Recensione Film: Atomica bionda


Film del 2017
Diretto da David Leitch
Genere: azione, spionaggio, thriller
Durata: 115 minuti
Con:
Charlize Theron: Lorraine Broughton
James McAvoy: David Percival
John Goodman: Emmett Kurzfeld
Til Schweiger: l’orologiaio
Eddie Marsan: Spyglass
Sofia Boutella: Delphine Lasalle

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 1989, alla vigilia del crollo del muro di Berlino e del cambiamento nelle alleanze tra superpotenze, Lorraine Broughton, una spia del massimo livello dell’MI6, viene inviata a Berlino per smontare una spietata organizzazione di spionaggio che ha appena ucciso un agente sotto copertura in possesso di una lista con gli agenti russi infiltrati nel blocco occidentale e nello stesso MI6. La donna riceve l’ordine di cooperare col direttore della sede di Berlino David Percival, e i due formano un’incerta alleanza, scatenando tutto il loro arsenale di abilità nel perseguire una minaccia che mette a rischio l’intero mondo delle operazioni di spionaggio dei paesi occidentali.

Commento: La storia è intricata come tutti le spy stories e Charlize Theron è verosimile come agente oltre ad essere una bellissima donna (vale come giudizio?). Il film è ben ambientato nella Berlino dei giorni della caduta del Muro e le musiche elettro-pop aiutano a calarsi nell’epoca (che nostalgia “99 luftballons” …). Il film alla fine è un po’ caotico e il finale tra giochi, doppi e tripli colpi di scena non è disarmante ma un po’ pretenzioso e… prevedibile. Oltretutto manca una spiegazione meglio articolata e i sottintesi mi hanno dato un po’ fastidio. A me piacciono i finali alla “The illusionist” tanto per intenderci. Comunque un film discreto con molte scene di lotta e sfruttamento della bellezza della protagonista.

Voto: 7 Chi è chi?

TRAILER

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Recensione Film: Una notte da leoni 3


Film del 2013
Genere: Commedia / Demenziale
Diretto da Todd Phillips
Con:
Bradley Cooper: Phil Wenneck
Ed Helms: Stuart “Stu” Price
Zach Galifianakis: Alan Garner
Justin Bartha: Doug Billings
Ken Jeong: Leslie Chow
John Goodman: Marshall

Trama parzialmente tratta da MyMovies: Quando la follia infantilistica di Alan arriva a provocare incidenti irrimediabili, i suoi amici si dicono pronti ad accompagnarlo in una struttura che possa essergli di aiuto, su richiesta della madre e della sorella. Peccato che il viaggio in auto venga interrotto da un nuovo sequestro di Doug, ad opera del gangster Marshall. Per riavere il loro amico, Phil, Stu e Alan dovranno consegnargli il solito, indemoniato, Mr. Chow, fuggito dalla prigione di Bangkok e responsabile del furto dei milioni rubati a Marshall.

Commento: La storia è avvero forzatissima però, devo dire, che non ha assolutamente importanza. Per quanto incredibile il gruppo di amici (e su tutti Alan in coppia con il pazzo Chow) fa ancora divertire e le situazioni surreali o demenziali strappano il sorriso. Pur essendo un numero3 ed aver già più o meno visto tutto nell’1, questo è un film che si vede giusto per il gusto di vedere a quale livello di demenzialità si sia arrivati.
Voto: 6.5 Si riparte col folle

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Flight


Film del 2012
Genere: Drammatico
Diretto da Robert Zemeckis
Con:

Denzel Washington: Whip Whitaker
Tamara Tunie: Margaret Thomason
John Goodman: Harling Mays
Kelly Reilly: Nicole Maggen
Melissa Leo: Ellen Block
Don Cheadle: Hugh Lang
Nadine Velazquez: Katerina Marquez
Bruce Greenwood: Charlie Anderson
Brian Geraghty: Ken Evans

Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Il comandante di aerei di linea William “Whip” Whitaker si sveglia nella sua stanza d’albergo a Orlando insieme all’assistente di volo Katerina Márquez, dopo una notte di sesso, alcol e pochissimo sonno. Quella stessa mattina ha un aereo da pilotare, quindi usa della cocaina per smaltire velocemente la sbornia e si imbarca sul volo SouthJet 227 per Atlanta. Al decollo Whip supera una brutta turbolenza e successivamente cede i comandi al copilota Ken Evans, in seguito si prepara un cocktail di vodka e succo d’arancia e si mette a dormire.

Whip viene bruscamente svegliato da uno scossone poco prima dell’atterraggio previsto, quando l’aereo subisce quello che apparentemente è un guasto catastrofico dei sistemi di controllo del velivolo…

Commento: Denzel è un grande. Il film dopo un inizio spettacolare vira tutto verso il lato interiore di un uomo, un eroe con molte ombre e paure. Il film è forse un po’ troppo lungo ma in fondo è proprio nei tempi (frenetici) e nel modo in cui il protagonista riesce ad affrontarli (con l’aiuto di alcol e droga) che si spiega il necessario rallentamento della cinepresa sui dettagli. Non aspettatevi Airport o simili perché qui quello che precipita è soprattutto l’animo umano. Non male.

Voto: 7 Adesso chi prende un aereo con tranquillità?

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Argo


Film del 2012
Genere: Drammatico / Spionaggio
Diretto da Ben Affleck
Con:
Ben Affleck: Tony Mendez
John Goodman: John Chambers
Alan Arkin: Lester Siegel

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel corso della rivoluzione islamica di Teheran, il 4 novembre 1979 alcuni militanti fanno irruzione all’ambasciata americana prendendo in ostaggio 52 persone del corpo diplomatico; riescono a sfuggire alla cattura solo 6 funzionari, che si rifugiano presso la residenza dell’ambasciatore del Canada Ken Taylor. Conscio del fatto che i rivoluzionari iraniani ben presto potrebbero rintracciare e uccidere i fuggitivi, il governo statunitense (in collaborazione con le autorità canadesi) incarica l’agente della CIA Tony Mendez, esperto di operazioni sotto copertura, di organizzare un piano di liberazione. Egli è cinico e critico verso le idee che gli vengono proposte, finché un giorno viene ispirato dal figlio, che stava guardando “Anno 2670 – Ultimo atto” (della pentologia de “Il pianeta delel scimmie”); pianifica così una missione di copertura nel quale i fuggitivi fingeranno di essere una troupe cinematografica canadese che sta esplorando dei paesaggi “esotici” per la realizzazione di un film di fantascienza.

Commento: Bel trattato storico che parte spiegando le ragioni dell’odio iraniano verso gli Usa (neanche tanto a torto, visto le cause) spostandosi poi sul salvataggio patriottico e un po’ retorico degli agenti della Cia, mostrando un Iran cattivo (e pure un po’ sciocco nel finale). Non so quanto sia vero, quanto romanzato. C’è sicuramente materiale su cui riflettere ma, tralasciando la verità storica, parlando esclusivamente del film, posso dire che è un film discreto e a mio avviso sopravvalutato e che ha ricevuto un Oscar forse esagerato. Mia personale opinione, sia chiaro. Comunque Ben Affleck sta diventando un ottimo regista ed è perfino meglio rispetto al ruolo di attore.
Voto: 6.5 Per leggere nelle pieghe della storia recente

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Di nuovo in gioco


Film del 2012
Genere: Drammatico
Diretto da Robert Lorenz
Con:
Clint Eastwood: Gus
Amy Adams: Mickey
Justin Timberlake: Johnny Flanagan
John Goodman: Pete Klein

Trama tratta da Wikipedia : Gus Lobel è uno scout degli Atlanta Braves, squadra professionistica di baseball della Major League Baseball, nonché uno dei migliori scout di sempre. L’avanzare dell’età e dei problemi alla vista lo costringono però a farsi aiutare dalla figlia Mickey, con la quale non è mai stato in buoni rapporti, per andare in Nord Carolina ad esaminare una nuova promessa. A complicare la situazione ci sarà Johnny Flanagan, scout di una squadra avversaria che si innamora di Mickey, ma il viaggio offrirà ai due l’occasione per comprendere reciproche verità rimaste nascoste per troppo tempo.

Commento: Storia sostenuta in gran parte dai due attori protagonisti (Eastwood ed Adams) ma, onestamente, poco di nuovo in gioco… Clint è sempre bravissimo e, pur adorandolo, ripete il suo personaggio burbero, asociale e scontroso. In sostanza il film non regge il peso ingombrante degli attori e si trascina verso un finale abbastanza prevedibile evitando accuratamente di appassionare (il baseball da noi non è così seguito ed amato) né per i contenuti né per i personaggi. Una bella confezione, ottimo cast ma storiella abbastanza scontata e piatta, peccato
Voto: 6 Gran Torino è un’altra cosa

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: The artist


Film del 2011
Diretto da Michel Hazanavicius
Con:
Jean Dujardin: George Valentin
Bérénice Bejo: Peppy Miller
John Goodman: Al Zimmer
James Cromwell: Clifton
Penelope Ann Miller: Doris
Genere: Commedia / Drammatico

Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Hollywood, 1927. George Valentin è un grande divo del cinema muto. Un giorno, al termine della premiere di un suo film, viene fotografato insieme a un’ammiratrice, Peppy Miller. La foto verrà poi pubblicata sulla prima pagina di Variety. Qualche tempo dopo Valentin, sul set di un suo film, ritrova la ragazza che lavora come comparsa; durante le riprese si sviluppa una forte attrazione tra i due, che però non si trasforma in altro.

Nel 1929, con l’avvento del sonoro, Valentin si rifiuta di recitare nelle pellicole parlate, abbandona il suo produttore Al Zimmer e decide di investire ogni suo avere nella realizzazione di un film muto tutto suo, la cui uscita nelle sale è però programmata nello stesso giorno del film sonoro con protagonista Peppy Miller, la cui carriera è in continua ascesa. Il film di George non avrà alcun successo commerciale, mandando in rovina il divo, i cui pochi soldi rimasti sono andati perduti a causa della Grande Depressione…

Commento: Anche se si è preparati al fatto che il film è muto, devo dire che a tratti sconcerta non poco pensare ad un film del genere giarato ai giorni nostri. E’ comunque una scommessa vinta. La storia è lineare ma qui il gusto sta nel modo di raccontarla, di narrare un’epoca ormai andata e che non può tornare. Bello, anche se non lo consiglio a chi ama i dialoghi, ovviamente! Cinema puro fatto di immagini.

Voto: 7.5

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Molto forte, incredibilmente vicino


Film del 2011
Diretto da Stephen Daldry
Con: Tom Hanks, Sandra Bullock, Thomas Horn, Max von Sydow, Viola Davis, John Goodman
Genere: Drammatico

Trama: Oskar Schell, un ragazzino undicenne di New York ha perso il padre nelle Torri Gemelle nel “giorno più brutto”, l’11 Settembre 2001. Il legale tra i due era molto forte con il padre che stimolava l’interesse per la vita e le curiosità del figlio attraverso indizi disseminati qua e là – una sorta di caccia al tesoro – in cui Oskar doveva incontrare altre persone e sforzarsi di vincere la propria timidezza. Dopo un periodo di choc il ragazzino trova una busta con un nome -Black – ed una chiave all’interno. Convinto che sia l’ultimo indizio lasciatogli dal padre, inizia la ricerca della serratura che la chiave apre, andando ad incontrare tutti i Black dell’elenco telefonico di New York, riportando nomi e foto in un diario mentre un uomo senza nome e senza voce entra nella sua vita aiutandolo nella ricerca…

Commento: Non ho letto il libro da cui è tratto il film per cui mi posso basare solo sulla pellicola. Il film è bello e triste. Thomas Horn è un attore eccezionale. La storia mostra gli effetti dell’attacco a New York nell’intimità di una famiglia, attraverso l’incapacità di un figlio di accettare il lutto. Il viaggio della rinascita alla vita è vissuto in modo particolare con l’ossessiva caccia alla serratura, l’uso delle parole – o del silenzio e dello scrivere se non si riesce a proferir parola – sono due aspetti non secondari che, forse, il film non esprime al 100%. L’11 Settembre lo conosciamo tutti e questo racconto ce lo mostra da un punto di vista differente, come in “Il mio nome è Khan” ne ricaviamo comunque un forte sentimento di rabbia verso tutto ciò che porta con sé la distruzione di massa. Bello anche il personaggio interpretato a meraviglia da Max von Sydow. Divertente la parte del viaggio di Oskar con “l’inquilino” attraverso New York.

Voto: 7.5 Per non dimenticare

Recensione Film : Un’impresa da Dio


Nel 2007 il regista Tom Shadyac (affezionato a Jim Carrey) sulla falsariga della “Settimana da Dio” ripropone Morgan Freeman nei panni del Creatore e Steve Carrell (visto in “Little Miss Sunhine e nei stessi panni del personaggio qui riproposto) in quelli di Evan Baxter, ex-giornalista eletto nel Congresso degli Stati Uniti d’America.
Proprio la sera prima dell’incarico il nostro chiede a Dio di dargli l’opportunità di poter cambiare il mondo, e il Signore gliela concede inviandogli i pezzi e gli arnesi per costruire un’arca come quella del Diluvio Universale ai tempi di Noè.
Da qui scaturiscono gli immancabili equivoci e gli sketches legati alla “follia” mistica del protagonista e gli effetti collaterali che ricadono sul lavoro e la famiglia.

Il film è una mezza sciocchezzuola e se il primo si salvava per l’originalità dell’idea e la verve del protagonista Carrey, qui non si può far altro che aspettare la fine un po’ annoiati da una trama che si trascina stancamente sulle acque di un fiume in piena…

Peccato perchè gli attori oltre che noti siano pure bravi ma, la storia non regge e non li aiuta.
Forse era da evitare questo simil-sequel…

Voto: 5.5

Ciao, J

Recensione Film : “Bee Movie”


Bee Movie è un film d’animazione 3D del 2007 prodotto dalla Dreamworks con protagonisti principali le api.
Proprio sul gioco di parole Bee (ape) – B verge il titolo originale in modo da ricordare i classici film (soprattutto anni ’50) di serie B (i B-movies appunto).
I personaggi nella versione inglese sono doppiati dal comico di New-York Jerry Seinfeld (famoso per il proprio show visto anche da noi grazie a Jimmy), Renee Zellweger (“Bridget Jones”), Matthew Broderick (“Wargames”) Chris Rock (ancora “animale” dopo la zebra Marty di Madagascar), John Goodman, Oprah Winfrey e Larry King in versione ape, Ray Liotta e Sting nel loro alter ego virtuale.

Il film spiega come Barry (Jerry Seinfeld), ape indipendente che vuole far altro nella vita oltre a lavorare in eterno nel campo del miele, un giorno si unisca ai “fuchi fichi” in volo al Central Park per impollinare fiori. Qui scopre un mondo solo immaginato e gli uomini. E proprio la sua voglia di parlare rende noto all’uomo (ad una donna in particolare – Vanessa) il diritto delle api di decidere sul destino del proprio prodotto (miele) e del fatto che le api sappiano parlare.
Ci sono battute divertenti e scene mozzafiato, il 3D al solito (ormai) è a livelli magnifici ma, purtroppo, la storia è esile. Per quanto inverosimile sia ovviamente tutto il discorso delle api ed il loro mondo a copia di quello umano, è sul semplicistico svolgersi degli eventi (soprattutto l’accettazione da parte dell’uomo di un’intera comunità di insetti parlanti in quattro e quattr’otto) che il film non regge.
Probabilmente la verve del protagonista nell’edizione originale fà la differenza ma ciò non basta a rendere la pellicola un must nel suo genere. Certo ci sono gag esilaranti e sketches divertenti (quella di Larry King, ad esempio) ma insufficienti a reggere il gioco per tutto il tempo (ed infatti la parte finale è piuttosto noiosa seppur sbrigativa). Peccato…

Dopo “Z la formica” un altro comico di New York ci ha provato con il mondo degli insetti ma, Woody Allen era un’altra cosa davvero.

Voto: 6
Ciao, J