Recensione Film: La talpa


Film del 2011 diretto da Tomas Alfredson, basato sull’omonimo romanzo del 1974 di John le Carré con Gary Oldman (George Smiley), Colin Firth, Tom Hardy, Mark Strong, Ciarán Hinds, Benedict Cumberbatch, John Hurt
Genere: Spionaggio / Drammatico
Trama: 1973, Londra. Secondo Controllo, il capo della MI6, all’interno dell’agenzia c’è una talpa sovietica. Un agente sotto falsa copertura mandato in Ungheria viene assassinato e l’operazione atta a scoprire la talpa è un fiasco tale da far dimettere sia Controllo che il suo braccio destro Smiley. L’Agenzia però agisce in ulteriore copertura e riassume Smiley incaricandolo di scoprire chi è la talpa tra i membri più in alto della gerarchia del Circus, tra cui spicca lo stesso Smiley…

Commento: Film incentrato sui doppi e tripli giochi delle spie durante la Guerra Fredda tra Occidente e Urss. Bravissimo Gary Oldman, ambiguo e misterioso al punto giusto. Il film non è un action movie ma un sottile intreccio giocato molto sulle parole e i silenzi dei protagonisti. Il ritmo è quindi lento e, onestamente, mai incalzante, nemmeno quando ci si avvicina a scoprire la talpa del titolo.
La storia inizia inserendo molti punti oscuri e, a mio avviso, tanti rimangono sul tavolo alla fine del gioco…
Anche il modo in cui Smiley scopre il traditore non mi pare molto chiaro e se il finale è coerente con le trame spionistiche dell’epoca, non mi ha convinto. Non ho letto il libro ma penso che, molto probabilmente, nel romanzo la parola scritta abbia sopperito a quello che i pensieri non detti nel racconto cinematografico inducono solo a suggerire senza esplicare il necessario a capire fino in fondo le azioni degli attori.
In sostanza una storia interessante (un po’ fuori tempo massimo) ma che mi ha lasciato un po’ con il dubbio di avere colto tutto e soprattutto mi ha trasmesso un senso d’insoddisfazione e d’incompletezza. In parte una delusione (e non mi aspettavo bombe o altro di pirotecnico…)

Voto: 6.5 (Solo al grande Oldman)

Ciao, J

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Recensione Film : Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo


Steven Spielberg  ci riporta sulle tracce del celebre archeologo dopo 19 anni di assenza dai grandi schermi.
Come il protagonista anche l’attore – Harrison Ford of course – è invecchiato e quindi l’azione per risultare “credibile” viene spostata nel 1957, modificando la nemesi del nostro dai tedeschi del Terzo Reich al nuovo pericolo per gli States del dopoguerra : i russi. Russi capeggiati da una sorta di Malefica resa bene dalla fredda spadaccina –  e sopra le righe – Cate Blanchett.

La trama ricalca il primo episodio, le similitudini si vedono e credo sia stato fatto apposta – una sorta di revival nostalgico o un modo per far affezionare alle nuove leve il caro buon vecchio Indy? Un’operazione furba o invece sbagliata?

Indy viene subito coinvolto dai russi che stanno cercando un “qualcosa” (vedi il titolo del film) che dia immenso potere (no, non è l’Arca dell’alleanza ^__^, che tra l’altro appare fugace proprio nelle prime scene…) e immancabilmente ne seguiamo le gesta eroico-comiche tra volteggi, fughe, inseguimenti, sparatorie ed esplosioni. A causa di questa strana relazione con i russi, l’Fbi indaga sul nostro che viene licenziato dall’Università ove lavora (sono gli anni del Maccartismo e il sospetto dell’appoggio al comunismo è fonte di emarginazione anche per chi ne è fortemente contrario come Henry Jones Jr.).
Indy, suo malgrado, viene nuovamente coinvolto nell’azione da un ragazzo in chiaro rimando al Marlon Brando del “Selvaggio” a nome Matt Williams (Shia LeBeouf). Il giovane ha ricevuto dalla madre (figura nota dell’universo Jones) una lettera in cui è richiesto l’aiuto di Indy che non si nega.

Da qui ripartono le avventura con l’aereo (e la classica mappa sullo sfondo) verso il Sud America… Non aggiungo altro 🙂

Nel film ritroviamo tutto quello che vogliamo da un’avventura di Indiana Jones: i personaggi a noi cari, il mistero, il nemico, l’esagerazione.

Il film è scorrevole – forse un po’ dilungato in certi inseguimenti – e ha – a mio avviso – il suo punto debole in due fattori: il primo è la trama troppo simile al primo episodio (coinvolgimento, ricerca del mistero, scoperta e punizione divina del male), il secondo l’uso della computer graphics a discapito della magia dell’artigianato di Hollywood stupefacente ai tempi dei “Predatori dell’Arca”.

Nel racconto ci sono tantissimi rimandi al passato di Indy, alla storia personale del personaggio con due colpi di scena che non rivelo ma, purtroppo, la magia non si è ricreata, personalmente la storia non mi ha affascinato come mi aspettavo… C’è di mezzo la mià età che nel frattempo è cambiata come quella di Indiana Jones e quindi, credo sia in parte dovuto a questa differenza di percezione la mia parziale disillusione verso il film.

Comunque un bel “fumettone” per due ore di spensiarato divertimento.
Se dovessi classificare i 4 film della saga li metterei in quest’ordine:
1) I Predatori dell’Arca perduta (8.5 Irraggiungibile)
2) Indiana Jones e l’Ultima Crociata (7.5 Divertente)
3) Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (6.5/7 Godibile)
4) Indiana Jone e il tempio maledetto (6– Inconcludente)

Voto: 6.5/7

Ciao, J

Quei bravi ragazzi, U.S. Marshalls, La Prova, V per Vendetta, Little Miss Sunshine


[Quei bravi ragazzi] http://italy.imdb.com/title/tt0099685/ ( 1990 The goodfellas)

Film di Martin Scorsese con Robert De Niro, Ray Liotta, Joe Pesci, Paul Sorvino, Lorraine Bracco…
E’ la storia di tre amici dagli anni ’50 agli ’80. Tre amici che hanno in comune l’appartenenza alla mafia. Jimmy (De Niro) , Tommy (Pesci) ed Henry (Liotta) sono al soldo di Cicero (Sorvino) ma la carriera malavitosa porta attraverso le proprie esperienze (e responsabilità) ognuno verso il proprio destino.
Un film corale con attori eccezionali ed in stato di grazia (Joe Pesci ha vinto l’Oscar), una storia intensa, tragica, cruda ma anche comica per un certo verso, quasi surreale in alcuni momenti. Uno dei migliori film sulla mafia (forse addirittura superiore alla saga del Padrino). Da vedere assolutamente. Grande Scorsese.
Voto: 8.5

[US Marshalls] http://italy.imdb.com/title/tt0120873/ (1998)

Con Tommy Lee Jones (Il fuggitivo, M.i.b) , Wesley Snipes (Blade), Joe Pantoliano (Memento, Matrix) e Robert Downey Jr. (Chaplin).

Qui si sfrutta il personaggio dello sceriffo Samuel Gerard (T.L.Jones) visto dare la caccia ad Harrison Ford nel bel “Il fuggitivo” su una storia che ne ricalca (per non dire “copia”) il plot togliendo però quello che non può ripetersi: e cioè la sorpresa. Un film che narra di un altro fuggitivo (Snipes), non dottore ma ex-agente speciale, su un aereo che lo deve condurre in carcere (invece di un pulman…) ecc..ecc… Già visto. Non sufficiente l’introduzione nel cast di Downey Jr. o di qualche scena spettacolare. Insomma una mezza “ciofeca”…
Voto: 5.5 (Solo perchè mi piace sempre Tommy Lee Jones)

  [La Prova] http://italy.imdb.com/title/tt0377107/ (2005 Proof)

Con Anthony Hopkins , Gwyneth Paltrow e Jake Gyllenhall.
E’ la storia di un padre-genio matematico-disturbato e la figlia studente (di matematica pure lei). Poco più che ventenne Rob ha scritto una delle più grandi pagine nella storia della matematica ma negli anni una malattia mentale l’ha reso solo una persona che tenta di rivivere i fasti del passato. Catherine è la figlia che tenta la stessa strada ma si scontra col fardello di dover curare il padre, lasciando in secondo piano gli studi, finchè il padre non muore e allora attraverso flashbacks, l’arrivo della sorella che la crede erede della pazzia paterna e l’aiuto di uno studente universitario scopriamo che esiste un quaderno con una nuova entusiasmante scoperta nell’ambito matematico. La dimostrazione finora ritenuta impossibile di un teorema sui numeri primi. Non voglio rivelare a cosa si riferisce la “prova” del titolo per non rovinare sorprese a chi lo volesse vedere…
Un film abbastanza lento, bravi attori ma in fondo una storia un po’ sciapa. A tratti ricorda “A beautiful mind”.
Voto: 6.5

[V per Vendetta] http://italy.imdb.com/title/tt0434409/ (2005 V for Vendetta)

Con Natalie Portman (Leon, Star Wars), Stephen Rea (La moglie del soldato, Febbre a 90), Stephen Fry (Wilde) e John Hurt (Alien, Elephant Man).
In un prossimo futuro l’Inghilterra è divenuto un sistema totalitario con dittatura incorporata e ciò che ne consegue (censura, propaganda, razzismo, coprifuoco), negli Stati Uniti c’è la guerra civile, ci sono state guerre batteriologiche…
Appare una figura mascherata (la maschera è quella di Guy Fawkes http://en.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes)  a nome “V” cioè Vendetta, un uomo dal passato oscuro, definito “terrorista” dal regime. Quest’uomo vuole imporre invece il ritorno alla libertà di pensiero e per farlo non bada al mezzo, la violenza – che dice – “può essere necessaria e giusta”.
Ad aiutarlo, in parte ed incosapevolmente e poi apertamente troviamo una ragazza (Evey) che non accetta le restrizioni imposte da un governo fortemente ispirato a quello nazista del XX° secolo. Ottime le interpretazioni degli attori e una storia che inevitabilmente porta alla memoria “1984” di Orwell ed il Terzo Reich, l’Olocausto, il terrorismo. Un film particolare ed interessante nonchè preoccupante se presago di un possibile futuro… Leggo nella scheda del film il nome dell’attore dietro la maschera ma onestamente non mi pare se ne veda mai il volto durante tutta la pellicola… se volete andate a vedere chi è… (aiuto: “Mister Anderson…”) ma non aggiunge o toglie nulla al carisma del personaggio… Davvero un bel film , tratto da fumetti DC Comics, disegnato da David Lloyd http://it.wikipedia.org/wiki/David_Lloyd e scritto da Alan Moore http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Moore. Gli sceneggiatori sono i fratelli Wachowski (registi della trilogia di Matrix)
Voto: 8

[Little Miss Sunshine]  http://italy.imdb.com/title/tt0449059/ (2006)

Nel cast Greg Kinnear (C’è posta per te, Mystery Men), Steve Carell (The Office – Usa version), Toni Collette (The hours, About a boy, In her shoes) e una piccola ma bravissima Abigail Breslin nei panni della piccola Olive.

Ritratto di famiglia alquanto surreale, al limite del logico ma per fortuna per nulla “normale” se questo significa banale. C’è il padre che tenta il successo con un programma in “9 punti”, una madre che cerca di tirare avanti come può, un nonno hippy cocainomane ed erotomane pronto ad insegnare alla nipotina passi di ballo, un figlio muto per convenienza e scelta pur di non dire quanto è l’odio per i suoi parenti, uno zio colto “primo studioso di Proust in America” gay e quasi suicida, una bambina paffutella che segue il sogno di Miss Piccola California.

Causa eliminazione della prima arrivata a Piccola Miss NonSoCosa, la cicciottella Olive (arrivata seconda) ne eredita la corona e la possibilità di partecipare a Los Angeles a Miss Piccola California (Little Miss Sunshine, appunto). Per vari motivi la famiglia è costretta a muoversi in gruppo a bordo di uno scalcagnato minibus Volkswagen giallo per portare la bimba al Concorso di bellezza. Durante il viaggio ne succedono di tutti i colori… Per non parlare poi del finale al concorso dove la “normalità” di vedere sfilare bambine truccate da adulte risulta davvero assurda, molto più delle cosiddette diversità di una famiglia al di fuori delle regole.  Se c’è qualcosa di osceno (non posso spiegare per non togliere il gustosissimo show della bimba preparata dal nonno sulla musica di Rick James “Super Freak”) è proprio l’accettazione idiota di una società nel costringere ed esibire bambine su un palco come persone adulte. Miss cotonate, truccate con atteggiamenti maliziosi antitetici all’idea dell’innocenza infantile. Un bel pugno al moralismo puritano (superficiale) statunitense.

Un film davvero divertente, ma tutt’altro che leggero per certi versi. (Lo dico in senso positivo). Tutti bravi. Il secondo tempo è anche più scorrevole del primo. E sfido chiunque a star fermo sulla musica di Super Freak!

Voto: 8