Recensione Film: The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro


the_amazing_spider_man_2Film del 2014
Diretto da Marc Webb
Genere: azione, drammatico, supereroi, fantastico
Con:
Andrew Garfield: Peter Parker/Spider-Man
Emma Stone: Gwen Stacy
Jamie Foxx: Max Dillon/Electro
Dane DeHaan: Harry Osborn/Green Goblin
Sally Field: May Parker
Chris Cooper: Norman Osborn
Paul Giamatti: Aleksei Sytsevich/Rhino

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Anni prima: Richard Parker (padre di Peter/Spider-Man) registra un videomessaggio per spiegare la sua imminente scomparsa. Dopo aver lasciato il piccolo Peter dagli zii, lui e sua moglie Mary salgono a bordo di un aereo privato, ma un sicario tenta di ucciderli e, dopo uno scontro, l’aereo precipita nell’oceano.

Ai giorni nostri, Peter continua la sua lotta al crimine nei panni di Spider-Man. Mentre affronta Aleksei Sytsevich, un criminale russo, nell’inseguimento salva Max Dillon, un impiegato della Oscorp, e viene chiamato da Gwen, che gli ricorda che sta facendo tardi alla loro cerimonia dei diplomi. In quell’istante, ha una visione del Capitano George Stacy, morto nel primo film, che gli ricorda della promessa non mantenuta di lasciar fuori la ragazza dalla sua doppia vita per evitare che venga coinvolta. Per questo, Peter decide di lasciare Gwen la sera dopo il diploma.

Nel frattempo Harry Osborn torna a Manhattan per far visita a suo padre, Norman, malato e in punto di morte. Egli gli spiega che la sua malattia è ereditaria e prima di morire gli dà un apparecchio contenente “il lavoro di una vita”. Dopo la morte di Norman, Harry viene messo a capo della Oscorp e riceve la visita di Peter: i due sono amici d’infanzia e passano un po’ di tempo insieme.

Max, che si scopre essere ossessionato da Spider-Man, ha un incidente alla Oscorp e cadendo in una vasca piena di anguille elettriche geneticamente modificate viene tramutato in un mostro di energia elettrica. Intanto, Peter e Gwen decidono di rimanere amici sebbene lei si stia per trasferire in Inghilterra. Il loro dialogo viene interrotto da Max che, arrivato a Times Square, causa un blackout. Spider-Man tenta di calmarlo ma Max, manipolando l’elettricità comincia a distruggere tutto. Il supereroe riesce a fermarlo e Max viene portato al Ravencroft Institute dal Dr. Kafka, dove si autoproclamerà “Electro”.

Commento: Non mi dilungherò: Seppur mi piace l’interpretazione di Andrew Garfield non mi capacito del continuo prolungare le storie di SpiderMan (tra i miei Marvel preferiti, oltretutto). La storia è ormai un copia/incolla degli episodi precedenti: Disagio di Peter, nuova nemesi, Scontro. Tutto qui. Tanto per chiarire meglio il concetto: l’unica cosa che mi è rimasta in testa del film è se Jamie Foxx sta diventando calvo… Un film inutile e trito, trito, ritrito…

Voto: 5.5 Già visto

che dormita 5

Recensione Film: Sotto assedio – White House down


sotto assedio

Film del 2013
Diretto da Roland Emmerich
Genere: Azione
Con:
Channing Tatum: John Cale
Jamie Foxx: James Sawyer
Maggie Gyllenhaal: Alice Dawson
James Woods: Martin Walker
Jason Clarke: Emil Stenz
Richard Jenkins: Eli Raphelson
Joey King: Emily Cale
Rachelle Lefevre: Melanie

Trama:
John Cale è un uomo della scorta dello Speaker della Camera che vorrebbe entrare a far parte della sicurezza del Presidente degli Stati Uniti d’America. Dopo aver dimenticato un appuntamento con la figlia Emily, in affido all’ex-moglie, decide di farsi perdonare regalandole un giro guidato all’interno della Casa Bianca proprio il giorno in cui dovrebbe presentarsi al colloquio di lavoro desiderato. Purtroppo il giorno è lo stesso in cui un gruppo paramilitare ha deciso di sferrare un attacco al cuore del Governo americano. Travestiti da tecnici del suono questi terroristi scatenano l’attacco facendo esplodere una bomba in Campidoglio e poi sfruttando la confusione, riescono ad occupare la Casa Bianca e a prendere ostaggi tra cui la figlia di John Cale…

Commento: Emmerich come si autocita nel film, aveva già distrutto parte della White House in “Indipendence Day”, e qui non lesina esplosioni che la demoliscono parzialmente, si vede che ci prova gusto, chissà…
Il film è uscito due mesi dopo “Attacco al potere – Olympus has fallen” che narra – a grandi linee – dello stesso tema: l’attacco al potere centrale, al Presidente e, soprattutto, alla Casa Bianca.
Diciamo quindi che una delle due sceneggiature non è proprio originale ma, chissà quale è nata prima. (Questo mi ricorda “Armageddon” e “Deep Impact” che uscirono quasi all’unisono e anche lì il tema era lo stesso: il rischio dell’estinzione per colpa dei meteoriti).
Tralasciando quindi il discorso originalità e di come vada a finire (questo lo si capisce da subito), si distingue rispetto a “Ohf” per una maggiore dose di humour e di spettacolarità. Nel cast ci sono attori che arricchiscono lo script (James Woods su tutti), anche se è tutto molto prevedibile, anche il presunto colpo di scena finale è piuttosto debole. Diciamo che se vi va di passare due orette di divertimento senza troppe pretese, questo è il film d’azione adatto: veloce, spettacolare e brain-off.
In sostanza vai di coca-cola e pop-corn. Non male
Voto: 6.5/7 Fa strano vedere Jamie Foxx Presidente dopo Django…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Django unchained


DjangoUnchainedOfficialPosterPTFilm del 2012
Diretto da Quentin Tarantino
Genere: Drammatico / Western
Con:
Jamie Foxx: Django Freeman
Christoph Waltz: Dr. King Schultz
Leonardo DiCaprio: Calvin J. Candie
Samuel L. Jackson: Stephen
Kerry Washington: Broomhillda von Shaft

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : 1858, da qualche parte nel Texas. Django, uno schiavo nero di proprietà dei fratelli Speck, viene rintracciato dal dottor King Schultz, un cacciatore di taglie originario della Germania e che fino a cinque anni prima lavorava come dentista. Schultz cerca di acquistare Django, ma i due mercanti di schiavi non si dimostrano propensi alla cessione e gli intimano di andarsene: ne segue uno scontro a fuoco, al termine del quale uno dei due fratelli viene ucciso, mentre l’altro viene costretto a cedere lo schiavo, firmando l’atto di vendita. Il dottore ha bisogno del suo aiuto per riconoscere i fratelli Brittle, dei fuorilegge che sta cercando, garantendo in cambio allo schiavo la libertà e una ricompensa.

Durante il viaggio e l’uccisione dei tre fuorilegge, i due fanno amicizia e Schultz scopre che Django, una volta libero, vuole ritrovare la moglie Broomhilda, da cui è stato separato alla piantagione dove lavorava precedentemente…

Commento: Partendo dal fatto che Tarantino sia un regista dissacrante e che ha come punto forte la svolta improvvisa di genere all’interno della stessa pellicola, è comunque difficile collocare in un genere specifico questo lungometraggio. Azione, drammatico, western, splatter? C’è un po’ di tutto questo. Al solito dei film di QT mi piace il lato esagerato e comico (in questo caso interpretato da Christoph Waltz attraverso il personaggio del Dottor Schultz). Mi piace poco invece, e mi era già successo con “Bastardi senza gloria”, il tentativo di dare un tono quasi demenziale ad una storia che racconta di una tragedia: in BSG era il nazismo e qui è la schiavitù. Il film è lungo (troppo per i miei gusti) ma si fa seguire perché è avvincente. Grandissimi tutti gli attori (su tutti direi Waltz, Jackson e DiCaprio che, inutile dirlo, è un mostro di bravura). Il finale come molte altre cose è una citazione ma la parte col cavallo che fa quasi dressage non l’ho capito e mi ha deluso, ma questa è una mia considerazione legata proprio al fatto che non amo quando si scherza con temi seri e questo epilogo mi sembra sconclusionato e slegato dal resto del film. In generale è un film ben fatto, con molte sorprese e tanti spunti e con attori a volte irriconoscibili (vedi Don Johnson nei panni di uno schiavista con baffoni bianchi spioventi o Tom Wopat – il Luke Duke di Hazzard – nei panni del marshall).
Concludendo un film ben fatto ma che alla fine non mi ha convinto più di tanto, e onestamente, troppo tirato per le lunghe.

Voto: 6.5 Non scherzare col fuoco…o la dinamite

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Come ammazzare il capo… e vivere felici


Film del 2011 diretto da Seth Gordon con Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Jennifer Aniston, Colin Farrell, Kevin Spacey, Jamie Foxx, Donald Sutherland.
Genere:Commedia
Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Tre amici tentano di assassinare i loro rispettivi superiori quando si rendono conto di quanto questi ultimi stiano facendo di tutto per mettere a repentaglio la loro tranquillità lavorativa…

Eecensione: Grandi nomi nel cast ad interpretare i capi da ammazzare. La storia è un susseguirsi di situazioni demenziali, surreali e piuttosto volga rotte ma, almeno, si ride. Mi ricorda un po’ il genere di “Una notte da leoni”. Su tutti il magnifico Kevin Spacey, talmente bravo da farti venire la voglia di sparargli! Un capolavoro? Tutt’altro, giusto per coca-cola e popcorn.

Voto: 6.5 Scurrile con cast stellare

Recensione Film: Parto col folle


Film del 2010 (titolo originale “Due date” – “La scadenza”) diretto da Todd Phillips e interpretato da Robert Downey Jr., Zach Galifianakis, Michelle Monaghan e Jamie Foxx.

Ecco la trama estrapolata da Wikipedia.
L’architetto Peter Highman (Robert Downey, Jr.) deve tornare a Los Angeles per assistere alla nascita del suo primogenito, ma viene inserito nella lista no-fly dopo aver erroneamente scambiato la valigia con quella di un altro passeggero, Ethan Tremblay (Zach Galifianakis). Senza documenti né denaro, Peter è costretto ad accettare un passaggio da Ethan, aspirante attore diretto ad Hollywood per raggiungere l’agognato successo. Comincia così il loro viaggio attraverso gli Stati Uniti, ostacolato da deviazioni impreviste, incidenti spettacolari e dalle strane abitudini di Ethan.

Ero un po’ prevenuto perché mi aspettavo un film demenziale e sguaiato, e anche se il titolo italiano ha un (doppio) senso nella parola “parto”che effettivamente è coerente con il finale del film, mi lasciava piuttosto perplesso.
Invece il film è una bella sorpresa: è un road-movie carico di situazioni al limite con Robert Downey Jr. sempre sopra le righe, in un personaggio non propriamente simpatico ma che alla fine si fa amare per le disavventure inflittegli inconsapevolmente dal suo compagno di viaggio.

Un film che si fa vedere con piacere anche senza altri nomi altisonanti nel cast (a parte una mini-parte per Jamie Foxx).

Voto: 6.5/7 rocambolesco

Recensione Film: Appuntamento con l’amore


Film commedia del 2010 diretto da Garry Marshall (“Happy Days”) ed interpretato da un cast nutrito: Jessica Alba (Morley), Ashton Kutcher (Reed), Jennifer Garner (Julia), Kathy Bates, Jessica Biel, Bradley Cooper, Jamie Foxx, Eric Dane, Patrick Dempsey, Anne Hathaway, Topher Grace e Queen Latifah.
Il film, il cui titolo originale è “Valentine’s day” racconta di molte storie legate alla giornata, con personaggi che si conoscono o che si incontrano e che, bene o male, entrano a fare parte di eventi collegati uno all’altro.

Il protagonista è Reed, un fioraio che si dichiara alla ragazza, Morley, ma che ben presto capirà che non tutto va come si è progettato. Il finale è comunque chiaro da subito, è una commedia romantica, d’altronde.

Sulla falsariga di “Love actually” il film intreccia personaggi e storie sullo sfondo del tema dell’amore (sognato, rincorso, vissuto o perso). A differenza di Love Actually però è decisamente più ingenuo e edulcorato, più americano e meno irriverente rispetto la versione british che rimane sicuramente almeno 3 spanne sopra sia come storia che simpatia.

In sostanza un film senza infamia e senza lode, da vedere con sereno distacco…

Voto: 6.5 Godibile ma niente di più.

Ciao, J

Recensione Film: “Dreamgirls”


Amate i musical? Allora questo è il film perfetto.
Odiate i musical (io tra questi)? Allora evitatelo! 🙂

Ingolosito dalla colonna sonora e da un genere musicale r&b e soul – quello della Motown fine anni ’60 inizio anni ’70 – che adoro, mi sono messo a vedere questo film che narra prendendo spunto dalla vita di Diana Ross e delle Supremes (e di altri cantanti all black dell’epoca) la storia fittizia di Deena Jones e delle sue Primettes, poi divenute Dreams.

In sostanza ci mostra il lato nascosto delle etichette musicali nella Detroit intorno al 60 (e  degli anni successivi) e di come si crea il successo o meno di un gruppo.
La storia è bella, gli attori bravi, la musica eccellente, l’ambientazione suggestiva. Peccato che nei momenti del racconto invece di parlare si canta…
A mio avviso questo film sarebbe stato un blockbuster se avesse evitato di essere la trasposizione del musical teatrale qual’è.
Le vicende della protagonista e di tutto il giro degli artisti è davvero interessante ma, personalmente, non reggo 2 ore di canto quando ci dovrebbe essere un bel dialogo…

Peccato!
Voto: 6
Ciao, J