Recensione Film: To rome with love


 

Film del 2012
Diretto da Woody Allen
Con
Woody Allen: Jerry
Roberto Benigni: Leopoldo
Penélope Cruz: Anna
Alec Baldwin: John
Judy Davis: Phyllis
Jesse Eisenberg: Jack
Greta Gerwig: Sally
Ellen Page: Monica
Alessandro Tiberi: Antonio
Alessandra Mastronardi: Milly
Genere: Commedia

Trama tratta da Wikipedia: Il film racconta quattro storie diverse che si sviluppano avendo come sfondo la capitale italiana:

Jack, studente di architettura, cerca di non invaghirsi di Monica, un’amica della sua compagna Sally; viene messo in guardia dall’esperto architetto americano John di non cadere in facili tentazioni.
Jerry, produttore discografico, e sua moglie Phyllis, giungono a Roma per incontrare la figlia Hayley innamoratasi di Michelangelo; Jerry si ritrova a occuparsi della carriera del futuro consuocero, un originale cantante d’opera;
Leopoldo, illustre sconosciuto, si ritrova senza alcun motivo logico al centro della scena mediatica, costantemente assaltato dai giornalisti, finché…
Antonio è costretto per un malinteso a spacciare per moglie la prostituta Anna, mentre la sua vera moglie Milly si intrattiene con il divo del cinema Luca Satta; nella vicenda boccaccesca si inserisce sul più bello anche un estemporaneo rapinatore

Commento: Leggendo le critiche mi aspettavo uno schifo ed invece , pur non essendo uno dei miglior film di Woody Allen, in sostanza non è poi così pessimo. Si sorride e la storia, seppur semplice non stanca. Anche se ci sono fili conduttori differenti manca in tutti, a mio avviso, una soluzione convincente per tutti. Però si può vedere, dai

Voto: 6 Bella cartolina anche se c’è poca “ciccia”

Recensione Film: Harry a pezzi


Film del 1997
Diretto da Woody Allen
Con Woody Allen, Richard Benjamin, Kirstie Alley, Billy Crystal, Judy Davis, Bob Balaban, Elisabeth Shue, Demi Moore, Robin Williams, Julia Louis-Dreyfus, Tobey Maguire, Stanley Tucci
Genere: Commedia
Trama tratta da Wikipedia: Lo scrittore di successo Harry Block si trova per la prima volta nella sua carriera ad affrontare il “blocco dello scrittore” ed è in piena nevrosi. Viene accusato da tutti i suoi cari, parenti ed ex-mogli/amanti, di utilizzare la loro vita e le loro esperienze come materia per le sue opere, pubblicando, quindi, i segreti di tutti.
Odiato da gran parte delle persone che lo circondano, nessuno vuole avvicinarsi alla sua demenziale esistenza e nessuno vuole accompagnarlo alla sua vecchia università, che al tempo lo espulse e che ora vuole rendergli onore.
I suoi unici compagni sono i personaggi dei suoi racconti, mentre realtà e finzione si mescolano (i personaggi fittizi, basati su persone vere, sono interpretati nella “realtà” da un attore, nella “finzione” da un altro) in un turbinio di ricordi e intimità inconfessabili che affiorano durante il viaggio in macchina verso l’università.

Commento; Woody Allen è un genio e la sua forza sono le parole che qui scandiscono il ritmo del film, esprimendo i pregi e soprattutto i vizi e i difetti di un uomo egoista, maschilista e nemmeno troppo gradevole. Il cast variegato fa da contorno reggendo bene la storia che di per sé non deve avere un finale particolare, qui l’importante è l’arte del racconto. Un bel film davvero.
Voto: 8 Per gli amanti della battuta e non solo…

Recensione Film Classici: La rosa purpurea del Cairo [1985]


Film del 1985 diretto da Woody Allen ed interpretato da Mia Farrow, Jeff Daniels, Danny Aiello
Genere: Commedia / Fantastico
Trama (rielaborata da Wikipedia): Negli anni della Grande Depressione, Cecilia, appassionata di cinema e alle prese con un marito dispotico e fannullone (Danny Aiello), vede e rivede più volte, al cinema, il film “La rosa purpurea del Cairo”. Questo fino al punto che il personaggio del protagonista, accortosi dell’assiduità della spettatrice («perbacco, deve piacerti molto questo film!») esce materialmente dalla pellicola prendendo vita autonoma nel mondo reale e ricambiando la passione di Cecilia. I due fuggono insieme e tutte le copie del film distribuite nelle sale subiscono la stessa sorte, restando ferme per l’assenza del protagonista, portando la distribuzione del film al collasso.
Gil, l’attore che interpreta Tom, pressato dalla casa cinematografica e preoccupato per i risvolti negativi sulla propria carriera, deve ripristinare il normale ordine delle cose, incontrando il suo doppio e Cecilia…

Commento: Avevo nella mia dvdteca questo film da anni e non mi decidevo mai di vederlo finchè durante le vacanze di natale mi sono preso la briga di spolverarlo e guardarmelo. Storia divertente e malinconica, finale crudele e spiazzante (o messaggio di speranza?), il cosiddetto meta-cinema dove attori, personaggi, spettatori si confondono. L’ironia sottile di Woody Allen con la bravura di Mia Farrow e la spavalderia di un giovanissimo Jeff Daniels. Un film particolare.

Voto: 7 Favolistico

 

Recensione Film: Midnight in Paris


Film del 2011, scritto e diretto da Woody Allen con Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Michael Sheen, Kathy Bates, Adrien Brody
Genere: Commedia / Fantastico

Trama (in parte tratta da Wikipedia): Gil e la sua fidanzata Inez sono in vacanza a Parigi con la famiglia e con due amici in cui si sono casualmente imbattuti. Gil è uno sceneggiatore di successo che, stanco della vita e del mondo di Hollywood, si prende una vacanza per trovare l’ispirazione necessaria a completare il suo primo romanzo, compito in cui viene scoraggiato costantemente da Inez e dagli altri, che sminuiscono le sue aspirazioni letterarie e ritengono pragmaticamente la carriera di sceneggiatore preferibile a quella di scrittore.
Infelice e smarrito nel suo presente, Gil vorrebbe poter vivere nella Parigi degli anni ’20 e una sera, a mezzanotte, gli si affianca un’automobile del primo novecento che gli riserverà una gradita sorpresa…

Film romantico e di genere fantastico (Woddy Allen mi sorprende sempre!) in cui gli attori e una Parigi colma di luoghi comuni (appositamente illustrata come da cartolina dal regista newyorkese) la fanno da padroni. Idea interessante, forse un po’ troppo semplicistica ma raggiunge lo scopo di trasmettere il messaggio: la felicità non si trova se si guarda al passato attraverso “occhiali colorati di rosa” ma facendosi un esame di coscienza e vivendo al meglio il presente.
Un film interessante anche se, rispetto agli standard di Woody Allen l’ho trovato con poca verve comica (si sorride ma non si ride mai), anche se è comunque un bel film che mette voglia di andare (o tornare) nella capitale francese.
Finalmente Owen Wilson alle prese con un personaggio “serio” e sfaccettato e molto fantasioso.
Davvero bravo Michael “Tony Blair” Sheen nella parte dell’amico pedante, veramente odioso!

Voto: 7 Per chi ama fantasticare… Se…

Ciao, J

Recensione Film: Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni


Film del 2010 diretto da Woody Allen con Anthony Hopkins (Alfie), Gemma Jones (Helena), Naomi Watts (Sally), Josh Brolin (Roy), Antonio Banderas (Greg) e Freida Pinto (Dia).

Londra. Alfie nel pieno della terza età lascia la moglie Helena perché non accetta la vecchiaia. Si dà alla bella vita, conosce una ragazza di facili costumi (Charmaine) e la sposa. Nel frattempo Helena si affida ad una “maga” che le preveda il futuro e inizia a seguirne i consigli alla lettera. La figlia dei due, Sally, dopo che il marito Roy non riesce più a replicare il successo del primo romanzo pubblicato, torna a lavorare nel campo dell’arte nella galleria di Greg. Roy nell’attesa di sapere se l’ultima sua fatica verrà rifiutata o meno s’innamora della bella vicina di casa Dia. Le storie s’intrecciano e nascono flirts, la speranza di nuovi amori attraverso gioie e dolori, furti di idee e fidanzati.

La trama c’è, i personaggi e i temi del film sono interessanti, gli attori bravi. Tutto bene?  No.

Manca la sottile ironia di Woody Allen e le sue battute in bocca a qualche personaggio (Anthony Hopkins era l’ideale) e, personalmente, manca un vero finale. Qui ci vengono suggerite le possibilità ma non abbiamo la certezza che ciò che  pensiamo succeda, e potrebbe anche andare bene così, se non fosse che il film gira ad un certo ritmo come se ci si aspettasse almeno un’altra mezz’ora di pellicola ed invece… ecco i titoli di coda.
Mentre in altri film apprezzo l’idea che il regista lasci allo spettatore la scelta di dove tirare il pallone in campo, qui sembra che Woody Allen chiuda la partita scappando con la palla e lasciandoci con un palmo di naso.
In sostanza pare un film non finito e me l’aspettavo più divertente, mentre ho sorriso solo una volta sull’imitazione di Charmaine da parte di Sally (ma questo è chiaramente soggettivo).

Voto:  6.5 Inconcludente

Ciao, J

Recensione Film: Basta che funzioni


Film del 2009 diretto da Woody Allen con Larry David e Evan Rachel Wood.
Woody questa volta traspone sè stesso in un altro attore (Larry David) e ne esce un film di tante parole ma non logorroico nè pesante; è divertente, sarcastico e pungente e con ottime battute (una tra l’altro è riciclata o meglio… citazione di sè stessa). E di nuovo è a New York.
Boris è un uomo in costante avversione del mondo e della gente, ha paura del buio, necessita di cantarsi Buon Compleanno ogni volta che si lava le mani e una volta è stato quasi candidato al Nobel per la Fisica. Ha tentato il suicidio è si procurato una gamba claudicante, ha divorziato e vive dando ripetizioni di scacchi insultando l’intelligenza (scarsa, a suo modo di vedere) dei suoi allievi. Rientrando a casa una sera, casualmente incontra una ragazza fuggitiva (Melody – Evan Rachel Wood) e impietosito la ospita. Quello che dovrebbe divenire un semplice atto di compassione si trasforma in una convivenza e Boris, pur considerando la ragazza una svampita, alla fine ne rimane colpito e… Non dico altro… 🙂

Un film sul rapporto tra le persone, su quello che crediamo di poter creare e che invece si trasforma in altro, qualcosa che non necessariamente è quello che ci aspettavamo o che abbiamo desiderato ma che in fondo ci rende felici perchè non deve essere tutto organizzato, calcolato, razionalizzato e semplicemente come da titolo…basta che funzioni.
Il film è sorretto dalla verve del regista che la esprime attraverso i dialoghi dei protagonisti, un gruppo davvero eterogeneo di personaggi: il quasi-genio misantropo, la svampita idealista, l’amico artista, la suocera repressa e rinata bigama, il suocero convertito all’omosessualità e una medium pronta ad immolarsi per amore.
Un film che parla diretto allo spettatore (nel senso letterale del termine!) e che diverte con intelligenza. Welcome back, Woody!

Voto: 7.5 Stuzzichevole

Recensione Film: Vicky Cristina Barcelona


Film del 2008 diretto da Woody Allen e interpretato da Javier Bardem (Juan Antonio) (Oscar per “Non è un paese per vecchi”), Rebecca Hall (Vicky) (“The prestige”), Scarlett Johansson (Cristina) e Penelope Cruz (Maria Elena).

Vicky e Cristina sono due amiche americane che passano due mesi estivi ospiti della zia di Vicky a Barcellona.
Vicky sta studiando la cultura catalana mentre Cristina è alla perenne ricerca di quello che vuol “far da grande”.
La prima è prossima al matrimonio, è fedele e di principi saldi mentre la seconda è impulsiva, disinvolta e pronta a lasciarsi andare al grande amore della sua vita dovesse mai presentarsi.
Oltre a girare per la bellissima città nell’atmosfera surreale e modernista dell’architettura di Gaudi, le nostre due hanno modo di frequentare un vernissage in cui notano (soprattutto Cristina) un pittore tenebroso: Juan Antonio Gonzalo. Pare che il pittore abbia divorziato da una donna che ha tentato anche di ucciderlo.
La sera stessa a cena Juan Antonio si presenta al tavolo delle due amiche e senza remore, con molto senso pratico invita entrambe ad un weekend a Oviedo fatto di cene, visite turistiche, musica e sesso. Vicky ostenta disprezzo e rifiuto mentre Cristina ne rimane affascinata e accetta; Vicky è costretta suo malgrado ad accompagnare l’amica sperando così di “tenerla buona” e di non farle commettere una sciocchezza solo per impulsività. Nel week-end succederanno però eventi imprevisti che cambieranno il rapporto tra i tre (e non solo) per tutto il soggiorno delle due ragazze in Spagna. Non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa.

Gli attori sono tutti bravi e belli e su tutti metto il lato spagnolo: Javer Bardem e Penelope Cruz sono davvero molto verosimili nel rappresentare una coppia “al limite” pregna di passione mediterannea e di contraddizioni artistico-sentimentali. Le due attrici del titolo svolgono il loro compito bene anche se rema contro, a mio avviso, il motivo per cui Woody Allen ha scelto la sua musa del momento (la Johansson) e Rebecca Hall nonchè Barcellona: il puro lato estetico.
La bruna, la bionda come due canoni di bellezza stereotipati che rappresentano la sicurezza (la bruna è la donna di casa, la moglie fedele) e la bionda (svampita, tra le nuvole, facile, l’amante). Ha poi aggiunto l’immagine di Barcellona per dare un’atmosfera esotica all’occhio del pubblico statunitense e, se per chi ha come me ha appena visitato Barcellona restandone incantato certo fa piacere rivedere i luoghi più caratteristici della città, nel film suona un po’ stonato, un pretesto per aggiungere un’atmosfera da cartolina, un luogo paradisiaco lontano dalla vita quotidiana. (Un po’ come quei film americani che abbinano l’immagine dell’Italia alla campagna toscana…un luogo comune in pratica).

In sostanza un film furbetto, una storia scorrevole ma che, a finale compiuto lascia poco sapore in bocca, un’emozione superficiale ma che non tocca davvero il cuore.
Si può vedere ma è altro il cinema di Woody Allen che preferisco e adoro.

Voto: 6.5 Bucolico

Ciso, J

Match Point


Ecco il  link al film su Imdb: http://italy.imdb.com/title/tt0416320/

Film drammatico del 2005 di Woody Allen. La storia è imperniata sull’ascesa professionale e sociale di Chris Wilton (Jonathan Rhys Meyers), nato povero, divenuto giocatore semi-professionista di tennis ritirato in giovane età alle prese con nuovo lavoro (istruttore di tennis in elegante ed elitario club londinese). Il film parte proprio da qui (il Club), dove Chris fa conoscenza ed amicizia con un suo allievo (Tom) il quale scoprendo identica passione per la lirica lo invita ad una serata in teatro ove gli fa conoscere la sorella (Chloe). Da qui nasce un legame “romantico” tra i due fino a che Chris non conosce la fidanzata di Tom nonchè aspirante attrice Nola (Scarlett Johansson) e se ne innamora, con tutti i guai che questo comporta: tradimento, possibilità di perdita del posto di lavoro (che nel frattempo è divenuto quello di manager nella società del padre di Chloe) e posizione sociale sfumata nel caso venga scoperta la sua tresca. Il film sfocia poi nel drammatico (tra l’altro la parte più interessante e “divertente”, mentre la prima è forse un po’ troppo lenta per non dire noiosa).

In sostanza il film parte con una bella metafora tennis-vita che è il perno centrale del film e cioè quanto la fortuna giochi con noi. In sostanza come può cambiare il destino se la pallina da tennis che ha toccato la rete cade di là o al di qua del bordo? E’ la fortuna che decide, non noi. E questo pervade tutto il film (in un certo episodio finale in particolare ma anche in molti piccoli aspetti della vita c’è sempre lo zampino della Dea bendata, ci vuol dire Woody Allen).

Il film ricorda per certi versi “Il talento di Mr.Ripley” ed anche un’altra opera di Woody Allen “Misterioso omicidio a Manhattan”. Attenzione però che qui Woody Allen non appare come attore e il film è tutt’altro che da ridere.  

Un bel film, un po’ lento e semplicistico in certe soluzioni (d’altronde Woody Allen non è Agatha Christie) ma comunque a mio avviso da vedere (con una certa dose di pazienza nella prima parte)

Voto : 6.5 (Pecca un po’ di credibilità sul fronte “poliziesco”)

Ciao, J

Scoop


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Scoop: La scheda del film su Imdb (Inglese)
Woody Allen (Sid “Splendini” Waterman – Spence)
Scarlett Johansson (Sondra Pransky – Jade Spence)
Hugh Jackman (Peter Lyman)

Ecco l’annuale appuntamento con il film di Woody Allen. Premetto: non ho ancora visto Melinda & Melinda nè Match Point per cui non posso paragonare questi due ultimi  lavori a Scoop…

Il film parte con un divertente finestra sul passaggio dal mondo dei vivi all’aldilà con un giornalista appena defunto (Joe Strombel) che riceve da un’altra trapassata una soffiata per uno scoop straordinario. Per uno strano destino riesce a comunicare a Scarlett Johnasson (studentessa aspirante giornalista) i dettagli di quello che dovrebbero essere gli indizi per scoprire un serial killer che uccide prostitute a Londra (un novello Jack lo Squartatore).

In mezzo a questo scambio d’informazioni capita Woody Allen nei panni di un prestigiatore di terz’ordine (nonchè baro e logorroico inventore di aneddoti falsi) portando il film nella categoria di un mistery leggero e con qualche situazione “a rischio”.

Il film è divertente, ci sono alcune battute davvero strepitose ma in un certo qual senso sembra un bell’aereo in rollaggio che non decolla mai… La storia è abbastanza semplice e poco intrigante (sa di “già visto”) ma in fondo credo sia solo un modo per dare l’opportunità ad Allen di gestire al meglio Scarlett Johansson e Hugh Jackman in una commedia con risvolti noir.

Hugh “Wolverine” Jackman da’ buona parte di se’ nell’ambiguo Peter Lyman mentre la bella Johnasson è brava a restituire un personaggio a tratti disinvolto, timido e determinato.

In sostanza un 6,5 se lo merita per l’intelligenza del solito Woody anche se forse la storia andava complicata per renderla davvero gustosa.

Ciao, J