Recensione Film: American Sniper


American SniperFilm del 2014
Diretto da Clint Eastwood
Genere: Guerra
Con:
Bradley Cooper: Chris Kyle
Sienna Miller: Taya Renae Kyle
Trama tratta da Wikipedia : Chris Kyle è un giovane del Texas, cresciuto in una famiglia tradizionale, credente in Dio, amante della caccia, dei rodeo, della sua famiglia e della patria. Custodisce la tenace convinzione, trasmessagli dal padre, che al mondo esistano tre tipi di persone: le pecore, i lupi e i cani da pastore, gruppo quest’ultimo nel quale si riconosce. Chris si è infatti sempre distinto per un forte senso di giustizia e decide di arruolarsi nei Navy SEAL.

Durante il duro addestramento Chris si distingue per le sue doti da cecchino, che ha dimostrato sin da piccolo durante le battute di caccia col padre, e al contempo fa la conoscenza di Taya, che diventa sua moglie. Una volta terminata l’istruzione militare, Kyle viene inviato in missione a Falluja, in Iraq, dove viene impiegato come cecchino per proteggere i suoi commilitoni.

Commento: Personalmente non amo molto i film di guerra (a parte qualcuno ambientato nella IIa guerra mondiale) ma questa storia, raccontata da Eastwood e tratta dall’autobiografia del protagonista, mi è piaciuta. Non sto a discutere se il film è troppo patriottico e il ritratto di Kyle troppo santificato poiché a mio avviso, a parte qualche scena retorica, il racconto esplica bene le motivazioni di un americano medio con principi di fede, patria, libertà verso l’arruolamento. Rispetto a “The hurt locker”, in cui viviamo le vicissitudini di un artificiere (e che in maniera simile soffre della normalità del quotidiano quando lontano dai teatri di guerra), qui c’è il punto di vista del protagonista, di chi rimane ad attenderlo a casa e un senso di ineluttabile immenso. In sostanza Easwood a mio avviso ha centrato il bersaglio come il suo cecchino americano e, forse, ha solo spinto un po’ troppo con la scena di Mustafa sul tetto alla fine (un po’ esagerata, direi). Un film che mette di fronte alla guerra. Bravissimo Bradley Cooper.

Voto: 7.5 Born in USA

Ah però... 6.5 -7.5

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Recensione Film: Una notte da leoni 3


Film del 2013
Genere: Commedia / Demenziale
Diretto da Todd Phillips
Con:
Bradley Cooper: Phil Wenneck
Ed Helms: Stuart “Stu” Price
Zach Galifianakis: Alan Garner
Justin Bartha: Doug Billings
Ken Jeong: Leslie Chow
John Goodman: Marshall

Trama parzialmente tratta da MyMovies: Quando la follia infantilistica di Alan arriva a provocare incidenti irrimediabili, i suoi amici si dicono pronti ad accompagnarlo in una struttura che possa essergli di aiuto, su richiesta della madre e della sorella. Peccato che il viaggio in auto venga interrotto da un nuovo sequestro di Doug, ad opera del gangster Marshall. Per riavere il loro amico, Phil, Stu e Alan dovranno consegnargli il solito, indemoniato, Mr. Chow, fuggito dalla prigione di Bangkok e responsabile del furto dei milioni rubati a Marshall.

Commento: La storia è avvero forzatissima però, devo dire, che non ha assolutamente importanza. Per quanto incredibile il gruppo di amici (e su tutti Alan in coppia con il pazzo Chow) fa ancora divertire e le situazioni surreali o demenziali strappano il sorriso. Pur essendo un numero3 ed aver già più o meno visto tutto nell’1, questo è un film che si vede giusto per il gusto di vedere a quale livello di demenzialità si sia arrivati.
Voto: 6.5 Si riparte col folle

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Il lato positivo


Film del 2012
Diretto da David O. Russell
Genere: Drammatico
Con:
Bradley Cooper: Pat Solitano
Jennifer Lawrence: Tiffany Maxwell
Robert De Niro: Pat Solitano Sr.
Chris Tucker: Danny
Jacki Weaver: Delores Solitano

Trama tratta da Wikipedia : Pat Solitano ha perso tutto: sua moglie, la sua casa e il suo lavoro. Torna così a vivere con i genitori, dopo aver passato otto mesi in un istituto psichiatrico poiché affetto da disturbo bipolare. È determinato a ricostruire la propria vita e riconquistare la moglie. Quando Pat incontra Tiffany, una misteriosa e problematica giovane donna, le cose si fanno complicate; Tiffany si offre di aiutare Pat a riconquistare la moglie (consegnandole una lettera in sua vece nonostante l’ordine restrittivo lo proibisca), ma solo se lui farà qualcosa di veramente importante per lei in cambio, ovvero partecipare con lei a una famosa gara di ballo. Nel frattempo, Pat deve ricucire un rapporto non facilissimo col padre (persona di buon cuore ma che non ha mai saputo come prender correttamente il figlio), scommettitore incallito col sogno d’aprire un ristorante, e col fratello Jake (che lo ha sempre messo in ombra e con cui non è mai particolarmente andato d’accordo)…

Commento: La storia è ben supportata da un cast notevole. Le manie, la malattia, il reinserimento nella società sono tutte ben rappresentate in questo dramma famigliare a tratti urlato, a tratti intimo, a tratti anche divertente. Su tutti spicca Bradley Cooper lontano mile anni luce dalla “Notte da leoni” e dal sempre bravo (inutile ripeterlo) De Niro. Una sorpresa anche Jennifer Lawrence (premiata non a caso con l’Oscar). Il film mi è piaciuto fino ad un certo punto poiché il tema non è esattamente leggero e probabilmente non ero in vena io, mi aspettavo un film virato alla commedia. E’ comunque un film interessante che mostra la vita per quello che (a volte) capita.

Voto: 7 Storia difficile, attori in parte

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: The words


 

Film del 2012
Diretto da Brian Klugman e Lee Sternthal
Con:

Bradley Cooper: Rory Jansen
Zoe Saldana: Dora Jansen
Olivia Wilde: Danielle
Jeremy Irons: il vecchio
Dennis Quaid: Clay Hammond
Ben Barnes: uomo giovane
J. K. Simmons: Mr. Jansen
Nora Arnezeder: Celia

Genere: Drammatico

Trama integrata con parti estrapolate da Wikipedia: Clay Hammond è uno scrittore di romanzi che sta presentando la sua ultima opera ad una lettura pubblica. Il romanzo “The words” racconta a sua volta di uno scrittore: Rory è in crisi perché non riesce a pubblicare nulla fino a quando riceve dalla moglie Dora un regalo particolare: una ventiquattrore vintage. All’interno di un risvolto, Rory trova un vecchio manoscritto, che, dopo un’intensa lettura di una notte, decide di pubblicare a suo nome. Arriva così il grande successo, di pubblico e critica. Ma presto dovrà affrontare le conseguenze delle sue scelte… Clay durante la lettura “seduce” una studentessa che poi invita a casa sua. Qui tra mezze ammissioni e una sorta di psicanalisi, la ragazza chiede allo scrittore di raccontarle come finisce il romanzo…

Commento: A parte gli attori che sono perfetti, qui la regina è la storia che è davvero bella e ben congegnata. Lo scrittore che racconta di un altro scrittore che a sua volta si rifà ad un terzo scrittore sembra un intreccio complicato ma in realtà questo gioco di rimandi, di specchi e di eredità illecite si dipana tenendo viva l’attenzione per tutto il film alimentando la nostra curiosità per capire cosa succeda ai protagonisti (qui e nel passato). Bello, un film che merita anche di essere rivisto per cogliere le sfumature che ad una prima visione potrebbero essere sfuggite. Bellissime le parole del “vecchio” (Jeremy Irons) dette nella serra a Rory (Bradley Cooper).

Voto: 7.5 Per chi ama le parole

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Una notte da leoni 2


Film del 2011 diretto da Todd Phillips con Bradley Cooper (Phil), Zach Galifianakis (Alan), Ed Helms (Stuart “Stu”) e Paul Giamatti (Kingsley).
Genere: Demenziale
Trama (rielaborata) tratta da Wikipedia:
Sono passati due anni dalla notte folle di Las Vegas, e Stu sta per sposarsi a Bangkok, in Thailandia, con la sua nuova ragazza. All’ultimo momento Dough convince Stu ad invitare anche Alan. Il “branco” si dirige in Thailandia, dove iniziano i preparativi per le nozze, e fanno la conoscenza del padre della sposa, che vede con cattivo occhio Stu, mentre elogia il suo secondogenito, Teddy, per le sue doti intellettive geniali, non avendo neanche 17 anni. Per festeggiare, i ragazzi passano la serata intorno ad un falò in spiaggia bevendo delle birre e mangiando dei marshmallow, con Alan contrariato, che vede come un intruso il giovane Teddy. Il giorno seguente Phil si risveglia in un motel fatiscente di Bangkok, dove ritrova Alan rasato a zero e Stu con un tatuaggio sul viso, mentre ritrovano soltanto un dito mozzato, presumibilmente di Teddy…

Il sequel ricalca in maniera quasi identica il ben più divertente numero 1, aggiungendo una location esotica e situazioni ancora più estreme ed assurde. Diverte? Si in parte ma, mancano l’originalità e la novità del precedente episodio. Siete avvisati… Non aggiungo altro perché non c’è molto da dire…

Voto: 6 Un po’ minestra allungata e riscaldata
Ciao, J

Recensione Film: Una notte da leoni


“Una notte da leoni” (The Hangover) è un film del 2009 diretto da Todd Phillips, con Bradley Cooper (Phil), Ed Helms (Stu), Zach Galifianakis (Alan), Justin Bartha (Doug), e Heather Graham (Jade).
Genere: commedia / surreale

Ecco la trama da Wikipedia (senza il finale, ovviamente)!

Doug, Phil, Stu e Alan sono un gruppo di amici che, all’annuncio del matrimonio di Doug, decidono di organizzare una festa di addio al celibato a Las Vegas. Phil e Stu sono amici d’ infanzia dello sposo: uno è un sereno insegnante delle elementari, mentre l’altro è un dentista, convivente con una gelosa quanto atroce compagna; Alan è invece lo stravagante fratello della promessa sposa di Doug ed accetta di partecipare una volta invitato dal cognato.

Giunti a Las Vegas i quattro si recano sul tetto dell’albergo in cui risiedono e una volta qui iniziano a bere in onore della loro amicizia. Il mattino seguente gli amici si svegliano intontiti e privi di ricordi della sera precedente e dopo aver riacquistato un minimo di lucidità si accorgono che la stanza dell’hotel è totalmente sottosopra, Stu è privo di un dente, Phil ha un ferita al polso, Alan ha un piercing nell’ombelico e che il loro amico Doug, lo sposo, è scomparso nel nulla; inoltre vi è una tigre nel bagno, e come se non bastasse trovano un neonato a cui dovranno badare. I tre amici si mettono alla disperata ricerca dello sposo per portarlo in tempo al matrimonio ripercorrendo a ritroso quello che hanno fatto la notte prima…

Quando non mi aspetto nulla da un film ecco che arriva la sorpresa!

Un film spassoso, assurdo sostenuto da una sceneggiatura solida e attori davvero in forma. E’ abbastanza demenziale ma, nella sua “stupidità” è geniale. E Las Vegas come scenario direi che è perfetto.

E ora a vedere il secondo! 🙂

Voto: 7
Per chi ama i viaggi a sorpresa…

Ciao, J

Recensione Film vari


Un post con alcune recensioni “striminzite” causa mancanza di tempo.

Thor Genere: Fantastico
Bello sia il contesto scenografico che l’attore (come mi fanno notare le donzelle in visibilio di tutti quegli addominali) ma il film a mio avviso, pur con la regia di Kenneth Branagh, non è sorretto da una storia molto forte: esile sceneggiatura e nemesi del Dio del Tuono insignificante.

Voto: 6 Non si sente il tuono
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Tre all’improvviso Genere: Commedia romantica
Commedia con il finale incorporato già nel titolo ma, seppur prevedibile, abbastanza scorrevole da potersi vedere.

Voto: 6 Senza troppo impegno

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Un perfetto gentiluomo Genere: Commedia / Surreale
Tutto giocato sulla bravura di Kevin Kline il film alla fine non porta a nulla pur avendo qualche spunto interessante, la verve di un bravo attore e certe idee surreali interessanti. Peccato

Voto: 5/6 Inconcludente

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Femmine contro maschi Genere: Commedia “a episodi”
Sequel con attori comprimari nel primo episodio è abbastanza divertente ma meno convincente.
Nel panorama italiano è comunque un film godibile.

Voto: 6 Piacevole

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Limitless Genere: Thriller fantastico
Mi ha ricordato “Strange days” e qualcos’altro che mi sfugge. A parte un finale un po’ slegato dal resto, a mio avviso (e comunque che non mi aspettavo, lo ammetto), è un film che diverte e regge mantenendo vivo l’interesse. Non male davvero.

Voto: 7.5 Per chi osa

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A cena con un cretino Genere: Demenziale
Remake più o meno riuscito ma con il chiaro intento, rispetto l’originale, del box office che lo limita e lo relega in una commediola surreale ma senza troppa convinzione. Si può vedere anche se è un film piuttosto “strano”.

Voto: 5.5 Solo se non sei un topo

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Carissima me Genere: Commedia
Sophie Marceau è l’attrazione del film ma anche il punto debole: non ha la simpatia necessaria al personaggio per farcelo amare, anche se l’idea di base, non originalissima, poteva essere valida.

Voto: 5 Sciapo

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The next three days Genere: Thriller / Azione
Bel thriller, adrenalinico e avvincente. Russel Crowe la fa’ da padrone. Davvero bello.

Voto: 8 Se non ti senti libero

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L’esplosivo piano di Bazil Genere: Commedia / Surreale
Film francese che più francese non si può. Surreale, divertito e divertente. A me ha incuriosito e divertito parecchio.

Voto: 7 Circense

Recensione Film: Appuntamento con l’amore


Film commedia del 2010 diretto da Garry Marshall (“Happy Days”) ed interpretato da un cast nutrito: Jessica Alba (Morley), Ashton Kutcher (Reed), Jennifer Garner (Julia), Kathy Bates, Jessica Biel, Bradley Cooper, Jamie Foxx, Eric Dane, Patrick Dempsey, Anne Hathaway, Topher Grace e Queen Latifah.
Il film, il cui titolo originale è “Valentine’s day” racconta di molte storie legate alla giornata, con personaggi che si conoscono o che si incontrano e che, bene o male, entrano a fare parte di eventi collegati uno all’altro.

Il protagonista è Reed, un fioraio che si dichiara alla ragazza, Morley, ma che ben presto capirà che non tutto va come si è progettato. Il finale è comunque chiaro da subito, è una commedia romantica, d’altronde.

Sulla falsariga di “Love actually” il film intreccia personaggi e storie sullo sfondo del tema dell’amore (sognato, rincorso, vissuto o perso). A differenza di Love Actually però è decisamente più ingenuo e edulcorato, più americano e meno irriverente rispetto la versione british che rimane sicuramente almeno 3 spanne sopra sia come storia che simpatia.

In sostanza un film senza infamia e senza lode, da vedere con sereno distacco…

Voto: 6.5 Godibile ma niente di più.

Ciao, J

Recensione Film : “Yes Man”


In questo film del 2008 diretto da Peyton Reed (“Abbasso l’amore”) troviamo il multiforme Jim Carrey nei panni di Carl Allen, un impiegato bancario che elargisce (praticamente mai) prestiti; un uomo rinunciatario verso tutto e tutti, divorziato, annoiato e amorfo.
Niente lo entusiasma, nessuno lo riesce a coinvolgere, nemmeno l’amico più caro…l’unico momento di “pace interiore” è poter vedere film in dvd nella solitudine del proprio salotto.
Tutto questo cambia quando incontra un vecchio amico che lo convince a partecipare ad un convegno di “Yes Man” ove un irriducibile Terence Stamp lo indottrina fino a stringere un “patto” in cui Carl dovrà rispondere sempre “si” ad ogni proposta.
Chiaramente il nostro passa dalla negazione di ogni cosa all’estremo opposto, con conseguenze ridicole, spassose ed anche inconsuete ma non per questo necessariamente negative, anzi.
Un esempio del rispondere “Si” in maniera incosciente? Cliccare sul “Si” di ogni mail di spam che trova nella sua mailbox…

In sostanza ritroviamo qui Jim Carrey nella sua forma migliore: riesce ad esprimere la malinconia come la follia (a lui ben congeniale) senza però gli eccessi morfologici e caricaturali di “Ace Ventura” o “Io, me ed Irene”.
Il succo della storia (rispondere affermativamente a tutto) – almeno nell’incipit – ricorda quello di “Bugiardo bugiardo” dove il figlio del protagonista esprime il desiderio di un padre che non possa mai mentire per 24 ore.
Questo “obbligo” a dire la verità sempre o – nel caso di “Yes Man” di dire sempre “si”  – anche a richieste assurde e/o sconvenienti è un divertente escamotage per innescare eventi a dir poco surreali.

Il film è molto piacevole, alcune scene fanno ridere sguaiatamente e solo una parte finale un po’ troppo happy end e meno incisiva rispetto la prima parte, rallentano un poco il ritmo del film facendo calare l’attenzione dello spettatore.
Resta comunque un buon film per una serata a pop-corn e coca-cola e Jim Carrey (che adoro, lo ammetto) è sempre bravo.
Nel film oltre al “nostro” anche la semi-sconosciuta Zooey Deschanel nei panni di Allison, Bradley Cooper è l’amico Peter, Terence Stamp è “l’imbonitore” Terrence e Rhys Darby è lo strampalto “capo” di Carl amante dei travestimenti ispirati ad “Harry Potter” e “300”.

Voto: 7 (Si, si mi è piaciuto 🙂 )

Ciao, J