Recensione Film: Thor: Ragnarok


Film del 2017
Diretto da Taika Waititi
Genere: azione, fantastico, avventura, fantascienza, supereroi
Durata: 130 minuti
Con:

Chris Hemsworth: Thor
Tom Hiddleston: Loki
Cate Blanchett: Hela
Idris Elba: Heimdall
Jeff Goldblum: Gran Maestro
Tessa Thompson: Valchiria
Karl Urban: Skurge
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Anthony Hopkins: Odino

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nei due anni successivi alla battaglia di Sokovia, Thor ha vagato per il cosmo alla ricerca delle Gemme dell’Infinito ed è ora prigioniero del demone Surtur. Quest’ultimo rivela a Thor che suo padre Odino non si trova più ad Asgard e che il regno degli dèi verrà presto distrutto da Ragnarök, una volta che Surtur avrà unito la sua corona con la Fiamma Eterna che brucia sotto Asgard. Thor si libera e sconfigge Surtur, credendo in questo modo di aver impedito Ragnarök.

Thor torna ad Asgard e scopre che suo fratello Loki è vivo e finge di essere Odino. Thor costringe così Loki ad accompagnarlo a trovare suo padre; grazie all’aiuto di Stephen Strange, Thor e Loki rintracciano Odino in Norvegia. Odino rivela ai figli di essere prossimo alla morte e che con la sua dipartita Hela, la sua primogenita, verrà liberata dalla prigione in un cui era stata rinchiusa millenni fa. Hela era il braccio destro di Odino e insieme a lui conquistò i Nove Regni, ma quando la sua brama di potere crebbe a dismisura Odino fu costretto a imprigionarla. Thor e Loki cercano di fuggire su Asgard attraverso il Bifrǫst, ma Hela li insegue e li scaraventa nello spazio. Hela giunge ad Asgard e si proclama nuova regina. Con l’aiuto dell’asgardiano Skurge, Hela decide di usare il Bifröst per andare alla conquista degli altri mondi, ma Heimdall ruba la spada che controlla il ponte e fugge…

Commento: Sarà colpa dell Disney ma Thor è decisamente cambiato: prima cupo, tutto d’un pezzo ora è un semidio divertente scanzonato soggetto ad urletti, errori ma chiaramente sempre eroico. Il film fa quello che deve fare e cioè divertire. L’ho trovato, proprio perché permeato da questa ironica leggerezza, il migliore della trilogia Asgardiana. E’ tutto esagerato ma va bene così. Peccato per il martello, però.

Voto: 7.5 Per fortuna Thor non è Sansone.

 

TRAILER

 

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Recensione Film: Red 2


Red2Film del 2013
Diretto da Dean Parisot
Genere: azione, commedia
Durata: 116 minuti
Con:
Bruce Willis: Frank Moses
John Malkovich: Marvin Boggs
Mary-Louise Parker: Sarah Ross
Catherine Zeta-Jones: Katja Petrokova
Helen Mirren: Victoria Winslow
Anthony Hopkins: Edward Bailey

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La famiglia Moses, formata da Frank e Sarah, sta cercando di condurre una vita normale, ma un giorno il vecchio amico Marvin viene ucciso.
Poco dopo si scopre che in realtà non è morto, anzi, si trovano in tre ad affrontare la CIA che gli sta dando la caccia, accusati di aver partecipato ad una vecchia operazione denominata “nottefonda”. L’unica persona a conoscenza di questa operazione diviene quindi ricercata da tutti.

Commento: La forza del film sta nella simpatia dei personaggi. La storia, va beh, nulla di che. Oltretutto molti dubbi su come si possa espatriare un carcerato di massima sicurezza dal Regno Unito alla Russia senza problemi… In sostanza un film d’azione comica in cui Bruce Willis e John Malkovich la fanno da padroni. Divertente ma manca quel qualcosa che ha contraddistinto il primo capitolo del gruppo. Insomma…

Voto: 6.5 Chi non muore si rivede

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Noah


NoahFilm del 2014
Diretto da Darren Aronofsky
Genere: azione, biblico, drammatico, epico, fantastico, avventura
Con:
Russell Crowe: Noè
Jennifer Connelly: Naameh
Ray Winstone: Tubal-cain
Anthony Hopkins: Matusalemme
Emma Watson: Ila

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La storia narra la celebre impresa biblica compiuta dal patriarca Noè scritta nel libro della Genesi dell’Antico Testamento, che prevede la costruzione di un’imponente arca allo scopo di salvare il destino di tutti gli uomini giusti dal diluvio universale progettato da Dio.

Tanto tempo fa, in seguito alla nascita della Terra e di tutti gli esseri viventi, il Creatore (così viene chiamato per l’intero film) dà vita ad Adamo ed Eva, una coppia di creature a sua immagine e somiglianza (gli uomini), e li fa vivere nell’Eden al suo fianco. Ma questi, irretiti dal serpente, dopo aver raccolto il frutto della tentazione, vengono sopraffatti dall’odio e vengono esiliati sulla Terra, dove poi avranno tre figli: Caino, Abele e Set.
Accecato dall’odio, Caino arriva ad uccidere con una pietra suo fratello Abele, per poi fuggire lontano e trovare rifugio da una stirpe di angeli caduti, chiamati “Vigilanti”. Pian piano, i discendenti di Caino si espandono in tutta la Terra diffondendo odio e tristezza dappertutto. L’unica speranza è riposta nei pochi rimasti discendenti di Set.

In seguito alla successione di dieci stirpi, Noè, protagonista della storia, assiste impotente all’assassinio di suo padre Lamech da parte del capostirpe degli attuali discendenti di Caino, Tubal-cain. Anni dopo, Noè diviene padre di tre figli, ovvero Sem, Cam e Jafet. Una notte, egli vede in sogno una misteriosa inondazione e la montagna dove vive suo nonno Matusalemme davanti ai suoi occhi. Risvegliatosi, si rende conto che ciò era un messaggio divino, per cui decide di intraprendere un viaggio con i suoi familiari per dirigersi da Matusalemme e chiedergli risposte.
Durante il viaggio, trovano una bambina di nome Ila ferita gravemente al ventre. Naamah, la moglie di Noè, si offre di curarla e di prenderla con loro, ma subito dopo avverte suo marito che a causa della ferita ella non potrà mai avere figli. Si imbattono poi in un gruppo di Vigilanti, simili ad orrendi giganti di pietra, il cui capo, Samyaza, ordina di gettarli in una fossa e lasciarli morire; uno di loro però, il Guardiano Og, si offre inaspettatamente di accompagnarli a destinazione. Egli spiega che un tempo i Vigilanti erano angeli di pura luce che, guardando la stirpe di Adamo e Eva nella miseria, contravvenendo all’ordine del Creatore, decisero di aiutarla, al prezzo del loro aspetto che il fango e la terra imprigionarono per sempre; grazie alle loro abilità gli uomini sopravvissero, ma col tempo le trasformarono in strumenti di violenza e resero schiavi i Vigilanti. Ci fu un uomo, però, che li salvò e quell’uomo era proprio Matusalemme, un membro della stirpe di Set. Arrivati alla montagna, Noè porta Sem con sé sino alla grotta di Matusalemme, dove finalmente scopre la sua missione: costruire un’arca dove mettere in salvo tutte le coppie di ogni specie di animale dal diluvio che il Creatore ha in piano.

Commento: La storia del Diluvio Universale riveduta e romanzata. Un rischio ma anche un’opportunità. Qui a farla da padrone sono gli effetti speciali (il diluvio e la quantità di animali, ovviamente), l’ambientazione e gli attori. Onestamente, pur apprezzando lo sforzo di rendere appetibile il racconto aggiungendo qualche dettaglio poco noto della Genesi, sembra più un fantasy che un racconto biblico…se lo si accetta allora non c’è problema alcuno. Spettacolari le ambientazioni (credo Islanda). Bravo Russel Crowe a ridarci un Noè estremamente credente e al contempo dubbioso. A mio avviso l’unica pecca (se così mi permetto di definirla) è forse l’eccessiva lunghezza. Per il resto un film spettacolare, forse con qualche libertà espressiva di troppo, che ci “spiega” ed ammonisce e aiuta a riflettere sul futuro dell’uomo guardando al passato.

Voto: 6.5 Non facile spettacolizzare senza rischiare.

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Thor: The dark world


Thor: The Dark worldFilm del 2013
Diretto da Alan Taylor
Genere: Fantastico
Con:
Chris Hemsworth: Thor
Natalie Portman: Jane Foster
Tom Hiddleston: Loki
Stellan Skarsgård: Dr. Erik Selvig
Anthony Hopkins: Odino
Kat Dennings: Darcy Lewis
Idris Elba: Heimdall
Jaimie Alexander: Sif
Christopher Eccleston: Malekith
Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Molte migliaia di anni fa, Bor, padre di Odino, sconfisse in una sanguinosa battaglia gli Elfi Oscuri, una razza guidata dal malvagio Malekith, che voleva impossessarsi dell’Aether, un materiale fluido dotato di un enorme potere, che, sfruttando un rarissimo allineamento di pianeti chiamato “Convergenza”, avrebbe potuto riportare l’universo nella sua oscurità originaria. L’asgardiano, ritenendo impossibile distruggere tale materiale, decise di rinchiuderlo e nasconderlo nel cosiddetto ‘Mondo Oscuro’, (dove nessuno avrebbe potuto accedervi e trovarlo), mentre Malekith e il suo fido aiutante Algrim fuggono dal campo di battaglia, giurando vendetta.

Nel presente, ad Asgard è stato ricostruito il Bifröst, mentre Thor e i suoi compagni sono impegnati a riportare la pace nei nove regni, saccheggiati e devastati dai Marauders: completata la missione e sconfitti gran parte dei Marauders, Thor e i Tre guerrieri ritornano ad Asgard, dove Odino consiglia al figlio di dimenticare Jane Foster (data la sua mortalità) e di andare avanti, essendo ormai pronto a sostituirlo come re.

Sulla Terra anche Jane, trasferitasi a Londra, sta cercando di dimenticare Thor, frequentando un uomo di nome Richard. Tuttavia, una scoperta sensazionale glielo impedisce: in un edificio di Londra lei, Darcy Lewis e il nuovo stagista Ian scoprono un punto in cui la gravità sembra interrompersi e le cose sparire nel nulla. Jane viene risucchiata da questo strano fenomeno, ritrovandosi nel mondo oscuro…

Commento: Il primo episodio del Dio del Tuono non mi aveva entusiasmato: troppo serioso e cupo per i miei gusti e un film tratto da un fumetto deve essere (anche) divertente. Questa volta devo dire che il risultato tra epica, battaglie ed umorismo è riuscito, con Loki che svolge in parte il ruolo comprimario e comico dell’eroe tutto d’un pezzo (in realtà anche a Thor sono riservate alcune gag esiliranti). Questa volta in sostanza il film mi ha convinto, aggiungendo nel finale nuove domande e porte aperte verso nuovi film Marvel (“I guardiani della galassia” e “Avenger 3”, ritengo). Per quanto riguarda alcune mie considerazioni inutili invece faccio notare come i guerrieri elfi oscuri assomiglino ad un mix tra il robot Maria di Metropolis, Caterina del film omonimo con Alberto Sordi ed una maschera del Carnevale di Venezia (ok, sono pazzo). In più, nel finale vediamo il “Collezionista” interpretato da Benicio Del Toro che a me sembra il cattivo interpretato da Will Ferrell (non ricordavo il nome, che è Mugatu) di Zoolander!
Nel film poi ho trovato similitudini con il mondo di Tolkien – d’altronde la saga norrena è stato spunto per Tolkien, immagino (tipo la spada illuminata da Frigga uguale a Pungolo di Frodo, gli Elfi oscuri…) e Guerre Stellari (e le navicelle asgardiane invece fanno un rumore che mi ricorda tanto qualcosa di Star Wars). Va beh…
A parte queste sciocchezze, finalmente posso dire che è stata sviluppata una degna trattazione del Mitico Thor.

Voto: 7.5 Altre che millechiodi, voglio anch’io Quel Martello!

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Hitchcock


Film del 2012
Diretto da Sacha Gervasi
Genere: Biografia
Con:
Anthony Hopkins: Alfred Hitchcock
Helen Mirren: Alma Reville
Scarlett Johansson: Janet Leigh
Toni Collette: Peggy Robertson
Danny Huston: Whitfield Cook
Jessica Biel: Vera Miles
Michael Wincott: Ed Gein

Trama tratta da Wikipedia : Alfred Hitchcock, raccolti gli onori di “Intrigo internazionale” che trova consensi di pubblico e critica, si trova in un momento privo di ispirazione per il suo prossimo lavoro. Scartato un lavoro di Whitfield Cook, sceneggiatore che aveva lavorato con lui dieci anni prima in pellicole come “Paura in palcoscenico”, si appassiona al romanzo “Psycho” di Robert Bloch, ignorato dai più per gli scabrosi temi trattati. Proprio tale sfida spinge Hitchcock a cimentarsi nella realizzazione di un film incentrato sul romanzo, incontrando notevoli resistenze da parte delle case di produzione e dall’opinione generale degli addetti ai lavori.
Deciso a realizzare la sua opera e supportato dalla moglie Alma, il regista autofinanzia il progetto ipotecando la propria casa e proponendo alla Paramount di non spendere nulla per il girato in cambio della distribuzione della pellicola e del quaranta percento degli incassi.

Commento: Bella biografia interpretata straordinariamente sia da Antony Hopkins (quasi irriconoscibile) ed Helen Mirren. Ottimo spaccato della vita privata del grande regista che ci mostra le sue manie, paure, fissazioni e qualità. Oltre a questo viene dimostrato il detto “dietro ogni uomo c’è una grande donna”… Ottimo film per fare venire l’acquolina di rivedere i grandi film del “maestro del brivido” (o della suspence). Mi piacerebbe vedere la versione originale per poter apprezzare anche il grande lavoro di pronuncia che sicuramente Antony Hopkins ha sostenuto per entrare nei panni di Hitchcock. Bella pellicola che rende giustizia al regista inglese e soprattutto alla moglie.

Voto: 7.5 e…buonasera

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Il caso Thomas Crawford


Film del 2007
Diretto da Gregory Hoblit
Con:
Anthony Hopkins: Thomas Crawford
Ryan Gosling: Willy Beachum
Billy Burke: Ten. Robert Nunally
David Strathairn: Joe Lobruto
Cliff Curtis: Det. Flores
Embeth Davidtz: Jennifer Crawford
Rosamund Pike: Nikki Gardner
Genere: Thriller legale / Drammatico
Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Thomas Crawford è un ingegnere aeronautico che scopre la relazione extraconiugale della giovane moglie Jennifer con il poliziotto Robert Nunally, così decide di ucciderla mettendo in atto un piano perfetto. In seguito l’uomo viene arrestato proprio dall’amante di sua moglie a cui rilascia anche una confessione. Quello che sembrava un caso all’apparenza semplice si dimostra più complicato del previsto. Ad occuparsene è l’assistente distrettuale Willy Beachum che sta per essere assunto da un prestigioso studio legale. Ma i suoi sogni di gloria vanno in pezzi quando si scopre che la pistola consegnata da Crawford non è l’arma del delitto e che quest’ultima risulta introvabile…

Commento: Bel film alla Grisham. Antony Hopkins mette i brividi come ai tempi del “Silenzio degli innocenti) e Ryan Goslin si fa apprezzare per un personaggio che si evolve durante la pellicola. La storia che sembra semplice è poi via via complicata e l’intreccio è comunque lineare e comprensibile. Una storia con una sceneggiatura davvero ben fatta e un finale che non dispiace. Il film in originale si intitola “Fracture” (Rottura o frattura) ed è riferita alle “crepe” dell’uovo che spiega Crawford all’avvocato nel primo dialogo in carcere.
Un film davvero intenso, da vedere.

Voto: 7.5 Ottima sceneggiatura

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film vari


Un post con alcune recensioni “striminzite” causa mancanza di tempo.

Thor Genere: Fantastico
Bello sia il contesto scenografico che l’attore (come mi fanno notare le donzelle in visibilio di tutti quegli addominali) ma il film a mio avviso, pur con la regia di Kenneth Branagh, non è sorretto da una storia molto forte: esile sceneggiatura e nemesi del Dio del Tuono insignificante.

Voto: 6 Non si sente il tuono
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Tre all’improvviso Genere: Commedia romantica
Commedia con il finale incorporato già nel titolo ma, seppur prevedibile, abbastanza scorrevole da potersi vedere.

Voto: 6 Senza troppo impegno

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Un perfetto gentiluomo Genere: Commedia / Surreale
Tutto giocato sulla bravura di Kevin Kline il film alla fine non porta a nulla pur avendo qualche spunto interessante, la verve di un bravo attore e certe idee surreali interessanti. Peccato

Voto: 5/6 Inconcludente

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Femmine contro maschi Genere: Commedia “a episodi”
Sequel con attori comprimari nel primo episodio è abbastanza divertente ma meno convincente.
Nel panorama italiano è comunque un film godibile.

Voto: 6 Piacevole

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Limitless Genere: Thriller fantastico
Mi ha ricordato “Strange days” e qualcos’altro che mi sfugge. A parte un finale un po’ slegato dal resto, a mio avviso (e comunque che non mi aspettavo, lo ammetto), è un film che diverte e regge mantenendo vivo l’interesse. Non male davvero.

Voto: 7.5 Per chi osa

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A cena con un cretino Genere: Demenziale
Remake più o meno riuscito ma con il chiaro intento, rispetto l’originale, del box office che lo limita e lo relega in una commediola surreale ma senza troppa convinzione. Si può vedere anche se è un film piuttosto “strano”.

Voto: 5.5 Solo se non sei un topo

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Carissima me Genere: Commedia
Sophie Marceau è l’attrazione del film ma anche il punto debole: non ha la simpatia necessaria al personaggio per farcelo amare, anche se l’idea di base, non originalissima, poteva essere valida.

Voto: 5 Sciapo

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The next three days Genere: Thriller / Azione
Bel thriller, adrenalinico e avvincente. Russel Crowe la fa’ da padrone. Davvero bello.

Voto: 8 Se non ti senti libero

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L’esplosivo piano di Bazil Genere: Commedia / Surreale
Film francese che più francese non si può. Surreale, divertito e divertente. A me ha incuriosito e divertito parecchio.

Voto: 7 Circense

Recensione Film: Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni


Film del 2010 diretto da Woody Allen con Anthony Hopkins (Alfie), Gemma Jones (Helena), Naomi Watts (Sally), Josh Brolin (Roy), Antonio Banderas (Greg) e Freida Pinto (Dia).

Londra. Alfie nel pieno della terza età lascia la moglie Helena perché non accetta la vecchiaia. Si dà alla bella vita, conosce una ragazza di facili costumi (Charmaine) e la sposa. Nel frattempo Helena si affida ad una “maga” che le preveda il futuro e inizia a seguirne i consigli alla lettera. La figlia dei due, Sally, dopo che il marito Roy non riesce più a replicare il successo del primo romanzo pubblicato, torna a lavorare nel campo dell’arte nella galleria di Greg. Roy nell’attesa di sapere se l’ultima sua fatica verrà rifiutata o meno s’innamora della bella vicina di casa Dia. Le storie s’intrecciano e nascono flirts, la speranza di nuovi amori attraverso gioie e dolori, furti di idee e fidanzati.

La trama c’è, i personaggi e i temi del film sono interessanti, gli attori bravi. Tutto bene?  No.

Manca la sottile ironia di Woody Allen e le sue battute in bocca a qualche personaggio (Anthony Hopkins era l’ideale) e, personalmente, manca un vero finale. Qui ci vengono suggerite le possibilità ma non abbiamo la certezza che ciò che  pensiamo succeda, e potrebbe anche andare bene così, se non fosse che il film gira ad un certo ritmo come se ci si aspettasse almeno un’altra mezz’ora di pellicola ed invece… ecco i titoli di coda.
Mentre in altri film apprezzo l’idea che il regista lasci allo spettatore la scelta di dove tirare il pallone in campo, qui sembra che Woody Allen chiuda la partita scappando con la palla e lasciandoci con un palmo di naso.
In sostanza pare un film non finito e me l’aspettavo più divertente, mentre ho sorriso solo una volta sull’imitazione di Charmaine da parte di Sally (ma questo è chiaramente soggettivo).

Voto:  6.5 Inconcludente

Ciao, J

Recensione Film : “Beowulf”


Film di Robert Zemeckis del 2007 su sceneggiatura di Neil Gaiman e Roger Avary interamente in 3D come il precedente esperimento del regista in “Polar Express”. Anche qui i personaggi ricreati al computer seguono le fattezze di attori reali: Anthony Hopkins, John Malkovich, Robin Wright Penn, Ray Winstone e Angelina Jolie.

Il film segue le gesta di Beowulf, guerriero giunto sulel coste della Danimarca del 500 d.C. per sconfiggere il demone Grendel che infesta le terre del Re Hrothgar. Il nostro eroe riuscirà nell’impresa divenendo a sua volta re ma, celando un terribile segreto che ha già portato la maledizione sul regno precedente e su quello attuale.

La leggenda di Beowulf era già stata trattata (e mi era piaciuta di più) nel “Tredicesimo guerriero” (1999) di John “Die Hard” McTiernan interpretato tra gli altri da Antonio Banderas.

Qui al solito stupisce l’eleganza dei riflessi, dell’acqua, del fuoco e dell’ambientazione in generale ed anche la verosimiglianza dei visi riconoscibilissimi degli attori (nonchè il corpo dorato praticamente nudo di Angelina Jolie che sorge dalle acque ^__^) ma, in alcuni punti il 3d sembra realizzato in maniera poco curata: vedi certe posizioni innaturali del corpo, il sempre vacuo sguardo che è il difetto della arte digitale applicata all’anatomia umana (manca l’anima negli occhi dell’uomo vero), la corsa rigida degli uomini e dei cavalli.

In sostanza un film discreto sia per la storia che per la resa grafica ma non mi ha soddisfatto al 100%.

Voto: 6
Ciao, J

Quei bravi ragazzi, U.S. Marshalls, La Prova, V per Vendetta, Little Miss Sunshine


[Quei bravi ragazzi] http://italy.imdb.com/title/tt0099685/ ( 1990 The goodfellas)

Film di Martin Scorsese con Robert De Niro, Ray Liotta, Joe Pesci, Paul Sorvino, Lorraine Bracco…
E’ la storia di tre amici dagli anni ’50 agli ’80. Tre amici che hanno in comune l’appartenenza alla mafia. Jimmy (De Niro) , Tommy (Pesci) ed Henry (Liotta) sono al soldo di Cicero (Sorvino) ma la carriera malavitosa porta attraverso le proprie esperienze (e responsabilità) ognuno verso il proprio destino.
Un film corale con attori eccezionali ed in stato di grazia (Joe Pesci ha vinto l’Oscar), una storia intensa, tragica, cruda ma anche comica per un certo verso, quasi surreale in alcuni momenti. Uno dei migliori film sulla mafia (forse addirittura superiore alla saga del Padrino). Da vedere assolutamente. Grande Scorsese.
Voto: 8.5

[US Marshalls] http://italy.imdb.com/title/tt0120873/ (1998)

Con Tommy Lee Jones (Il fuggitivo, M.i.b) , Wesley Snipes (Blade), Joe Pantoliano (Memento, Matrix) e Robert Downey Jr. (Chaplin).

Qui si sfrutta il personaggio dello sceriffo Samuel Gerard (T.L.Jones) visto dare la caccia ad Harrison Ford nel bel “Il fuggitivo” su una storia che ne ricalca (per non dire “copia”) il plot togliendo però quello che non può ripetersi: e cioè la sorpresa. Un film che narra di un altro fuggitivo (Snipes), non dottore ma ex-agente speciale, su un aereo che lo deve condurre in carcere (invece di un pulman…) ecc..ecc… Già visto. Non sufficiente l’introduzione nel cast di Downey Jr. o di qualche scena spettacolare. Insomma una mezza “ciofeca”…
Voto: 5.5 (Solo perchè mi piace sempre Tommy Lee Jones)

  [La Prova] http://italy.imdb.com/title/tt0377107/ (2005 Proof)

Con Anthony Hopkins , Gwyneth Paltrow e Jake Gyllenhall.
E’ la storia di un padre-genio matematico-disturbato e la figlia studente (di matematica pure lei). Poco più che ventenne Rob ha scritto una delle più grandi pagine nella storia della matematica ma negli anni una malattia mentale l’ha reso solo una persona che tenta di rivivere i fasti del passato. Catherine è la figlia che tenta la stessa strada ma si scontra col fardello di dover curare il padre, lasciando in secondo piano gli studi, finchè il padre non muore e allora attraverso flashbacks, l’arrivo della sorella che la crede erede della pazzia paterna e l’aiuto di uno studente universitario scopriamo che esiste un quaderno con una nuova entusiasmante scoperta nell’ambito matematico. La dimostrazione finora ritenuta impossibile di un teorema sui numeri primi. Non voglio rivelare a cosa si riferisce la “prova” del titolo per non rovinare sorprese a chi lo volesse vedere…
Un film abbastanza lento, bravi attori ma in fondo una storia un po’ sciapa. A tratti ricorda “A beautiful mind”.
Voto: 6.5

[V per Vendetta] http://italy.imdb.com/title/tt0434409/ (2005 V for Vendetta)

Con Natalie Portman (Leon, Star Wars), Stephen Rea (La moglie del soldato, Febbre a 90), Stephen Fry (Wilde) e John Hurt (Alien, Elephant Man).
In un prossimo futuro l’Inghilterra è divenuto un sistema totalitario con dittatura incorporata e ciò che ne consegue (censura, propaganda, razzismo, coprifuoco), negli Stati Uniti c’è la guerra civile, ci sono state guerre batteriologiche…
Appare una figura mascherata (la maschera è quella di Guy Fawkes http://en.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes)  a nome “V” cioè Vendetta, un uomo dal passato oscuro, definito “terrorista” dal regime. Quest’uomo vuole imporre invece il ritorno alla libertà di pensiero e per farlo non bada al mezzo, la violenza – che dice – “può essere necessaria e giusta”.
Ad aiutarlo, in parte ed incosapevolmente e poi apertamente troviamo una ragazza (Evey) che non accetta le restrizioni imposte da un governo fortemente ispirato a quello nazista del XX° secolo. Ottime le interpretazioni degli attori e una storia che inevitabilmente porta alla memoria “1984” di Orwell ed il Terzo Reich, l’Olocausto, il terrorismo. Un film particolare ed interessante nonchè preoccupante se presago di un possibile futuro… Leggo nella scheda del film il nome dell’attore dietro la maschera ma onestamente non mi pare se ne veda mai il volto durante tutta la pellicola… se volete andate a vedere chi è… (aiuto: “Mister Anderson…”) ma non aggiunge o toglie nulla al carisma del personaggio… Davvero un bel film , tratto da fumetti DC Comics, disegnato da David Lloyd http://it.wikipedia.org/wiki/David_Lloyd e scritto da Alan Moore http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Moore. Gli sceneggiatori sono i fratelli Wachowski (registi della trilogia di Matrix)
Voto: 8

[Little Miss Sunshine]  http://italy.imdb.com/title/tt0449059/ (2006)

Nel cast Greg Kinnear (C’è posta per te, Mystery Men), Steve Carell (The Office – Usa version), Toni Collette (The hours, About a boy, In her shoes) e una piccola ma bravissima Abigail Breslin nei panni della piccola Olive.

Ritratto di famiglia alquanto surreale, al limite del logico ma per fortuna per nulla “normale” se questo significa banale. C’è il padre che tenta il successo con un programma in “9 punti”, una madre che cerca di tirare avanti come può, un nonno hippy cocainomane ed erotomane pronto ad insegnare alla nipotina passi di ballo, un figlio muto per convenienza e scelta pur di non dire quanto è l’odio per i suoi parenti, uno zio colto “primo studioso di Proust in America” gay e quasi suicida, una bambina paffutella che segue il sogno di Miss Piccola California.

Causa eliminazione della prima arrivata a Piccola Miss NonSoCosa, la cicciottella Olive (arrivata seconda) ne eredita la corona e la possibilità di partecipare a Los Angeles a Miss Piccola California (Little Miss Sunshine, appunto). Per vari motivi la famiglia è costretta a muoversi in gruppo a bordo di uno scalcagnato minibus Volkswagen giallo per portare la bimba al Concorso di bellezza. Durante il viaggio ne succedono di tutti i colori… Per non parlare poi del finale al concorso dove la “normalità” di vedere sfilare bambine truccate da adulte risulta davvero assurda, molto più delle cosiddette diversità di una famiglia al di fuori delle regole.  Se c’è qualcosa di osceno (non posso spiegare per non togliere il gustosissimo show della bimba preparata dal nonno sulla musica di Rick James “Super Freak”) è proprio l’accettazione idiota di una società nel costringere ed esibire bambine su un palco come persone adulte. Miss cotonate, truccate con atteggiamenti maliziosi antitetici all’idea dell’innocenza infantile. Un bel pugno al moralismo puritano (superficiale) statunitense.

Un film davvero divertente, ma tutt’altro che leggero per certi versi. (Lo dico in senso positivo). Tutti bravi. Il secondo tempo è anche più scorrevole del primo. E sfido chiunque a star fermo sulla musica di Super Freak!

Voto: 8