Recensione Film: Red 2


Red2Film del 2013
Diretto da Dean Parisot
Genere: azione, commedia
Durata: 116 minuti
Con:
Bruce Willis: Frank Moses
John Malkovich: Marvin Boggs
Mary-Louise Parker: Sarah Ross
Catherine Zeta-Jones: Katja Petrokova
Helen Mirren: Victoria Winslow
Anthony Hopkins: Edward Bailey

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La famiglia Moses, formata da Frank e Sarah, sta cercando di condurre una vita normale, ma un giorno il vecchio amico Marvin viene ucciso.
Poco dopo si scopre che in realtà non è morto, anzi, si trovano in tre ad affrontare la CIA che gli sta dando la caccia, accusati di aver partecipato ad una vecchia operazione denominata “nottefonda”. L’unica persona a conoscenza di questa operazione diviene quindi ricercata da tutti.

Commento: La forza del film sta nella simpatia dei personaggi. La storia, va beh, nulla di che. Oltretutto molti dubbi su come si possa espatriare un carcerato di massima sicurezza dal Regno Unito alla Russia senza problemi… In sostanza un film d’azione comica in cui Bruce Willis e John Malkovich la fanno da padroni. Divertente ma manca quel qualcosa che ha contraddistinto il primo capitolo del gruppo. Insomma…

Voto: 6.5 Chi non muore si rivede

si puo vedere distrattamente - 6

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Recensione Film: Looper


LooperFilm del 2012
Diretto da Rian Johnson
Genere: Fantascienza
Con:
Joseph Gordon-Levitt: Joe 2044
Bruce Willis: Joe 2074
Emily Blunt: Sara
Paul Dano: Seth
Noah Segan: Kid Blue
Piper Perabo: Suzie
Jeff Daniels: Abe
Pierce Gagnon: Cid
Trama parzialmente tratta e rielaborata da Wikipedia :
Nell’anno 2044 Joe è un looper, un killer che lavora uccidendo persone mandate indietro nel tempo dal 2074, in cui, il viaggio nel tempo è da poco divenuto realtà e usarlo è comunque un reato. Infatti il viaggio temporale viene usato esclusivamente dai criminali per inviare nel passato le loro vittime, perché è l’unico modo per eliminare persone senza lasciare tracce nel futuro.
Il termine Looper deriva dal fatto che l’attività dei sicari ingaggiati comporta un pesante prezzo: quando i mandanti vogliono risolvere il contratto con loro, se sono ancora vivi dopo 30 anni, mandano nel passato il futuro assassino e così la loro ultima vittima sarà il se stesso del futuro, chiudendo così il loop (cerchio); in questo modo il contratto è risolto e i looper hanno 30 anni per godersi la vita…

Commento: Premessa: Non cercate la spiegazione logica perchè non c’è e prendetelo per quello che è: un film sul crimine, piuttosto baraccone, in cui ci sono dei viaggi nel tempo!

Il primo impatto con il film è notevole. Amo i film sui viaggi nel tempo e anche in questo caso il risultato è interessante ed affascinante. Il trucco applicato alla faccia di Gordon-Hewitt per renderlo somigliante a Bruce Willis è un po’ distraente però ci si abitua velocemente…
E’ una bella storia su temi noti agli amanti del genere cronologico: il passato modifica il futuro? E’ giusto cambiare le cose conoscendone in anticipo le conseguenze? Tornereste indietro nel tempo ad assassinare un innocente che diventerà un malvagio? E’ giusto eliminare ogni ostacolo che si interpone alla propria felicità?
Tutta la prima parte è in pratica una spiegazione del meccanismo paradossale dell’uomo del futuro che torna al passato per modificare il proprio presente…
Poi prevale il lato morale e sentimentale senza comunque perdere di vista il lato action (altrimenti Bruce Willis che ci sta a fare? 😉  )
Unica nota dolente a mio avviso: inserire un lato “sovrannaturale” con la storia dello Sciamano e dei poteri telecinetici… comunque un escamotage creato ad hoc per permettere la chiusura del cerchio.

Ci sono molte incoerenze e anche cose spiegate un po’ così… tipo perchè un looper debba per forza uccidere proprio sé stesso e non un altro looper senza il rischio (appunto) di decidere di non auto-ammazzarsi? Comunque è un film un po’ fumettone e prendiamo per buono tutto, và 🙂
Un film piuttosto crudo ma che non ha affatto deluso, anzi. Una belle prova di JGH anche se a volte scimmiotta un po’ troppo le espressione del suo io futuro. Divertente e fa anche riflettere.

Voto: 7 Ma se io scrivo il post oggi e lo pubblico con la data di ieri sto scrivendo dal futuro? 🙂

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Die Hard – Un buon giorno per morire


Film del 2013
Diretto da John Moore
Genere: Azione
Con:
Bruce Willis: John McClane
Jai Courtney: John “Jack” McClane, Jr.
Cole Hauser: Collins
Sebastian Koch: Yuri Komorov
Yuliya Snigir: Irina Komorov

Trama tratta da Wikipedia: John McClane parte per la Russia con l’obiettivo di tirar fuori di prigione il figlio Jack, che è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Durante il suo soggiorno a Mosca, John scopre che dietro l’arresto del figlio si nasconde in realtà un piano criminale: il ragazzo è un agente della CIA, da tre anni sul suolo russo col compito di sventare un possibile attacco terroristico grazie all’aiuto di un ex trafficante di armi e uranio convinto a collaborare con i servizi segreti degli USA. Purtroppo per i due, le autorità locali sono ben poco disponibili al dialogo. Padre e figlio non si parlano da tempo, ma nonostante gli iniziali dissapori, decidono di provare a sistemare le cose, per evitare che in Russia salga al potere un oligarca senza scrupoli e inviso alla diplomazia statunitense.

Commento: Non molto di nuovo sotto il cielo di John McClane: l’uomo giusto nel momento e posto sbagliati! Anche qui (Russia) inseguimenti, esplosioni, sparatorie e l’immancabile “Hippy ya ye…”. Un film di cui, tralasciando la sceneggiatura, la storia e il colpo di scena prevedibile, si può gustare l’insieme senza troppe aspettative. Non si sentiva la mancanza di un altro episodio della saga però è comunque un buon film del genere action e poi Bruce Willis è sempre Bruce Willis.
Voto: 6 Si però… la canottiera dov’è?

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore


Film del 2012
Diretto da Wes Anderson
Con:
Jared Gilman: Sam Shakusky
Kara Hayward: Suzy Bishop
Bruce Willis: Capitano Sharp
Bill Murray: Walt Bishop
Edward Norton: Randy Ward
Frances McDormand: sig.ra Laura Bishop
Jason Schwartzman: Ben
Harvey Keitel: comandante Pierce
Tilda Swinton: rappresentante dei servizi sociali
Genere: Commedia
Trama tratta parzialmente da Wikipedia: La storia è ambientata nel 1965 nella pittoresca New Penzance, un’isola del New England.
I protagonisti sono Sam Shakusky, un orfano dodicenne che frequenta il campo scout “Khaki Scout” guidato dall’esploratore veterano Randy Ward, e la giovane Suzy Bishop, che vive con la sua monotona famiglia composta da tre fratellini e la madre Laura e Walt. Sam e Suzy si erano incontrati l’estate precedente durante una recita dell’Arca di Noè di Benjamin Britten, e, successivamente, hanno cominciato a tenersi in contatto con le lettere, finendo così per innamorarsi e decidendo poi di incontrarsi l’estate successiva per fuggire di nascosto insieme lungo l’antico sentiero dei Cich-chaw, una tribù indiana.

Sam evade dal campo rubando delle attrezzature e provviste e raggiunge da solo Suzy, che fugge di casa portando con sé il suo gatto, i suoi sei libri preferiti e un giradischi a pile. La scomparsa dei due giovani scombussola l’intera contea dell’isola e i Signori Bishop partono alla disperata ricerca della loro figlia con l’aiuto del Capitano della polizia Sharp, mentre Caposcout Ward manda gli altri scout sulle tracce di Sam

Commento: Una commedia un po’ particolare, dalla parte dell’anticonvenzionale. Il bello del film oltre alla storia originale sta nel ruolo affidato ad attori noti che qui escono finalmente da schemi soliti (Bruce Willis lontano anni luce da John McClane, Edward Norton imbranato come non mai). Una storia semplice, dolce e divertente e con una morale. Un film con un ritmo non eccelso che, comunque, non annoia. Un film interessante.

Voto: 7 Non solo per boy-scout.

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Poliziotti fuori


Film del 2010 diretto da Kevin Smith (ma dai…) con Bruce Willis e Tracy Morgan.
Trama: Due poliziotti dai metodi poco ortodossi sono impegnati in un’indagine cui fa capo la ricerca di una figurina di baseball da collezione rubata. Il raro oggetto rubato, però, li porterà sulla strada del riciclaggio di denaro sporco, e, contemporaneamente, ad affrontare i relativi problemi di vita privata.

Un film popcorn e coca-cola. Si fa guardare anche se non è un capolavoro di raffinatezza, originalità né di spiritosaggini. E’ una commedia a volte pure violenta. Per chi adora Bruce Willis che qui parodia il suo caro John McClane. In sostanza un film così così e mi lascia perplessoKevin Smith alla regia di ‘sta cosa…

Voto: 6 Indeciso su cosa essere

Recensione Film: Red


Film del 2010 diretto da Robert Schwentke, basato sull’omonimo fumetto scritto da Warren Ellis ed illustrato da Cully Hamner, pubblicata da DC Comics.
Del cast fanno parte Bruce Willis, Mary-Louise Parker, Morgan Freeman, Helen Mirren, Karl Urban e John Malkovich.
Ecco la trama estrapolata da Wikipedia.

Frank Moses (Bruce Willis) è un ex agente della CIA, che ora vive una vita tranquilla e solitaria, fino al giorno in cui un commando di assassini dotati di equipaggiamento avanzato si presenta alla sua porta con l’intento di ucciderlo. Sopravvissuto all’imboscata, e resosi conto di essere stato sorvegliato e che probabilmente anche la donna che ama, Sarah, è in pericolo, Moses ricompone la sua vecchia squadra, in un ultimo disperato tentativo di sopravvivenza.

Film scoppiettante e divertente, esagerato e sul filo del comico, anche se i temi sono spesso affrontatati in modo cruento (ma niente di splatter).
Alcune scene del film sono talmente assurde da renderlo esplicitamente inverosimile e di conseguenza davvero esilarante.
Un cast eccezionale dove a farla da padroni oltre al caro “vecchio” Bruce sono John Malkovich ed Helen Mirren, a suo agio anche Karl Urban.

Voto: 7 Esagerato!

Recensione Film: Il mondo dei replicanti


Film fantascientifico virato al sociale del 2009 diretto da Jonathan Mostow (“U-571”) con Bruce Willis, Radha Mitchell (“Melinda e Melinda”), Rosemund Pike, Ving Rhames e James Cromwell.

Al momento della traduzione è stata fatta un’operazione furba (?) e altrettanto sbagliata per attirare gli spettatori con la parola  “replicanti” nel titolo italiano.
L’originale “Surrogates” cioè “surrogati” che per definizione “è un prodotto di largo consumo, sviluppato in condizioni di necessità, in sostituzione…” dà invece il vero senso del film.

In un futuro prossimo (2050 circa) l’uomo non vive più in prima persona – tranne qualche dissidente – ma proietta, tramite un collegamento neurale, i propri pensieri ad un surrogato di sé stesso. Il surrogato è in sostanza un robot con le fattezze dell’uomo che lo controlla (non sempre poiché qualcuno preferisce avere un surrogato completamente differente, per sesso o razza) ma comunque, fisicamente perfetto ed esteticamente migliore dell’originale.
Delegando il proprio surrogato per tutto ciò che può essere pericoloso l’uomo ne ha abusato, demandandone ogni aspetto della vita sociale e perdendo il senso della realtà, vivendo ormai recluso nella propria abitazione. In giro ci sono solo bellissimi e bellissime.
Tutto sembra anestetizzato fino a quando un’arma micidiale uccide un surrogato e l’uomo che ne controlla i pensieri. Qualcuno odia i surrogati e vuole che sia l’uomo a ritornare il fulcro della società civile.

L’investigatore Greer (Bruce Willis) attraverso il proprio surrogato parrucchinato(!) si mette sulle tracce dell’omicida mentre cresce il dissenso verso l’inumanità sotto la guida del Profeta (Ving Rhames). Lo stesso Greer inizia a mal sopportare la propria vita ormai “vissuta” in seconda persona e sente la mancanza della relazione vera con la moglie, anch’essa ormai “schiava” del meccanismo di surrogazione.
In un crescendo di colpi di scena il nostro è costretto suo malgrado ad intervenire in prima persona e a capire cosa significava davvero rischiare, sentire dolore e soffrire prima di questa invenzione…
Non dico altro… 🙂

Questo è’ un film anche d’azione, anche di fantascienza ma lo scopo principale della pellicola è dimostrare come la tecnologia possa essere disumanizzante. Qui c’è l’eccesso della società attuale: l’immagine, l’apparenza sono più importanti dell’essenza e in qualche modo se al giorno d’oggi si ricorre alla chirurgia estetica per mascherarci dietro quello che in realtà non siamo, nel film è un robot con i nostri lineamenti ritoccati ad esporsi al mondo. Come in internet ci creiamo un avatar, un alter ego virtuale al quale – solitamente – non corrispondiamo, anche nel film troviamo questa alienazione dell’io.

Il film è scorrevole e piacevole e fa riflettere. Ci sono anche alcuni buchi di sceneggiatura notevoli ma ciò non toglie che la società rappresentata è inquietante se rapportata – con i limiti tecnologici – a quella attuale.
Oggi usiamo Facebook, chat, Instant messaging per rapportarci con estranei e viviamo in un mondo a parte; se ne avessimo la possibilità probabilmente anche noi useremmo il nostro surrogato a cui daremmo un fisico stupendo o addirittura completamente differente dal nostro reale, o sbaglio?

Il film pur ricordando parzialmente “Io, robot”, “Strange days” e “Matrix” colpisce nel segno.
Tralasciando qualche situazione dove sembra che non ci sia motivo plausibile per alcune scelte dei protagonisti, la storia regge, soprattutto per la condanna del nostra società e del declino a cui stiamo correndo incontro felicemente.
Poi un dubbio: Perché un surrogato, controllato da un uomo dovrebbe definire un altro uomo (reale) come “sacco di carne” se il pensiero del surrogato appartiene anch’esso ad un essere di carne? Boh!

Voto : 7 Spero non sia profetico il film 🙂

Ciao, J

Recensione Film : “Die Hard 4.0 Vivere o Morire”


Quarto episodio http://italy.imdb.com/title/tt0337978/ (“Live free or die hard” in originale) dell’action movie che ha stravolto il genere all’epoca (1988 a.d.) interpretato dall’eclettico Bruce Willis.

L’agente John McClane è divenuto detective, ha una figlia dalla celebre ex-moglie Holly Gennaro e continua a svolgere il proprio ruolo di poliziotto al limite sempre nel “posto sbagliato al momento sbagliato”.
Il film parte con un gruppo “terroristico” molto ben organizzato che invece di usare bombe et simili sfrutta il sapere ed il potere informatico, prendendo in mano il controllo di satelliti, media e tutto ciò che è pilotato attraverso i computer. Gli hacker usati dall’organizzazione diventano in breve inutili e pertanto eliminabili. Se ne salva soltanto uno (Matt Farrell / Justin Long) proprio grazie a McClane e da qui si evolve il seguito rocambolesco tra esplosioni, incidenti e scene davvero spettacolari sempre sottolineate dallo humour sardonico del sempreverde Bruce Willis.
Il film regge, il personaggio è ancora credibile e grazie alle trovate pirotecniche e volutamente esagerate (al limite della parodia, direi)  unite alla simpatia del protagonista, la pellicola è godibile, scorrevole e divertente.

Nel cast anche Mary Elizabeth Winstead (qui nel ruolo della figlia di Willis vista anche in “Grindhouse: A prova di morte”), Maggie Q, Tim “Tuvok” Russ, Timothy Olyphant nel ruolo del “cattivo” e un divertito Kevin Smith nei panni di Warlock – hacker/nerd/fan di Guerre Stellari.

Un film adrenalinico come i precedenti e davvero divertente.
Voto: 7 “Yppie-iai-ei-figliodi…” :))
Ciao, J

Solo 2 ore, Slevin, La ragazza con l’orecchino di perla


Qualche recensione (dalla tv).

[Solo 2 ore] (16 blocks)

Film di Richard Donner (Arma letale, Superman II) con Bruce Willis, David Morse (Il miglio verde, Contact) e Mos Def.
Jack (Bruce Willis) è un poliziotto del NYPD stanco di vivere, stanco di fare il poliziotto e semi-alcolizzato. Viene usato solo per azioni di routine (tipo aspettare la scientifica sul luogo del delitto). E’ l’esatto contrario del John McLane dei vari Die Hard (il 4 è in post-produzione!), cioè un anti-eroe: sfugge il dovere, corrotto, pronto a stare nell’ombra.
Per caso gli viene affibbiato il trasferimento di un testimone dalla galera al tribunale (i “16 isolati” del titolo originale) e qui scatta l’imprevisto: la polizia non vuole che l’uomo arrivi sano a deporre.

 

Un film vivace, un po’ cruento e sempre teso sul filo del rasoio. Un Bruce Willis in stato di grazia e un sorprendente Mos Def (irriconoscibile rispetto a “Guida galattica per autostoppisti”) che è il testimone (logorroico è un po’ Bubba-Forrest Gump) da difendere.Bravo pure David Morse nei panni del collega senza scrupoli pronto a tutto pur di salvare le apparenze. 

Un film che si fa guardare ben volentieri e non scade nel banale. Divertente.

Voto: 6.5/7   http://italy.imdb.com/title/tt0450232/

[Slevin]

Di nuovo Bruce Willis (GoodKat) affiancato a Lucy Liu (Ally McBeal, Charlie’s Angels, Kill Bill), Josh Hartnett (Pearl Harbour), Morgan Freeman e Ben Kingsley.

Un film piuttosto intricato con una trama che all’inizio pare sconclusionata ma che invece con una certa dose di situazioni paradossali coniuga un thriller ad un pulp-fiction in maniera molto ben riuscita, chiudendo nel finale il filo logico in maniera convincente con una serie di piccoli colpi di scena (non tutti imprevedibili).

Non spiego la trama per non rovinare la festa(!) ma c’è molta carne al fuoco e molto ma molto divertito interesse nel seguire il corso della pellicola.

Davvero notevole.

Voto: 8  http://italy.imdb.com/title/tt0425210/

[La ragazza con l’orecchino di perla]

La ragazza con l’orecchino di perla 

 Film del 2003 con Scarlett Johansson (Scoop, Lost in translation), Colin Firth (Bridget Jones, Love actually) e Tom Wilkinson (Full Monty, Il patriota, Batman begins).

Narra la  storia di Griet, domestica in casa del pittore Johannes Vermeer (http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Vermeer) che si trova coinvolta in una sorta di amore platonico con l’artista che la ritrae in uno dei suoi celebri quadri (omonimo del titolo).

Il film è ben fatto e il ritmo è lento come il tema richiede ma forse il finale (che non rivelo) lascia un attimo con l’amaro in bocca, manca qualcosa, in sostanza. Scarlett Johansson è eterea, niente da aggiungere 🙂

Il film è tratto dal libro di Tracy Chevalier.

Interessante il tema,  ma piuttosto inconcludente.

Voto: 6. http://italy.imdb.com/title/tt0335119/

Ciao, J

La gang del bosco


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Sito ufficiale del film
Scheda del film su Imdb 

Ennesimo film d’animazione digitale della Dreamworks (è infatti reclamizzato come “…dai produttori di Shrek e Madagascar”) “La gang del bosco” (“Over the hedge”, nell’edizione originale) segue lo schema classico di molti film dello stesso genere: vita normale, evento straordinario (di solito un danno), tentativo di risoluzione con conseguenze morali nei protagonisti, lieto fine. Ha funzionato ad esempio per Toy Story, Z la formica, L’era glaciale (1 e 2) e molti altri e funziona bene pure in questa pellicola.
La prima differenza rispetto al passato la si nota nella caratterizzazione delle voci. Qui è più “normale”, non si arriva all’apice del trasformismo di Claudio Bisio (Sid) o di Tonino Accolla (Ciuchino) ma dopo questo iniziale spaesamento e grazie soprattutto allo scoiattolo iperattivo Hammy (doppiato da un ottimo Pupo, irriconoscibile ed in stato di grazia) il film risulta davvero godibile e divertente.

La storia parla di un procione solitario – RJ – alla ricerca di cibo facile che ruba le provviste invernali di un orso (Vincent) in letargo. Mal gliene coglie quando l’orso lo scopre in flagrante e lo costringe a restituirgli il maltolto entro una settimana. La ricerca del cibo lo porta a trovarsi una “gang” composta da opossum (un po’ meno simpatici di Crash ed Eddie nell’Era Glaciale 2), porcospini, la puzzola Stella, la tartaruga Verne e del già citato scoiattolo Hammy (Più due animali domestici, il gatto Tiger ed il cane Nugent). La vicenda li porta ad “approviggionarsi” nella vicina “Suburbia”, un centro residenziale di uomini capitanato da una moderna Crudelia DeMon che non esita a rivolgersi ad un disinfestatore Rambesco senza scrupoli.
Nell’edizione originale molte voci famose tra cui Bruce Willis (RJ) , William Shatner, Avril Lavigne e Nick Nolte.
Il film è un po’ lento a partire ma quando carbura sforna alcune trovate davvero esiliranti ed improbabili. Un’ora e mezza (o quasi) di divertimento alla faccia dell’ iper-consumismo americano (e non solo)…

Voto: 7+

Ciao, J