Recensione Film: Logan – The Wolverine


Film del 2017
Diretto da James Mangold
Genere: avventura, azione, drammatico, fantascienza, thriller
Durata: 137 minuti
Con:
Hugh Jackman: Logan / X-24
Patrick Stewart: Charles Xavier
Richard E. Grant: Dr. Zander Rice
Boyd Holbrook: Donald Pierce
Stephen Merchant: Calibano
Dafne Keen: Laura

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nell’anno 2029, i mutanti sono sull’orlo dell’estinzione a causa di un virus creato dal Progetto Transigen. Logan, che è notevolmente invecchiato da quando il suo fattore rigenerante si è indebolito, trascorre le sue giornate lavorando come autista e dandosi da fare per la prescrizione di farmaci in Texas. Lui e il mutante reietto Calibano vivono oltre il confine in Messico, dove si prendono cura di Charles Xavier.
Logan viene avvicinato da Gabriela, un’infermiera della Transigen, che gli chiede di accompagnare lei e una ragazza di 11 anni, Laura, nel North Dakota in un luogo chiamato “Eden”.

Commento: Prevenuto dopo gli ultimi film Marvel che ricalcano lo schema “genesi dell’eroe, genesi della nemesi, epico scontro catastrofico finale a suon di effetti speciali” sono andato a vedere questo film sull’eroe adamantiodotato Wolverine un po’ scettico. Preciso che amo il personaggio ma anche in “Wolverine l’immortale” lo schema di cui sopra mi aveva in parte deluso e anche qui, visto che il regista è il medesimo, non mi aspettavo nulla di diverso…
E invece questo film è senz’ombra di dubbio (per quanto mi riguarda) il MIGLIORE DEGLI ULTIMI ANNI usciti dall’universo Marvel!
L’ambientazione sporca e realistica, Logan “fisiologicamente più umano”, la crudezza e l’efferatezza verosimili, le ingiustizie della vita quotidiana sovrastano il discorso sovrannaturale del genere, come l’aspetto degli effetti speciali che è ridotto quasi esclusivamente a molto sangue nelle lotte corpo a corpo e ai poteri dei mutanti. C’è azione ma anche introspezione, ci sono sentimenti, dramma e divertimento. E molti colpi di scena (di cui almeno due davvero inaspettati) e un finale bellissimo e struggente. Finalmente un film di “supereroi” che non sia fumettone fracassone. Lo potrei definire come un mix tra un film di Scorsese-Tarantino e Stan Lee. Molto molto bello!
Per chi si chiedesse il titolo del film western che guardano nell’hotel è “Il cavaliere della valle solitaria (Shane)” .

Voto: 8.5 Non è solo questione di adamantio

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Recensione Film: X-Men Apocalisse


xmen-apocalisseFilm del 2016
Diretto da Bryan Singer
Genere: azione, fantascienza, avventura, fantastico
Durata: 147 min.
Con:

James McAvoy: Charles Xavier / Professor X
Michael Fassbender: Erik Lenhsherr / Magneto
Jennifer Lawrence: Raven Darkhölme / Mystica
Oscar Isaac: En Sabah Nur / Apocalisse
Nicholas Hoult: Hank McCoy / Bestia
Rose Byrne: Moira MacTaggert
Tye Sheridan: Scott Summers / Ciclope
Sophie Turner: Jean Grey / Fenice
Olivia Munn: Psylocke
Lucas Till: Alex Summers / Havok
Ben Hardy: Angelo
Evan Peters: Pietro Maximoff / Quicksilver
Kodi Smit-McPhee: Kurt Wagner / Nightcrawler
Alexandra Shipp: Ororo Monroe / Tempesta
Josh Helman: William Stryker
Lana Condor: Jubilee
Hugh Jackman: Logan / Wolverine

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nell’Antico Egitto il potente e malvagio mutante En Sabah Nur domina incontrastato e venerato come un dio per le sue capacità telecinetiche e regna circondato dai suoi luogotenenti, detti i Quattro Cavalieri, ossia i mutanti più potenti del tempo dopo di lui. Tuttavia, dopo parecchi anni, il re è ormai invecchiato e così usa un’avanzatissima tecnologia combinata ai suoi poteri per spostarsi nel corpo di un suo simile assorbendone i poteri. La macchina è collocata in una delle piramidi di Giza, l’allora centro del mondo, ma non appena la sua coscienza si stacca dal vecchio corpo per recarsi nell’altro viene tradito da alcuni suoi sottoposti, che lo seppelliscono vivo facendo crollare l’edificio spingendo dei massi pesantissimi contro i suoi basamenti; i suoi luogotenenti muoiono ma riescono a proteggerlo e a preservarlo con i loro poteri. La coscienza di En Sabah Nur rimane così addormentata nel nuovo corpo, poiché la macchina è stata seppellita e non può funzionare senza la luce del sole.

Nel 1983 l’agente della CIA Moira McTaggert, vecchia amica del Professor Charles Xavier alla quale però questo ha cancellato i ricordi, si trova ad Il Cairo per indagare su alcune pratiche religiose effettuate da una misteriosa setta. La donna riesce ad entrare nella caverna in cui si svolge il rituale, che scopre essere i resti della macchina di En Sabah Nur, che è sepolto poco distante. Tuttavia la luce del sole passata a causa di Moira (che aveva tolto il tappeto che chiudeva la grotta) la riattiva e il mutante si risveglia, scatenando un terremoto che fa crollare la caverna uccidendo tutti tranne la donna, che riesce fortunatamente a salvarsi. Il sisma è così violento che tutto il mondo viene scosso. Finalmente libero, En Sabah Nur cerca di capire come è cambiato il mondo girovagando per le strade del Cairo.

Commento: Sequel di X-Men – Giorni di un futuro passato propone nuovamente i mutanti e le loro problematiche esistenziali a cui si aggiunge la resurrezione di un mutante ultra-potente che arriva dall’antico Egitto. Ci sono un sacco di battaglie, esplosioni, scene al rallentatore e donnine in abiti succinti (su tutte la prima apparizione di Mystica in latex a Berlino e il costumino di Psylocke che è tutto un programma). Scene divertenti (Quicksilver alias Pietro che salva tutti gli studenti delal Scuola di Xavier) e alcune idee un po’ strampalate (tipo: uno che è quasi un Dio che motivo ha di cercarsi alleati e potenziarli? O perché mandare le testate nucleari di due superpotenze nello spazio invece che sui bersagli che preferisci se vuoi distruggere il mondo?). A parte questo è un film che diverte anche con qualche scena di troppo (tutto lo sguainare le unghie di Wolverine poteva durare tranquillamente 5 minuti di meno sui 6 minuti in cui sembra una tigre inferocita…) e forse un cattivo un po’ sopra le righe. In sostanza qualche spiegazione alle origini di alcuni personaggi ma niente di che. Giusto per gustarsi la solita coca-cola con popcorn. Comunque per chi fosse interessato ecco il link alla recensione di Leo Ortolani (molto divertente)…

Voto: 7.5 XXX-WOMen

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: X-Men: Giorni di un futuro passato


X-MEN-giorni-di-un-futuro-passatoFilm del 2014
Diretto da Bryan Singer
Genere: azione, avventura, fantascienza, fantastico, supereroi
Con:
Hugh Jackman: Logan / Wolverine
Patrick Stewart: Charles Xavier / Professor X
Ian McKellen: Erik Lehnsherr / Magneto
Halle Berry: Ororo Munroe / Tempesta
James McAvoy: Charles Xavier / Professor X da giovane
Michael Fassbender: Erik Lehnsherr / Magneto da giovane
Jennifer Lawrence: Raven Darkholme / Mystica
Nicholas Hoult: Hank McCoy / Bestia da giovane
Peter Dinklage: Bolivar Trask
Shawn Ashmore: Bobby Drake / Uomo Ghiaccio
Ellen Page: Kitty Pryde / Shadowcat
Daniel Cudmore: Piotr “Peter” Rasputin / Colosso
Omar Sy: Lucas Bishop / Alfiere

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 2023, robot senzienti conosciuti come sentinelle stanno sterminando i mutanti e gli esseri umani che possono generarli o che sono intervenuti in loro favore (le scene iniziali lasciano intravedere un futuro distopico in cui sono ormai calpestati tutti i diritti umani). A Mosca un piccolo gruppo di X-Men (tra cui Bobby Drake / Uomo Ghiaccio, Piotr “Peter” Rasputin / Colosso, Lucas Bishop / Alfiere, James Proudstar / Warpath, Roberto Da Costa/ Sunspot, Clarice Ferguson / Blink e Kitty Pryde) riesce a eludere le sentinelle grazie ai poteri di Kitty Pryde, che ha la capacità di proiettare la coscienza di una persona indietro nel tempo: utilizzando questo potere, la ragazza manda la coscienza di Alfiere indietro nel tempo per informare il proprio gruppo sui pericoli imminenti, così da poter scappare prima ancora che i problemi insorgano.

Visto che ormai la guerra sta per concludersi, lasciando i mutanti sconfitti di fronte all’enorme potere delle sentinelle (capaci di adattarsi a tutto e quindi in grado di contrastare ogni abilità mutante), Magneto e il Professor X preparano un piano: incontrare, in un vecchio monastero sulle montagne cinesi, il gruppo di mutanti superstiti di Kitty Pryde e utilizzare il suo potere per inviare la coscienza di Wolverine, l’unico in grado di rigenerare la propria mente dopo un viaggio mentale tanto lungo, indietro nel tempo così da impedire l’uccisione dello scienziato Bolivar Trask da parte di Mystica nel 1973, durante la negoziazione di Parigi per il disarmo delle truppe nel Vietnam. Questo fu l’evento scatenante che ha permesso l’avverarsi del futuro apocalittico del film, in quanto Mystica venne in seguito catturata da William Stryker ed il suo sangue utilizzato per perfezionare e potenziare le Sentinelle del futuro dando loro la possibilità di mutare continuamente il loro corpo in modo da poter affrontare di volta in volta i poteri dei vari mutanti.

Commento: Quando si parla di viaggi nel tempo io gongolo. Se poi ci aggiungiamo il mondo fantastico Marvel, esulto. Cosa volere di più? Magari protagonista Wolverine: et voilà, ecco il film perfetto, per me. Tutto bene? Questa volta dico sì: la storia regge, diverte, affascina, avvince e, soprattutto, non annoia. Merito di un plot degno di tale nome e di attori ormai entrati nella nostra fantasia come supereroi. L’unica cosa che non mi piace (ma è una mia fissa quindi non determinante ai fini del giudizio estremamente positivo sul film) è che non c’è mai Mystica in versione attuale e cioè manca Rebecca Romijn nei suoi panni…oh, a me Jennifer Lawrence proprio non piace, che vi devo dire! 🙂
Un film davvero gustoso che azzera la gran parte degli episodi della serie X-Men regalandoci una Storia Alternativa. Bello.

Voto: 8 Ora si spiega perche fu ucciso JFK 🙂

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Wolverine l’immortale


wolverine l'immortaleFilm del 2013
Diretto da James Mangold
Genere: Fantastico
Con:
Hugh Jackman: Logan/Wolverine
Rila Fukushima: Yukio
Tao Okamoto: Mariko Yashida
Will Yun Lee: Kenuichio Harada
Svetlana Khodchenkova: Viper/Madame Hydra
Hiroyuki Sanada: Shingen Yashida
Hal Yamanouchi: Ichirō Yashida/Silver Samurai

Trama parzialmente tratta da Wikipedia :
Nel 1945, Logan è tenuto prigioniero in una cella sotterranea a Nagasaki. Durante lo scoppio della bomba atomica, Logan salva un soldato di nome Yashida che rimane piuttosto sorpreso dai poteri del mutante.

Ai giorni nostri, Logan vive come un eremita, in voluto isolamento sulle montagne dello Yukon, dove sperimenta allucinazioni riguardo a Jean Grey, la donna mutante che amava e che è stato costretto a uccidere tempo prima. Per questo Logan si è imposto di non fare più del male a nessuno nella sua lunghissima vita da immortale. Viene localizzato da Yukio, una giovane mutante che ha il potere di prevedere le morti altrui, al servizio di Yashida, ora divenuto il capo di una potente corporazione tecnologica in Giappone. Yashida sta morendo e vorrebbe che Yukio portasse Logan in Giappone per dirgli addio e ringraziarlo per avergli salvato la vita nel 1945.

Riluttante, Logan accetta e si reca a Tokyo. Qui fa la conoscenza di Mariko, la nipote di Yashida, e figlia di Shingen, il figlio di Yashida. Il vecchio e morente Yashida fa una proposta a Logan: trasferire le straordinarie abilità rigenerative di Logan nel suo corpo per diventare immortale al suo posto. Yashida, infatti, capisce che Logan vede il dono dell’immortalità come una maledizione, ormai. Logan tuttavia rifiuta e decide di andarsene il giorno dopo. Nella notte Viper, la dottoressa che segue Yashida, introduce qualcosa nel corpo del mutante; Logan, però, scambia tutto ciò per un incubo, non preoccupandosene.

Commento: Riluttante a vedere un ulteriore capitolo dedicato a Wolverine dopo i vari X-Men e “Le origini”, mi devo in parte ricredere. La storia ha il suo fascino grazie (e soltanto) al protagonista dagli artigli di adamantio. La storia è piuttosto semplicistica e, seppure l’incipit sia spettacolare quanto inquietante, poggia molto e forse troppo sul fisico statuario di Hugh Jackman. Al solito mi piace poco la parte finale dove tutto si risolve a gran combattimenti fracassoni… speriamo che “Giorni di un futuro passato” (che si ricollega nel finale nei titoli di coda di questo film) sia sostenuto da una sceneggiatura strutturata e solida.
In sostanza un film comunque godibile ma poco originale.

Voto: 6.5 Per chi non vuole rinunciare all’adamantio.

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: The Fountain – L’albero della vita


Film del 2006
Genere: Fantastico
Diretto da Darren Aronofsky
Con:
Hugh Jackman: Thomas Creo
Rachel Weisz: Isabel Creo
Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Thomas Creo è un ricercatore in una clinica di studio del cancro al cervello. La sua ricerca ha una motivazione universale per la medicina, ma anche personale: su di lui pesa la responsabilità verso la moglie malata per la quale Thomas combatte giorno e notte con grande amore nel tentativo di trovare una cura. In continua lotta e relazione con la tematica della morte, la storia mescola realtà e fantasia psichedelica facendo scontrare in maniera quasi speculare il racconto epico scritto dalla moglie, l’ego razionale dello scienziato e la dura realtà.

Commento: Incuriosito dai protagonisti ho ripreso questo “vecchio” film” ma, onestamente, sono rimasto un po’ deluso. Il film è lento e piuttosto deprimente pur reggendo su un racconto in ben tre livelli di cui uno altamente simbolico. Mi ha lasciato con una brutta sensazione addosso e forse in questo ha colpito visto che parla dell’ineluttabilità della morte e dell’accettazione del lutto.
Forse mi aspettavo altro ed è colpa mia, Tra l’altro ha un incipit davvero incasinato che si spiega solo nel finale, peccato perché forse un altro tipo di montaggio avrebbe reso un migliore servizio al racconto.

Voto: 6 Il karma è uno solo.

Recensione Film: Real Steel


 

Film del 2011
Diretto da Shawn Levy
Con:
Hugh Jackman: Charlie Kenton
Dakota Goyo: Max Kenton
Evangeline Lilly: Bailey
Genere: Fantascienza
Trama parzialmente tratta da Wikipedia: In un futuro prossimo, i robot vengono costruiti per farli combattere al posto degli uomini. Charlie Kenton, ex pugile professionista prossimo al titolo mondiale, perde la sua occasione di conquistarlo quando un robot lo sostituisce sul ring. Divenuto manager del robot, Ambush, decide di impiegarlo in combattimenti clandestini per racimolare un po’ di soldi, ma in uno di questi incontri il robot viene distrutto.

Nel frattempo viene a scoprire che la sua ex fidanzata è morta e viene convocato per decidere a chi spetterà la custodia del figlio, Max. Charlie non se lo ricorda neppure e non lo vuole, ma gli viene comunque assegnato fino alla fine dell’estate. Con i soldi ricevuti per l’affidamento momentaneo, Charlie acquista un robot che tempo prima aveva combattuto nella Lega mondiale, Noisy Boy. Lo iscrive ad un combattimento clandestino di medio livello e, convinto che il robot sia imbattibile, chiede una sfida contro il campione, Mida, nella quale però viene sconfitto.

Dopo aver recuperato il circuito di controllo vocale Charlie, ormai disperato e a corto di soldi, va con Max in una discarica per rottami di robot, nella speranza di trovare qualche pezzo per costruirne uno. Accidentalmente, Max trova un robot ancora intero, lavorando tutta la notte per tirarlo fuori. Una volta portato a casa, Charlie gli spiega che non è possibile usarlo per combattere perché è solo un G2, un robot da allenamento, fra l’altro anche tra i primi modelli costruiti e di statura inferiore alla media degli altri robot. Max tuttavia convince Charlie a farlo combattere, e gli organizza un incontro di basso livello in uno zoo. Contro ogni aspettativa, il robot riesce a battere l’ex campione dell’arena…
Commento: Un po’ transformers, un po’ Rocky, un po’ Il campione. Una storiella il cui presupposto mi sembra un po’ deboluccio ma se non altro realizzato discretamente. Non è un capolavoro (né come fantascienza, né come dramma di rivalsa) ma un film comunque godibile.
Voto: 6.5 Adrianaaaaa 2.0

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film : X-Men Origins: Wolverine


Film diretto da Gavin Hood uscito nelle sale italiane il 29 Aprile 2009 ci racconta di come James Howlett/Logan (interpretato dal prestante Hugh Jackman) diventi Wolverine, il mutante dallo scheletro rivestito in adamantio.
Il prologo sui titoli di testa è a mio avviso bellissimo: in realtà vi è un incipit che ci riporta al 1845 con il piccolo James a letto ammalato. Al suo capezzale il poco più grande Victor mostra già qualche segno di malvagità malcelata. Scopriamo subito di chi è figlio il protagonista e l’evento che ne condizionerà l’esistenza con la prima tentata fuga dalla propria natura di mutante. Come scrivevo si titoli di testa viene mostrato il passare degli anni dei due bambini che divenuti adulti passano attraverso le guerre della nostra storia: Secessione Americana, Prima e Seconda Guerra Mondiale, Vietnam. Le divergenze caratteriali dei due portano in primo luogo al reclutamento di entrambi in un corpo speciale di mutanti e successivamente, per la disumanità del gruppo, all’abbandono da parte di Logan e l’ennesima fuga dal proprio lato animale.
Non rivelo altro della trama dicendovi solo che incontreremo parecchi personaggi dell’universo X-Men come appunto Victor/Sabretooth, Stryker, Bradley (interpretato da  Dominic Monaghan (Charlie in “Lost” e Merry nel “Signore degli anelli”), Wave/Deadpool, Blob, Gambit, Kayla Silverfox, un Ciclope imberbe e anche il Dott. Xavier.

Graficamente il film è ineccepibile e molto adrenalinico. La prima parte è sicuramente più interessante della seconda e del finale che semplicemente non può far altro che portarci verso il futuro di Wolverine che abbiamo conosciuto con gli altri capitoli della serie X-Men. C’è anche un finale a sorpresa dopo i titoli di coda (che non ho visto) in cui pare ci venga mostrato il destino di uno dei personaggi dati per dispersi nella pellicola…

In sostanza: il personaggio è potente, l’attore bravo, la storia parte bene ma poi si perde un po’ in scene di azione tralasciando forse lo spessore che Wolverine e il proprio disagio esistenziale meritavano… Un film senza infamia ma, senza lode, lascia un po’ poco in termini di emozione al termine, ecco.

Voto: 6.5-7 Discreto ma insoddisfacente.
Ciao, J

Recensione Film : “The Prestige”


The Prestige” è un film del 2006 diretto da Christopher Nolan (“Memento”, “Insomnia”, “Batman Begins” e l’atteso “The Dark Knight”).
Nel film ricchissimo cast composto da Hugh “Wolverine” Jackman (Robert Angier/Il grande Dalton), Christian “Batman” Bale (Alfred Borden), Michael Caine (Cutter), Piper Perabo (Julia Angier), Scarlett Johansson (Olivia), Andy “Gollum” Serkis (Alley) e David Bowie (Nikola Tesla).

Siamo alla fine del 19° secolo (stranamente oltre l’argomento anche il periodo ricorda “The illusionist”) e troviamo due amici aspiranti illusionisti che lavorano come assistenti dello stesso “prestigiatore”. Cutter è l’inventore di trucchi e magie ed illusioni che aiuta, insegna e consiglia i due.
Una sera durante uno spettacolo Julia, la moglie di Robert (Hugh Jackman) viene legata da Alfred (Christian Bale) per eseguire un numero di liberazione dalle corde in una vasca piena d’acqua (come in “Houdini”). Il numero non finisce bene e Robert incolpa Alfred dell’accaduto rendendo i due di fatto rivali e opponendo fine alla loro amicizia.
Da qui partono le carriere parallele dei due che tentano in ogni modo di ostacolare quella dell’avversario e di divenire il migliore con illusioni sempre più difficili e meravigliose.
L’ossessione di entrambi sembra poi divenire quella che è l’illusione di potersi trasportare da un luogo all’altro scomparendo alla vista del pubblico (una sorta di teletrasporto antelitteram).
Prima ci riesce uno e l’altro impazzisce tentando di carpirne il segreto, poi ci riesce il secondo grazie all’intervento di Nikola Tesla ed il primo – suo malgrado – ne rimane a sua volta ossessionato.
Non dico altro perchè rovinerei la sorpresa ma vi dico da subito che il film (un po’ come “Memento”) è costruito in maniera raffinata e in parte grazie ai flashback. Non è un film facile ma con attenzione si colgono molti riferimenti che solo nel finale acquistano un senso. Bellissime certe sequenze e doppi rimandi in tutto il film in un gioco fatto di avvenimenti e persone a specchio: per non dire troppo cercate di notare come siano uguali i destini dei due illusionisti e delle rispettive mogli o come Borden vada incontro al suo destino in un crescendo che sembra anch’esso un numero d’attrazione (le corde, le cinghie sembrano l’anticamera di una successiva illusione…)

Chiudo dicendo che spesso durante il film si pensa di aver capito tante cose e ci si illude (appunto) di aver colto da subito quello che ci riserva il finale ma…in realtà non è così! Il finale poi è shockante ( e potrebbe non piacere ma personalmente l’ho trovato perfetto).

Un film denso, intenso, attori bravissimi, un regista in stato di grazia. Da rivedere per cogliere aspetti “minori” e dettagli importanti per assaporare meglio la costruzione dell’intreccio. Davvero un grande film.
Voto: 8.5
Ciao, J

Recensione Film : “Happy Feet”


Il film (http://italy.imdb.com/title/tt0366548/) ha vinto nel 2007 l’Oscar come “Best Animated Feature Film of the Year” ed è davvero strameritato questo premio. Gli ambienti, l’acqua e gli stessi animali raggiungono praticamente la perfezione fotorealistica, davvero eccezionale l’uso della Computer grafica in questa “pellicola”.

La storia è un musical ecologista ambientato tra i pinguini Imperatore del Polo Sud.
Memphis/Hugh Jackman – un pinguino canterino ispirato ad Elvis Presley – e Norma Jean/Nicole Kidman (ispirata a Marilyn Monroe) intonano da subito note famose nel loro canto d’amore poichè nel film l’espressione di questo sentimento per i pinguni Imperatore è il canto, che porta all’accoppiamento ed alla procreazione.
Dall’unione nasce Mambo (Mumble nell’edizione originale – Elijah Wood), un pinguino stonato che compensa il suo handicap vocale con un incredibile stile ballerino.
Purtroppo per lui il talento nella danza non è ben visto dal capo Noè/Hugo Weaving ai fini procreativi e quindi il nostro viene emarginato. Vagabondando tra i ghiacci incontra poi un’altra specie di pinguini più piccoli che s’ispirano alla cultura latino-americana e dove il ballo è invece tenuto in grande considerazione. Diventa amico di un gruppetto capitanato dall’esplosivo Ramon/Robin Williams.
Questa tribù adora un guru (Adone/Lovelace in inglese sempre doppiato da Robin Williams in stile Barry White) che vive con una collana mistica al collo – plastica impigliata durante una nuotata – che sa dell’esistenza degli “Alieni”.
Mambo per poter tornare a “casa”, poter cogliere l’amore dell’amata Gloria/Brittany Murphy ed il rispetto dei suoi simili si metterà alla ricerca dell’Uomo/Alieno in un viaggio estenuante che lo porterà fino negli States. 
Mambo avrà modo di riscattarsi anche nella sua comunità portando le prove dell’esistenza dell’uomo (visto come “Alieno”, ovviamente) e dei danni provocati all’ambiente e alla sopravvivenza dei pinguini per colpa della pesca indiscriminata.

Nell’edizione inglese numerosi attori hanno dato voce ai personaggi: Robin Williams, Elijah Wood, Hugh Jackman, Nicole Kidman, Brittany Murphy ed Hugo Weaving.

Il film venuto dopo “La marcia dei pinguini” raccoglie l’eredità del documentario mostrando fedelmente i riti d’accoppiamento e di cova, nonchè della dura vita tra i ghiaccii polari. Chiaramente è tutto condito da belle musiche, balli, canti ed humor dovuto alla caratterizzazione dei simpatici pinguini ma, il messaggio duplice del film è chiaro: 1) la diversità non è un abominio e serve all’evoluzione; 2) l’uomo deve rendersi conto di fare parte dell’equilibrio della natura se non vuole distruggere la terra e l’ecosistema.

Un bel film, a tratti un po’ noiosetto, forse perchè le canzoni in inglese perdono molto nel significato che hanno per la comprensione dei momenti nel film ma, in generale un’opera davvero degna di nota, tecnicamente ineccepibile e nel complesso divertente.

Voto : 7

Ciao, J

Scoop


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Scoop: La scheda del film su Imdb (Inglese)
Woody Allen (Sid “Splendini” Waterman – Spence)
Scarlett Johansson (Sondra Pransky – Jade Spence)
Hugh Jackman (Peter Lyman)

Ecco l’annuale appuntamento con il film di Woody Allen. Premetto: non ho ancora visto Melinda & Melinda nè Match Point per cui non posso paragonare questi due ultimi  lavori a Scoop…

Il film parte con un divertente finestra sul passaggio dal mondo dei vivi all’aldilà con un giornalista appena defunto (Joe Strombel) che riceve da un’altra trapassata una soffiata per uno scoop straordinario. Per uno strano destino riesce a comunicare a Scarlett Johnasson (studentessa aspirante giornalista) i dettagli di quello che dovrebbero essere gli indizi per scoprire un serial killer che uccide prostitute a Londra (un novello Jack lo Squartatore).

In mezzo a questo scambio d’informazioni capita Woody Allen nei panni di un prestigiatore di terz’ordine (nonchè baro e logorroico inventore di aneddoti falsi) portando il film nella categoria di un mistery leggero e con qualche situazione “a rischio”.

Il film è divertente, ci sono alcune battute davvero strepitose ma in un certo qual senso sembra un bell’aereo in rollaggio che non decolla mai… La storia è abbastanza semplice e poco intrigante (sa di “già visto”) ma in fondo credo sia solo un modo per dare l’opportunità ad Allen di gestire al meglio Scarlett Johansson e Hugh Jackman in una commedia con risvolti noir.

Hugh “Wolverine” Jackman da’ buona parte di se’ nell’ambiguo Peter Lyman mentre la bella Johnasson è brava a restituire un personaggio a tratti disinvolto, timido e determinato.

In sostanza un 6,5 se lo merita per l’intelligenza del solito Woody anche se forse la storia andava complicata per renderla davvero gustosa.

Ciao, J