Recensione Film: Ghostbusters


ghostbustersFilm del 2016
Diretto da Paul Feig
Genere: fantascienza, commedia, azione
Durata: 116 min. (133 edizione estesa)
Con:
Melissa McCarthy: Abby Yates
Kristen Wiig: Erin Gilbert
Kate McKinnon: Jillian Holtzmann
Leslie Jones: Patty Tolan
Chris Hemsworth: Kevin Beckman
Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Le fisiche Abby Yates e Erin Gilbert sono co-autrici di un libro frutto della loro ricerca in cui è scritto che i fenomeni paranormali quali i fantasmi esistano. Per non essere umiliata, Erin abbandona Abby e il libro e diventa professoressa alla Columbia University, mentre Abby continua a studiare il paranormale a un college di tecnologia con l’eccentrica ingegnere Jillian Holtzmann. Erin viene poi a sapere che Abby ha ripubblicato il libro online ed è minacciata di essere espulsa permanentemente dall’istituto. Si riuniscono e, se Abby toglierà il libro dalle vendite, Erin dovrà aiutare Abby e Jillian in una investigazione: alla villa Aldridge è stato visto un fantasma di una precedente proprietaria.

Le tre entrano in contatto col fantasma, facendo così rinascere il credere nei fantasmi ad Erin. Ma un video della loro investigazione viene postato online e Erin viene espulsa dall’università. Decide così di unirsi alle sue due amiche nel loro progetto, ma quando un nuovo direttore d’instituto viene a sapere della natura della ricerca, le espelle. Le tre aprono un ufficio sopra un ristorante cinese e si fanno chiamare “Conduttrici dell’ Esaminazione Metafisica”. Iniziano a costruire così dell’equipaggiamento per studiare e “acchiappare” i fantasmi e assumono il bellissimo ma tonto aspirante attore Kevin Beckman.

Commento: Per un “vecchio” come me, Ghostbusters è quello del 1984, scolpito nel cuore e nella memoria grazie ad attori divertenti, storia assurda e spassosa e una colonna sonora ancor oggi bellissima (Ray Parker Jr.). In più fu il mio primo gioco per Commodore 64! Comunque a parte la nostalgia solitamente i reboot funzionano se, a mio avviso, rivisitano l’originale con qualche novità e originale trovata mantenendo inalterato lo spirito originario. Qui purtroppo ci sono una prima parte divertente, un cast femminile che non delude e qualche cameo degli attori del cast originale, ma si perde molto nella seconda parte, quando si apre il portale tra i mondi. I fantasmi sono cattivi e terrificanti, gli effetti speciali prevaricano il divertimento e manca un guizzo di fantasia verso qualcosa di innovativo. Thor fa la sua parte per attirare il pubblico femminile e Chris Hemsworth devo dire che recita bene la parte del tonto. In sostanza è un film riuscito a metà pur avendo dalla sua Melissa McCarthy e Kristeen Wiig ottime attrici comiche. Niente di nuovo sotto il sole.

Voto: 6.5 Non incrociate mai i flussi!

si puo vedere distrattamente - 6

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Recensione Film: Questi sono i 40


Film del 2012
Diretto da Judd Apatow
Genere: Commedia
Con:
Paul Rudd: Pete
Leslie Mann: Debbie
Melissa McCarthy: Catherine
Megan Fox: Desi
Albert Brooks: Larry
John Lithgow: Oliver
Maude Apatow: Sadie
Iris Apatow: Charlotte

Trama : Pete e Debbie sono una coppia di (quasi) quarantenni con due figlie. Debbie continua a mentire sulla propria età nascondendo il fatto di essere fumatrice, Pete mente sulla situazione economica della famiglia che è problematica e sulla propria dieta alimentare. Le frustrazioni per un’epoca (la gioventù) finita, il disastroso tentativo di controllare la vita delle figlie e la difficile gestione dei rapporti con i rispettivi padri sono per i due il quotidiano che li mette di fronte a domande e scelte complicate.

Commento: Questa è una commedia agrodolce, piuttosto sboccata ma con (era ora!) personaggi ben delineati che racchiudono pregi e virtù di una generazione che non vuole crescere mai e che dà la colpa di tutto al prossimo. E’ comunque uno spaccato di una realtà che mostra manie, fobie, incertezze in maniera non superficiale. Un film interessante, troppo lungo (oltre due ore) che al termine lascia soddisfatti. Due curiosità: Leslie Mann (Debbie) è nella vita reale la moglie del regista Judd Apatow e le due figlie (Iris/Sadie e Maude/Charlotte) sono anch’esse le vere figlie della coppia. Il film è un sequel di “Molto incinta” con i protagonisti che nel primo episodio erano personaggi di contorno. In sostanza un film piacevole. C’è pure Megan Fox con una teoria sul “quanto” fare la escort che è tutta da ridere! E Sadie ha ragione: Lost è un mito!

Voto: 7 Life is life

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Le amiche della sposa


Film del 2011 diretto da Paul Feig con Kristen Wiig (Annie), Maya Rudolph (Lilian), Rose Byrne (Helen), Melissa McCarthy (Megan)
Genere: Commedia-romantico-demenziale
Trama tratta a Wikipedia:
Annie è una donna single, vicina a quarant’anni, che vive a Milwaukee. La sua vita è un disastro; la sua pasticceria è fallita e ha perso tutti i suoi risparmi, è stata lasciata dal suo fidanzato e sua madre continua ad insistere per farla tornare a casa. Ha una relazione sessuale con Ted, ma Annie spera in qualcosa di più. Solo l’amicizia di lunga data con Lillian sembra essere una nota positiva nella sua vita.
Lillian si fidanza con un ricco banchiere di Chicago, e chiede all’amica Annie di essere la sua damigella d’onore e organizzarle il matrimonio. Alla festa di fidanzamento, Annie incontra le altre damigelle: Rita, la cinica cugina di Lillian, l’amica idealista Becca, la volgare futura cognata Megan e Helen, la bella moglie del capo del fidanzato di Lillian. Tra Annie e Helen nasce un’immediata gelosia, contendendosi l’amicizia di Lillian e il ruolo di prima damigella.

Leggendo la trama avevo pensando alla classica commedia sdolcinata alla Nora Ephron o peggio (cioè con nemmeno una sceneggiatura solida e intelligente) e invece…
Invece ci si ritrova con una storia che è effettivamente incentrata sull’amica del cuore della sposa investita di un ruolo che la mette sotto pressione aggiungendo un problema alla vita travagliata (professionale e sentimentale). E’ un film che spesso si perde (rallenta il ritmo declinando verso il malinconico) ma poi si riscatta virando a 180° verso il demenziale portandoci dritti verso una “Notte da leoni” al femminile, dove un uomo scopre che anche le donne, diciamo così, si “lasciano andare”…
In sostanza: un film interpretabile in vari modi, con una prima parte un po’ indecisa su quale sponda approdare e un secondo tempo molto divertente e, finalmente, indirizzato verso un finale forse rassicurante attraverso situazioni esilaranti.

Voto: 7 Per chi crede che esista il sesso debole
Ciao, J