Recensione Film: Guardiani della Galassia Vol.2


Film del 2017
Diretto da James Gunn
Genere: azione, fantascienza, avventura
Durata: 137 minuti
Con:
Chris Pratt: Peter Quill / Star-Lord
Zoe Saldana: Gamora
Dave Bautista: Drax il Distruttore
Michael Rooker: Yondu Udonta
Karen Gillan: Nebula
Pom Klementieff: Mantis
Sylvester Stallone: Stakar Ogord
Kurt Russell: Ego

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 1980, Meredith Quill e il suo fidanzato alieno fanno un’escursione nei boschi del Missouri, dove lui pianta un seme alieno nel terreno.

Trentaquattro anni dopo, i Guardiani della Galassia – Peter Quill / Star-Lord, Gamora, Drax, Rocket e Baby Groot – vengono assoldati dalla razza dei Sovereign per difendere delle preziose batterie da un mostro intergalattico. Completato il lavoro, i Guardiani si recano da Ayesha, regina dei Sovereign, per ricevere la loro ricompensa: Nebula, catturata dai Sovereign qualche tempo dopo la battaglia di Xandar. I Guardiani partono a bordo della Milano, ma vengono attaccati dai Sovereign poiché Rocket ha rubato alcune delle batterie. Precipitano sul pianeta Berhert, mentre un misterioso essere a bordo di un’astronave distrugge la flotta dei Sovereign.

Commento: Innanzitutto devo dire che il film si apre con un Kurt Russel trentenne ricreato grazie alla CGI e applicato su un corpo reale in maniera davvero incredibile. A breve non avremo più bisogno di attori veri se questo è il trend… A parte questo il film è divertente, chiassoso, vintage e moderno, barocco e, seppur la storia alla fine non regala chissà quali emozioni, davvero riuscito. La fanno da padroni i personaggi e il filo ironico che lega l’avventura dei nostri anche nei momenti drammatici (vedi pac-man…). In sostanza un film pop-corn con molte citazioni, bella musica e grafica pazzesca.
Voto: 7.5 Io sono Groot

TRAILER

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Recensione Film: Star Trek Beyond


star_trek_beyondFilm del 2016
Diretto da Justin Lin
Genere: azione, avventura, fantascienza
Durata: 122 minuti
Con:
Chris Pine: James T. Kirk
Zachary Quinto: Spock
Zoë Saldaña: Nyota Uhura
Simon Pegg: Montgomery Scott
Karl Urban: Dott. Leonard ‘Bones’ McCoy
Anton Yelchin: Pavel Chekov
John Cho: Hikaru Sulu
Idris Elba: Krall / Balthazar Edison
Sofia Boutella: Jaylah

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Dopo tre anni del suo viaggio quinquennale, la nave stellare della Federazione USS Enterprise fa tappa alla stazione spaziale Yorktown, che riceve una richiesta di soccorso da parte della vicinissima nebulosa. È una trappola: appena giunta, l’Enterprise subisce un violentissimo attacco da parte di uno sciame di navi aliene sconosciute, che distruggono la nave della Federazione. L’equipaggio sopravvissuto effettua un atterraggio d’emergenza su un pianeta vicino, dove deve affrontare un nuovo e pericoloso nemico, Krall, un tiranno malvagio che cattura gli equipaggi delle navi che passano nelle vicinanze col suo sciame di navette monoposto. Krall brama un manufatto alieno custodito sull’Enterprise, recuperato da Kirk in una precedente missione.

L’ingegnere capo Scott, disperso sul pianeta, viene soccorso da Jaylah, un’aliena precipitata anni prima sempre a causa di Krall; la ragazza decide di aiutare i sopravvissuti dell’Enterprise. Essa vive nella USS Franklin, una piccola nave della Federazione che era stata la prima a superare curvatura 4, quasi un centinaio di anni prima, sotto il comando del capitano Balthazar Edison, e considerata scomparsa da molto tempo, a causa, si presume, di un tunnel spazio-temporale.

Commento: Ritorno al futuro… Nel senso che finalmente ho ritrovato lo spirito della Serie Classica. Mistero, avventura ma soprattutto tanta interazione tra i protagonisti principali, col mix noto della serie tv: azione e umorismo, dramma ed epica. Storia interessante, effetti superlativi e mood Star Trek al massimo. Gli attori non fanno rimpiangere Shatner, Kelley o Nimoy (con le opportune differenze, ovvio) e i personaggi che amavamo li riscopriamo in questa nuova/antica veste. Personalmente l’unico appunto alla scena con la moto in montagna davvero…troppo! A parte questo è tutto un film da gustare con gli occhi e…con il cuore. Bello. Bello. Bello. Long live and prosper.

Voto: 8 Spazio, ultima frontiera…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Guardiani della Galassia


Guardiani_della_GalassiaFilm del 2014
Diretto da James Gunn
Genere: Azione, fantascienza, supereroi, Marvel
Durata: 121 min
Con:
Chris Pratt: Peter Jason Quill / Star-Lord
Zoe Saldana: Gamora
Dave Bautista: Drax il Distruttore
Lee Pace: Ronan l’accusatore
Karen Gillan: Nebula
Benicio del Toro: Taneleer Tivan / Collezionista
Michael Rooker: Yondu

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel 1988, il giovane Peter Quill viene rapito da un’astronave aliena. Ventisei anni dopo, sul disabitato pianeta Morag, per conto di un collezionista chiamato “Broker” Quill ruba una misteriosa sfera, chiamata “Orb”. Quill viene ostacolato da un alleato del malvagio estremista Ronan che manda l’assassina Gamora a recuperare la sfera.

Quill si reca su Xandar, capitale dell’impero Nova, dove cerca di vendere la sfera. In seguito Gamora tende un’imboscata a Quill e gli ruba l’Orb. Durante la lotta che ne segue, intervengono due cacciatori di taglie: un procione geneticamente modificato, Rocket, e Groot, un alieno simile a un albero umanoide. Tuttavia, i Nova Corps intervengono ed arrestano i quattro che vengono condotti in un carcere di massima sicurezza. In prigione, Gamora viene attaccata da Drax il Distruttore, un carcerato in cerca di vendetta su Ronan, responsabile della morte della sua famiglia. Quill riesce a convincere Drax a risparmiare la vita di Gamora. Dopo aver saputo che Gamora conosce qualcuno interessato alla sfera, Quill, Rocket, Groot e Gamora stessa si alleano per fuggire dalle Kyln.

Commento: Sapete di quei film di cui visto il trailer pensi che siano una boiata pazzesca? Ecco, questo film era uno di quelli… Un procione alieno? Il protagonista senza “mordente”… Per cui partito con molti pregiudizi mi sono gustato la visione non aspettandomi un granché.
Invece devo dire che il film è molto scorrevole e molto ironico, caratteristica che lo rende un film davvero divertente ed interessante, uno dei migliori Marvel degli ultimi tempi. Anche il procione Rocket ha il suo perché, il protagonista è più simile ad un anti-eroe alla Han Solo (che aveva la Millenium Falcon e Quill invece una Milano, in onore di Alyssa) rispetto al classico uomo tutto d’un pezzo Marvel. Zoe Saldana / Gamora ci mette il giusto pizzico di sensualità e pepe e i cattivi sono talmente tenebrosi da far sorridere pure loro. Non rivelo niente ma ci sono scenette davvero esilaranti e spesso tutto è giocato sul lato scanzonato. Non perdetevi il diversivo di Star Lord nei confronti di Ronan, spassoso. In sostanza un film succoso, vintage (vedi i riferimenti agli anni 80, a Footlose, alla musica portante di quegli anni che qui è tema centrale della vita del protagonista) e spettacolare.  E ci sono cose che ne ricordano un sacco di altre (ad esempio Nebula mi ricorda molto un Borg di Star Trek e Groot un Ent del Signore degli Anelli). Anche il finale sulla musica dei Jackson 5 e del ramoscello ballerino è una chicca…
Voto: 8 Very funny!

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Into darkness – Star trek


Film del 2013
Genere: Fantascienza
Diretto da J. J. Abrams
Con:
Chris Pine: James T. Kirk
Zachary Quinto: Spock
Zoë Saldaña: Nyota Uhura
Benedict Cumberbatch: Khan
Alice Eve: Dott.ssa Carol Marcus

Trama parzialmente tratta da MyMovies: L’insofferenza alle direttive e alla disciplina costano al capitano Kirk il comando dell’Enterprise. La flotta stellare gli leva la nave e lo separa dal suo primo ufficiale Spock, come due bambini troppo indisciplinati. Sarà l’arrivo di una minaccia imprevista e misteriosa e, di nuovo, la capacità di Kirk di mettere in luce le proprie abilità a costringere la flotta a rimetterlo al suo posto. Un uomo che la stessa razza umana ha modificato geneticamente, e poi congelato nel terrore di ciò che aveva creato, si è svegliato ed intende svegliare tutti gli altri 72 esperimenti come lui. Visto che uno solo basta a creare scompiglio e quasi demolire una città, l’obiettivo è renderlo innocuo il prima possibile. Eppure sembra che non sia lui il peggio intenzionato…

Commento: Bel film spettacolare con scene di massa, distruzioni ed effetti speciali. I personaggi ritornano a noi dopo il reboot del 2009 e, evitando di fare paragoni inutili con gli attori della serie classica, devo dire che è un film piacevole e gli attori iniziano a scalfire (quasi, eh) la memoria dei vari Shatner, Nimoy & Co. La storia è piuttosto semplice e c’è la bella sorpresa del ritorno di un acerrimo nemico ed anche qui troviamo riferimenti a personaggi, situazioni e “ricordi” presi direttamente dai film (e telefilm) precedenti. In sostanza una gioia per gli occhi e un bel regalo anche per chi non è un Trekker sfegatato.
Voto: 7.5 Là dove ogni uomo…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: The words


 

Film del 2012
Diretto da Brian Klugman e Lee Sternthal
Con:

Bradley Cooper: Rory Jansen
Zoe Saldana: Dora Jansen
Olivia Wilde: Danielle
Jeremy Irons: il vecchio
Dennis Quaid: Clay Hammond
Ben Barnes: uomo giovane
J. K. Simmons: Mr. Jansen
Nora Arnezeder: Celia

Genere: Drammatico

Trama integrata con parti estrapolate da Wikipedia: Clay Hammond è uno scrittore di romanzi che sta presentando la sua ultima opera ad una lettura pubblica. Il romanzo “The words” racconta a sua volta di uno scrittore: Rory è in crisi perché non riesce a pubblicare nulla fino a quando riceve dalla moglie Dora un regalo particolare: una ventiquattrore vintage. All’interno di un risvolto, Rory trova un vecchio manoscritto, che, dopo un’intensa lettura di una notte, decide di pubblicare a suo nome. Arriva così il grande successo, di pubblico e critica. Ma presto dovrà affrontare le conseguenze delle sue scelte… Clay durante la lettura “seduce” una studentessa che poi invita a casa sua. Qui tra mezze ammissioni e una sorta di psicanalisi, la ragazza chiede allo scrittore di raccontarle come finisce il romanzo…

Commento: A parte gli attori che sono perfetti, qui la regina è la storia che è davvero bella e ben congegnata. Lo scrittore che racconta di un altro scrittore che a sua volta si rifà ad un terzo scrittore sembra un intreccio complicato ma in realtà questo gioco di rimandi, di specchi e di eredità illecite si dipana tenendo viva l’attenzione per tutto il film alimentando la nostra curiosità per capire cosa succeda ai protagonisti (qui e nel passato). Bello, un film che merita anche di essere rivisto per cogliere le sfumature che ad una prima visione potrebbero essere sfuggite. Bellissime le parole del “vecchio” (Jeremy Irons) dette nella serra a Rory (Bradley Cooper).

Voto: 7.5 Per chi ama le parole

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Festa col morto


Film del 2010 diretto da Neil LaBute interpretato da Chris Rock, Martin Lawrence, James Marsden, Danny Glover, Luke Wilson e Zoe Saldana.

Questo film statunitense è il remake di “Funeral Party” che ho recensito qui. Per la trama vi rimando quindi all’altra recensione, visto che la storia è identica.

Per il commento invece ecco quello che penso: chiaramente avendo visto l’originale qui si perde tutta la sorpresa ed il divertimento. E purtroppo il risultato non fa ridere non solo per questo motivo: manca una struttura che tenga insieme il film. Tutto sembra fine a sè stesso e gli attori non sembrano molto convinti di quello che stanno facendo.

In conclusione: se lo trovate (in videoteca o se lo propongono in tv) gustatevi “Funeral party” e lasciate stare questa sbiadita versione.

Voto: 5 Insipido remake

Recensione Film: Avatar


Film di fantascienza del 2009 diretto da James Cameron ed interpretato da Sam Worthington (Jake Sully), Zoe Saldana (Neytiri), Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez (Ana Lucia in “Lost”), Stephen Lang, Giovanni Ribisi e Joel Moore.

2154. La terra sta morendo per lo sfruttamento delle risorse andato troppo oltre. Pandora è un pianeta a qualche anno luce da noi che ha nel sottosuolo un minerale appetitoso pronto da sfruttare.
Ma il pianeta è abitato da un popolo blu: i Na’vi. Essi vivono in forte simbiosi con la natura vegetale ed animale di Pandora e non accettano passivamente la colonizzazione prima “diplomatica” e poi militare del loro mondo.
L’atmosfera di Pandora è per l’uomo irrespirabile per cui vengono creati degli ibridi umani-Na’vi “pilotati” attraverso un link cerebrale da uomini chiusi in una sorta di bare tecnologiche.
Jake Sully è un marine ormai sulla sedia a rotelle a cui viene affidato uno di questi ibridi, un avatar che può camminare e che dovrebbe raccogliere usi, costumi e soprattutto informazioni dai nativi del pianeta, per permettere agli uomini di sfruttare le risorse planetarie senza l’ostacolo degli indigeni. Ma quando Jake si muove nei panni di un Na’vi ne coglie l’essenza e lo spirito, innamorandosi di una bellissima donna, Neytiri… Non aggiungo altro.

Difficile fare una recensione di un film di cui è stato detto tutto e il contrario di tutto. Per cui esprimerò soltanto il mio giudizio in termini emotivi.
Ho visto il film in 3D e consiglio a tutti di vederlo in questo modo: l’esperienza è una gioia per gli occhi (a costo di affaticarli un po’ dopo i 162 minuti – troppi – della durata completa)… Effettivamente la tridimensionalità accresce la sensazione di immedesimazione e di realtà di un mondo e di un popolo che non esistono.
Le atmosfere di Pandora sono incredibili per quanto belle e realizzate digitalmente in maniera indistinguibile dalla realtà: davvero eccezionali. Tutto il mondo (creature, piante, colori e territorio) è straordinario ma al contempo pare possibile, reale e fisico. E non è poco…
La storia, come notato da altri ben più preparati di me, non è originalissima e prende spunto da varie fonti: c’è un po’ di “Matrix”, di “Alien”, di “Balla coi lupi”, di “Pocahontas”, di “L’ultimo samurai”, di “Il signore degli anelli” e del genere western (cowboy cattivi – indiani buoni). La storia non è nuova (neanche in altri generi) e lancia messaggi palesi contro lo sfruttamento della terra, l’inquinamento, le colonizzazioni e la guerra. Certo il punto forte del film forse non sta nella trama ma, non dimentichiamo, è solo un film e per quello che deve esprimere (uno spettacolo, innanzitutto) lo fa davvero molto bene. Si possono contestare tante cose ma non sono d’accordo su chi dice che “ il sapere già tutto” (solo in parte vero) ne faccia un film bello solo per gli effetti speciali.

I Na’vi e la loro realizzazione è… non ho parole… perfetta! Lacrime, rughe, pupille. Sono veri.

E’ sicuramente uno di quei film che tutti, più o meno, vanno a vedere proprio perché “è da cinema”.
Gli effetti speciali ci sono eccome ma, sono usati con intelligenza. Il bello del film oltre al 3D e alla scenografia è a mio avviso la capacità di trasmettere la bellezza di un mondo che avevamo e mai più avremo se non facciamo qualcosa di serio per riaverlo. Storia banale? Finale telefonato? Forse. Ma è educativo. Se lo guardiamo con gli occhi di un bambino ci affascina e al contempo ci fa capire il bene e il male.

Emozioni però tante: stupore, gioia, rabbia, tristezza. Il film te le fa provare e sulla pelle di un popolo inventato, per cui ancora più difficile da ottenere. Semplicistico? Anche ma, qui, è il “come” più che il “cosa” che fa la differenza.
In sostanza: un film che assomiglia ad un viaggio itinerante. Ti porta semplicemente da A a B meravigliando per tutto il tragitto: A e B poco importa dove siano e come siano.
Direi che questo è un film letteralmente “da vedere”. A me è piaciuto. Il difetto maggiore è a mio avviso nella durata: quasi 3 ore sono davvero tante, si poteva ridurre un po’ il numero di combattimenti e ne avrebbe guadagnato. (imho).

Post Scriptum: i particolari sono tanti ma sensati: ad esempio gli Avatar (ibridi) hanno 5 dita come gli uomini, i Na’vi ne hanno 4. E guardate le gambe di Jake… La bravura sta nel non lasciare nulla al caso.

Voto: 8 Favola ad occhi aperti.

Recensione Film: Star Trek (XI)


Nel 2009 il grande J.J.Abrams (“Alias”, “Lost”, “MI:3”) ha diretto l’ultimo epico episodio della saga dell’Enterprise.
La storia è una sorta di prequel e si colloca cronologicamente alla nascita di James T.Kirk quindi a cavallo tra la “Stagione Classica di Star Trek” ed “Enterprise” ( i Trekkers saranno di certo più precisi di me). 🙂

In pratica vediamo la nascita dell’equipaggio della mitica NCC-1701 e di come si conobbero il capitano Kirk, Spock, Sulu, Cechov, Uhura, il Dottor McCoy e Scotty. Il tutto sullo sfondo del destino di due mondi ben noti nell’universo creato da Gene Roddenberry, Vulcano e Romulus.
Della storia non voglio rivelare molto soprattutto a chi vuole la sorpresa non rovinata. Posso dire che chi, come me ha amato la serie classica (e successive) ed i personaggi, non rimarrà deluso, anzi. Sia l’aspetto fisico che il carattere di ogni ruolo sono molto simili all’originale e se stupiscono alcuni rapporti tra i personaggi stessi che, nella serie del 1966, non esistevano o erano solo accennati, si rimane piacevolemente affascinati e divertiti ed interessati soprattutto dal contesto a noi familiare più che allo script.
Ritengo che la storia infatti non abbia nulla di eccezionalmente nuovo o particolare ma a tenere viva l’attenzione sono l’affetto per il machismo di Kirk, la nonchalance logica di Spock, il bisbetismo di Bones, la giovialità di Scotty. In questo film è stato anche dato un certo spessore a Cechov, Sulu e soprattutto Uhura, cosa assai rara nella Tos (serie originale).
Non mancano l’ironia, l’eroismo ed il messaggio di fratellanza tipici di Star Trek per cui questa pellicola non deluderà i fans e potrà piacere (senza entusiasmare magari) anche a chi non ha mai visto le orecchie appuntite di Spock sul proprio teleschermo (possibile?). ^__^
Gli attori sono bravi e cosa non semplice, simpatici nel render omaggio agli attori del passato a cui assomigliano senza diventarne parodia.
Chris Pine è Kirk, Zachary Quinto è Spock (ed anche Leonard Nimoy fa la sua parte…), Bruce Greenwood è il Capitano Pike e Zoe Saldana è una conturbante Uhura mentre il cattivo di turno, Nero, è un irriconoscibile Eric “Hulk” Bana.

J.J.Abrams è stato bravo a mantenersi fedele allo spirito ma non ha brillato forse per una storia degna del suo nome, eccessivamente prudente  forse all’idea di allontanarsi troppo dallo stile Trek . Comunque un bel film, non intendo dire che non lo sia.
E’ ovviamente annunciato il sequel sempre diretto e prodotto da Abrams (che dovrebbe dirigere anche MI:4).

Long life and prosper!
Voto: 8 Là dove nessun uomo è mai giunto prima…
Ciao, J