Recensione Film: Ovunque nel tempo (1980)


ovunque-nel-tempoFilm del 1980
Diretto da Jeannot Szwarc
Genere: Fantascienza / Romantico
Con:
Christopher Reeve: Richard Collier
Jane Seymour: Elise McKenna
Christopher Plummer: William Fawcett Robinson

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel maggio del 1972, lo studente Richard Collier festeggia al College il felice esito di una sua commedia. Sente dentro di sé di poter diventare un bravo e famoso autore teatrale. Mentre è circondato dagli amici, una vecchietta gli si avvicina, gli porge un orologio dicendogli “Ritorna da me” e poi si allontana.

Passano otto anni, Richard ha già scritto testi di successo ma non è riuscito a dimenticare quella vecchietta, il suo volto. Mentre corre nervosamente in macchina, passa davanti al Grand Hotel sul lago di Chicago, si ferma, entra, cerca con ansia indirizzi e chiarimenti. L’hotel possiede un teatro; in una stanza accanto, alla parete, c’è il ritratto di un’attrice che aveva recitato lì nel 1912. Richard s’invaghisce della donna del ritratto e diventa un’ossessione tale che desidera a tutti i costi tornare nel passato per incontrarla.

Commento: Il film, tratto da un racconto di Richard Matheson, spiega come l’amore sia il fulcro di tutto e che, in questo caso, il protagonista proprio per amore riesca grazie ad una sorta di training autogeno, a tornare indietro nel tempo. Quindi qui non ci sono macchine del tempo o buchi neri ma soltanto l’autoipnosi che con la suggestione riportano Richard dal 1980 al 1912, dove incontra il proprio amore. E’ un film che, forse, fa un po’sorridere per come è realizzato e dopo aver perso la nostra innocenza cinematografica con tutto e di più risulta un po’ retrò… Rimane comunque l’idea affascinante che la volontà del nostro cervello (e del nostro cuore) può dove la scienza non arriva, un po’ come nel romanzo “Indietro nel tempo” di Jack Finney. Un film romantico sul tema del viaggio temporale. Ci sono parti non spiegate e questo un po’ mi ha deluso, il finale è struggente e molto new-age. Carino. Per non parlare del compianto Christopher Reeve all’apice della sua carriera.

Voto: 6.5 L’amore è per sempre

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Beginners


Film del 2010
Diretto da Mike Mills
Con Ewan McGregor, Christopher Plummer, Mélanie Laurent, Goran Visnjic
Genere: Drammatico
Trama tratta da Wikipedia: L’artista Oliver, dopo la morte della madre, si ritrova a fronteggiare un evento inaspettato. Il padre settantacinquenne gli confessa di essere gay. Inizialmente sorpreso, Oliver non riesce a capire i motivi di questo tardo coming out, così si ritrova ad osservare il radicale cambiamento dell’uomo, che inizia a frequentare locali, organizzare feste e che riesce a fidanzarsi con un ragazzo molto più giovane di lui. Oliver, dalla scelta del padre, capisce il riscatto di un’intera vita fatta di privazioni e accompagnando gli ultimi anni di vita del genitore, malato da tempo di cancro, riesce a dare un nuovo valore alla propria vita, impegnandosi in una relazione seria con l’amata Anna e vivendo coraggiosamente e ironicamente la vita, come gli ha insegnato il padre negli ultimi anni di vita.

Commento: Un film potenzialmente divertente virato invece sul lato intimista e drammatico. Onestamente pur essendo molto bravi tutti gli attori, lascia poco all’immaginazione e al coinvolgimento dello spettatore. Ritmo piuttosto lento, finale di speranza(?). Insomma, non mi ha convinto emi ha pure un po’ annoiato in attesa di un colpo d’ala mai giunto.

Voto: 6.5 Solo grazie agli attori, un po’ poco.

Recensione Film : Parnassus


Film del 2009 diretto da Terry Gilliam, interpretato da Christopher Plummer, Lily Cole, Heath Ledger, Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrell, Verne Troyer, Andrew Garfield e Tom Waits.

Londra. Il Dottor Parnassus (Christopher Plummer), capo della compagnia teatrale “The Imaginarium”, offre al pubblico uno spettacolo in apparenza scalcinato ma irripetibile, grazie ad uno specchio magico, tramite per un mondo fantastico, con cui è in grado di guidare il pensiero e la fantasia del prossimo assecondandone i desideri.
Tutto nasce secoli addietro e dal patto stretto col diavolo (Tom Waits), il quale pretende l’anima della giovane Valentina (Lily Cole), figlia di Parnassus. Il sedicesimo compleanno della ragazza si avvicina e con esso la scadenza del patto ed il pagamento del dovuto, l’anima della giovane.

Anthony “Tony” Shepherd (Heath Ledger) viene trovato e ripescato dai commedianti del baraccone appeso a un cappio sistemato sotto un ponte.

Il giovane, sopravvissuto all’impiccagione, non ricorda nulla del suo passato e viene aggiunto nel gruppo dello spettacolo. Durante lo show, Anthony attraversa lo specchio cambiando aspetto (Heith Ledger viene infatti sostituito da Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell), iniziando a volere realizzare i propri desideri. Il diavolo nel frattempo propone un nuovo patto a Parnassus in modo da fargli salvare la figlia…

Questo film è noto soprattutto grazie alla tragica coincidenza della scomparsa dell’attore Heith Ledger. Fa un po’ impressione vedere quali ruoli strani ed inquietanti abbia ricoperto l’attore per le sue ultime apparizioni (qui e nel Batman di Nolan come Joker).

Indubbiamente questa pellicola è particolare e surreale, come lo sono molti dei film di Terry Gilliam (“Brazil”, “L’esercito dele 12 scimmie”, “Il re pescatore”) e la particolarità risiede proprio nel voler raccontare la miseria dello spirito umano mostrandoci come sia facile cedere alle tentazioni. Altro spunto interessante, almeno da come l’ho notato io, è l’uso dei personaggi definibili “borderline”: ad esempio il clochard, visto dalla cosiddetta società civile come un emarginato ed un perdente, abbia invece un ruolo significativo per la narrazione e rappresenti (qui come in “Il re pescatore”) una sorta di personaggio che vede aldilà delle conoscenze materiali e abbia uno spirito che travalica la realtà delle cose.

Alla fine dei conti: il film è piuttosto scorrevole, gli attori bravi (anche se Ledger ha fatto di meglio) e il pretesto per poterlo sostituire vista la prematura dipartita, regge. Tra i 3 “Anthony” mi sono piaciuti Depp e Farrell mentre Jude Law mi è sembrato vagamente annoiato.
Un film non per tutti (nel senso che a molti può non piacere).

Voto: 6.5 Fiabesco

Ciao, J

Recensione Film: Il mistero dei templari


Film del 2004 di Jon Turteltaub (“Phenomenon”, “Faccia a faccia”) con Nicolas Cage (Ben Gates), Diane Kruger (Abigail) , Jon Voight (Patrick Gates, padre di Ben), Christopher Plummer (John, il nonno di Ben), Harvey Keitel (Sadusky), Justin Bartha (Riley) e Sean Bean (Ian).
La famiglia Gates è a conoscenza di un segreto, tramandato ad un avo di Ben da un massone dai tempi della Costituzione Americana, in cui viene rivelato un indizio per poter recuperare un tesoro accumulato nei tempi da varie culture e alla fine nascosto dai templari.
Divenuto adulto, Ben insieme al socio “con un passato non propriamente sempre limpido” Ian, ha finalmente rintracciato una nave che dovrebbe contenere il tesoro e che si rivela un altro indizio.
Da qui partono gli enigmi e nuovi indizi e che portano Ben dal Polo Nord agli Stati Uniti nei luoghi “sacri” dell’Indipendenza Statunitense. Avrà modo durante l’impervio cammino di incontrare anche la bella Abigail… Non aggiungo altro. 🙂

Sulla falsariga di Indiana Jones e seguendo lo schema del Codice da Vinci (mistero, cospirazione, indizi e risoluzione) il racconto scorre veloce e diverte. Certo non è un capolavoro di originalità ma, se lo si prende per quello che è, e cioè un prodotto d’intrattenimento, il film è ben riuscito. Teso, abbastanza improbabile, umoristico e con happy end assicurato. Pop-corn e coca-cola consigliati.

Gli attori svolgono il loro compitino senza entusiasmare e, al solito, Nicolas Cage ha l’espressività di una quaglia…morta.

Al film ha fatto seguito nel 2007 “Il mistero delle pagine perdute” e si parla di un terzo episodio…

Voto: 6.5 Godibile (senza pretese)

Ciao, J

Recensione Film : “Inside man”


Spike Lee ha diretto nel 2006 questo action-police movie http://italy.imdb.com/title/tt0454848/ interpretato da Clive Owen (Dalton), Denzel Washington (Frazier), Jodie Foster (Madeleine White), Christopher Plummer (Case) e Willem Dafoe (il capitano Darius).

Il film parte con un piano americano che stringe fino a divenire un primo piano di Clive Owen. Ci sta raccontando di una rapina e sembra farlo dall’interno di una cella anche se le sue parole possono significare tutt’altro: “Se sei in prigione non è detto che sei in una cella di una prigione” che io interpreto come “la libertà non è automatica anche se non sei rinchiuso”.

A questo punto vediamo “la rapina”. Rufus e i suoi complici entrano travestiti da imbianchini in una banca di Manhattan, la chiudono e prendono in ostaggio tutti i presenti.
La polizia s’accorge in fretta della cosa e circonda l’edificio. Arriva Denzel Washington (il negoziatore) per tentare di risolvere la situazione. Ma dietro all’aspetto superficiale (i soldi) si nasconde anche altro, qualcosa che coinvolge alte sfere pubbliche… vengono coinvolti direttamente il proprietario della banca (Christopher Plummer) e una cinica e misteriosa “pulitrice” con conoscenze dappertutto, interpretata da Jodie Foster. Non dico altro per non rovinare le sorprese…promesse in parte disilluse.

Il film mi ha lasciato perplesso (è il secondo con Denzel Washington in pochi giorni).
Tutta la prima parte regge bene poichè ci si chiede cosa succederà , quali sono i reconditi motivi della banda, come faranno a scappare.
Poi entra in gioco una sorta di flash-forward in cui vediamo l’interrogatorio degli ostaggi e non ne capisco il motivo, visto che non aggiunge nulla alla storia (se non dirci da subito una cosa e quindi toglie anche questo dubbio – non lo dico, don’t worry!).
La seconda parte del film mi sembra poco plausibile e anche tutto il mistero legato al proprietario della banca davvero esiguo e mal risolto (ci viene rivelato in due tempi come se la seconda parte dovesse essere chissà cosa rispetto alla prima ma… così non mi sembra, direi).

In sostanza come spesso mi capita di scrivere ultimamente : un’occasione sprecata.
Mi è piaciuto molto Clive Owen: freddo al punto giusto. DW invece un po’ troppo “gigione”.

Voto: 6 (Irrisolto)

Ciao, J