Recensione Film: Noah


NoahFilm del 2014
Diretto da Darren Aronofsky
Genere: azione, biblico, drammatico, epico, fantastico, avventura
Con:
Russell Crowe: Noè
Jennifer Connelly: Naameh
Ray Winstone: Tubal-cain
Anthony Hopkins: Matusalemme
Emma Watson: Ila

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : La storia narra la celebre impresa biblica compiuta dal patriarca Noè scritta nel libro della Genesi dell’Antico Testamento, che prevede la costruzione di un’imponente arca allo scopo di salvare il destino di tutti gli uomini giusti dal diluvio universale progettato da Dio.

Tanto tempo fa, in seguito alla nascita della Terra e di tutti gli esseri viventi, il Creatore (così viene chiamato per l’intero film) dà vita ad Adamo ed Eva, una coppia di creature a sua immagine e somiglianza (gli uomini), e li fa vivere nell’Eden al suo fianco. Ma questi, irretiti dal serpente, dopo aver raccolto il frutto della tentazione, vengono sopraffatti dall’odio e vengono esiliati sulla Terra, dove poi avranno tre figli: Caino, Abele e Set.
Accecato dall’odio, Caino arriva ad uccidere con una pietra suo fratello Abele, per poi fuggire lontano e trovare rifugio da una stirpe di angeli caduti, chiamati “Vigilanti”. Pian piano, i discendenti di Caino si espandono in tutta la Terra diffondendo odio e tristezza dappertutto. L’unica speranza è riposta nei pochi rimasti discendenti di Set.

In seguito alla successione di dieci stirpi, Noè, protagonista della storia, assiste impotente all’assassinio di suo padre Lamech da parte del capostirpe degli attuali discendenti di Caino, Tubal-cain. Anni dopo, Noè diviene padre di tre figli, ovvero Sem, Cam e Jafet. Una notte, egli vede in sogno una misteriosa inondazione e la montagna dove vive suo nonno Matusalemme davanti ai suoi occhi. Risvegliatosi, si rende conto che ciò era un messaggio divino, per cui decide di intraprendere un viaggio con i suoi familiari per dirigersi da Matusalemme e chiedergli risposte.
Durante il viaggio, trovano una bambina di nome Ila ferita gravemente al ventre. Naamah, la moglie di Noè, si offre di curarla e di prenderla con loro, ma subito dopo avverte suo marito che a causa della ferita ella non potrà mai avere figli. Si imbattono poi in un gruppo di Vigilanti, simili ad orrendi giganti di pietra, il cui capo, Samyaza, ordina di gettarli in una fossa e lasciarli morire; uno di loro però, il Guardiano Og, si offre inaspettatamente di accompagnarli a destinazione. Egli spiega che un tempo i Vigilanti erano angeli di pura luce che, guardando la stirpe di Adamo e Eva nella miseria, contravvenendo all’ordine del Creatore, decisero di aiutarla, al prezzo del loro aspetto che il fango e la terra imprigionarono per sempre; grazie alle loro abilità gli uomini sopravvissero, ma col tempo le trasformarono in strumenti di violenza e resero schiavi i Vigilanti. Ci fu un uomo, però, che li salvò e quell’uomo era proprio Matusalemme, un membro della stirpe di Set. Arrivati alla montagna, Noè porta Sem con sé sino alla grotta di Matusalemme, dove finalmente scopre la sua missione: costruire un’arca dove mettere in salvo tutte le coppie di ogni specie di animale dal diluvio che il Creatore ha in piano.

Commento: La storia del Diluvio Universale riveduta e romanzata. Un rischio ma anche un’opportunità. Qui a farla da padrone sono gli effetti speciali (il diluvio e la quantità di animali, ovviamente), l’ambientazione e gli attori. Onestamente, pur apprezzando lo sforzo di rendere appetibile il racconto aggiungendo qualche dettaglio poco noto della Genesi, sembra più un fantasy che un racconto biblico…se lo si accetta allora non c’è problema alcuno. Spettacolari le ambientazioni (credo Islanda). Bravo Russel Crowe a ridarci un Noè estremamente credente e al contempo dubbioso. A mio avviso l’unica pecca (se così mi permetto di definirla) è forse l’eccessiva lunghezza. Per il resto un film spettacolare, forse con qualche libertà espressiva di troppo, che ci “spiega” ed ammonisce e aiuta a riflettere sul futuro dell’uomo guardando al passato.

Voto: 6.5 Non facile spettacolizzare senza rischiare.

si puo vedere distrattamente - 6

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Recensione Film: London Boulevard


Film del 2010
Diretto da William Monahan
Genere: Drammatico
Con:
Colin Farrell: Mitchel
Keira Knightley: Charlotte
David Thewlis: Jordan
Anna Friel: Briony
Ben Chaplin: Billy Norton
Ray Winstone: Gant

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Mitchell è appena uscito di prigione con l’intenzione di rimanere pulito. Tuttavia le sue vecchie conoscenze, ancora coinvolte nei giri della malavita londinese, premono affinché torni con loro. Egli fa del suo meglio per tenersene lontano: si trova un lavoro come guardia del corpo per un’attrice ritiratasi dagli schermi, Charlotte, che tuttavia è perseguitata dai paparazzi. Mitchell, attraverso l’amico Billy, alla fine incontra il boss malavitoso Gant, che vuole farlo lavorare per lui a causa della sua reputazione.

Commento: Inizialmente il film si trascina piuttosto stancamente e anche se il seguito è abbastanza facilmente intuibile, dà poche emozioni. La seconda parte ha invece una brusca virata verso il trucido e la violenza, repressa nel primo tempo, esplode con tutte le conseguenze. Il finale non è scontato e Colin Farrell è interessante, mentre Kiera Knightley e la storia d’amore con il protagonista sono inutili e forzate. In sostanza uno di quei film in cui alla fine definiscono “aperitivo senza cena”… Ti fan venire l’acquolina ma poi rimani a digiuno. Insomma…

Voto: 6 Se proprio non si ha meglio da fare

si puo vedere distrattamente - 6

Recensione Film: Fuori controllo


Film del 2010 diretto da Martin Campbell (“Zorro”, “007 Casino Royale”) interpretato da Mel Gibson (Thomas Craven), Ray Winstone (Jedburgh), Bojana Novakovic (Emma Craven)  e Danny Huston (Jack Bennett).

Thomas Craven, poliziotto della Omicidi di Boston, riceve la visita della figlia Emma. Già durante il viaggio dall’aeroporto a casa la figlia sta male e peggiora prima della cena. I due decidono di andare in ospedale ma, sulla porta di casa, un killer dal volto coperto urla al poliziotto e ne colpisce la figlia, uccidendola sul colpo.
L’uomo parte quindi alla ricerca di chi sia l’uomo meditando vendetta ed agendo con modi spicci e sospettando che la colpa sia del proprio lavoro anche se ha dubbi sul fatto di una rivalsa nei suoi confronti. L’indagine lo porta sulla strada dell’azienda in cui la figlia stava lavorando come stagista e che si occupa di nucleare in maniera poco trasparente: tre attivisti introdottisi nell’azienda vengono ritrovati morti in un fiume, ed è solo l’inizio. Anche la politica non è esente dai traffici di questa società e vengono coinvolti poteri ad alto livello. Viene coinvolto anche un uomo – di una non specificata agenzia –  che dovrebbe risolvere il “problema Craven” ormai troppo spinto oltre nell’indagine, ma i colpi di scena si susseguono e “ciò che è non è ciò che sembra”.

Il film parte da una serie tv (“Edge of darkness” come il titolo del film in originale) diretta sempre da Martin Campbell.
Se il plot possa far pensare a quello de “Il giustiziere della notte” almeno per il concetto della vendetta in realtà si esplora – come fa sospettare il titolo originale (“Sull’orlo dell’oscurità”) – il sottile confine tra etica, dovere morale, desiderio di giustizia e la vendetta… ma non solo. E’ anche un film che affronta la perdita dei valori come: l’umanità, la politica come battaglia per le riforme e l’ambiguo ruolo dei politici che per i propri scopi calpestano ciò che pretendono – ad esempio – dal personaggio del poliziotto protagonista del film: la fedeltà alla patria e la protezione dell’uomo comune.

Il film forse non è originalissimo, la storia è abbastanza semplice e comunque ha una forza che tiene avvinti allo schermo: in primis è innegabile il carisma di Mel Gibson come attore. Poi l’immedesimazione nei panni di Craven per la nostra voglia di giustizia. Infine per un personaggio – Jedburgh – specchio oscuro dei valori di Craven che in fondo ne rappresenta una sorta di superamento del limite “etico” pur affondando le proprie motivazioni  nelle stesse origine di ordine, fedeltà e patriottismo. A mio avviso è il miglior personaggio del film e come per tutti gli altri ha il destino segnato e comunque il libero arbitrio per tentare una redenzione di sè stesso. Un personaggio sull’orlo del baratro e in continua indecisione tra il bene e il male.

E’ un film scorrevole e anche crudo in certi momenti… il racconto è lineare, il finale non scontato (anche se non imprevedibile) e Mel Gibson un bel ritorno davanti alla cinepresa.

Voto: 7.5

Recensione Film : “Beowulf”


Film di Robert Zemeckis del 2007 su sceneggiatura di Neil Gaiman e Roger Avary interamente in 3D come il precedente esperimento del regista in “Polar Express”. Anche qui i personaggi ricreati al computer seguono le fattezze di attori reali: Anthony Hopkins, John Malkovich, Robin Wright Penn, Ray Winstone e Angelina Jolie.

Il film segue le gesta di Beowulf, guerriero giunto sulel coste della Danimarca del 500 d.C. per sconfiggere il demone Grendel che infesta le terre del Re Hrothgar. Il nostro eroe riuscirà nell’impresa divenendo a sua volta re ma, celando un terribile segreto che ha già portato la maledizione sul regno precedente e su quello attuale.

La leggenda di Beowulf era già stata trattata (e mi era piaciuta di più) nel “Tredicesimo guerriero” (1999) di John “Die Hard” McTiernan interpretato tra gli altri da Antonio Banderas.

Qui al solito stupisce l’eleganza dei riflessi, dell’acqua, del fuoco e dell’ambientazione in generale ed anche la verosimiglianza dei visi riconoscibilissimi degli attori (nonchè il corpo dorato praticamente nudo di Angelina Jolie che sorge dalle acque ^__^) ma, in alcuni punti il 3d sembra realizzato in maniera poco curata: vedi certe posizioni innaturali del corpo, il sempre vacuo sguardo che è il difetto della arte digitale applicata all’anatomia umana (manca l’anima negli occhi dell’uomo vero), la corsa rigida degli uomini e dei cavalli.

In sostanza un film discreto sia per la storia che per la resa grafica ma non mi ha soddisfatto al 100%.

Voto: 6
Ciao, J