Recensione Film:Lezioni di cioccolato 2


Film del 2011
Diretto da Alessio Maria Federici
Con Luca Argentero (Mattia), Nabiha Akkari (Nawal), Vincenzo Salemme (Gaetano) ed Angela Finocchiaro (Amelia), Hassan Shapi (Kamal)
Genere: Commedia

Trama tratta da Wikipedia: Dopo quattro anni, Mattia e Kamal hanno intrapreso strade diverse: mentre Mattia è tornato all’edilizia in mezzo a progetti e betoniere senza però ottenere nessun contratto di successo con grandi appalti e riducendosi sull’orlo della bancarotta, Kamal ha realizzato il suo sogno ed ha aperto una cioccolateria coi soldi ricavati dalla creazione del suo cioccolatino speciale nocciola e datteri che però, non ha visto l’ombra di nessun cliente, per colpa di una posizione poco favorevole.
Entrambi indebitati, sono destinati ad incrociarsi di nuovo escogitando un piano per uscire dall’empasse con in mente un nuovo progetto sul cioccolato. Nel frattempo, Mattia, che è tornato single dopo esser stato abbandonato da Cecilia, si invaghisce della bella Nawal, che in realtà è la figlia di Kamal appena tornata dall’Erasmus in Francia.

Commento: Commedia divertente senza voli pindarici, un discreto sequel che si fa vedere con piacere. Davvero bravi soprattutto Salemme e Finocchiaro. Argentero sempre più lanciato e conferma per la bella Akkari dopo la “bella giornata ” con Checco Zalone e Shapi, ottimo caratterista keniota (è stato pure maestro jedi!).

Voto 6.5 Piacevole come il cioccolato.

Recensione Film: C’è chi dice no


Film del 2011 diretto da Giambattista Avellino e interpretato da Luca Argentero, Paola Cortellesi, Paolo Ruffini, Myriam Catania e Giorgio Albertazzi.
Trama: Max, Irma e Samuele sono tre ex compagni del liceo, che non vengono assunti o promossi nel loro ruolo perché il posto che si è liberato e nonostante i meriti gli spetterebbe di diritto, viene dato a tre “segnalati”. Quando ad una cena “reunion” di vecchi compagni, vengono additati a falliti, i tre scelgono di coalizzarsi e praticare lo stalking nei confronti dei tre che gli hanno fregato il posto, al fine di costringerli a ritirarsi e lasciare a loro quanto meritato…

Film commedia di denuncia di un sistema molto caro al nostro mondo professionale: la raccomandazione. E oltre a questo rivela lo stretto legame dei poteri (politico, clericale, universitario, giudiziario) che spalanca la strada lavorativa di chi può tornare utile o è amico a discapito del lavoratore che non ha conoscenze nei posti giusti. Il tanto abusato scambio di favori.
Centra il bersaglio? Direi di sì, anche se il finale – verosimile – non lascia molte speranze e avrei preferito una morale differente, magari meno realistica ma che si allontanasse da questa sorte di rassegnazione che è in parte, a mio avviso, responsabile del sistema. Non dico che occorrerebbe una rivoluzione alla francese per sistemare le cose ma, rendiamoci conto, andare avanti così, in Italia, non porterà nulla di buono a NESSUNO, nemmeno a quelli che credono di avere determinati privilegi, è la storia che lo insegna.

Voto: 6 Per riflettere con qualche risata amara.

Recensione Film : Diverso da chi?


Film italiano del 2009 interpretato da Luca Argentero, Filippo Nigro, Claudia Gerini e in parti minori da Antonio Catania, Giuseppe Cederna (quasi irriconoscibile dall’Antonio Farina di “Mediterraneo”) e Francesco Pannofino (spesso doppiatore – tra gli altri – di George Clooney).

Trieste: Piero (Argentero) vive felicemente con il compagno Remo (Nigro) e per motivi politici (sicuri che nessuno lo voterà vista la sua nota omosessualità) viene candidato alle primarie del suo partito per decidere chi correrà come Sindaco al posto della esclusa Adele (Gerini).
Alle primarie viene votato il candidato dato favorito ma proprio durante la nomina muore d’infarto. Ed ecco che il secondo arrivato diviene di diritto il candidato sindaco. Per bilanciare la candidatura progressista e per accapparsi voti più tradizionalisti viene fatta correre insieme a Piero per la carica di vice proprio Adele che è rappresentante estrema delle famiglie e dei valori ad essa associati.
Durante la campagna però tra i due nasce una relazione che mette in dubbio il rapporto gay di Piero con Remo e l’ostentata sicurezza di donna all’antica di Adele…fino a risultati sconvolgenti ( ma non per questo negativi) per tutti e tre i protagonisti della storia.

Gli attori sono tutti bravi a definire una commedia che, probabilmente, negli Stati Uniti non vedrebbe la luce. Troppo progressista sia per le situazioni che per il messaggio. Forse assomiglia un po’ al concetto filmico e di vita di Almodovar.
Un film ben fatto e ben recitato, nulla di eclatante  ma superiore alla media nazionale. Bravi anche i caratteristi e degno di nota il tentativo di dare voce ad un punto di vista non tradizionale che merita attenzione e rispetto. In sostanza un film riuscito che, unico neo a mio parere, ha un finale forzato  ( e troppo veloce) per accontentare tutti ma, non per questo, ne abbassa il giudizio globale.

Voto: 7 Divertente e anche per riflettere

Saturno Contro, Prime, Vizi di famiglia, Spanglish


Un po’ di recensioni… 3 dalla tv, una dal cinema 🙂

[Prime]

Film con Uma Thurman e Meryl Streep. Uma Thurman è una neo-divorziata in analisi. Meryl Streep è la di lei analista. Caso vuole che la 37enne “Sposa di Kill Bill” s’innamori di giovine (23enne) figliolo della Streep. Da qui nascono gli equivoci (l’analista deve dare consigli conoscendo, l’oggetto delle sedute – il figlio, in prima persona?)

Il film è un mix : una pessima definizione potrebbe essere “commedia romantica agrodolce”. A mio avviso non si sa bene dove il regista voglia andare a parare: divertimento leggero, dramma sfumato, possibile storia “reale”? Troppe idee e confuse. Un po’ inconcludente. Al solito la Streep sopra tutti, non è una sorpresa.

Voto: 6-

[Vizi di famiglia]

Con Jennifer Aniston, Kevin Costner e soprattutto Shirley MacLaine (bravissima e divertente).

Cosa succede se scopri che la storia de “Il laureato” prende spunto da una tresca nella tua vita in cui tua nonna (Shirley MacLaine) è Mrs. Robinson, tua madre è la figlia contesa e Kevin Costner l’uomo che venne sedotto da tua nonna, cioè quel che era Dustin Hoffman nel film; l’uomo che s’innamoro’ di tua madre (e forse…) è probabilmente il tuo vero padre?

 Scusate il pasticcio…nel film è tutto più chiaro, credetemi!

Il film è scorrevole e abbastanza divertente, il personaggio di Shirley MacLaine è spassoso (mi domando quanto ci sia dell’attrice in quel caratterino…) e la storia interessante. Un film giusto per una serata rilassata.

Voto: 6.5 (Complimenti a Beau Borrows per la legge estesa della maniglia… 🙂 )

[Spanglish]

Vedo tra gli attori oltre a Tea Leoni (Deep Impact, Hollywood Ending) e Paz Vega (Parla con lei, Lucia y el sexo) Adam Sandler e m’immagino un filmettino stupidotto con happy end incorporato e invece…

Certo una commedia leggera ma con  qualche spunto davvero intelligente (la traduzione volante madre-figlia-capo in inglese[italiano] e spagnolo è un gioiellino), personaggi che riscuotono da subito simpatia e un finale che in un film del genere (anche se non un capolavoro) non t’aspetti davvero.

Son di parte perchè Adam Sandler mi piace molto (rientra nella categoria dei miei attori preferiti, quelli un po’ matti tipo Robin Williams o Jim Carrey) ma questo film senza esagerare mi ha proprio divertito. Gustoso (Sandler fa lo chef…)

Voto : 7

[Saturno contro]

Ozpetek ci racconta ancora una volta l’incrociarsi di vite di un gruppo di amici quantomai eterogeneo: Stefano Accorsi e Margherita Buy sono una coppia in crisi, Pierfrancesco Favino e (un sorprendente) Luca Argentero una coppia omosessuale in stato di grazia, Ennio Fantastichini l’ex-uomo ancora presente “in famiglia”, Ambra l’amica “fattona” esperta di oroscopi e Serra Yilmaz l’amica “saggia” e mordace (spirito di fuoco, per rimanere in tema astrale).

Un bel film, con personaggi veri, una famiglia “di amici e/o di amanti” allargata oltre ogni etichetta: che senso ha definirla pacs, dico o quelchevipare?

L’importante è l’amore sopra ogni cosa, l’amicizia profonda e il vivere il presente. Tutto qui. Alla faccia di quello che il resto del mondo può pensare ma senza ledere il rispetto di ogni singolo individuo ci dice che una sigla, un epiteto , una categoria non posso racchiudere la moltitudine di sentimenti della vita umana come un tappo su una bottiglia.

Questo è il messaggio di Ferzan Opzetek (almeno per come l’ho colto io, sia chiaro).

Un film ben fatto, struggente ed emoziante. Attori tutti “nella parte” e ottime sorprese da attori che spesso (io in primis) denigro nelle fiction (Isabella Ferrari, Luca Argentero, Lunetta Savino). Mi sorge spontaneo pensare che siano le storie a far la differenza, allora.

Ps [Curiosità]: La casa del film (quella di Lorenzo e Davide)  è quella vera del regista.

Voto: 7,5 (“Le fate ignoranti” rimane ancora un  gradino sopra).