Recensione Film: Mine vaganti


Film del 2010 diretto da Ferzan Özpetek, interpretato da Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci, Bianca Nappi, Ilaria Occhini, Carolina Crescentini ed Ennio Fantastichini.
Ecco la trama (sempre estrapolata da Wikipedia).

Tommaso Cantone (Riccardo Scamarcio) risiede a Roma da diverso tempo, dove ha avuto modo di crearsi una sua indipendenza e vive alla luce del sole la propria omosessualità. Dopo parecchio tempo fa ritorno nella sua terra natale, il Salento, dove viene a confrontarsi con i borghesi genitori e una società bigotta. I Cantone sono una famiglia numerosa e bizzarra, nota a Lecce come proprietari di un grande pastificio industriale. Tommaso dovrà fronteggiare la soffocante madre Stefania (Lunetta Savino), con il padre, Vincenzo (Ennio Fantastischini), deluso dalle scelte di vita del figlio, con la sorella Elena (Bianca Nappi), che aspira ad una vita migliore rispetto a quella di casalinga, e con il fratello maggiore Antonio (Alessandro Preziosi), che il padre vorrebbe venisse affiancato da Tommaso nella gestione del pastificio. Del numeroso clan dei Cantone fanno parte anche l’eccentrica zia Luciana (Elena Sofia Ricci) e la nonna (Ilaria Occhini), imprigionata nel ricordo di un amore perduto, ma con una sua dolente e comprensiva saggezza. Tra segreti, liti e colpi di scena, il soggiorno in famiglia di Tommaso si protrarrà più del previsto.

Özpetek parla spesso di omosessualità e soprattutto di rapporti tra amici, parenti e della famiglia (solitamente allargata). Il film è pertanto lo spaccato di una realtà attuale in una città come Lecce ma potrebbe essere qualsiasi altro luogo e dei luoghi comuni e ipocrisie da sfatare (omosessuali sinonimo di effeminati, donna sottomessa e casalinga, marito fedele solo di nome).

Anche in questo film si denota il gusto nel dimostrare che la diversità (non necessariamente in gusti sessuali) è un valore non solo da accettare ma addirittura da ricercare. La morale è comunque quella di essere sé stessi per poter dire di essere felici.

Un film commovente, divertente e per riflettere. Attori bravissimi e una città da (ri)scoprire. Su tutti metterei Ilaria Occhini che rende il personaggio della nonna incredibile.

Voto: 8 Corale

Ciao, J

Saturno Contro, Prime, Vizi di famiglia, Spanglish


Un po’ di recensioni… 3 dalla tv, una dal cinema 🙂

[Prime]

Film con Uma Thurman e Meryl Streep. Uma Thurman è una neo-divorziata in analisi. Meryl Streep è la di lei analista. Caso vuole che la 37enne “Sposa di Kill Bill” s’innamori di giovine (23enne) figliolo della Streep. Da qui nascono gli equivoci (l’analista deve dare consigli conoscendo, l’oggetto delle sedute – il figlio, in prima persona?)

Il film è un mix : una pessima definizione potrebbe essere “commedia romantica agrodolce”. A mio avviso non si sa bene dove il regista voglia andare a parare: divertimento leggero, dramma sfumato, possibile storia “reale”? Troppe idee e confuse. Un po’ inconcludente. Al solito la Streep sopra tutti, non è una sorpresa.

Voto: 6-

[Vizi di famiglia]

Con Jennifer Aniston, Kevin Costner e soprattutto Shirley MacLaine (bravissima e divertente).

Cosa succede se scopri che la storia de “Il laureato” prende spunto da una tresca nella tua vita in cui tua nonna (Shirley MacLaine) è Mrs. Robinson, tua madre è la figlia contesa e Kevin Costner l’uomo che venne sedotto da tua nonna, cioè quel che era Dustin Hoffman nel film; l’uomo che s’innamoro’ di tua madre (e forse…) è probabilmente il tuo vero padre?

 Scusate il pasticcio…nel film è tutto più chiaro, credetemi!

Il film è scorrevole e abbastanza divertente, il personaggio di Shirley MacLaine è spassoso (mi domando quanto ci sia dell’attrice in quel caratterino…) e la storia interessante. Un film giusto per una serata rilassata.

Voto: 6.5 (Complimenti a Beau Borrows per la legge estesa della maniglia… 🙂 )

[Spanglish]

Vedo tra gli attori oltre a Tea Leoni (Deep Impact, Hollywood Ending) e Paz Vega (Parla con lei, Lucia y el sexo) Adam Sandler e m’immagino un filmettino stupidotto con happy end incorporato e invece…

Certo una commedia leggera ma con  qualche spunto davvero intelligente (la traduzione volante madre-figlia-capo in inglese[italiano] e spagnolo è un gioiellino), personaggi che riscuotono da subito simpatia e un finale che in un film del genere (anche se non un capolavoro) non t’aspetti davvero.

Son di parte perchè Adam Sandler mi piace molto (rientra nella categoria dei miei attori preferiti, quelli un po’ matti tipo Robin Williams o Jim Carrey) ma questo film senza esagerare mi ha proprio divertito. Gustoso (Sandler fa lo chef…)

Voto : 7

[Saturno contro]

Ozpetek ci racconta ancora una volta l’incrociarsi di vite di un gruppo di amici quantomai eterogeneo: Stefano Accorsi e Margherita Buy sono una coppia in crisi, Pierfrancesco Favino e (un sorprendente) Luca Argentero una coppia omosessuale in stato di grazia, Ennio Fantastichini l’ex-uomo ancora presente “in famiglia”, Ambra l’amica “fattona” esperta di oroscopi e Serra Yilmaz l’amica “saggia” e mordace (spirito di fuoco, per rimanere in tema astrale).

Un bel film, con personaggi veri, una famiglia “di amici e/o di amanti” allargata oltre ogni etichetta: che senso ha definirla pacs, dico o quelchevipare?

L’importante è l’amore sopra ogni cosa, l’amicizia profonda e il vivere il presente. Tutto qui. Alla faccia di quello che il resto del mondo può pensare ma senza ledere il rispetto di ogni singolo individuo ci dice che una sigla, un epiteto , una categoria non posso racchiudere la moltitudine di sentimenti della vita umana come un tappo su una bottiglia.

Questo è il messaggio di Ferzan Opzetek (almeno per come l’ho colto io, sia chiaro).

Un film ben fatto, struggente ed emoziante. Attori tutti “nella parte” e ottime sorprese da attori che spesso (io in primis) denigro nelle fiction (Isabella Ferrari, Luca Argentero, Lunetta Savino). Mi sorge spontaneo pensare che siano le storie a far la differenza, allora.

Ps [Curiosità]: La casa del film (quella di Lorenzo e Davide)  è quella vera del regista.

Voto: 7,5 (“Le fate ignoranti” rimane ancora un  gradino sopra).