Recensione Libri: “La grande truffa” di John Grisham


Titolo: La grande truffa
Genere : Legal-thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2018
Pagine: 310
Titolo originale: The Rooster Bar

Trama tratta da IBS.it:

Gli studenti Mark, Todd e Zola si sono iscritti alla scuola di legge di Washington con le migliori intenzioni e il sogno di cambiare il mondo una volta ottenuta la sospirata laurea. Dopo essersi coperti di debiti per poter pagare le rette salatissime di una mediocre scuola privata, i tre amici si rendono conto di essere oggetto di una grande truffa. Il loro istituto, infatti, insieme a molti altri, è nelle mani di un potente e losco investitore newyorchese, che è anche socio di una banca specializzata nella concessione di prestiti agli studenti.

Commento:

Grisham è bravo a portarci nell’America truffaldina, dell’economia fatta di compromessi, società offshore e società al limite del lecito. Ci racconta anche una triste verità legata agli studenti universitari che s’indebitano per portare a termine gli studi. Il racconto è un crescendo di ansia e aspettativa e, onestamente, mi ha lasciato un po’ perlesso nell’epilogo. Sembra che di colpo Grisham non sapesse più cosa aggiungere o come risolvere e ha “chiuso” rapidamente la questione. Peccato per il finale perché il libro è interessante.

Voto: 6.5 Ok, ma il finale…

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Recensione Libri: “Il caso Fitzgerald” di John Grisham


Genere : Mistery
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2017
Pagine: 276
Titolo originale: Camino Island

Trama parzialmente tratta da IBS: È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d’arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un’operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell’unico indizio l’FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C’è un mandante o si tratta di un’iniziativa autonoma?

Commento: Grisham si discosta per una volta dagli ambienti giudiziari, dagli avvocati e dalle cause per addentrarsi nel mondo dell’editoria, delle librerie, dei tour per propagandare le uscite dei libri e soprattutto del mondo particolare ed artistico degli autori. La narrazione segue il furto di alcuni manoscritti per portarci, degnamente come Grisham sa fare, in un mondo fatto di amore per i libri e la morbosità di collezionisti senza scrupoli, la schizofrenia e le fragilità degli autori e contemporaneamente riesce a raccontare anche una liasion ipotetica che coinvolse Fitzgerald ed Hemingway. Un libro denso di sfaccettature, ben scritto e ideale per far innamorare della letteratura.

Voto: 7 Un ebook ha lo stesso fascino della carta stampata?

Recensione Libri: “I segreti di Gray Mountain” di John Grisham


I segreti di Gray MountainGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2014
Pagine: 381
Titolo originale: Gray Mountain
Trama tratta da IBS.it: Samantha Kofer, giovane e promettente avvocato associato da tre anni del più importante studio legale di New York, ha davanti a sé una brillante carriera, o almeno così crede. Ma è il 2008 e con l’esplosione della crisi finanziaria, le cui ripercussioni in tutto il mondo sono ben note, moltissimi professionisti restano senza lavoro. Gli istituti bancari, gli hedge fund e i grandi studi legali ridimensionano drasticamente spese e personale. E così, ad appena due settimane dal crollo di Lehman Brothers, Samantha perde il suo lavoro, la sua sicurezza e il suo futuro. Al tempo stesso, però, è anche una delle poche persone a cui viene offerta l’opportunità di lavorare gratuitamente per un anno in un piccolo studio di assistenza legale a Brady, una sperduta cittadina di 2200 anime sui monti Appalachi, in attesa di tempi migliori. È un cambiamento di vita radicale. Samantha si ritrova infatti in un mondo lontano anni luce da quello in cui ha sempre vissuto, e grazie all’indomita Mattie Wyatt, capo della Mountain Legal Aid Clinic, e all’affascinante e misterioso nipote di lei, l’avvocato Donovan Gray, capisce subito cosa significa doversi confrontare con veri clienti e problemi reali. Ma soprattutto dovrà fare i conti con il torbido e pericoloso business dell’industria carbonifera, vera risorsa del paese. Un mondo in cui le leggi non vengono rispettate, la violenza è sempre in agguato e la terra stessa è minacciata…

Commento:
Bel libro di tema legale/ecologico. Fin dove si può spingere il mondo industriale per trarre energia senza stuprare la natura? Questo romanzo è un modo per trattare il tema dell’estrazione (estrema) carbonifera negli Stati Uniti (e non solo). Ci mostra il deturpamento, l’inquinamento dell’ambiente e le devastanti conseguenze sugli abitanti delle zone sottoposte a strip mining (lo sventramento delle cime delle montagne per ottenere miniere a cielo aperto). Il romanzo è avvincente e si amano i personaggi che hanno tutti un senso nella narrazione. Unico neo a mio avviso è il finale che lascia un po’ l’amaro in bocca ma d’altronde visto il tema, se Grisham voleva mantenere il realismo non poteva risolverlo in altro modo. Interessante ed inquietante per la cruda realtà.

Voto: 7.5 A chi crede che tutto sia perfetto negli States

Recensione Libri: “L’ombra del sicomoro” di John Grisham


Lombra-del-sicomoroGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori
Anno: 2013
Pagine: 535
Titolo originale: Sycamore Row

Trama tratta da IBS.it: Clanton, Ford County, 1988. Seth Hubbard è un uomo molto ricco che sta morendo di cancro ai polmoni. Non si fida di nessuno ed è molto attento alla sua vita privata e ai suoi segreti. Ha due ex mogli, due figli con cui non ha rapporti e un fratello sparito nel nulla da moltissimi anni. Il giorno prima di impiccarsi a un sicomoro, Seth scrive di suo pugno un nuovo testamento nel quale esclude la sua famiglia dall’eredità e lascia tutto ciò che possiede a Lettie, l’ignara domestica di colore che lo ha assistito prima e durante la malattia. Spedisce il testamento all’avvocato Jake Brigance, che si ritrova per le mani un caso davvero scottante. Molte sono infatti le domande cui lui ora deve dare una risposta: perché Seth ha lasciato le sue ingenti fortune alla sua donna di servizio? Forse le cure per il cancro hanno offuscato la sua mente? E tutto questo cosa ha a che fare con quel pezzo di terra un tempo noto come Sycamore Row? Ha così inizio una drammatica controversia tra coloro che si considerano i legittimi eredi, Lettie e un’intera comunità segnata da pregiudizi e tensioni mai sopite. Con “L’ombra del sicomoro” John Grisham ritorna venticinque anni dopo all’ambientazione e alle atmosfere del suo primo romanzo, “Il momento di uccidere”, considerato ormai un classico, di cui questo nuovo legal thriller è il seguito, e al suo battagliero protagonista, l’avvocato Jake Brigance, di nuovo, alle prese con una vicenda caratterizzata da discriminazione razziale, ingiustizia, avidità.

Commento:
Grisham mi piace per come ti trasporta nel profondo Sud degli Stati Uniti d’America e poi riesca a complicare le cose, a renderle ancor più estreme e al termine a risolvere il tutto in maniera verosimile ed avvincente. Anche qui non smentisce questa vena narrativa e il libro infatti è scorrevole ed interessante. La risposta al mistero dietro alla domanda fondamentale del libro (“Perché fare testamento a favore di uno sconosciuto?”) è differente da quella che avevo immaginato (per fortuna) ed anche questo non fa che accrescere la mia stima per questo autore. Bello e drammatico.

Voto: 8 It don’t matter if you’re black or white…

Recensione Libri: “L’avvocato canaglia” di John Grisham


Avvocato canagliaGenere : Legal Thriller
Autore: John Grisham
Editore: Mondadori, Omnibus
Anno: 2015
Pagine: 332
Titolo originale: Rogue Lawyer

Trama tratta dalla quarta di copertina: Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c’è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, L’avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.

Commento: Questo è il primo libro che leggo in formato e-book e quindi un po’ del gusto nella lettura è stato condizionato dal mezzo. Comunque, dettagli tecnici a parte, ho ritrovato il vecchio caro Grisham e le sue storie di avvocati, tribunale e giurie. Qui c’è una serie di racconti, alcuni auto-conclusivi mentre altri legati tra loro e portati fino al termine del libro. Il filo conduttore è comunque il protagonista visto sia dal lato professionale che da quello strettamente privato e personale. Il libro è avvincente e soprattutto è proprio Sebastian Rudd ad essere descritto davvero bene e in maniera verosimile. Un libro che cattura fino al termine anche se proprio l’epilogo, a mio modo di vedere, è troppo rapido e sbrigativo. Tra l’altro chissà a quali episodi nella cronaca statunitense si è ispirato per tratteggiare la polizia così corrotta, brutale e al di sopra di ogni legge.
Voto: 8 Per chi è convinto che la Giustizia vinca sempre.

Recensione Libri: “Ritorno a Ford County” di John Grisham


Questa volta il libro di Grisham non è un romanzo. “Ritorno a Ford County” è infatti una raccolta di racconti con sottotitolo “Storie del Mississippi”.
Lo sfondo è il sud  – vedi il titolo – degli Stati Uniti d’America, e le trame seppur differenti, sono – spesso – accomunate dall’ambiente caro a John: quello legale.

C’è il racconto di tre ragazzi di campagna che partiti per la grande città con lo scopo di donare il sangue ad un conoscente finito in ospedale, finiscono per trovarsi ubriachi in una rissa in uno strip-club. C’è il viaggio di due scapestrati accompagnati dalla madre in sedie a rotelle verso il fratello che è nel braccio della morte, l’avvocato che ha il colpo di una vita quando un caso ormai sepolto riaffora, l’uomo tradito che diventa abile giocatore nei casinò, il condannato che desidera vedere per l’ultima volta la luna… e altri ancora.
In sostanza tutte storie piacevoli e scorrevoli. Grishman scrive bene ed avvince, in partenza. Personalmente lo preferisco quando la trama è più contorta e si complica mentre qui, causa la brevità delle singole narrazioni, il gioco dura troppo poco e quasi sempre il finale non è all’altezza delle aspettative che l’autore innesca nel lettore.
Personalmente ho trovato molto avvincente il racconto dell’avvocato che ha il colpo di fortuna ma, a dieci pagine dalla fine sembra che Grisham si sia stufato e abbia sterzato su binari prevedibili uccidendo la speranza di qualche colpo d’ala o di scena o un finale imprevisto: troppo lineare e facile. Ti aspetti che A porti a B e da lì si arrivi a C. E purtroppo succede proprio così. Manca la sorpresa.

E’ un libro che si fa leggere ma preferisco il Grisham romanziere a questa versione “bigina”.

Voto: 6.5 per la scrittura, insufficiente per il coinvolgimento.

Ciao, J

La neve nel cuore, Il cliente


[La neve nel cuore]

Strano titolo italiano per il film “The family Stone” (ecco il link su Imdb: http://italy.imdb.com/title/tt0356680/). La famiglia Stone (Pietra) oltre che di nome anche di fatto è piuttosto rude (per non dire st…). C’è una madre orgogliosa (Diane Keaton), il bravo ragazzo (Dermot Mulroney – lo sposo in “il matrimonio del mio miglior amico”), il fratello scapestrato e simpatico ( Luke Wilson – fratello nella realtà del biondo Owen), la sorella scontrosa e acida (Rachel McAdams), la brava sorella incinta, il padre onesto, il fratello gay con compagno di colore .

Tutto bene fino a quando (cioè subito) il bravo ragazzo porta a casa per le feste di Natale la Promessa Sposa (Sarah Jessica Parker) la quale viene accolta davvero molto male da tutti. La madre non la vede adatta per il figlio, la sorella la odia, il padre la squadra, il fratello gay si offende per alcune frasi ed equivoci. L’unico a trovarla interessante è il fratello meno conformista. Da qui parte la storia che prende il binario del tragicomico, fino a giungere ad (non rovino nulla, don’t worry) un doppio happy end forzato e un mezzo sad end (dovuto alla sorte di Diane Keaton).

A mio avviso il film non riesce a coinvolgere fino in fondo. I sentimenti di simpatia/antipatia verso i personaggi rimangono in superficie e la storia si risolve in maniera ultra-telefonata e banale (nonchè improbabile). Un’occasione sprecata, direi, soprattutto per l’infornata di attori davvero notevole. C’è pure Claire Danes (Romeo + Juliet, L’uomo della pioggia, The Hours, Terminator 3)  nella parte della sorella di Sarah Jessica Parker.

Voto: 6 (non è da buttare ma nemmeno un capolavoro di originalità o divertimento).

[Il cliente] – Link su imdb http://italy.imdb.com/title/tt0109446/

Ce l’avevo lì registrato su vhs da tempo immemore. Ho voluto aspettare di vederlo qualche anno(!) dopo aver letto il romanzo di Grisham (da cui è stato tratto) onde evitare paragoni (che di solito sono sempre a favore del libro). Nel film ci sono due attori che adoro (Tommy Lee Jones e Susan Sarandon) e parecchie sorprese nei ruoli minori (il film e’ del 1994): ritovo l’allora semi sconosciuto Anthony Edwards (Goose in Top Gun e il mitico Dr.Mark Greene di E.R.), Mary-Louise Parker e Bradley Whitford (volti noti per gli amanti di “The West Wing”), William H.Macy  , il giovane Brad Renfro (me lo ricordo nel film tratto dal best-seller di King “L’allievo”) ed il compianto J.T.Walsh (viso noto, nome semisconosciuto…).

Il film parte dal suicidio di un avvocato difensore di un mafioso che in punto di morte confida ad un ragazzino (Mark Sway – Brad Renfro) il luogo della sepoltura di un senatore rapito ed ucciso dal suo assistito. A questo punto è tutto un rincorrersi tra Fbi, polizia e mafia per capire quanto sappia il ragazzino, il quale tutt’altro che sprovveduto riesce a trovarsi un avvocato (Susan Sarandon) pro-bono per tutelare i propri diritti.

Il film (come il libro) è ben costruito (la storia regge) ma nel finale perde molti colpi (manca quel senso di rivalsa e “giustizia” che ci si aspetta dopo aver tenuto il fiato sospeso per un’ora e mezza – una torta senza ciliegina).

Ahime’, come pensavo, molto meglio il libro. 🙂

Voto: 6.5 (Mezzo punto in più solo per rispetto a Grisham ed agli attori) 

Ciao, J

Innocente [di John Grisham]


Questa volta l’ex-avvocato non scrive un romanzo, ma una cronaca minuziosa di una storia vera, cercando di farci entrare nei panni dello sfortunatissimo protagonista Ron Williamson, aspirante giocatore professionista di baseball caduto in disgrazia prima di sfondare. J.G. confessa di aver letto di questo condannato al braccio della morte soltanto dal necrologio anni dopo la vicenda e di volerne raccontare la storia che sembra davvero incredibile e paradossale.
Il libro narra del delitto di cui RW è accusato, di qual’era la sua vita prima, durante e dopo il suo trascorso con la legge e di come la Giustizia a volte non sia davvero imparziale, corretta ed equa. E’ un film che racconta crudemente i fatti ma emoziona nel far capire cosa possa aver provato un uomo (non solo lui, a dirla tutta) messo in galera con prove che tali non erano, pochi indizi, pregiudizi legati al suo modo di essere e attraverso delle “verità” distorte in modo da tornare utili alla condanna.
Un libro che Grisham usa per portare alla luce le conseguenze degli errori giudiziari negli Stati Uniti e che pone il quesito della valenza della pena di morte.

Per riflettere.

Voto: 8

Ps: Pare che la Warner Bros in collaborazione con la Smoke Film di George Clooney abbiano già comprato i diritti cinematografici per trasporre il racconto su celluloide.