Recensione Libri: “Origin” di Dan Brown


Titolo: Origin
Genere :
Thriller, Avventura
Autore: Dan Brown
Editore: Mondadori
Anno: 2017
Pagine: 560
Titolo originale: Origin

Trama tratta da IBS.it: Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?

Commento: Dan Brown ha uno schema che ricalca per ogni suo romanzo e quindi anche qui nulla da aggiungere, il plot è semplice. Il libro è interessante e per il tema incuriosiscce fino al termine anche se devo dire che s’intravede qualcosa prima del finale… E’ comunque un bel viaggio tra continenti e culture differenti sempre a fianco dell’amato Robert Langdon. Piacevole lettura con qualche perplessità.

Voto: 7.5 Forse un po’ pretenzioso

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Recensione Film: Inferno


locandina_infernoFilm del 2016
Diretto da Ron Howard
Genere: thriller, giallo
Durata: 121 minuti
Con:
Tom Hanks: Robert Langdon
Felicity Jones: Sienna Brooks
Irrfan Khan: Harry “il Rettore” Sims
Omar Sy: Christoph Bouchard
Ben Foster: Bertrand Zobrist
Sidse Babett Knudsen: Elizabeth Sinskey

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Il film comincia con la fuga di un uomo da tre inseguitori e per sfuggire loro si dirige in un campanile di Firenze; l’uomo si rivela essere Bertrand Zobrist, uno scienziato transumanista e fanatico di Dante, che si pensa abbia creato un virus della peste, per evitare che il sovraffollamento del pianeta porti all’estinzione della razza umana. Quando viene raggiunto dai tre uomini che gli chiedono dove sia nascosto il virus, Zobrist si getta dal campanile e muore.

Due giorni dopo, Robert Langdon si sveglia in un ospedale a Firenze, senza ricordare ciò che gli sia avvenuto nelle ultime quarantotto ore. Al risveglio incontra la dottoressa Sienna Brooks e l’infermiere Marconi, che gli spiegano che qualcuno ha tentato di sparargli e gli ha provocato un’amnesia temporanea; all’improvviso irrompe Vayentha, una donna che indossa la divisa dei Carabinieri, che uccide Marconi e costringe Langdon e Sienna a fuggire a bordo di un taxi, dove Langdon ha delle visioni incentrate sull’Inferno di Dante.
Commento:
Il bello e il brutto di questo film (e in genere dell’epopea di Langdon diretta da Ron Howard) è che ricalca quasi alla perfezione la storia del libro. E’ un film fatto bene, intendiamoci ma è un po’ manieristico, accademico. Seppur avendo un finale differente dal libro e con qualche variazione sui personaggi, purtroppo aver letto prima il romanzo mi ha tolto il gusto del “cosa succede adesso?”. Questa ovviamente non è una colpa dello sceneggiatore o del regista e quindi direi che la pellicola, per chi non ha letto il romanzo, è avvincente e divertente, quindi merita un buon voto. A me piace molto come attore Tom Hanks e qui ormai si è consolidato in un ruolo congeniale e credibile.
Voto: 7 Siamo troppi o no?

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione libri: “Inferno” di Dan Brown


inferno-dan-brownEdito in Italia da: Mondadori
Anno: 2013
Genere: Thriller
Trama parzialmente tratta dal sito ufficiale Mondadori dedicato al libro: : Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un incongruo “very sorry”, il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks deve scappare da tutti..

Commento: L’incipit è molto avvincente ed invoglia il lettore a proseguire, e il sistema del feuilletton applicato ad ogni fine capitolo funziona. Cosa succede poi? Questa è la molla che sostiene tutto il romanzo in cui, ancora una volta, ritroviamo Robert Langdon (ormai calcificato nella mia mente come Tom Hanks) coinvolto suo malgrado in una corsa agli indizi attraverso Firenze, Venezia, Istanbul e tutta una serie di avvenimenti concitati e molto perigliosi. In sostanza quindi c’è “il solito” Dan Brown: molto simbolismo, misteri, la Storia un po’ stravolta per esigenze narrative e un certo tasso di situazioni improbabili. Il libro è comunque piacevole anche se non si discosta molto come svolgimento dai precedenti: mistero, enigmi da risolvere, colpo di scena, finale (che, in realtà questa volta non è propriamente lieto). Tralasciando quindi l’originalità dello sviluppo narrativo è comunque un racconto che si fa seguire e, soprattutto, sconcerta la teoria della nemesi su cui si poggia tutta la trama e che è basata sulla teoria di Malthus e l’incremento demografico. Concludendo: a parte qualche eccessiva ripetizione e una certa quantità eccessiva di nozionismo, un buon libro da ombrellone o comodino.
Annunciate le riprese del film per il 2015, probabilmente ancora Ron Howard alla regia.

Voto: 7 Lasciate ogni speranza…

Recensione Libri: “Il simbolo perduto” di Dan Brown


Libro del 2009 di Dan Brown.

Ecco la trama tratta da Wikipedia da me leggermente “epurata” di particolari.

La nuova avventura di Robert Langdon, protagonista de “Il codice da Vinci” e di “Angeli e Demoni”, si svolge a Washington. Al centro dell’intrigo questa volta troviamo la Massoneria e il ruolo che questa ha avuto nella storia degli Stati Uniti. La corsa contro il tempo di Langdon è questa volta teso alla decifrazione di simboli massonici di cui la città capitale è pervasa.
Inizia tutto una mattina, quando Robert Langdon riceve una telefonata dall’assistente del professor Solomon, suo caro amico, che gli chiede di recarsi in Campidoglio a Washington per una conferenza sulla Massoneria.Ma il segretario è in realtà un falso massone, che necessita dell’aiuto di Robert Langdon per appropriarsi del significato degli Antichi Misteri e dell’enorme potere che possono procurare.

Parto dai pregi: il racconto è scorrevole e avvincente. Il personaggio, per chi ha letto i precedenti romanzi – e magari visto i film – è già noto e quindi l’empatia è assicurata. Le notizie storiche (false, stravolte o rimaneggiate per convenienza, chissà) sono interessanti; l’illustrazione di tutto il simbolismo di Washington è affascinante e la decifrazione è al solito divertente anche se, forse, sempre troppo semplice per i protagonisti del racconto.

Punti dolenti del romanzo son a mio avviso invece: la struttura narrativa pressocchè identica ai due romanzi di cui sopra (cambiano in pratica luoghi, personaggi ed enigmi); un punto debole in un punto nodale del racconto (la prigione in Turchia e cosa succede a Zach Solomon: non mi ha convinto e avevo da dubitare…); l’epilogo del cattivo troppo fantasy, scollata rispetto alla narrazione semi-scientifica del libro. L’inizio è molto simile al “Codice da Vinci” (vedi l’indizio delll’uomo  nel Louvre e qui la mano di Solomon) e manca un vero colpo di scena (quello ipotetico è per me ultra-telefonato).

Peccato perché la ricerca delle soluzioni e i dettagli massonici sono davvero interessanti.
Purtroppo l’autore copia sé stesso e rifà un po’ il verso a racconti come quello del film con Nicolas Cage “Il mistero dei templari”.

In sostanza un libro facile da leggere ma con un finale un po’ “troppo” new-age per i miei gusti

Voto: 7 Scorrevole ma poco originale

Ciao, J

Recensione Film: Angeli e demoni


Ron Howard ha diretto nel 2009 questo film ancora interpretato da Tom Hanks nei panni del protagonista (Robert Langdon). A far da spalla abbiamo l’attrice Ayelet Zurer (Vittoria Vetra), Pierfrancesco Favino (Ispettore Olivetti), Stellan Skarsgard (il Comandante Ritcher), Armin Muller-Stahl (il Cardinale Strauss) ed Ewan McGregor (il Camerlengo).

Vaticano. Il Papa è morto e viene spezzato l’anello piscatorio da parte del Camerlengo. Il Conclave dei Cardinali si deve riunire per eleggere Sua Santità.
Svizzera, Cern. L’acceleratore di particelle viene attivato e gli scienziati di Ginevra riescono ad “intrappolare” l’antimateria sprigionata (“la particella di Dio”) in un contenitore che ne preservi l’integrità. Se il contenitore smettesse di mantenere in stasi l’antimateria ne conseguerebbe un’immane esplosione.
Un sacerdote che segue l’esperimento dal punto di vista scientifico e teologico viene ucciso e il contenitore trafugato. La ricercatrice Vetra scopre il cadavere e vola a Roma in Vaticano.
Nel frattempo Robert Langdon, “nemico storico” dopo il caso “Da Vinci” (nel libro invece gli eventi sono precedenti), viene invitato a Roma, proprio dal Vaticano poichè sono stati rapiti 4 Cardinali (i Preferiti, cioè quelli più papabili) da una setta che affonda le radici nel passato anti-clericale di una casta di scienziati a cui avrebbero aderito Galileo e Bernini: gli Illuminati. Urge simbolista in grado di aiutare la polizia vaticana nella ricerca dei cardinali rapiti. E anche l’antimateria sembra essere in Vaticano pronta ad esplodere.
Non aggiungo altro.

Ho letto il libro molto tempo fa per cui non posso dire più se il film sia fedele al racconto (il finale mi sembra leggermente differente, nel romanzo era ancora più esagerato e improbaile di quello della pellicola e “Angeli e Demoni” era sicuramente precedente al “Codice Da Vinci”).
Lo sfondo di Roma, pervasa del Cattolicesimo e ben rappresentata da monumenti e chiese è davvero magnifico ed esalta il racconto aggiungendo fascino e mistero alla storia, che, al solito nel caso di Dan Brown, è molto fantasiosa pur traendo spunto da eventi storici noti (o meno) del passato.
Pur avendo come maggior difetto le improbabilità della trama scritta da Brown, il film non è male, soprattutto nella parte finale incalzante e spettacolare che segue una prima parte forse troppo schematica ed esagitata nei tempi. Molti particolari del libro sono accennati lasciando spazio all’azione frenetica e di contrappunto vi è poco respiro all’approfondimento dei personaggi e delle loro motivazioni.

Per quanto riguarda regia e attori nulla da ridire, anzi Tom Hanks è meglio qui che nel “Codice da Vinci”, Ewan McGregor sempre bravo, mentre non ho ben capito il ruolo di Ayelet Zurer (Vittoria Vetra): non c’è un risvolto romantico a cui potrebbe avere  dato senso, il personaggio è inutile e vacuo. Bravo al solito anche Favino a caratterizzare l’ispettore della gendarmeria vaticana.

In sostanza: un film che piacerà sicuramente di più a chi non ha letto il libro (per motivi legati al finale, soprattutto) e a chi si accontenta di molte libertà storico-scientifiche (ma è colpa di Brown, non di Ron Howard che ha svolto il lavoro onestamente).

Voto: 6.5 Semplicistico ma divertente.

Ciao, J

Recensione libri : “Crypto” di Dan Brown


Libro di Dan Brown del 1998 pubblicato in Italia nel 2006 sull’onda del successo del celebre “Codice Da Vinci”. La National Security Agency ha un mega (improbabile che sia “solo” uno ) ) computer chiamato Transltr che decifra tutto lo scibile elettronico nel mondo in modo da tenere un database (archivio digitale) delle informazioni utili allo spionaggio statunitense.

E-mail, intercettazioni e quant‘altro vengono vagliate da questo decrittatore per scoprire eventuali atti terroristici, spie, strategie militari.

La storia narra di come un ex-crittologo della NSA, il giapponese Ensei Tankado ha trovato il codice perfetto: inespugnabile ed impossibile da decifrare. Il suo scopo è quello di evitare che Transltr diventi il Grande Fratello Digitale e quindi fa in modo di inserire un worm denominato “Fortezza digitale” per ************** (evito lo spoiler).

Da qui si dipana tutta la storia con protagonisti Susan Fletcher (crittologa pure lei), David Becker (il di lei fidanzato spedito a recuperare una password in Spagna), il vice-direttore dell’agenzia e un fantomatico mercenario killer sordo a nome Hulohot.

La struttura è quella usata a piene mani da Dan Brown anche per i suoi altri lavori: “Angeli e Demoni“, il “Codice Da Vinci” e “La verita del ghiaccio” e cioè >Problema > Introduzione dei protagonisti > Possibili mandanti/spie con doppiogioco incorporato > Esecutori materiali > Enigma con colpo di scena > Risoluzione ad effetto, solitamente abbastanza improbabile.

Il libro è scorrevole, non lo nego ma, personalmente niente di nuovo sotto il cielo. Tra l’altro certe situazioni “romantiche” mi sembrano molto forzate e fuori luogo, alcune soluzioni davvero incongrue e il finale è ultra-telefonato.

Oltretutto si poteva fare uno sforzo nel modificare almeno un particolare: in Spagna (come da noi) è dal 2002 che c’è l’Euro…okay che il libro è del 1998 però pubblicandolo oggi ci si aspettarebbe altro che le pesetas.

In più – a mio avviso – c’è un errore madornale da parte dell’autore: il mercenario portoghese Hulohot è (più volte sottolineato) sordo ma, a pagina 343 sta scritto (cito testualmente) :”(Becker) Atterrò rumorosamente sulla scala. Hulohot sentì il corpo di Becker urtare il pavimento sotto di lui.”

Alla faccia dell’udito! Vibrazioni? Dal piano di sopra?

Mah…Per non parlare poi dell’enigma finale (una password da inserire per scongiurare un disastro) che si trascina per dieci pagine quando alla terza riga è già chiaro quale sia…e io sono tutt’altro che un genio :)In sostanza un libro banale ed impreciso.

Voto: 5 (Vive grazie al “Codice Da Vinci”.) 

Ciao, J

Quel mostro di mia suocera, Mai + come prima, Missione Tata, Il Codice Da Vinci, L’amore è eterno finchè dura


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Ecco qualche piccola recensione di film visti negli ultimi giorni.

[Quel mostro di mia suocera]

Classico film da popcorn e coca-cola, il film narra le (dis)avventure di una Jennifer Lopez alle prese con la futura suocera Jane Fonda. Il film ha incorporato l’happy end e lo si capisce dal primo fotogramma, ma va’ bene così. E’ giusto un buon passatempo con qualche trovata “carina” e la trama è sulla falsa riga del genere “matrimoni, equivoci, amici simpatici e/o sfigati”… vedi alla voce “Prima o poi mi sposo” (sempre con JLo), “4 matrimoni e 1 funerale” et simili. Prevedibile ma innocuo. Si può vedere senza particolari problemi 🙂

Voto: 6

[Mai + come prima]

Film italiano che parla dell’amicizia tra giovani maturandi romani. C’è il belloccio fidanzato di cui è innamorato l’altra (che per me è la migliore, come attrice, del gruppo), l’amico bravo e disinteressato e d’animo nobile che aiuta  l’amico disabile (il bravo ed auto-ironico Max), la bella fidanzata superficiale e il ragazzo “difficile”. Questo gruppo eterogeneo si ritrova un po’ per caso, un po’ per convenienza a vivere l’ultima estate prima del futuro da separati (lavoro, università ecc…) in una baita sulle Dolomiti. Qui scopriranno di conoscersi ben poco pur frequentandosi da 5 anni. Gli avvenimenti li renderanno davvero amici. Una commedia a tratti drammatica, ma onesta. Tra i conosciuti Francesco Salvi nel ruolo di uno dei genitori di Enrico. Una volta si può vedere. Amaro.

Voto: 6.5

[Missione Tata] 

La Disney ha deciso di usare Vin Diesel (ipertrofico attore noto per ruoli “oltre” come nei noti “Fast & Furious” e “Pitch Black”) nel ruolo di un Navy Seal caduto in disgrazia dopo una missione mal conclusa che lo porta a dover proteggere una famiglia composta da 5 ragazzini (la madre è altrove ma con motivo, il padre è morto a causa dell’errore, nel prologo della pellicola, di Vin Diesel). In pratica il nerboruto eroe americano porta il suo rigore militare nella vita sconclusionata di questi teen e pre-teen ager sconquassandone la quotidianità con qualche trovata divertente. Un buon passatempo anche questo se: decidete di lasciare la realtà fuori dalla porta e a volte il cervello scollegato. Vedibile se fuori piove, insomma.

Voto: 6

[Il Codice Da Vinci]

Sulla trama non dico nulla visto che tutti bene o male sanno di cosa tratta. Dico che: gli attori sono azzeccati (anche se chi ha letto il libro sarà rimasto comunque deluso dalle scelte del regista Ron Howard). Proprio perchè il regista è lo stesso di “A beautiful mind” o “Apollo 13” (e altri ancora, certo) il cast è popolato da alcuni attori a lui cari: Tom Hanks, Paul Bettany nonchè dai sempre bravi Ian “Gandalf” McKellen, Jean “Leon” Reno e Sophie “Amelie” Tatou. Il film è ben fatto, ma onestamente, poco emozionante. 

Il libro è ritenuto non esattamente un capolavoro però almeno riesce dove il film stecca: un filo logico fatto da enigmi più o meno complicati e il personaggio misterioso del Maestro tengono viva la suspence per (quasi) tutta la storia. Il film invece evoca poco o nulla del thriller che pervade la forma stampata. Pare un collage di tante scene che portano verso un finale senza dare nulla di sorprendente o “vivo” a chi guarda (oltretutto il film è tagliato molto rispetto al libro eppure riesce ad avere un finale tediosamente lungo!).

Voto: 6+ (Solo per le scene in cui si mescolano passato e presente). Insipido. Molto rumore per nulla.

[L’amore è eterno finchè dura]

Di Carlo Verdone preferisco i ruoli grotteschi (soprattutto quando interpreta il pignolo-noioso Furio che tormenta la famiglia in “Bianco, rosso e Verdone” o l’altrettanto letale Raniero di “Viaggi di nozze” con la sua Fosca) ma in questo film dolce-amaro è bravo a tratteggiare un marito infelice di una moglie altrettanto infelice (la bella e brava Laura Morante) alle prese con la crisi di mezza età. Il film non è propriamente comico ma fa sorridere e ridere a più riprese. La storia è forse un po’ finta nel finale ma a parte questo non scade mai nel banale. Un buon film con ottimi attori. Godibile.

Voto: 7 (Mezzo punto lo guadagna perchè ci sono Verdone e Stefania Rocca che non sempre mi piace ma qui è degna di nota.)

Ciao, J