Recensione Film: Harry a pezzi


Film del 1997
Diretto da Woody Allen
Con Woody Allen, Richard Benjamin, Kirstie Alley, Billy Crystal, Judy Davis, Bob Balaban, Elisabeth Shue, Demi Moore, Robin Williams, Julia Louis-Dreyfus, Tobey Maguire, Stanley Tucci
Genere: Commedia
Trama tratta da Wikipedia: Lo scrittore di successo Harry Block si trova per la prima volta nella sua carriera ad affrontare il “blocco dello scrittore” ed è in piena nevrosi. Viene accusato da tutti i suoi cari, parenti ed ex-mogli/amanti, di utilizzare la loro vita e le loro esperienze come materia per le sue opere, pubblicando, quindi, i segreti di tutti.
Odiato da gran parte delle persone che lo circondano, nessuno vuole avvicinarsi alla sua demenziale esistenza e nessuno vuole accompagnarlo alla sua vecchia università, che al tempo lo espulse e che ora vuole rendergli onore.
I suoi unici compagni sono i personaggi dei suoi racconti, mentre realtà e finzione si mescolano (i personaggi fittizi, basati su persone vere, sono interpretati nella “realtà” da un attore, nella “finzione” da un altro) in un turbinio di ricordi e intimità inconfessabili che affiorano durante il viaggio in macchina verso l’università.

Commento; Woody Allen è un genio e la sua forza sono le parole che qui scandiscono il ritmo del film, esprimendo i pregi e soprattutto i vizi e i difetti di un uomo egoista, maschilista e nemmeno troppo gradevole. Il cast variegato fa da contorno reggendo bene la storia che di per sé non deve avere un finale particolare, qui l’importante è l’arte del racconto. Un bel film davvero.
Voto: 8 Per gli amanti della battuta e non solo…

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Recensione Film: Margin Call


Film del 2011
Diretto da J. C. Chandor
Con Kevin Spacey, Jeremy Irons, Paul Bettany, Zachary Quinto, Stanley Tucci, Demi Moore, Simon Baker
Genere: Drammatico

Trama tratta da Wikipedia: Il film si svolge nell’arco di 24 ore presso una banca d’investimento e si concentra sull’inizio della crisi finanziaria del 2007-2010. La trama segue quindi le vicende di un gruppo di impiegati e dirigenti durante il collasso finanziario.

Commento: Attori eccezionali, soprattutto Kevin Spacey. La storia è sintetizzata benissimo dalla trama tratta da Wikipedia. L’incipit è inquietante, relae e la parte migliore del film al contempo. Poi ci si trascina verso la fine della giornata e del film attendendo (almeno da parte mia) uno sviluppo un p’ più scoppiettante ma la storia rimane nei binari della cronaca di un crac annunciato, dimostrando quali sono i valori del mondo odierno. Onestamente visti cast e iinizio della storia mi aspettavo molto di più e, seppur ben diretto e con ottimi dialoghi, questo film non mi ha convinto né appassionato. E’ lento ed aun certo punto pure noioso. Memorabili comunque le scene del licenziato di Stanley Tucci e l’ipotetica reazione di Kevin Spacey. In sostanza un film che fa riflettere sulal crisi attuale e sul mondo della finanza, con molto rigore tecnico (troppo, direi) e nessuno spazio ad un’eventuale deriva thriller, peccato.
Ps: Non so ancora cosa sia il “margin call” 🙂
Voto: 6 Per la fattura e gli attori.

Recensione Film: Easy girl


Film del 2010 di Will Gluck interpretato da Emma Stone, Stanley Tucci e Patrica Clarkson.
Trama: La liceale Olive, per sfuggire a un fine settimana di campeggio con la migliore amica e i suoi genitori inventa una scusa dicendo che lo trascorrerà con un ragazzo. Passato il fine settimana, quando l’amica Rhiannon le chiederà com’è andato, per una serie di incomprensioni Olive mente dicendo di aver perso la verginità. La bugia diventerà così argomento di discussione per tutto il liceo. Un suo amico le chiede di fingere di avere avuto rapporti sessuali con lui per non essere tormentato dai liceali per la sua presunta omosessualità. Da questo avvenimento parte un circolo vizioso, per il quale i ragazzi la pagano per proteggere la propria reputazione, distruggendo a poco a poco quella di Olive. Dopo un po’ di mesi le sfugge di mano la situazione, fino a farsi odiare da tutta la scuola…

Se questo film ha un merito è quello di mostrare come basta davvero poco per distruggere la reputazione di una persona con qualche informazione inventata, del gossip e qualche pagina su internet (face book?) o qualche sms (spesso il contenuto è facilmente travisabile).
Si ispira – esplicitamente – alla Lettera Scarlatta ma vira verso la teen-comedy anche se non capisco bene a cosa voglia giungere: far ridere? (no) far riflettere (boh). In sostanza un film insipido che, probabilmente, lancerà Emma Stone ma in sé si farà dimenticare in fretta… Se devo trovare una nota positiva dico Stanley Tucci e Patricia Clarkson, nel ruolo di genitori poco ortodossi.

Voto: 5 Inutile

Recensione Film: Captain America, il primo vendicatore


Film del 2011, diretto da Joe Johnston con Chris Evans (Steve Rogers/Captain America), Hugo Weaving (Johann Schmidt/Teschio Rosso), Hayley Atwell (Peggy Carter), Tommy Lee Jones (Colonnello Chester Phillips), Stanley Tucci (Abraham Erskine), Sebastian Stan: (James “Bucky” Barnes), Dominic Cooper (Howard Stark) e Toby Jones (Arnim Zola)
Genere: Fantastico

Trama tratta da Wikipedia, accuratamente epurata da spoiler!
1942. Steve Rogers è un ragazzo statunitense, debole e rachitico, che vuole a tutti i costi arruolarsi nell’esercito per servire il suo paese. Dopo numerosi tentativi falliti, il dottor Abraham Erskine gli offre la possibilità di sottoporsi alla somministrazione del siero del Super Soldato, composto chimico che trasforma Steve in un soldato fisicamente superiore.
Perduta la formula del siero e mancando la possibilità di creare altri supersoldati, Steve Rogers viene inizialmente usato dal governo come strumento di propaganda per l’arruolamento degli americani. Steve si sente inutile; quando scopre che il suo grande amico Bucky è disperso decide di ignorare gli ordini e di andare a recuperarlo, con l’aiuto della soldatessa Peggy Carter (di cui è innamorato) e del geniale ingegnere Howard Stark…

Da ragazzino non amavo molto Capitan America perché in sostanza per me non era un super-eroe come L’Uomo Ragno, ad esempio. Di fatto, a parte il costume elasticizzato cosa aveva? Uno scudo (sai che roba) e un forte patriottismo.
Eppure non amando il personaggio originale, devo ammettere che il film è divertente e ben confezionato: l’origine di C.A. e quindi la parte iniziale del film, è la migliore, a mio avviso, della storia sullo schermo.
Il nemico, Teschio Rosso, è interessante e fumettoso a dismisura (bravo al solito Hugo Weaving – Agente Smith/Schmidt!) e proprio per questo, nel contesto di una storia semi-bellica, ambientata tra boogie/woogie, pinup dell’Uso e soldati in bombetta, il film regge. Non va preso sul serio e non ci si aspetta una metafora o qualche pensiero profondo: un bel trapianto fumetto-pellicola, insomma. (Non che un fumetto non possa essere profondo, sia chiaro).
Per me che amo le pinup anni ’40-’50 è davvero bello (soprattutto la parte ridicola di propaganda in stile vaudeville e l’entrata nel locale dell’Agente Carter in rosso, wow!).
Il finale è ad effetto (almeno per chi non conosce il fumetto) e, al solito, dopo i titoli (estenuanti) di coda c’è il classico appuntamento Marvel con una scena che apre al capitolo successivo, “I vendicatori”, atteso per il 2012.

In sostanza: bello e spensierato, piaciuto.
Voto: 7.5 Stelle e strisce a go gò!