Recensione Libri: “Il caso Fitzgerald” di John Grisham


Genere : Mistery
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2017
Pagine: 276
Titolo originale: Camino Island

Trama parzialmente tratta da IBS: È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d’arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un’operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell’unico indizio l’FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C’è un mandante o si tratta di un’iniziativa autonoma?

Commento: Grisham si discosta per una volta dagli ambienti giudiziari, dagli avvocati e dalle cause per addentrarsi nel mondo dell’editoria, delle librerie, dei tour per propagandare le uscite dei libri e soprattutto del mondo particolare ed artistico degli autori. La narrazione segue il furto di alcuni manoscritti per portarci, degnamente come Grisham sa fare, in un mondo fatto di amore per i libri e la morbosità di collezionisti senza scrupoli, la schizofrenia e le fragilità degli autori e contemporaneamente riesce a raccontare anche una liasion ipotetica che coinvolse Fitzgerald ed Hemingway. Un libro denso di sfaccettature, ben scritto e ideale per far innamorare della letteratura.

Voto: 7 Un ebook ha lo stesso fascino della carta stampata?

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Aggiornato AURORABOREALE.COM


Ho aggiornato il mio sito personale AURORABOREALE.COM con tutti gli articoli del blog con recensioni dei film e dei libri, archivio gallerie delle pinup, foto autobiografiche e i diari di viaggio in cui sto inserendo (molto lentamente, il tempo è quello che è..) anche i video delle nostre vacanze nel mondo. Tra l’altro sto pubblicando i video dei viaggi suddividendoli in playlist anche sul mio canale YOUTUBE. Per ora ho pubblicato “Francia 2012 – Normandia e Bretagna” in due parti e a breve spero di riuscire a pubblicare “Canada 2010 – British Columbia, Alberta e i Parchi nazionali di Jasper e Banff”.

Buon divertimento!

I updated my personal website AURORABOREALE.COM with all blog posts (movies and books reviews of movies and books), archive of pinup galleries, autobiographical photos and travel diaries where  I’m upgrading (very slowly, I have few time .. ) the pages also the videos of our holidays in the world. By the way, I’m publishing travel videos by dividing them into playlists on my YOUTUBE channel. Now available “France 2012 – Normandy and Vrittany” video in two parts. Coming soon “Canada 2010: BC and Alberta and Jasper/Banff National Parks”.

Good fun!

Recensione Libri: “La svastica sul sole” di Philip K.Dick


Genere : ucronia, fantapolitica, fantascienza, distopia
Autore: Philip K.Dick
Anno prima edizione: 1962
Titolo originale: The man in the High Castle
Trama tratta da Wikipedia : L’autore immagina un’ucronia in cui Hitler e l’Impero Giapponese hanno sconfitto gli Alleati nella Seconda guerra mondiale, diffondendo il nazismo nel mondo intero, Stati Uniti compresi. In quest’universo alternativo, il destino dell’America ricalca quello della Germania post-1945: è infatti divisa in tre stati, corrispondenti alla costa orientale (sotto controllo tedesco), quella occidentale (controllata dai giapponesi) e gli Stati delle Montagne Rocciose, che fungono da cuscinetto tra gli altri due. L’Italia, a causa della sua (pessima) condotta nella guerra, si trova in posizione subordinata rispetto al Reich tedesco. Il Mediterraneo è stato prosciugato con l’energia nucleare ed è semi-fallito un tentativo di genocidio dell’intera Africa.
Commento: Ammetto di avere letto il romanzo dopo aver visto le prime due stagioni di “The man in the High Castle” su Amazon Prime Video. La serie, di cui a breve scriverò una recensione, parte dagli stessi personaggi (e situazioni) per prendere una via decisamente differente da quella intrapresa dal romanzo di Dick.
Parlando del libro è interessante notare come l’autore mostri molteplici realtà , o presunte tali, possibili alternative (universi paralleli, svolte temporali?) più che altro narrando i pensieri ed i comportamenti dei personaggi e l’uso di un libro immaginario che parla di un mondo con gli Alleati vincitori (”La cavalletta mai più si alzerà”). Qual è la realtà? E’ quello che viviamo? Esistono una vita, un mondo desiderati altrettanto reali? E cos’è la realtà? La nostra percezione o qualcosa di concreto?
Il libro parte da un tema affascinante e cioè : SE i nazisti insieme ai propri alleati giapponesi avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale come sarebbe stato il mondo? (E’ chiaramente un’allegoria della spartizione post-bellica anni 60: Usa = Giappone, Russia = Nazisti).
Ma più che questo Dick è affascinato (direi ossessionato) dalla realtà che circonda che potrebbe essere un barlume, una fessura di molteplici esistenze tutte valide. Il libro segue la filosofia I’Ching (come l’autore faceva, pare) e quindi non è sempre semplice cogliere le metafore e l’essenza di quello che viene scritto e quello che vorrebbe essere trasmesso. Comunque un bel romanzo, non sempre scorrevole ma molto affascinante. Strana la sensazione di “vedere” i personaggi conosciuti con la serie web in maniera piuttosto differente e con destini a volte inaspettati.
Voto: 8 La Storia la scrive chi vince

ps: La pubblico oggi in Memoria dello sbarco alleato in Normandia : 5-6 Giugno 1944.

Recensione Libri: “Fine turno” di Stephen King


Genere : Thriller
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2016
Pagine: 496
Titolo originale: End of watch
Trama tratta da Sperling.it : In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po’ e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l’apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009…
Commento: Questo è l’epilogo della trilogia preceduta da “Mr.Mercedes” e “Chi perde paga”. Dico subito che il libro regge per la bravura di King nel saper avvincere e grazie allo stile personale davvero ineguagliabile che lo ha reso celebre. Per il resto devo dire invece che il libro non mi ha convinto poiché, come accennavo nel commento al libro precedente, il tema si scosta dal genere thriller/poliziesco virando verso il sovrannaturale. E a me non piace quando una storia è quantomeno verosimile (con accenni magari esagerati o romanzati che coloriscono l’insieme) e di colpo diventa qualcos’altro. Non mi piace anche per le molte libertà legate al mondo dell’informatica e della comunicazione che King si è preso per far quadrare i conti della sua narrazione. E’ come se in “Balla coi lupi” ad un certo punto sbucassero gli ufo! (Che va bene in “Cowboys ed alieni” perché il presupposto è gia nel titolo ma, sforare così il genere mi disorienta e mi toglie tutto il gusto dell’atmosfera e dei personaggi). O come guardare “Starsky & Hurtch” ed a un certo punto sbuca uno con la macchina del tempo…mah! Ad un certo punto del libro pure l’autore fa pronunciare ad un personaggio “Lo so che sembrano tutte cretinate” e devo dire che è proprio quello che ho pensato io.
Diciamo che è un buon racconto ma forzato ed innaturale. Peccato (ero prevenuto leggendo il finale di “Chi perde paga” e purtroppo non sono stato smentito).
Voto: 6 Troppo spinto verso l’imponderabile…

Recensione Libri: “Labirinto d’ossa” di James Rollins


Genere : Azione
Autore: James Rollins
Editore: Editrice Nord
Anno: 2015
Pagine: 496
Titolo originale: The Bone Labyrinth

Trama tratta da Wikipedia: L’antefatto è una lotta preistorica per la sopravvivenza. Un padre Neanderthal cerca di difendere la propria figlia avuta da una donna Sapiens.
Alla fine del 1600 l’imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo I invia un messaggio al religioso erudito Athanasius Kircher comunicandogli di aver scoperto le ossa di Adamo ed Eva.
Ai tempi nostri un terremoto in Croazia ha liberato l’ingresso a grotte sconosciute dove alcuni studiosi vengono aggrediti da un commando. Alla cattura o alla morte sfuggono la paleoantropologa Lena Crandall ed un prete. I due erano nella spedizione per chiarire l’incredibile ritrovamento di un sito preistorico occultato quattro secoli prima e verranno salvati da Gray Pierce e Seichan, agenti della Sigma Force.
La gemella di Lena che con lei collabora agli studi genetici su un cucciolo di gorilla, non sfugge invece al rapimento di spietati militari cinesi. Con lei vengono portati a Pechino il formidabile gorilla Baako e l’agente della Sigma Joe Kowalski (capitato nel laboratorio statunitense delle gemelle Crandall al momento dell’attacco).

Commento:
Rollins è bravo con la speleologia, la zoologia e l’ambiente. Unendo l’azione e il mistero con qualche invenzione verosimile e molti voli pindarici riesce a coinvolgere il lettore nelle sue avventure. Anche qui non si allontana dal suo stile seguendo bene o male una logica che lo contraddistingue e porta a casa un libro godibile anche se prevedibile Divertente quanto basta, sotto l’ombrellone un buon compagno di relax.

Voto: 7 I love gorillas

Recensione Libri: “Mi innamoravo di tutto- Storia di un dissidente” di Stefano Zorba


mi-innamoravoAutore: Stefano Zorba
Editore: Edizioni Alternative
Anno: 2016
Pagine: 130
Trama: Un sotterraneo anonimo. Un pavimento in calcestruzzo, polvere, pilastri nudi e vecchi. E sangue.
Un imprecisato servizio segreto italiano ha un prigioniero, un dissidente che si chiama Coda di Lupo. E vuole farlo parlare, con ogni mezzo necessario.
E Coda di Lupo parla, si racconta, scandendo la sua vita sulle note dell’omonima canzone di Fabrizio De André, dall’infanzia e il G8 di Genova fino agli ultimi, disperati anni di resistenza in Val Susa.
Un romanzo che parla di lotta, di resistenza, di Stato, di sofferenza, di morte. E della gioia di lottare, nonostante tutti i sacrifici che questo comporta.

Commento: E’ un libro duro, crudo, violento e “sporco” (se mi passate l’aggettivo) come solo la vita vera (quella che facciamo finta di non vedere o immaginare) può essere e quindi anche sincero.

Il racconto del protagonista (non sapremo mai il suo nome reale) viene palleggiato dal presente in cui è prigioniero torturato dai servizi segreti che vogliono estorcergli informazioni e da flashback in cui viviamo l’evoluzione dal ragazzino “innamorato di tutto” che crescendo non riesce ad essere indifferente verso le iniquità del mondo, tanto da odiare e riversare la propria rabbia e il proprio impegno nella lotta al Sistema (soprattutto aderendo ai NoTav e alle battaglie per l’ambiente).

Il libro coglie nel segno quando spinge sulle riflessioni che tutti abbiamo (più o meno consciamente) riguardo alla nostra società, al ruolo dello Stato, al consumismo, all’egoismo imperante e soprattutto all’indifferenza giustificata dalla mancanza di tempo che il ritmo imposto alle nostre vite genera.

Ci sono passaggi davvero duri (per l’anima) e non mi riferisco ai pestaggi o alle torture ma alle riflessioni di come siamo, di come appariamo, di come vorremmo essere e di come non siamo capaci di sottrarci al giudizio del prossimo se non sacrificando noi stessi o almeno i nostri legami e il nostro stile di vita.

Pur essendo io davvero ignorante rispetto alle opere di De Andrè devo dire che Stefano Zorba è stato bravo nel costruire una trama sulla falsariga del testo di “Coda di lupo” e non è mai forzato il legame con la canzone, anzi ne usa la struttura come un guanto per il suo racconto.

Bravo Zorba anche nello stile: le metafore sembrano di Stephen King, la descrizione delle armi di Clancy e ci sono tanti spunti e riferimenti in cui si denota una cultura generale dell’autore davvero notevole. In più, anche se non bisogna necessariamente condividere ogni singolo aspetto o pensiero del protagonista è davvero un bel modo per raccontare cosa succede nel paese, cosa succede in Val di Susa e cosa potrebbe succedere in futuro.

L’unico personale appunto che ho da fare è in zona SPOILER : Vi avviso cosicché non vogliate leggere oltre… fermatevi qui: il libro è un pugno nel cuore, nello stomaco e nel cervello ed è ben scritto.

Voto: 8 L’unica religione dell’ateo è la sopravvivenza.

Scorri per lo SPOILER:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPOILER: Se il finale è sensato e coerente con tutto il resto, mi pare un po’ “ingenuo” pensare che un gruppo di persone a capo di 100.000 cittadini possa sparire nel nulla con la scusa di andare a trattare a Roma con il Governo senza che almeno un giornalista (o uno dei 100.000) non salti su a dire: “Ehi, hanno distrutto il tunnel in costruzione da 40 anni e adesso dove sono finiti?” e che il Governo riesca a mettere a tacere il tutto. A parte questo, che nulla toglie al valore del libro, null’altro da aggiungere: è un bel libro che ci lascia con molte riflessioni e un senso di inadeguatezza inquietante. Bello.

Recensione Libri: “La città di ghiaccio” di James Rollins


città-di-ghiaccioGenere : Azione
Autore: James Rollins
Editore: Editrice Nord
Anno: 2015
Pagine: 410
Titolo originale: Subterranean
Trama tratta da IBS.it: Di ritorno da uno scavo, l’archeologa Ashley Carter rimane sconcertata nel trovare dei militari ad attenderla in casa. In una grotta nei pressi di una base militare in Antartide, è stato rinvenuto per caso un antico idolo scolpito nel diamante e, sebbene dalle prime analisi risulti che quell’oggetto risalga all’epoca preistorica, non è stato possibile collegarlo a nessuna civiltà conosciuta. E adesso l’esercito sta organizzando una spedizione archeologica che s’inoltri tra i ghiacci in cerca di risposte… e di altri tesori simili. E vuole che sia Ashley a guidarla. Per lei, è un’occasione da cogliere al volo. Tuttavia, già all’ingresso di quel labirinto di tunnel di ghiaccio, Ashley e la sua squadra avvertono una presenza inquietante aleggiare su di loro. Come se qualcuno – o qualcosa – li stesse seguendo e controllando. E, quando scoprono una grotta piena di diamanti enormi, al cui interno sono incastonati dei teschi umani, per loro è l’inizio di un incubo. Perché sono diventate prede di un nemico spietato e sfuggente, pronto a tutto pur d’impedire al gruppo di portare alla luce il suo segreto…
Commento:
Rollins è bravo con la speleologia, la zoologia e l’ambiente. Unendo l’azione e il mistero con qualche invenzione verosimile e molti voli pindarici riesce a coinvolgere il lettore nelle sue avventure. Anche qui non si allontana dal suo stile seguendo bene o male una logica che lo contraddistingue e porta a casa un libro godibile anche se prevedibile. Il finale è coerente ma a mio avviso, come spesso gli capita, frettoloso rispetto al resto della narrazione che a tratti si trascina invece stancamente. Divertente quanto basta, sotto l’ombrellone un buon compagno di relax…

Voto: 7 Jurassic Park nel bianco

Recensione Libri: “I segreti di Gray Mountain” di John Grisham


I segreti di Gray MountainGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2014
Pagine: 381
Titolo originale: Gray Mountain
Trama tratta da IBS.it: Samantha Kofer, giovane e promettente avvocato associato da tre anni del più importante studio legale di New York, ha davanti a sé una brillante carriera, o almeno così crede. Ma è il 2008 e con l’esplosione della crisi finanziaria, le cui ripercussioni in tutto il mondo sono ben note, moltissimi professionisti restano senza lavoro. Gli istituti bancari, gli hedge fund e i grandi studi legali ridimensionano drasticamente spese e personale. E così, ad appena due settimane dal crollo di Lehman Brothers, Samantha perde il suo lavoro, la sua sicurezza e il suo futuro. Al tempo stesso, però, è anche una delle poche persone a cui viene offerta l’opportunità di lavorare gratuitamente per un anno in un piccolo studio di assistenza legale a Brady, una sperduta cittadina di 2200 anime sui monti Appalachi, in attesa di tempi migliori. È un cambiamento di vita radicale. Samantha si ritrova infatti in un mondo lontano anni luce da quello in cui ha sempre vissuto, e grazie all’indomita Mattie Wyatt, capo della Mountain Legal Aid Clinic, e all’affascinante e misterioso nipote di lei, l’avvocato Donovan Gray, capisce subito cosa significa doversi confrontare con veri clienti e problemi reali. Ma soprattutto dovrà fare i conti con il torbido e pericoloso business dell’industria carbonifera, vera risorsa del paese. Un mondo in cui le leggi non vengono rispettate, la violenza è sempre in agguato e la terra stessa è minacciata…

Commento:
Bel libro di tema legale/ecologico. Fin dove si può spingere il mondo industriale per trarre energia senza stuprare la natura? Questo romanzo è un modo per trattare il tema dell’estrazione (estrema) carbonifera negli Stati Uniti (e non solo). Ci mostra il deturpamento, l’inquinamento dell’ambiente e le devastanti conseguenze sugli abitanti delle zone sottoposte a strip mining (lo sventramento delle cime delle montagne per ottenere miniere a cielo aperto). Il romanzo è avvincente e si amano i personaggi che hanno tutti un senso nella narrazione. Unico neo a mio avviso è il finale che lascia un po’ l’amaro in bocca ma d’altronde visto il tema, se Grisham voleva mantenere il realismo non poteva risolverlo in altro modo. Interessante ed inquietante per la cruda realtà.

Voto: 7.5 A chi crede che tutto sia perfetto negli States

Recensione Libri: “L’ombra del sicomoro” di John Grisham


Lombra-del-sicomoroGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 535
Titolo originale: Sycamore Row

Trama tratta da IBS.it: Clanton, Ford County, 1988. Seth Hubbard è un uomo molto ricco che sta morendo di cancro ai polmoni. Non si fida di nessuno ed è molto attento alla sua vita privata e ai suoi segreti. Ha due ex mogli, due figli con cui non ha rapporti e un fratello sparito nel nulla da moltissimi anni. Il giorno prima di impiccarsi a un sicomoro, Seth scrive di suo pugno un nuovo testamento nel quale esclude la sua famiglia dall’eredità e lascia tutto ciò che possiede a Lettie, l’ignara domestica di colore che lo ha assistito prima e durante la malattia. Spedisce il testamento all’avvocato Jake Brigance, che si ritrova per le mani un caso davvero scottante. Molte sono infatti le domande cui lui ora deve dare una risposta: perché Seth ha lasciato le sue ingenti fortune alla sua donna di servizio? Forse le cure per il cancro hanno offuscato la sua mente? E tutto questo cosa ha a che fare con quel pezzo di terra un tempo noto come Sycamore Row? Ha così inizio una drammatica controversia tra coloro che si considerano i legittimi eredi, Lettie e un’intera comunità segnata da pregiudizi e tensioni mai sopite. Con “L’ombra del sicomoro” John Grisham ritorna venticinque anni dopo all’ambientazione e alle atmosfere del suo primo romanzo, “Il momento di uccidere”, considerato ormai un classico, di cui questo nuovo legal thriller è il seguito, e al suo battagliero protagonista, l’avvocato Jake Brigance, di nuovo, alle prese con una vicenda caratterizzata da discriminazione razziale, ingiustizia, avidità.

Commento:
Grisham mi piace per come ti trasporta nel profondo Sud degli Stati Uniti d’America e poi riesca a complicare le cose, a renderle ancor più estreme e al termine a risolvere il tutto in maniera verosimile ed avvincente. Anche qui non smentisce questa vena narrativa e il libro infatti è scorrevole ed interessante. La risposta al mistero dietro alla domanda fondamentale del libro (“Perché fare testamento a favore di uno sconosciuto?”) è differente da quella che avevo immaginato (per fortuna) ed anche questo non fa che accrescere la mia stima per questo autore. Bello e drammatico.

Voto: 8 It don’t matter if you’re black or white…

Recensione Film TV: 11.22.63


112263TV

Serie del 2016
Genere: Thriller / Fantastico
Durata: 8 Episodi (~ 55 min. ad episodio)
Con:
James Franco: Jake Epping/James Amberson
Chris Cooper: Al Templeton
Sarah Gadon: Sadie Dunhill
Lucy Fry: Marina Oswald
George MacKay: Bill Turcotte
Daniel Webber: Lee Harvey Oswald

Trama: Jake Epping, un insegnante di inglese di Lisbon, Maine viaggia indietro nel tempo per impedire l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Ma il passato non vuole essere cambiato.

Commento: Il libro da cui è tratta la serie è uno dei miei preferiti (vedi qui la recensione: 22 11 63 di Stephen King) e la trasposizione su schermo non poteva che essere sviluppata su un arco di ore non inferiore a quelle realizzate, un film di due/tre ore sarebbe stato troppo stringato. I pregi di questa serie sono gli attori (Franco, Cooper, la bellissima Gadon e tutti i caratteristi); l’ambientazione (musiche, costumi, auto, scenografie) che ci riporta dritti ai primi anni ’60; i lati oscuri dell’epoca non filtrati dalla nostalgia del “era tutto migliore”: razzismo, sessismo, perbenismo; l’accuratezza nei dettagli.
La nota stonata del racconto tv è un appunto allo sviluppo del racconto che parte alla grande con un pilot eccezionale, una parte centrale un po’dispersiva e lenta ed un finale molto bello e struggente (forse migliore di quello del libro, azzarderei a dire) ma troppo concitato negli ultimi due episodi.

Ci sono ovviamente differenze con il racconto cartaceo e divagazioni necessarie ad un racconto più visivo che introspettivo ma, nel complesso, un bel lavoro che non perde il fascino della sua origine libraria. Personalmente ho trovato degno questo lavoro per merito di una produzione che ha badato a dare una conclusione in un’unica stagione (spero vivamente non ci siano sequel inutili o spin-off, vedremo), attori molto in gamba e fedeltà al racconto originale con le opportune differenze quando necessario. Finalmente un bel resoconto tv che rende giustizia al lavoro di Stephen King. Bello.

Voto: 8 Siamo sicuri che il passato è coì bello come ce lo ricordiamo?

Ah però... 6.5 -7.5