Recensione Film: Midnight in Paris


Film del 2011, scritto e diretto da Woody Allen con Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Michael Sheen, Kathy Bates, Adrien Brody
Genere: Commedia / Fantastico

Trama (in parte tratta da Wikipedia): Gil e la sua fidanzata Inez sono in vacanza a Parigi con la famiglia e con due amici in cui si sono casualmente imbattuti. Gil è uno sceneggiatore di successo che, stanco della vita e del mondo di Hollywood, si prende una vacanza per trovare l’ispirazione necessaria a completare il suo primo romanzo, compito in cui viene scoraggiato costantemente da Inez e dagli altri, che sminuiscono le sue aspirazioni letterarie e ritengono pragmaticamente la carriera di sceneggiatore preferibile a quella di scrittore.
Infelice e smarrito nel suo presente, Gil vorrebbe poter vivere nella Parigi degli anni ’20 e una sera, a mezzanotte, gli si affianca un’automobile del primo novecento che gli riserverà una gradita sorpresa…

Film romantico e di genere fantastico (Woddy Allen mi sorprende sempre!) in cui gli attori e una Parigi colma di luoghi comuni (appositamente illustrata come da cartolina dal regista newyorkese) la fanno da padroni. Idea interessante, forse un po’ troppo semplicistica ma raggiunge lo scopo di trasmettere il messaggio: la felicità non si trova se si guarda al passato attraverso “occhiali colorati di rosa” ma facendosi un esame di coscienza e vivendo al meglio il presente.
Un film interessante anche se, rispetto agli standard di Woody Allen l’ho trovato con poca verve comica (si sorride ma non si ride mai), anche se è comunque un bel film che mette voglia di andare (o tornare) nella capitale francese.
Finalmente Owen Wilson alle prese con un personaggio “serio” e sfaccettato e molto fantasioso.
Davvero bravo Michael “Tony Blair” Sheen nella parte dell’amico pedante, veramente odioso!

Voto: 7 Per chi ama fantasticare… Se…

Ciao, J

Recensione Film: Appuntamento con l’amore


Film commedia del 2010 diretto da Garry Marshall (“Happy Days”) ed interpretato da un cast nutrito: Jessica Alba (Morley), Ashton Kutcher (Reed), Jennifer Garner (Julia), Kathy Bates, Jessica Biel, Bradley Cooper, Jamie Foxx, Eric Dane, Patrick Dempsey, Anne Hathaway, Topher Grace e Queen Latifah.
Il film, il cui titolo originale è “Valentine’s day” racconta di molte storie legate alla giornata, con personaggi che si conoscono o che si incontrano e che, bene o male, entrano a fare parte di eventi collegati uno all’altro.

Il protagonista è Reed, un fioraio che si dichiara alla ragazza, Morley, ma che ben presto capirà che non tutto va come si è progettato. Il finale è comunque chiaro da subito, è una commedia romantica, d’altronde.

Sulla falsariga di “Love actually” il film intreccia personaggi e storie sullo sfondo del tema dell’amore (sognato, rincorso, vissuto o perso). A differenza di Love Actually però è decisamente più ingenuo e edulcorato, più americano e meno irriverente rispetto la versione british che rimane sicuramente almeno 3 spanne sopra sia come storia che simpatia.

In sostanza un film senza infamia e senza lode, da vedere con sereno distacco…

Voto: 6.5 Godibile ma niente di più.

Ciao, J

Recensione Film: Ultimatum alla terra


Film del 2008 remake del più celebre (e migliore) girato nel 1951 qui interpretato da Keanu Reeves (è Klatuu), Jennifer Connelly, Jaden Smith e Kathy Bates.

1928. Un alpinista sulle montagne del Karakorum, in India trova un oggetto sferoidale luminoso. Lo apre e ne viene investito da una luce possente. Sviene ed al risveglio si trova con una “goccia” sul dorso della mano.

Giorni nostri. La Dottoressa Benson (J.Connelly) viene reclutata a forza per la “sicurezza nazionale” e caricata su un elicottero che la porta insieme ad altri scienziati di vario tipo (geologi, astronomi, astrobiologhi, fisici nucleari ecc) in un centro per lo studio di un oggetto che sta per entrare in collisione con la terra, ma con sopresa di tutti, l’oggetto volante non identificato invece di schiantarsi atterra a New York nel Central Park. Ne esce un uomo accompagnato da un enorme robot e gli umani, spaventati, sparano all’alieno ritenendolo ostile.

La Dottoressa lo segue nel laboratorio ove l’alieno si risveglia e dove quest’ultimo comunica che deve parlare all’Onu perchè è venuto per salvare la terra ma, ostinatamente, nessuno gli dà credito e si tenta di interrogarlo, scoprire per quale motivo è arrivato sulal terra, se è pronta un’invasione e come fermare il robot a guardia dell’astronave.

Non aggiungo altro della trama.

Il film ricalca il senso d’impotenza dell’uomo verso l’ignoto e l’istinto aggressivo verso quello che è diverso da noi. Qui si gioca sul destino della terra legato all’autolesionismo dell’uomo che sta portando il pianeta verso il collasso. Nel 1951 la paura era di tipo atomico e quindi il messaggio alieno era “fermate la corsa al nucleare o vi annienteremo noi”.
Anche qui c’è il ruolo di Gort (ma stavolta non occorre la mitica frase “Klatuu Barada Nikto”) e quello di Klatuu nel dare l’ultimatum del titolo.

Che dire… la storia è interessante e il tema spostato verso l’ambientalismo è coerente (molto sentito per tutto ciò che effettivamente stiamo causando alla Terra) ma, il film pur sorretto da effetti visivi notevoli manca di spessore nei personaggi (stereotipi), di simpatia e soprattutto di un senso logico. Sfugge un po’ il senso del perchè Klatuu cambi idea, personalmente se fossi stato l’alieno non mi sarei commosso più di tanto e avrei proseguito con l’ultimatum fino in fondo… 🙂 E che dire del reclutamento degli scienziati  un’ora e 18 minuti prima dell’impatto? A cosa serve?

Keanu Reeves è apatico quanto basta per sembrare alieno (non so quanto sia positivo ma tant’è) e  Jennifer Connelly lo è altrettanto quando invece dovrebbe rappresentarci nell’umanità dei sentimenti e delle emozioni…bah… Jaden Smith che mi era piuttosto piaciuto ne “La ricerca della felicità” qui mi sembra invece molto antipatico e sembra che voglia primeggiare – più di quello richiesto dal ruolo. E anche Kathy Bates mi sembra spiazzata in un ruolo a lei non congeniale. Un cast troppo disunito.

Concludendo: un’altra occasione sprecata.

Voto 5.5 Promette ma non mantiene, sciapo.

Recensione Film Classici : “Misery non deve morire”


http://italy.imdb.com/title/tt0100157/ Film tratto dall’omonimo quanto celebre romanzo di Stephen King, uscito nel 1990 e diretto da Rob Reiner (“Stand by me”, “Harry ti presento Sally”).
Paul Sheldon (James Caan) è uno scrittore molto famoso per i suoi romanzi in stile “harmony”, tutto “eroine e melodramma” e Misery Capstain è il personaggio della sua più proficua carriera bibliografica. Alla fine della stesura dell’ultimo romanzo extra-saga (il primo dopo il termine della saga di Misery che , nel frattempo, sta per uscire terminandola), in una sperduta regione montana imbiancata dalla neve, il nostro mentre cerca di  tornare “alla civiltà” portando con sè l’unico manoscritto dell’opera ha un grave incidente d’auto.

Rimane incastrato nelle lamiere e salvato da Annie Wilkes (Kathy Bates che ha ricevuto l’Oscar per questa interpretazione). La donna, ex-infermiera, lo porta a casa poichè le strade sono impraticabili e dopo averlo sedato riesce in qualche modo a sistemargli una frattura al braccio e a steccargli entrambe le gambe anch’esse fratturate.
Durante il periodo di convalescenza Sheldon scopre che Annie è una sua fan sfegatata, che lo idolatra e soprattutto adora alla follia (letteralmente) il personaggio di Misery.
Tutto procede liscio fino a quando la nostra non legge (disprezzandolo) l’ultimo romanzo che lo scrittore ha con sè (il manoscritto). La situazione inizia a divenire inquietante e si aggrava quando Annie compra l’ultimo romanzo di Misery in cui scopre il destino tragico della sua eroina. A questo punto capiamo che lo scrittore passerà dei brutti momenti e sarà costretto suo malgrado a scrivere un “ritorno” di Misery alla grande per non dover rischiare di morire per mano di Annie.

Il film è teso, avvincente e fa davvero paura senza mostrare (quasi) mai nulla. E’ la situazione, con i particolari dello scrittore che è menomato dall’incidente e cerca disperatamente una via di fuga a tenerci col fiato sospeso. Gli attori sono davvero grandi e il regista moltro bravo a rendere merito alla storia scritta da King (tra l’altro alcuni particolari nel libro erano molto ma molto più spaventosi e raccapriccianti di quelli usati nella pellicola).

Un film sempre “piacevole” da vedersi e per emozionarsi. Il finale è crudo come ci si deve aspettare.
Sempre attuale comunque, sembra girato ieri.

Voto: 8
Ciao, J

Recensione Film : “Bee Movie”


Bee Movie è un film d’animazione 3D del 2007 prodotto dalla Dreamworks con protagonisti principali le api.
Proprio sul gioco di parole Bee (ape) – B verge il titolo originale in modo da ricordare i classici film (soprattutto anni ’50) di serie B (i B-movies appunto).
I personaggi nella versione inglese sono doppiati dal comico di New-York Jerry Seinfeld (famoso per il proprio show visto anche da noi grazie a Jimmy), Renee Zellweger (“Bridget Jones”), Matthew Broderick (“Wargames”) Chris Rock (ancora “animale” dopo la zebra Marty di Madagascar), John Goodman, Oprah Winfrey e Larry King in versione ape, Ray Liotta e Sting nel loro alter ego virtuale.

Il film spiega come Barry (Jerry Seinfeld), ape indipendente che vuole far altro nella vita oltre a lavorare in eterno nel campo del miele, un giorno si unisca ai “fuchi fichi” in volo al Central Park per impollinare fiori. Qui scopre un mondo solo immaginato e gli uomini. E proprio la sua voglia di parlare rende noto all’uomo (ad una donna in particolare – Vanessa) il diritto delle api di decidere sul destino del proprio prodotto (miele) e del fatto che le api sappiano parlare.
Ci sono battute divertenti e scene mozzafiato, il 3D al solito (ormai) è a livelli magnifici ma, purtroppo, la storia è esile. Per quanto inverosimile sia ovviamente tutto il discorso delle api ed il loro mondo a copia di quello umano, è sul semplicistico svolgersi degli eventi (soprattutto l’accettazione da parte dell’uomo di un’intera comunità di insetti parlanti in quattro e quattr’otto) che il film non regge.
Probabilmente la verve del protagonista nell’edizione originale fà la differenza ma ciò non basta a rendere la pellicola un must nel suo genere. Certo ci sono gag esilaranti e sketches divertenti (quella di Larry King, ad esempio) ma insufficienti a reggere il gioco per tutto il tempo (ed infatti la parte finale è piuttosto noiosa seppur sbrigativa). Peccato…

Dopo “Z la formica” un altro comico di New York ci ha provato con il mondo degli insetti ma, Woody Allen era un’altra cosa davvero.

Voto: 6
Ciao, J