Recensione Film: Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi


Film del 2017
Diretto da Rian Johnson
Genere: fantascienza, azione, avventura
Durata: 152 minuti
Con:

Mark Hamill: Luke Skywalker
Carrie Fisher: Leia Organa
Adam Driver: Kylo Ren
Daisy Ridley: Rey
John Boyega: Finn
Oscar Isaac: Poe Dameron
Lupita Nyong’o: Maz Kanata
Andy Serkis: Leader Supremo Snoke
Domhnall Gleeson: Generale Hux
Anthony Daniels: C-3PO
Gwendoline Christie: Capitano Phasma
Kelly Marie Tran: Rose
Laura Dern: Amilyn Holdo
Benicio del Toro: DJ

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La Resistenza è stata appena rintracciata dal Primo Ordine e sta evacuando la propria base su D’Qar: il pilota Poe Dameron, per dare tempo all’ammiraglia della flotta di effettuare il salto nell’iperspazio, decide, disobbedendo a un ordine diretto, di distruggere un incrociatore stellare nemico, sacrificando nell’impresa tutti i bombardieri a disposizione e venendo perciò degradato dal generale Leia Organa.

Su Ahch-To, Rey consegna la spada laser a Luke Skywalker, ma questi la getta via affermando che non vuole più avere niente a che fare con la guerra e che secondo lui è il momento di porre fine all’esistenza dei Cavalieri Jedi. Dopo molte suppliche e dopo avergli rivelato della morte di Han Solo, la ragazza riesce a convincerlo ad addestrarla, ma, seppur estremamente potente, si dimostra insicura e sembra non respingere il Lato Oscuro.

Nel frattempo la flotta della Resistenza esce dall’iperspazio e si ritrova alla deriva con poco carburante a disposizione; il Primo Ordine riesce a rintracciarla un’altra volta, quindi l’Alleanza capisce che i nemici sono dotati di un potente localizzatore a lungo raggio che può essere disattivato soltanto salendo a bordo della loro nave ammiraglia: effettuare un’altra volta il salto a velocità luce sarebbe inutile anche perché esaurirebbe il carburante.

Commento: Divertente e avvincente nella seconda parte mentre il “primo tempo” mi è parso, scusate la bestemmia, noioso. Ci sono tante citazioni e soprattutto furberie per gli appassionati che sono affezionati ai personaggi (vivi o trapassati) che anche solo citati mandano in brodo di giuggiole. Andrò a vedere anche il prossimo episodio ma solo grazie al fatto che siamo affezionati alla saga. Leia Organa congelata che vola come Mary Poppins, scusate l’eufemismo, è una stronzata galattica!
Comunque un film carino per appassionati, direi.

Voto: 7 Chi di spada ferisce…

TRAILER

Recensione Film: Questione di tempo


questione-di-tempoFilm del 2013
Diretto da Richard Curtis
Genere: commedia, drammatico, fantastico, sentimentale
Durata: 123 min.
Con:
Domhnall Gleeson: Tim
Rachel McAdams: Mary
Bill Nighy: padre di Tim
Lydia Wilson: Kit Kat
Margot Robbie: Charlotte

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La notte seguente al solito capodanno insoddisfacente, il padre di Tim confida al figlio un segreto di famiglia: tutti gli individui di sesso maschile di stirpe paterna nella sua famiglia hanno sempre avuto la capacità di viaggiare nel tempo. Tim non può cambiare la sua intera storia, ma può modificare i singoli avvenimenti per correggere il proprio futuro. Non tutti i tentativi andranno a buon fine, specialmente i primi. Nel corso del film il ragazzo si troverà a rivivere spesso gli stessi momenti assumendosi importanti responsabilità sui risvolti positivi o negativi delle vicende, cancellando spesso la linea temporale della propria vita.

Commento: Io amo i film sui viaggi nel tempo perchè mi affascina l’argomento come ho già espresso numerose volte o come in questo articolo che ho pubblicato. Questo film ha dalla sua ottimi attori (il simpatico Bill Nighy, lo stralunato Domhnall Gleeson e la bellissima Rachel McAdams) ed una variazione sul tema divertente: non si può modificare il passato storico (tipo “uccidere Hitler”) ma soltanto la propria vita vissuta. Il film diverte, commuove anche se soffre di una certa lentezza nella fase centrale ma si risolleva nel finale. Tra l’altro Rachel McAdams è suo malgrado succube dei viaggitori del tempo come in Un amore all’improvviso.

Se vi chiedete invece dove avete già visto Domhnall Gleeson ve lo dico io: in almeno due film come Ex-machina e Star Wars: il risveglio della forza.

In sostanza un film leggero e sufficientemente divertente che dimentica in parte i paradossi temporali, a questo proposito infatti dopo il voto metto uno spoiler su quello che reputo un errore di sceneggiatura.

 

Voto: 7.5 Anch’io a volte tornerei indietro però…

Ah però... 6.5 -7.5

SPOILER:

 

 

 

 

 

 

 

Ad un certo punto il padre di Tim rivela al figlio che se torna indietro nel tempo a prima della nascita di un bambino questo non nascerà più e sarà un altro individuo per via della casualità (la fecondazione di uno specifico ovulo da parte di uno specifico spermatozoo in uno specifico istante). Tim lo scopre da sé dopo essere tornato indietro a prima della nascita della sua bambina per salvare la sorella dall’alcolismo e infatti non ha più una bimba ma un bimbo (a parte che se ha rivissuto fino al giorno prima in questa linea temporale come è che si accorge solo quando il bimbo ha almeno due anni che non è lo stesso di prima… mah).
Facciamo finta di niente e di considerare soltanto la cosa dal nostro punto di vista e non da quello dei protagonisti. Ma non è solo questo l’errore.

Comunque Tim decide di ritornare nuovamente indietro ma solo “a dopo” la nascita della bimba per non perderla. E fin qui tutto bene, la linea temporale originale è stata reimpostata.
Però verso l’epilogo del film il padre di Tim muore e Tim torna spesso nel recente passato per trovarlo prima che arrivi il giorno del trapasso. In uno di questi “passi indietro” il padre vuole rivivere con lui in pratica di nuovo tutta la vita e infatti si vedono entrambi su una spiaggia con Tim che ha circa 9 anni. Ma a questo punto quando ritroviamo Tim adulto e di nuovo orfano lui ha la stessa solita bimba (più altri figli più piccoli)… quando stando la teoria del film non sarebbe possibile. Chiaro no? 🙂

 

Recensione Film: Ex Machina


Ex MachinaFilm del 2015
Diretto da Alex Garland
Genere: drammatico, fantascienza, thriller
Durata: 108 minuti
Con:
Domhnall Gleeson: Caleb Smith
Alicia Vikander: Ava
Oscar Isaac: Nathan Bateman
Sonoya Mizuno: Kyoko
Trama tratta da Wikipedia : Caleb Smith è un giovane eccellente programmatore che si aggiudica la possibilità di trascorrere una settimana nella casa in montagna di Nathan Bateman, l’amministratore delegato della società per cui lavora, BlueBook.

Nathan gli rivela subito che la sua casa non è altro che un grande laboratorio di ricerca dove da solo ha progettato e costruito una macchina umanoide dotata di intelligenza artificiale di nome Ava. Caleb è stato scelto per collaborare all’esecuzione del test di Turing per capire se l’umanoide abbia una vera intelligenza e coscienza di sé. Il giovane programmatore inizia subito il test, incontrando il robot dalle sembianze femminili e cominciando a parlarci, sorprendendosi di quanto sia intelligente e simile a un essere umano.

Commento: Film lento (è il suo bello) e attori eccezionali (soprattutto la robot Alicia Vikander e Oscar Isaacs). Ci sono bei dialoghi e citazioni da ricordare. Il finale è piuttosto prevedibile ma qui ciò che è interessante, anche se non originalissimo a mio avviso, è il percorso dei protagonisti tra realtà/simulazione ed umanità/artificiale. C’è un po’ di Frankestein qua e là ma, soprattutto, un tentativo di rispondere a domande sull’esistenza. Bello e anche inquietante, a tratti.

Voto: 7.5 We are robot…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Revenant – Redivivo


RevenantFilm del 2015
Diretto da Alejandro González Iñárritu
Genere: biografico, avventura, drammatico,
Durata: 156 min
Con:
Leonardo DiCaprio: Hugh Glass
Tom Hardy: John Fitzgerald
Domhnall Gleeson: Andrew Henry
Will Poulter: Jim Bridger
Forrest Goodluck: Hawk

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nord Dakota, 1823: il trapper Hugh Glass, assunto come guida per una battuta di caccia alla ricerca di pelli e pellicce, sfugge a un attacco di indiani Arikara, durante il quale comunque vengono uccisi 33 uomini della spedizione. Con lui si salvano una dozzina di uomini, tra cui anche il figlio adolescente Hawk, avuto dalla moglie, una donna Pawnee, uccisa anni prima durante un attacco di soldati americani al loro villaggio indiano. Preoccupati dal fatto che gli indiani siano sulle loro tracce, gli uomini abbandonano la barca su cui stanno ridiscendendo il fiume, nascondono le pelli salvate dall’attacco degli indiani e decidono di tornare al loro villaggio a piedi, preferendo la prospettiva di settimane di cammino al freddo alla possibilità di venire accerchiati e attaccati lungo il corso del fiume.

Commento: Se la trama di per sé è semplice (lotta per la sopravvivenza alimentata dalla vendetta) in realtà credo che il film dica molto di più. A parte la scenografia e la fotografia, entrambe naturali e da far rimanere senza fiato (la Bow Valley, che fa parte delle location, l’ho vista dal vivo ed è davvero meravigliosa) ci sono cose evidenti e reiterate che sono simboli, soprattutto dei nativi americani a cui il nostro Glass è fortemente ispirato. E’ un film lento, come lo è la Natura nei suoi ritmi ineluttabili (le frane, le meteore, il disgelo, lo sviluppo di una foresta, il letargo, lo scorrere dei fiumi). E’ un film espressivo e non solo grazie alla strepitosa performance di Leonardo DiCaprio: Iñárritu usa la Natura non solo come pura ambientazione o nemesi Enorme dell’uomo nella propria Piccolezza. Gli alberi, la neve, l’orso ed anche il respiro del vento sono tutti simboli oltre che presenze reali e tutt’altro che in sottofondo. In sostanza è un film davvero molto interessante per come è girato e per cosa rappresenta e anche per come usa lo spettatore che è tale tranne nella scena finale in cui viene tirato in causa in maniera davvero molto forte (non dico nulla perché non voglio fare spoiler).
Concludendo: un film denso di temi e la cui storia è quasi un pretesto per la narrazione ad un livello non immediatamente riconoscibile. Bello anche per il coraggio di come è stato girato e di alcune scene davvero incredibili (quella della lotta con l’orso personalmente l’ho trovata un milione di volte più paurosa di qualsiasi scena di film horror mai vista). Gli attori sono tutti eccezionali. Da rivedere.
Voto: 9 Respira e combatti.

bellissimo - 8 e più