidanzato alieno fanno un’escursione nei boschi del Missouri, dove lui pianta un seme alieno nel terreno.

Trentaquattro anni dopo, i Guardiani della Galassia – Peter Quill / Star-Lord, Gamora, Drax, Rocket e Baby Groot – vengono assoldati dalla razza dei Sovereign per difendere delle preziose batterie da un mostro intergalattico. Completato il lavoro, i Guardiani si recano da Ayesha, regina dei Sovereign, per ricevere la loro ricompensa: Nebula, catturata dai Sovereign qualche tempo dopo la battaglia di Xandar. I Guardiani partono a bordo della Milano, ma vengono attaccati dai Sovereign poiché Rocket ha rubato alcune delle batterie. Precipitano sul pianeta Berhert, mentre un misterioso essere a bordo di un’astronave distrugge la flotta dei Sovereign.

Commento: Innanzitutto devo dire che il film si apre con un Kurt Russel trentenne ricreato grazie alla CGI e applicato su un corpo reale in maniera davvero incredibile. A breve non avremo più bisogno di attori veri se questo è il trend… A parte questo il film è divertente, chiassoso, vintage e moderno, barocco e, seppur la storia alla fine non regala chissà quali emozioni, davvero riuscito. La fanno da padroni i personaggi e il filo ironico che lega l’avventura dei nostri anche nei momenti drammatici (vedi pac-man…). In sostanza un film pop-corn con molte citazioni, bella musica e grafica pazzesca.
Voto: 7.5 Io sono Groot

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Recensione Film: Atomica bionda


Film del 2017
Diretto da David Leitch
Genere: azione, spionaggio, thriller
Durata: 115 minuti
Con:
Charlize Theron: Lorraine Broughton
James McAvoy: David Percival
John Goodman: Emmett Kurzfeld
Til Schweiger: l’orologiaio
Eddie Marsan: Spyglass
Sofia Boutella: Delphine Lasalle

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 1989, alla vigilia del crollo del muro di Berlino e del cambiamento nelle alleanze tra superpotenze, Lorraine Broughton, una spia del massimo livello dell’MI6, viene inviata a Berlino per smontare una spietata organizzazione di spionaggio che ha appena ucciso un agente sotto copertura in possesso di una lista con gli agenti russi infiltrati nel blocco occidentale e nello stesso MI6. La donna riceve l’ordine di cooperare col direttore della sede di Berlino David Percival, e i due formano un’incerta alleanza, scatenando tutto il loro arsenale di abilità nel perseguire una minaccia che mette a rischio l’intero mondo delle operazioni di spionaggio dei paesi occidentali.

Commento: La storia è intricata come tutti le spy stories e Charlize Theron è verosimile come agente oltre ad essere una bellissima donna (vale come giudizio?). Il film è ben ambientato nella Berlino dei giorni della caduta del Muro e le musiche elettro-pop aiutano a calarsi nell’epoca (che nostalgia “99 luftballons” …). Il film alla fine è un po’ caotico e il finale tra giochi, doppi e tripli colpi di scena non è disarmante ma un po’ pretenzioso e… prevedibile. Oltretutto manca una spiegazione meglio articolata e i sottintesi mi hanno dato un po’ fastidio. A me piacciono i finali alla “The illusionist” tanto per intenderci. Comunque un film discreto con molte scene di lotta e sfruttamento della bellezza della protagonista.

Voto: 7 Chi è chi?

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