Recensione Film: 15:17 Attacco al treno


Titolo: 15:17 Attacco al  treno
Film del 2018
Diretto da Clint Eastwood
Genere:  biografico, drammatico, azione
Durata: 94 minuti
Con:

Spencer Stone: se stesso
Anthony Sadler: se stesso
Alek Skarlatos: se stesso
Judy Greer: Joyce Eskel
Jenna Fischer: Heidi Skarlatos

Trama parzialmente tratta da Wikipedia :

Nelle prime ore della sera del 21 agosto 2015, il mondo ha assistito alla notizia, divulgata dai media, di un tentativo di attacco terroristico sul treno Thalys 9364, diretto da Amsterdam a Parigi, che è stato sventato da tre coraggiosi giovani militari americani che erano in vacanza in Europa. Il nuovo film di Clint Eastwood ripercorre le vite di questi tre amici, dai problemi dell’infanzia, alla ricerca del loro posto nel mondo, fino alla serie di eventi che hanno preceduto l’attacco.

Commento:

Clint Eastwood è il motivo per cui ho guardato questo “15:17 Attacco al  treno”. Della storia mi ricordavo per la cronaca, ovviamente. Il film ripercorre attraverso l’uso dei flashback parte dell’infanzia problematica dei protagonisti, l’arruolamento di due dei tre e il viaggio in Europa fino al giorno dell’atto sventato sul treno.

Il regista è stato notevolmente coraggioso nel far recitare il ruolo dei protagonisti ai veri Anthony, Spencer ed Alek, con tutti i limiti della scelta. In realtà io che non ne ero al corrente non ho notato inefficienze nella recitazione, anzi. Quindi il raccontare una storia di eroismo vero con i reali eroi accresce il valore della storia. Di contro devo invece dire che il film non mi ha entusiasmato se non nei venti minuti finali, poiché sembra un film delle vacanze (con panorami da cartolina, luoghi comuni sul folklore, musiche sterotipo tipo “Volare” per l’Italia) tirato un po’ per le lunghe. Se l’epilogo è invece emoziante, avvincente e anche commovente, la prima ora è alquanto noiosa (magari è proprio l’intento di Eastwood per creare il contrasto tra la normalità e l’eccezionalità).

Comunque a me non basta il fatto dell’eroismo della persona comune e di quel “non so che” di Spencer nel voler trovare un senso alla propria vita per definirlo un bel film. Mi spiace perché è una bella storia ma davvero allungata come un brodo insipido non mescolato che sul fondo ha tutto il sale.

Ok odiatemi.

Voto: 6.5 Si può fare qualcosa?

TRAILER

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Recensione Film: Sully


Film del 2016
Diretto da Clint Eastwood
Genere: biografico, drammatico
Durata: 96 minuti
Con:
Tom Hanks: Chesley ‘Sully’ Sullenberger
Aaron Eckhart: Jeffrey ‘Jeff’ Skiles
Laura Linney: Lorraine Sullenberger

Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Il comandante Chesley “Sully” Sullenberger è il pilota di un aereo che decolla la mattina del 15 gennaio 2009 dall’aeroporto LaGuardia di New York ed impatta contro uno stormo di uccelli pochi istanti dopo, perdendo così entrambi i motori. A quel punto il pilota tenta di salvare i 155 passeggeri con un disperato ammaraggio sul fiume Hudson e riesce nell’impresa senza provocare vittime. Sully viene acclamato e considerato un eroe dall’opinione pubblica, tuttavia viene posto sotto inchiesta dall’ente aeronautico per non aver seguito il protocollo di volo ed aver messo in grave pericolo l’equipaggio e i passeggeri, e anche l’assicurazione lo accusa di aver causato la distruzione dell’aereo.

Commento: Clint Eastwood dopo “Hereafter”  ci ripropone un fatto realmente accaduto attraverso una ricostruzione digitale degna di nota. Ma quello che sta più a cuore al regista è ovviamente il lato umano della storia: i dubbi, la gioia, la paura del protagonista che suo malgrado viene catapultato al centro dell’attenzione mediatica (tv, giornali, show) e della commissione d’inchiesta che chiede contro dell’operato fuori dai protocolli standard di emergenza durante i voli. E’ un eroe o un incosciente? Un bel ritratto reso bene da un imbiancato Tom Hanks, un bel film che racconta una cronaca per fortuna finita bene.

Voto: 7.5 Adesso chi è vuol farsi un bel volo?

Recensione Film: American Sniper


American SniperFilm del 2014
Diretto da Clint Eastwood
Genere: Guerra
Con:
Bradley Cooper: Chris Kyle
Sienna Miller: Taya Renae Kyle
Trama tratta da Wikipedia : Chris Kyle è un giovane del Texas, cresciuto in una famiglia tradizionale, credente in Dio, amante della caccia, dei rodeo, della sua famiglia e della patria. Custodisce la tenace convinzione, trasmessagli dal padre, che al mondo esistano tre tipi di persone: le pecore, i lupi e i cani da pastore, gruppo quest’ultimo nel quale si riconosce. Chris si è infatti sempre distinto per un forte senso di giustizia e decide di arruolarsi nei Navy SEAL.

Durante il duro addestramento Chris si distingue per le sue doti da cecchino, che ha dimostrato sin da piccolo durante le battute di caccia col padre, e al contempo fa la conoscenza di Taya, che diventa sua moglie. Una volta terminata l’istruzione militare, Kyle viene inviato in missione a Falluja, in Iraq, dove viene impiegato come cecchino per proteggere i suoi commilitoni.

Commento: Personalmente non amo molto i film di guerra (a parte qualcuno ambientato nella IIa guerra mondiale) ma questa storia, raccontata da Eastwood e tratta dall’autobiografia del protagonista, mi è piaciuta. Non sto a discutere se il film è troppo patriottico e il ritratto di Kyle troppo santificato poiché a mio avviso, a parte qualche scena retorica, il racconto esplica bene le motivazioni di un americano medio con principi di fede, patria, libertà verso l’arruolamento. Rispetto a “The hurt locker”, in cui viviamo le vicissitudini di un artificiere (e che in maniera simile soffre della normalità del quotidiano quando lontano dai teatri di guerra), qui c’è il punto di vista del protagonista, di chi rimane ad attenderlo a casa e un senso di ineluttabile immenso. In sostanza Easwood a mio avviso ha centrato il bersaglio come il suo cecchino americano e, forse, ha solo spinto un po’ troppo con la scena di Mustafa sul tetto alla fine (un po’ esagerata, direi). Un film che mette di fronte alla guerra. Bravissimo Bradley Cooper.

Voto: 7.5 Born in USA

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Di nuovo in gioco


Film del 2012
Genere: Drammatico
Diretto da Robert Lorenz
Con:
Clint Eastwood: Gus
Amy Adams: Mickey
Justin Timberlake: Johnny Flanagan
John Goodman: Pete Klein

Trama tratta da Wikipedia : Gus Lobel è uno scout degli Atlanta Braves, squadra professionistica di baseball della Major League Baseball, nonché uno dei migliori scout di sempre. L’avanzare dell’età e dei problemi alla vista lo costringono però a farsi aiutare dalla figlia Mickey, con la quale non è mai stato in buoni rapporti, per andare in Nord Carolina ad esaminare una nuova promessa. A complicare la situazione ci sarà Johnny Flanagan, scout di una squadra avversaria che si innamora di Mickey, ma il viaggio offrirà ai due l’occasione per comprendere reciproche verità rimaste nascoste per troppo tempo.

Commento: Storia sostenuta in gran parte dai due attori protagonisti (Eastwood ed Adams) ma, onestamente, poco di nuovo in gioco… Clint è sempre bravissimo e, pur adorandolo, ripete il suo personaggio burbero, asociale e scontroso. In sostanza il film non regge il peso ingombrante degli attori e si trascina verso un finale abbastanza prevedibile evitando accuratamente di appassionare (il baseball da noi non è così seguito ed amato) né per i contenuti né per i personaggi. Una bella confezione, ottimo cast ma storiella abbastanza scontata e piatta, peccato
Voto: 6 Gran Torino è un’altra cosa

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Changeling


Film del 2008 di Clint Eastwood con Angelina Jolie, John Malkovich
Genere: Drammatico
Trama: Los Angeles, 1928. Per un imprevisto una donna è costretta a sostituire una collega sul posto di lavoro lasciando il figlio di 9 anni a casa da solo fino a sera. Al rientro dall’ufficio il bambino risulta scomparso. Dopo la denuncia alla polizia passano cinque mesi prima che le comunichino di averlo ritrovato e che le verrà riportato a casa sano e salvo. La donna scopre però che il bambino riconsegnatole non è il suo ma il distretto di polizia insiste assurdamente nella propria asserzione ed arriva fino a farla rinchiudere in manicomio per insanità mentale se non accetterà il bambino come suo…

Commento: Film impressionante poiché tratto da una storia vera. Il dramma di una donna che si scontra con il potere corrotto che non ammette i propri errori. L’angoscia del film avvince fino alla fine (che non vi dico, ovviamente) e anche se ci sono momenti in cui la giustizia prevale, rimane addosso un senso d’impotenza di fronte al potere, al destino, alle circostanze della vita. Non è un film leggero, siete avvisati. Rimane solo la speranza dell’ignoto. Attori credibili, regia perfetta, la fotografia desaturata aggiunge gravità alle situazioni già di per sé piuttosto trucide e pesanti.

Voto: 7.5 Inquietante, piuttosto crudo ma molto interessante

Recensione Film: J.Edgar


Film del 2011 di Clint Eastwood con Leonardo DiCaprio, Judi Dench, Naomi Watts
Genere: Drammatico
Trama: La storia romanzata basata sull’autobiografia del Capo dell’FBI J.Edgar Hoover, da lui stessa raccontata in età avanzata attraverso flashback, che ce lo mostra dall’inizio carriera come semplice impiegato del Bureau fino al 1972 anno in cui, dopo 50 anni di comando sotto 8 presidenti statunitensi, muore sotto il mandato di Nixon.
Commento: Eastwood riesce a trasmetterci la sensazione di un uomo fortemente determinato a perseguire i propri ideali di un’America difesa strenuamente da ogni nemico. Il fine giustifica i mezzi ed Hover usa sistemi non ortodossi, di violenza e ricatto divenendo di fatto un uomo estremamente potente. Ci viene mostrato il lato privato con una omosessualità repressa a causa di una madre oppressiva e di un’educazione fortemente religiosa e tradizionale, nonché una notevole mitomania.
Grandissimo Leonardo DiCaprio che si conferma un attore eccezionale. Appunto al reparto trucco: se quello di Hoover è quasi perfetto nell’invecchiamento, lo è molto meno per i comprimari, soprattutto quello di Clyde Tolson è da film horror. Si vede chiaramente che la pelle invecchiata è una maschera di gomma (o simile). Secondo punto che mi è piaciuto poco riguarda l’edizione italiana: il doppiatore abituale di DiCaprio (Francesco Pezzulli), sempre perfetto, ha però un timbro molto giovanile che “stona” nel momento delle scene in cui Hoover è anziano… peccato veniale, comunque. Tra l’altro non ho idea di che voce abbia Leonardo DiCaprio 🙂
Comunque un film interessante, forse troppo lungo e con un ritmo tutt’altro che incessante. “Gran Torino” rimane ancora il miglior film dell’Eastwood regista degli ultimi anni.
A latere: un giudizio negativo sulla sala 9 della Uci Cinema Bicocca: non ho idea di quale film trasmettessero nella sala adiacente ma sta di fatto che dovrebbe insonorizzare meglio, si sentivano dei bassi da paura da film catastrofico!Bah…

Voto: 7.5 Il potere logora chi non ce l’ha

Recensione Film: Hereafter


Film del 2010 diretto da Clint Eastwood con Matt Damon, Cécile de France, Bryce Dallas Howard,
Frankie McLaren e George McLaren.
Ecco la trama.

La pellicola narra le storie parallele di tre persone, che in modi differenti affrontano il tema della morte.

George Lonegan (Matt Damon) è un operaio di San Francisco e sensitivo che ha rinunciato a prestare il proprio dono di comunicare con l’aldilà perché lo vive come una condanna.

Marie è una giornalista di Parigi sopravvissuta ad un evento catastrofico e che ha vissuto un’esperienza di pre-morte.

Marcus è un bambino di Londra con un gemello da cui dipende, ma la vita lo metterà di fronte ad un destino duro…

Clint Eastwood affronta un tema come la morte in maniera al contempo spettacolare e delicata. Se l’incipit della pellicola è realizzata con dispendio di effetti speciali davvero ben fatti e purtroppo inseriti in un contesto tristemente attuale, la narrazione è poi tutta vissuta sulle sensazioni di ogni personaggio, nelle difficoltà di accettare e di capire un ipotetico “oltre”, comunque stravolgendo e influenzando pesantemente il nostro destino presente e futuro.

Un film che non t’aspetti da Eastwood ma che nel complesso regge, pur non dando riposte (non ne ha la presunzione) e presentandoci nel finale una sorta di consolazione che, forse, è un po’ troppo happy-end per i miei gusti, tuttavia senza essere sdolcinato o banale. Per chi ci crede oppure no.

Ma quant’è bravo Clint Eastwood regista?! 🙂

Voto: 7 Riflessivo

Recensione Film: Gran Torino


Film diretto ed interpretato da Clint Eastwood (Walt Kowalski)

Walt Kowalski è un reduce della guerra di Corea ed è appena rimasto vedovo; ex operaio della Ford ha in garage una bellissima Gran Torino, di cui va fiero. La famiglia di Walt non lo ama e lui corrisponde con il disprezzo per la mancanza di valori americani e tradizionalisti dei suoi figli e nipoti.

Il suo malumore sfocia nel razzismo per tutto ciò che non è americano pur vivendo in un quartiere ormai a maggioranza asiatica.
Una banda di teppisti tenta di arruolare il giovane vicino di origine coreana Thao costringendolo a rubare proprio la macchina di Walt ma quest’ultimo per difendere le sue proprietà durante un litigio tra i teppisti e Thao si schiera “casualmente” col ragazzo e diviene suo malgrado un eroe per la comunità asiatica del quartiere. Walt da razzista convinto inizia così a scoprire gli usi e i costumi di questa gente e capisce che i propri valori sono condivisibili più con i vicini di casa coreani che con la propria famiglia. Non aggiungo altro…

Non c’è niente da fare: Clint Eastwood è un Signor Regista. Riesce a commuovere, a divertire e a far riflettere con una storia che racconta di un’America in crisi soprattutto nel riconoscimento e nel tramandare i propri valori. Ci mostra un uomo convinto razzista con un peso sulla coscienza che riesce a redimersi solo grazie a quello che ha sempre considerato il “nemico” e la condivisione di valori quali la famiglia, il rispetto, il lavoro e l’amicizia.

Un film intenso, a tratti davvero drammatico ed in altri da scompisciarsi dal ridere (vedi la parte finale di cui non rivelo nulla).

Voto: 8.5 Esemplare

Ciao, J

Recensione Film: Invictus


Film del 2009 diretto da Clint Eastwood e interpretato da Morgan Freeman (Nelson Mandela) e Matt Damon (Francois Pienaar).

Il film racconta di come Nelson Mandela divenuto presidente del Sudafrica tenti di unire bianchi e neri in un solo popolo, in una sola nazione sfruttando il potere dello sport: nel 1995 il Sudafrica ospita il Campionato del Mondo di rugby e la squadra degli Springboks può trasformarsi da simbolo dell’apartheid nello spirito di riconciliazione tra due etnie.

Il film non è una biografia di Mandela pur raccontandone ampie parti della vita. E’ un modo per mostrarne lo spirito “mai vinto” (Invictus per l’appunto); utilizzare il “nemico” e perdonarlo per poter andare avanti e ripartire.

Non vediamo i 27 anni di carcerazione di Mandela ma Eastwood ce li suggerisce con scene evocate dal capitano Pienaar che visita il carcere e rimane sconvolto da come un uomo sia riuscito a non odiare i propri carcerieri arrivando addirittura a utilizzare poliziotti afrikaneer per la propria scorta armata, per permettere al Sudafrica di divenire una nazione “arcobaleno”.

Che dire di altro?

Ho trovato il film bello ma non retorico, politico ma non noioso, sportivo ma non epico e soprattutto due attori davvero bravi nei loro rispettivi ruoli: Morgan Freeman E’ Mandela, camicie comprese ma soprattutto sguardo intenso, ironico ed intelligente.
Matt Damon – pur con un’improbabile zazzera bionda – aggiunge al proprio palmares un altro personaggio, rivelandosi ulteriormente come poliedrico interprete.

Un altro gran bel film di Clint Eastwood (sicuramente grande come regista).

Un film da vedere anche per conoscere una storia poco raccontata.

Voto: 8.5

Ciao, J