Recensione Film : Risorto


Film del : 2016
Titolo Originale : Risen
Diretto da : Kevin Reynolds
Genere: drammatico, fantastico, biblico, avventura, azione
Durata: 107 minuti
Con:
Joseph Fiennes: Clavio
Tom Felton: Lucio
Peter Firth: Ponzio Pilato
Cliff Curtis: Yeshua

Trama parzialmente tratta da Wikipedia :
A seguito della crocifissione e morte di Gesù Cristo, Clavio, un tribuno militare romano di alto rango, e il suo aiutante Lucio, vengono istruiti da Ponzio Pilato per assicurarsi che i seguaci radicali di Gesù non rubino il suo corpo e in seguito dichiarino la sua risurrezione. Quando il corpo scompare nei giorni successivi, Clavio parte in missione alla ricerca del corpo perduto, per smentire le voci del Messia risorto ed evitare una rivolta a Gerusalemme.

Commento:
Questo film mi ha ricordato vagamente “La tunica“, kolossal anni ’50 con Richard Burton dove un tribuno (Marco Gallio) vinta ai dadi la tunica di Gesù (che ha appena crocefisso) ne rimane tormentato fino a redimersi e a divenire un seguace di Pietro e del Nazareno. Qui Clavio segue la crocefissione per accertarsi della morte e soprattutto che non venga trafugato il corpo di Yeshua dal sepolcro dagli apostoli che ne proclamerebbero la resurrezione. Dopo che però vede Yeshua (Gesù) effettivamente risorto, la sua vita cambia per sempre. Quindi se dal punto di vista narrativo ci sono quantomeno delle similitudini(!) sicuramente è differente l’ambientazione che al giorno d’oggi tenta di essere realistica e verosimile mentre quella dei kolossal era pittosto artificiosa ed hollywoodiana. Il film non aggiunge molto alle narrazioni miracolose sulla vita/morte e resurrezione di Gesù ma comunque si fa vedere senza annoiare sppure il finale sia comunque abbastanza prevedibile.

Voto: 6.5 La sera prima in tv ho visto Cliff Curtis (Gesù) nella parte di un terrorista colombiano in “Danni collaterali” 🙂

TRAILER

 

Recensione Film : Risorto è stato pubblicato originariamente su AuroraBoreale

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Recensione Film: Il caso Thomas Crawford


Film del 2007
Diretto da Gregory Hoblit
Con:
Anthony Hopkins: Thomas Crawford
Ryan Gosling: Willy Beachum
Billy Burke: Ten. Robert Nunally
David Strathairn: Joe Lobruto
Cliff Curtis: Det. Flores
Embeth Davidtz: Jennifer Crawford
Rosamund Pike: Nikki Gardner
Genere: Thriller legale / Drammatico
Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Thomas Crawford è un ingegnere aeronautico che scopre la relazione extraconiugale della giovane moglie Jennifer con il poliziotto Robert Nunally, così decide di ucciderla mettendo in atto un piano perfetto. In seguito l’uomo viene arrestato proprio dall’amante di sua moglie a cui rilascia anche una confessione. Quello che sembrava un caso all’apparenza semplice si dimostra più complicato del previsto. Ad occuparsene è l’assistente distrettuale Willy Beachum che sta per essere assunto da un prestigioso studio legale. Ma i suoi sogni di gloria vanno in pezzi quando si scopre che la pistola consegnata da Crawford non è l’arma del delitto e che quest’ultima risulta introvabile…

Commento: Bel film alla Grisham. Antony Hopkins mette i brividi come ai tempi del “Silenzio degli innocenti) e Ryan Goslin si fa apprezzare per un personaggio che si evolve durante la pellicola. La storia che sembra semplice è poi via via complicata e l’intreccio è comunque lineare e comprensibile. Una storia con una sceneggiatura davvero ben fatta e un finale che non dispiace. Il film in originale si intitola “Fracture” (Rottura o frattura) ed è riferita alle “crepe” dell’uovo che spiega Crawford all’avvocato nel primo dialogo in carcere.
Un film davvero intenso, da vedere.

Voto: 7.5 Ottima sceneggiatura

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Una bugia di troppo


Film del 2012
Diretto da Brian Robbins
Con: Eddie Murphy: Jack McCall, Kerry Washington: Caroline McCall, Cliff Curtis: Dottor Sinja
Genere: Commedia

Trama: Jack è un agente letterario bravissimo nel stipulare nuovi contratti: la sua forza è la vivace parlantina. Di contro questa virtù professionale e anche il suo peggior difetto nella vita privata: non ascolta la moglie che richiede maggior attenzione per sé stessa e per il figlio e nemmeno le parole della madre chiusa in un ricovero per anziani. L’autocompiacimento lo portano ad ascoltare solo sé stesso fino al giorno in cui tenta di accaparrarsi il contratto per un libro di un guru indiano, il dottor Sinja. Il Dottore coglie subito la natura di Jack e pur accettando l’accordo scatena una sorta di “maledizione”: nel giardino della casa dell’agente spunta letteralmente un albero a cui succede una cosa strana… Ad ogni parola pronunciata da Jack corrisponde la caduta di una foglia e alla fine delle foglie corrisponderà la morte di Jack…

Commento: Idea carina sfruttata in maniera simile in altri film dove un evento magico obbliga il protagonista a rivedere le priorità della propria vita e a cambiare radicalmente registro (“Bugiardo bugiardo”, “Cambia la tua vita con un click” ad esempio). Devo dire che qui la parte divertente si esaurisce in fretta soprattutto perché, a mio avviso, Eddie Murphy ha il proprio punto di forza, come per il suo personaggio, nella parlantina (manca la mitica risata regalatagli da Tonino Accolla che qui non è il suo doppiatore) che, per il plot del film, scema fino al termine. Sarebbe servito un attore con un mimica espressiva esplosiva (Jim Carrey in questo è imbattibile) e quindi tutta la parte di “redenzione” semi-muta è evanescente. Si capisce da subito come andrà a finire ma il giocattolo seppur affascinante annoia in fretta, peccato.

Voto: 5 Sbagliato il cast e stucchevole il decorso della storia…

Recensione Film : “Sunshine”


http://italy.imdb.com/title/tt0448134/ Film di Danny Boyle (“Trainspotting”, “28 giorni dopo”) che narra la vicenda dell’astronave Icarus 2 nel 2057 in missione per lanciare una testata nucleare nel sole che sta morendo. Nel cast Cliff Curtis (spesso in parti da latino-americano come in “Traffic”), Cillian Murphy (lo Scarecrow di “Batman begins”), Michelle Yeoh e Chris Evans (la Torcia/Johnny Storm dei Fantastici 4).

Il viaggio verso il sole segue quello finito misteriosamente dalla Icarus One e sembra procedere tranquillo proprio fino a quando l’equipaggio “ascolta” un segnale radio di s.o.s. proveniente forse dalla prima navicella scomparsa. La deviazione della rotta comporta qualche problema e l’innescarsi di una serie di eventi imprevisti.
L’atmosfera richiama alla memoria in parte l’ “Odissea” di Kubrick mentre la claustrofobica silenziosità della Icarus rammenta “Alien”. Tralasciando l’aspetto verosimile della vicenda è un film ben costruito e con effetti degni di nota. Tutti gli attori svolgono il proprio ruolo senza picchi di eccezionalità ma rendono il racconto plausibile e la psicologia dei personaggi non è proposta superficialmente.
Il finale non è banale (anche se non propriamente una sorpresa visto l’andazzo del film).
Un film poco noto ma che si fa vedere.
Una curiosità: l’attore (Mark Strong) che interpreta il capitano della Icarus 1 Pinbacker ha recitato in un altro “Sunshine” nel 1999 (un film che non c’entra nulla con questo).

Voto: 7
Ciao, J