Spagna

Spagna Spagna [1999-2001-2005-2009]

Spagna

Formentera 1999

Ibiza 1999

Ibiza 2001

Minorca 2005
Barcellona 2009

La Spagna è un paese cattolico per cui se ci volete andare attenetevi agli usi e
costumi del luogo (al solito). La lingua principale è lo spagnolo, ma capiscono
l’inglese, il francese, il tedesco e l’italiano. La moneta ufficiale è l’Euro
(era la Peseta). Il clima estivo è umido e la temperatura elevata. Nacchere,
ventagli sono elemti tipici dell’artigiano locale.

Formentera

La mappa di Formentera

La mappa di Formentera

Dire che ho visto la Spagna è sicuramente
pretenzioso… è come visitare l’isola d’Elba e dire d’aver visto
l’Italia… Formentera è una piccola isoletta a sud della Spagna, a sud
delle Baleari e a sud d’Ibiza…più a sud c’è solo l’Algeria! Ora appiccico
qui la cartina dell’isola perchè un’immagine vale più di mille parole…

Da come potete notare l’isola non ricorda nessuna forma ma posso dirvi che
da Est a Ovest (e viceversa, of course) è attraversata da una strada
asfaltata, una “carretera”. Con gli amici e una persona di cui evito fare
commenti (ih se son cattivo!) prendemmo un last-minute per un appartamento
che (casualmente) non si trovava in nessuno dei centri più importanti
dell’isola (Es Pujols, El Pilar o San Francisco Xavier) bensì proprio in
mezzo all’isola (lì sopra dove sta l’omino che prende il sole, più o meno).
A Formentera ci si sposta tutti con degli scooter a noleggio, ed è proprio
divertente. Dalla carretera infatti si possono raggiungere tutte le spiagge
dell’isola tramite stradine bianche che si ramificano a nord e a sud. Tenete
conto che l’isola è lunga circa 23Km…

Maresol & Isabella (ed un losco figuro)

Maresol & Isabella (ed un losco figuro)

Una delle spiagge più belle è, a mio avviso,
la Playa de Mitjorn (dove se non ricordo male sta anche un locale happy-hour
chiamato El Pirata).

Il mare è molto bello (tipo quello della
Sardegna) e le spiagge abbastanza pulite. Come in Spagna anche qui ci sono
parecchi nudisti (anche famiglie intere!)

Sull’isola ci sono molti locali (soprattutto
nella zona di Es Pujols), discoteche e ristoranti (dove si può gustare
ottima paella!)

A proposito di nudismo…qui ho strappato una
foto a due ragazze di Marbella in topless (non ricordo i nomi…o mento?) eh
eh eh

Per arrivare a Formentera si passa per Ibiza
dove si prende un traghetto che in circa tre quarti d’ora attracca
all’isola. Altra bella spiaggia è quella di Las Salinas, a Nord-Ovest.

Ci si arriva da numerose stradine bianche e
si possono ammirare fenicotteri veri! (vero, Cri?) Formentera è un’isola
piccola ma offre vacanze che possono essere “solo relax”, “divertimento fino
allo sballo” (se ce la fate ad aspettare che le discoteche aprano alle 2 di
notte…) e natura (il mare merita proprio)…

C’è un locale (il nome…boh forse Blue Bar)
blu in mezzo al nulla. Il divertimento è arrivarci al buio da stradine in
sabbia assolutamente non illuminate! Però è un bel localino con bella musica
e ne vale la pena (devo dire che a me bastava il divertimento dell’arrivarci
in scooter!!!)

Il clima è molto simile alle nostre estati
(forse meno piovoso) e c’è spesso vento. Proprio un bel posto, insomma.

Infine, al giovedi (mi pare) a El Pilar (El
Mola o Il molo, insomma al Faro) c’è un bel mercatino con bei souvenir e
tipi strani… un po’ fuori tempo massimo direi… anni’60, hippy e figli
dei fiori, ma l’atmosfera è proprio piacevole…

Siccome Formentera e Ibiza sono molto vicine,
se amate ballare e lo sballo in genere, pigliate il traghetto e fate un
salto a Evissa (Ibiza).

Ibiza 1999

Ibiza di sera offre un mucchio di locali ed è
famosa per questo… Meno famosa è la Ibiza by Day! Io l’ho vista sonnecchiosa
(tutti i “giovini” dormono fino a tardi a Ibiza…) e l’ho trovata una piccola
Cuba. Intendo che è molto colorata e ha un’architettura che mi ricorda
l’Avana…

Comunque è piacevole farci un gita per le
stradine tortuose che portano al Castello… Conclusioni: Se volete sballarvi vi
consiglio Ibiza, se invece preferite una vacanza meno estrema ma più completa (o
forse solo un po’ più matura) andate a Formentera ( e comunque l’età media è
bassa e se si vuole ci si può divertire tranquillamente…) Imparate ad andare
in motorino prima di arrivare sull’isola, gracias!

Ibiza 2001

Eccomi di nuovo a Evissa. Partito da solo col
presupposto di riposarmi, fare tanti bei bagnetti e di leggere almeno 2 libri ho
(ri)scoperto il mio lato “mondano” e notturno. Ero preoccupato di non trovare
amici e/o (ma anche a-ha) amiche ed invece già al parcheggio di Malpensa faccio
conoscenza con due loschi figuri a nome Claudio e Giulio (il primo ci tengo a
precisarlo è di Porlezza, noto centro semi-svizzero abitato da squinternati
cioccolatai famosi per prenotare taxi a monosillabe…”pa-ra-di-se” ecc.ecc…).

La piscina del Club Paradise

La piscina del Club Paradise

Al Check-in si aggiungono due altri ameni
personaggi (che non stanno insieme, tengono a precisare subito) rispondenti ai
nomi di Davide e Lara. Ok, è chiaro che non soffrirò di solitudine e loro non
sanno che robboso* possa diventare (ma questo è un altro discorso!!!). Prima del
decollo brindiamo alla partenza con un bianchino (sottolineando il trend di
tutta la vacanza). Il viaggio in aereo è tranquillo anche se la pressione
interna mi fa scoppiare quei 20/30000 vasi sanguigni nel lobo temporale, ma si
sa, il cervello non è che conti molto nel mio caso.

All’arrivo nel villaggio (Club GoingOne Paradise)
ci aspettano animatori/trici con la sigla che ci perseguiterà per tutta la
settimana…(una specie di balletto simile a Mambo n.5) e che ora mi manca…riuscirò
a scaricarla da Internet? L’arrivo in camera non è dei migliori…sul comodino
potrei friggerci le uova e sembra di stare in una sauna turca…di corsa a
recuperare il telecomando (su cauzione) del condizionatore. Purtroppo non riesco
a ritrovare la compagnia (o forse son scappati!) e decido di dormire, in fondo
sono le 2.00 di notte. Le zanzare sono l’unica compagnia. Al mattino, fresco
come una rosa, dopo lauta colazione, vò in piscina a leggere, a “scrutare” donne
in bikini e ad aspettare gli eventi. Claude & Julio arrivano un po’ dopo e io ne
approfitto per andare a provare l’ebbrezza (l’unica sobria) del tiro con l’arco.

Ora, non che sia diventato Robin Hood…se non
altro la freccia è l’unica cosa che son riuscito a ficcare da qualche parte! Ai
bordi della piscina il gruppo aumenta di numero…due new entries: Valentina
Saltello (non è il cognome) e Mara Vocabolario (idem). A strapiombo sotto il
club c’è la spiaggia di Talamanca che decidiamo di visitare (ma ci torneremo
solo per rivedere una tipa in nudo integrale che potrebbe darci biglietti a buon
prezzo per le discoteche…non che tenesse i biglietti con sè in spiaggia, sia
chiaro).

Il biglietto dello Space

Il biglietto dello Space

La spiaggia non è memorabile a parte qualche
donna nuda (eh eh eh) ed una famigliola tedesca alle prese con 2 moto d’acqua
(non gli hanno spiegato che non sono legate a riva e possono anche andare a
farsi un giro da un’altra parte, dico io?). Si cena a buffet e poi ci si prepara
per la notte (dopo gli spettacolini dell’animazione, questo è un capitolo a sè).
Ibiza offre molti spunti notturni ma il comun senso denominatore (questo lo
scrivo per chi ritiene idioti quelli che vanno a Ibiza!) è che gli orari sono
spostati in avanti rispetto a quelli che siamo abituati in Italia. In disco si
va dalle 2,3 in poi…

La prima nottata la passiamo al Pacha (leggesi
Pacià), discoteca carina con musica house e sala anni 80 (e dove Vale continua a
chiedermi i nomi delle canzoni che “ha già sentito” e che sono classici, almeno
per me che sono vecchiarello!!!) Alle 7 si va a nanna e alle 11 de nuevo in
piedi… Come intermezzo spiego che l’animazione del villaggio è fatta da
momenti topici durante la giornata (e buon motivo per bere Sangria) con giochini,
ginnastica, balli ecc..ecc.. Il fico del villaggio è l’animatore Giorgio (e non
spenderò parole a descriverlo, dirò solo che il 99% delle donne stravede per
lui, si fa fotografare e spera di ospitarlo in camera e di essere ri-animata da
lui…basta?).

Gli animatori sono tutti in gamba e simpatici
(Paolo, Marcelo, Alessandro, Massimo, Klaus e…(standing ovation please) per
Deborah, Francisca, Bea(trice), Tamara, Cristina. Un sorriso di Tamara mi fa
quasi stramazzare al suolo, ma ho capito subito che c’era il trucco, è
un’animatrice e le tocca.

Un’altra bella particolarità di Ibiza si può trovare al
Porto: sono i famosi Chiringuitos, bar che fanno il 3×1 (paghi la 1a
consumazione, la 2a è gratis e la 3a è generalmente Tequila-limone-sale. sempre
gratis)… Come minimo ti alzi allegro… In generale una vacanza da cui non
m’aspettavo nulla e che invece mi ha dato tanto: nuove amicizie, tanto
divertimento, voglia di far casino e la consapevolezza che il fisico ce la fa
ancora a reggere certi ritmi!!! In più ho trovato nelle persone che ho
conosciuto aspetti interessanti ed istruttivi (non pensavo che potessi imparare
da gente più giovane, ammetto…e invece ho capito che s’impara sempre
qualcosa…) A proposito di questo ecco una lista di cose che ho scoperto e
apprezzato: Lara sa lo spagnolo, balla il latino e mi ha fatto apprezzare
Candela di Noelia, in più fa dei bei massaggi! Basta darle il La e si scatena in
balli house…anche senza musica! Ama volare. (Come no!)

Ibiza by day

Ibiza by day

Mara può pubblicare un
dizionario con le parole che usa (mai sentite, giuro!)… Esempio: Robboso,
tatarare, pallalca**o… (anche i romani comunque le hanno insegnato certe
finezze..ah ah) Assomiglia a Nelly Furtado (anche se lei non sa chi è!) Per gli
ignoranti come me:  Robboso=Pesante, palloso.  Tatarare=è il tocco
ripetuto con la mano sulla spalla per attirare l’attenzione (in effetti tatarare
è più corto!) Pallalca**o=modo fine per dire rompiscatole

Davide conosce più
velocemente persone di quanto Superman si cambi d’abito e ha una cultura
notevole (anche se deve stare zitto ogni 3/4 milioni di parole!!! ^_______^) Ha
un grosso difetto: Potaaaaaaaaaaa! E’ di Bergamo! Ah aha ah (Va beh, nessuno è
perfetto!)

Valentina ha scoperto che può darsi alla danza, evitando il tip-tap e
il saltello a rischio caviglie, però! (Per Natale ti regalo le scarpette con
sotto il ferro per fare Tac!) E’ sempre preoccupata per quello che può succedere
(forse è solo prudente) e a volte ha proprio ragione, vedi la storia dei taxi…Comunque
Vale, preoccupati, da questa pagina ti ho mandato un virus!!! ^___^
(Scherzetto!)

Giulio si muove troppo bene in discoteca, è un ragazzo in gamba, è
simpatico e… (assomiglia a Keanu Reeves, interessa?) e dopo tutto questo,
Giulio, mi devi 100 Euro per la promozione! Ha tentato insieme a Claudio di
spiegarmi le differenze tra Techno, Trance e House…non mi hanno convinto!

Claudio è un tipo di poche parole: Porlezza, Paradise, Space, Ciola (sa solo lui
che vuol dire) e Ciasmo (più altre irriferibili, ovvio). Ha un gran pregio:
conosce la P.R. nuda integrale a nome Teodora!!!! Ha sempre sete e fame (di
alcolici e donne, tanto per chiarire) . Fa largo uso di Guaranà (sarà legale?)
^___^

Ho imparato anche ad avere fiducia in me stesso, infatti io sono bello,
intelligente, ricco e simpatico nonchè modesto. Va beh, ho un pò mentito ed
esagerato: non sono simpatico. ;-))) Concludendo: Ibiza vale un giro (oltre 7
giorni è un suicidio!) e mi raccomando…bere poca Sangria! (Gli effetti sono
tutti in questa pagina!)

Minorca 2005

Minorca

Minorca

Dal 17 al 24 Luglio 2005 siamo stati al Princesa Playa di Minorca. Un bellissimo villaggio a quattro stelle che, per nostra fortuna, del villaggio ha solo i comfort ma non “lo stress”: cioè tutto quel corollario turistico di giochino-serate-animatori che personalmente non amo per niente.
Minorca è lunga da Ovest a est un’ottantina di km. Dall’aeroporto di Mao’ (Mahon) situato ad Est fino a Ciutadella (sull’estrema costa occidentale) si percorre una scorrevole carretera da cui si ramificano le strade verso le spiagge (soprattutto verso la costa meridionale poichè quella settentrionale è rocciosa e ventosa).

Anche qui, come a Formentera ed Ibiza, clima mediterraneo e mare cristallino. Rispetto a Ibiza meno affollamento giovanile e rispetto a Formentera più vegetazione.

Arrivati in bus direttamente dall’aeroporto a San Xoriguer, in pratica sulla punta sud-occidentale di Menorca (Minorca) vicinissimi a Cala En Bosch, si attraversa un paesaggio collinare abbastanza verdeggiante, in qualche tratto brullo e popolato di case bianche, palazzine non molto alte, cavalli, mucche e mulini a vento (pochi).

Sull’hotel nulla da eccepire: ottima la stanza, spettacolare e vario il cibo, il servizio davvero impeccabile. Mi hanno fregato un telo mare dal balcone al pianterreno, ma, probabilmente è stato un italiano, dico io.

Sull’isola è piuttosto difficile (se non impossibile) trovare scooter a noleggio, per cui siamo stati “costretti” all’auto: una Atos è più che sufficiente per lo scopo, con 100 Euro ce la si cava per 5/6 giorni. Tra l’altro per restituire la chiave in nottata il titolare ci prega di lanciare la chiave da una finestrella posta sopra l’ingresso così al mattino successivo lui passa a “raccattare” i mazzi di chiavi dal pavimento! Detto-fatto.

Il primo giorno decidiamo di restare nella spiaggia più vicina al nostro albergo e…sorpresa, non c’è praticamente nessuno! Tra l’altro non è davvero male, sia come mare che come sabbia. Questa è comunque una zona residenziale con mega-ville e dove probabilmente il turista preferisce lasciare il passo agli abitanti del luogo, vista la moltitudine di spiagge e calette attraenti presenti sull’isola.

Mi meraviglio della presenza di una bandiera gialla. Ohibo’… non c’è praticamente vento, non ne capisco il senso. Almeno fino a quando sto per tornare a riva e mi tolgo maschera e pinne. Ahia! Ci sono le meduse. Per fortuna il bagnino ha la crema apposita per le ustioni e dopo avermi unto il braccio mi domanda perplesso come mai non avessi notato la bandiera “amarillo”…
Comunque a distanza di due anni e mezzo ho ancora il segno della medusa sotto il gomito.

Son Saura è la nostra seconda destinazione. Il primo pezzo di strada è asfaltato mentre l’ultimo è sassoso ed infine sembra di stare su un campo da tennis in terra battuta (rossa). La spiaggia è una cala piuttosto ampia ma anche abbastanza ventosa. Il mare bello ma un po’ freddo. Anche qui c’è gente ma non si è ammassati, per fortuna.

All’albergo recuperiamo una mappa dell’isola grazie allo staff e iniziamo ad informarci sulle località da visitare e le spiagge migliori.

Una visita serale a Ciutadella non manca, anche se, avendo la cena internazionale in albergo, forse si apprezza poco la cultura spagnola. Ci sono comunque una bella chiesa ed il palazzo comunale che sovrasta il porto canale.

Ciutadella

Ciutadella

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Il giorno seguente decidiamo di andare a Macarella o Cala Galdana. La strada ci conduce a Cala Galdana in un parcheggio alle spalle di un enorme albergo da dove spunta un bel cartello in legno a ridosso di una foresta di pini marittimi che dice: “Macarella”. Il cartello invita ad una scalinata in legno che porta ad una strada bianca che assomiglia molto ai nostri sentieri di montagna. L’ora non è delle più fresche (sono le 11) e dopo tre quarti d’ora di cammino… della spiaggia nemmeno l’ombra. Sulla strada incrociamo altri ragazzi italiani che ci spiegano che quel sentiero prevede circa 50 minuti di cammino ma che in realtà per arrivare a Macarella avremmo dovuto fare un’altra strada in macchina e da lì scendere verso il mare soltanto per una quindicina di minuti. In sostanza una faticaccia senza vedere l’acqua! Dal parcheggio (in Cala Galdana) sarebbe stato meglio restare nella Cala ma onestamente ci sembrava troppo urbanizzata ed affollata.

Macarella

Macarella

Cala Turqueta

Cala Turqueta

A parte questa piccola disavventura (per colpa nostra) capiamo poi qual è la filosofia di Minorca: ogni spiaggia (a parte Cala Galdana, Cala Blanca, Cala En Bosch, Sant Tomas e San Bou che sono urbanizzate e piene di alberghi) non è direttamente raggiungibile in macchina poichè per preservare la natura, l’ente turistico spagnolo dispone parcheggi a circa 1-2km dalle spiagge più selvagge (Macarella, Macarelleta, Turqueta, Mitjana).
In effetti poi, ogni volta ci siamo ritrovati a lasciare la macchina e ad inoltrarci a piedi sotto il sole (o nel migliore dei casi nella macchia) per almeno 15-20 minuti prima di raggiungere le sospirate calette. (Ma ne vale la pena!)
Onestamente, a parte un po’ di sudore, concordo pienamente con questo spirito atto preservare lo stato selvaggio dei luoghi.

Torna all’inizio

Cala Turqueta, Macarella (insieme a Macarelletta) e Cala Mitjana si assomigliano molto. Per tutte occorre camminare un po’ come dicevo, e conviene apprestarsi al mattino per non trovar difficolta’ nel parcheggio e soprattutto nello stendere il telo mare senza pericolo di sentirsi calpestati .
Le calette si contraddistinguono tutte per fondale che scende molto lentamente e che fa risultare l’acqua azzurra come in una piscina. Generalmente ai lati della cala ci sono scogli ed anche qualche anfratto a pelo d’acqua da visitare (a nuoto). Alle spalle della spiaggia di solito c’è sempre molto verde e qualche collina. Generalmente non sono molto ampie in larghezza per cui basta poca gente per riempire lo spazio esiguo (ritorno a dire che andarci a giugno è sicuramente meglio).

Pur essendo simili sono tutte da vedere e da gustare.

Cala Mitjana

Cala Mitjana

Discorso a parte per San Bou e Sant Tomas. La prima lo dico subito è la più bella tra le due. Comunque entrambe condividono la stessa morfologia: spiagge lunghe e ben distese! Mare in stile Adriatico (per l’ampiezza e la possibilità d’inoltrarcisi per almeno 50-70 mt senza nuotare) con la trasparenza tipica del mare isolano. Vista l’estensione non c’è particolare problema di sovraffollamento, anzi. Qui tra l’altro è comodo arrivare in macchina fino alle spalle della battigia. Unico neo (e che neo!) a San Bou c’è un mastodontico complesso alberghiero che è un pugno, non nell’occhio, molto più in basso. Peccato davvero per questo ecomostro. Diciamo che è una classica spiaggia per turisti “pigri” (che non hanno voglia di camminare dall’auto alla spiaggia, intendo) e che amano le spiagge bianche e lunghe ed il mare aperto a dismisura al posto delle insenature e delle calette. Comunque albergo a parte un bel posto davvero. San Tomas replica San Bou (senza l’albergone) ma è un po’ meno affascinante (forse perchè meno curata, non so).

Son Bou

Son Bou

Torna all’inizio

Al centro dell’isola (in zona Es Mercadal) c’è una collina (circa 400mt) con una statua del Cristo Redentore. E’ raggiungibile facilmente in auto. Dalla cima si gode un’ottima vista dell’intera isola.

Vista da El Toro

Vista da El Toro

In cima a El Toro

In cima a El Toro

Alta meta “particolare” e’ Cova en Xoroi, sempre a sud ma spostata verso Punta Prima (a Est). Qui la costa è rocciosa ed estremamente scoscesa. La costa e’ stata lo spunto per alcuni architetti che dalle grotte naturali hanno tratto una discoteca a strapiombo sul mare! Si entra dall’altipiano (anche di giorno pagando la consumazione, mi pare 5 euro) e si scende dalla scala esterna “appoggiata” alla roccia. E’ una scalinata in cemento e cotto, don’t worry! A metà discesa c’è spazio per un bar all’aperto. Proseguendo si arriva all’ingresso della prima caverna. All’interno tavolini e sedie attraverso corridoi naturali portano ad un antro abbastanza ampio che risulta essere la zona ballo. Qui ci sono due grandi aperture che danno direttamente sul mare a picco (circa 80-90 mt sul livello del mare, credo). La vista è mozzafiato, vale un giro anche se non sapete o non volete ballare.

Cova en Xoroi

Cova en Xoroi



Cova en Xoroi

Cova en Xoroi

Che dire d’altro? Minorca è una bellissima isola ancora selvaggia e abbastanza tranquilla. Una settimana forse è poco per poterla gustare appieno (noi non siamo riusciti a vedere Mahon, ad esempio) e una mezza pensione ritengo sia il giusto compromesso per potersi gustare il mare e magari una cena tipica fuori dall’albergo. Prima o poi penso che ci tornerò per una paella e qualche bel tuffo!
Minorca: Bella e possibile.

Barcellona 2009

21 Giugno – Arrivo e primo giro della città

Dal 21 al 25 Giugno 2009 abbiamo visitato la città di Barcellona. Partenza da Malpensa e arrivo all’aeroporto di El Prat de Llobregat. Sbarcati prendiamo l’autobus che ci porta a Placa Catalunya (il centro di Barcellona) da dove ci dirigeremo con la metropolitana al nostro albergo, l’Hotel Sagrada Familia. In metro compriamo i biglietti cumulativi per 5 giorni (5 dias, appunto) a 23€, ottimo sistema per sfruttare al meglio le numerose linee di Barcellona. Cambiamo a Passeig de Gracia e scendiamo alla fermata della Sagrada Familia (linea viola) da cui l’albergo dista appena 5 minuti a piedi. L’albergo è un buon 3 stelle prenotato con sistemazione di sola colazione ed è veramente comodo per spostarsi in città. La temperatura è intorno ai 27° ma il vento marino stempera l’effetto del sole, non si suda e il clima è piacevole. Le strade, oltretutto, sembrano molto pulite.

Sistemati i bagagli e dopo esserci dati una rinfrescata, armati di macchina fotografica partiamo con il nostro giro. Ovviamente da buoni turisti ci dirigiamo verso le Ramblas: riprendiamo la metro a percorso invertito e proseguiamo scendendo a Liceu, omonima del Teatro (linea verde). Nel mezzanino ci sono sempre poliziotti (con cani al seguito) che consigliano di portare lo zaino appeso sul davanti, non sulla schiena. Usciti a Liceu ci si ritrova in una via piena di vita. Al centro la strada è pedonale e costellata di chioschi, bancarelle, mimi ultra colorati; i controviali sono invece percorsi da automobili e bus. Sul selciato c’è anche uno splendido mosaico di Mirò e l’occhio trova molti angoli suggestivi giusti da immortalare con la macchina fotografica. Ci spostiamo in direzione sud (verso il mare, per intenderci) e uscendo dalla rambla arriviamo di fronte alla Cattedrale di Santa Eulalia (chiusa a quest’ora) in ristrutturazione. Proseguiamo verso la zona di Jaume (linea gialla) e risalendo verso nord giungiamo di fronte al Palau della Musica Catalana, un teatro con una facciata decorata da mosaici e stupende colonne. Poichè oggi è domenica l’ingresso è gratuito e, dopo una coda che si snoda lungo tutta la strada, entriamo ad ammirare l’interno dove c’è uno splendido teatro con una vetrata sul soffitto davvero incredibile.

Palau del la Musica Catalana

Palau del la Musica Catalana

Parc de la Ciutadella

Parc de la Ciudadela

Usciti ci spostiamo ulteriormente a Est dove costeggiamo il famoso mercato coperto di Santa Caterina (ha un tetto molto colorato che lo contraddistingue). Purtroppo è l’una e non è possibile entrare. Proseguiamo fino ad arrivare al parco della Ciudadela dove è sito il castello dei tre dragoni e nel parco c’è una serie di splendide fontane con giochi d’acqua ed il Parlamento catalano. All’esterno su Passeig de Lluis Companys c’è anche un arco di trionfo. Il posto invita a rilassarsi e quindi ci fermiamo volentieri a mangiare al sacco.

Carrer de l'Argenteria

Carrer de l’Argenteria

Casa Milà la Pedrera

Casa Milà la Pedrera

Rifocillati ritorniamo verso sud e le ramblas e nei pressi della Carrer de l’Argenteria troviamo la Chiesa di Santa Maria del Mar (chiusa ma la visiteremo l’ultimo giorno), alcuni negozi e vie storiche. Verso il tardo pomeriggio ci avviamo verso Passeig de Gracia che ospita alcune delle case più famose progettate da Gaudì della città catalana: Casa Battllò e la Pedrera (quest’ultima la visiteremo nei giorni successivi).

Casa Battllò

Casa Battllò

Dopo la passeggiata riprendiamo ancora la metropolitana e scendiamo a Placa Espanya (dove c’è la bella arena Plaza de Toros de las Arenas) e da dove parte la Avinguda de la Reina Maria Cristina che permette di ammirare la Fontana Magica (Font Magica de Montejuic) e i suoi giochi di luce (la domenica sera) e il Museo Nazionale d’Arte Catalana.

Avinguda de la Reina Maria Cristina

Avinguda de la Reina Maria Cristina

Font Magica

Font Magica

Troviamo un bar dove mangiare qualcosa di caldo (e vedere parte di Italia-Brasile della Confederation Cup) e poi ritorniamo ad ammirare la stupenda Fontana Magica che zampilla con giochi di luce e musica. Stanchi ma felici ritorniamo all’albergo e notiamo che ci sono in giro anche ragazze da sole e non sembra che siano preoccupate della cosa. A nanna!

22 Giugno – Sagrada Familia e La Pedrera

La giornata è soleggiata e abbiamo deciso di andare subito (e a 5 minuti dall’albergo) alla Sagrada Familia. C’è parecchia gente ma si riesce a visitare senza eccessive code o fastidio, anzi. Con il biglietto acquistiamo anche l’audioguida multilingue che, garantisco, è obbligatorio avere per capire tutto quello che ci si para davanti. E’ difficile descrivere una cattedrale come questa. Le facciate della Passione e della Natività e ogni singolo decoro, colonna, mosaico, statua… tutto rappresenta qualcosa. Antoni Gaudì ha creato un monumento davvero spettacolare e atipico. Seppur ancora in fase di completamento (si parla del 2020 e noi abbiamo visto il cantiere interno prima della consacrazione di Papa Benedetto XVI°) si riesce già a capirne la maestosità. Le guglie che sembrano grappoli, con i simboli degli apostoli e soprattutto le statue che ne formano le facciate sono davvero sorprendenti. Come minimo occorre una mattinata intera per apprezzare quest’opera. Parlano le foto (alcune tra le centinaia scattate).

Crocifissione

Crocifissione

La flagellazione

La flagellazione

Sagrada Familia - Interno

Sagrada Familia – Interno

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Sagrada Familia

Dopo quest’intensa mattinata culturale proseguiamo nel pomeriggio in Passeig de Gracia per visitare l’interno dell’ondeggiante casa Pedrera (sempre opera di Gaudì, l’ultima sua opera civile prima di dedicarsi completamente alla Sagrada Familia). C’è un piano che ospita il vecchio appartamento dell’autore e un museo con alcune interessanti dimostrazioni delle scelte architettoniche da lui operate negli anni. Si può accedere poi al terrazzo del palazzo (la parte più bella) che ospita comignoli soldato e archi che permettono la vista panoramica della città. Anche qui poche parole, meglio le immagini.

Casa Milà - La Pedrera

Casa Milà – La Pedrera

Casa Milà - La Pedrera

Casa Milà – La Pedrera

Casa Milà - La Pedrera

Casa Milà – La Pedrera

Casa Milà - La Pedrera

Casa Milà – La Pedrera

Torniamo verso l’albergo e ci fermiamo a mangiare in un ristorante con vista sulla Sagrada Familia. Ottima carne e paella, anche se, purtroppo, non vige il divieto di fumo nei locali come in Italia… Finita la cena scattiamo qualche foto alla Sagrada Familia in notturno.

23 Giugno – Poble Espanyol, Porto, Ramblas, S.Maria del Pi, Passeig de Gracia

Dopo colazione, la giornata inizia sfruttando la connessione internet gratuita dei 2 pc messi a disposizione nella hall dell’albergo: una mail a casa per dire semplicemente che è tutto a posto. Oggi ci dirigiamo verso la zona del Montjuic per andare a vedere il Poble Espanyol. Ci si arriva sempre con la metropolitana e si scende a Placa Espanya e da qui passando a monte della Font Magica ci si dirige verso sud-ovest. In totale occorre camminare per circa un quarto d’ora. Per entrare nel Poble si paga (circa 10€ a testa): in sostanza il villaggio è una serie di costruzioni (case e negozi e qualche locale) con case tipiche di tutta la Spagna – infatti è diviso per regioni – costruito appositamente per l’Expo di Barcellona del 1929 e così mantenuto. E’ un posto tranquillo che consiglio di visitare al mattino per via della poca ombra presente.

Poble Espaniol

Poble Espaniol

Oltre a numerose case ci sono anche parchetti con sculture, sentieri, una chiesa, bar, negozi di artigiani, soffiatori di vetro e un locale/ristorante in cui è possibile assistere durante la cena ad uno spettacolo di flamenco, si chiama El Tablao de Carmen e visto che ci siamo e Silvia balla il flamenco, noi prenotiamo una cena per la sera del 24, domani. Cena + spettacolo costano circa 70€ a testa. Alla prenotazione vi rilasciano subito un ticket per non dover pagare nuovamente l’ingresso al Poble Espanyol. Dopo una bella camminata arriviamo nella parte nord del Poble da dove si può ammirare un bel panorama sulla città.

Poble Espaniol

Poble Espaniol

Al centro del villaggio decidiamo di fermarci a mangiare in un bar, anche se qui il caldo si fa sentire per la prima volta, dove ci servono un ottimo fritto di calamari! Rimaniamo fino intorno alle 15 e poi ripresa la metro ci spostiamo nella parte sud della Ramblas (In sostanza linea rossa da Placa Espanya a Catalunya e poi gialla fino a Jaume I) .Non smetterò mai di considerare la metro di Barcellona eccezionale e unica (anche se occorre stare attenti ai borseggiatori). Scesi alla fermata ci muoviamo verso sud dove s’incrocia il monumento a Cristoforo Colombo, una colonna sormontata dalla statua del navigatore genovese nella cui base si trovano statue nere di leoni e santi. La Colonna dà proprio sul porto di Barcellona dove è presente l’Acquario (che noi non abbiamo visitato perchè avevamo appena visto quello di Genova).

Acquario al porto

Acquario al porto

Ci sono anche torri con la teleferica che porta al Montjuic mentre sul lungomare a sinistra si può giungere alle spiagge e al Villaggio Olimpico che andremo a vedere successivamente. Dopo un po’ di relax a prendere il sole sulla banchina che porta all’acquario ripercorriamo la Ramblas e poi svoltiamo verso est per andare a visitare la piccola chiesa di S.Maria del Pi (che in catalano significa “pino”).

Santa Maria del Pi

Santa Maria del Pi

Un ultimo giro nella Ramblas e poi torniamo in albergo esausti. Dopo cena però c’è una sorpresa: oggi è San Joan (notte tra il 23 e il 24 Giugno) e in Spagna si festeggia. Dalla finestra della nostra camera vediamo dei terrazzini in cui la gente si è riunità in enormi tavolate.

Dall'albergo

Dall’albergo

Nella città di Barcellona festa con petardi dappertutto. Decidiamo di uscire a vedere la città in festa (anche se fa un po’ paura per il continuo eplodere). Dopo aver fotografato Casa Pedrera e Battlò in notturno rimaniamo un po’ davanti alla Sagrada Familia dove è stato acceso un enorme falò, spettacolare. Rientriamo in albergo felici.

24 Giugno – Park Guell, Placa Catalunya, Barceloneta, El Tablao de Carmen

Oggi andiamo nella parte a nord ovest della città per visitare Park Guell, un parco costellato da opere di Gaudì e dove esiste ancora la casa del celebre architetto. Per raggiungere il Parco occorre prendere la metro (linea verde) fino a Lesseps o Vallcarca e poi decidere se farsi una bella (20 minuti almeno) camminata in salita o prendere i comodi autobus cittadini (consiglio). Arrivati all’ingresso si è accolti da molta gente. All’ingresso (gratuito) ci sono case con vetri istoriati e splendidi mosaici (anche i tetti). Gaudì ha uno stile inconfondibile. Sfrutta la natura e la rielabora con risultati sorprendenti. C’è una scalinata con una bellissima scultura di un dragone in maiolica.

Ingresso al Park Guell

Ingresso al Park Guell

Il dragone al Park Guell

Il dragone al Park Guell

Girovagando per il parco s’incontra un colonnato che sembra fatto di sughero e poi al di sopra di un altro colonnato c’è il famoso spiazzo con le panchine sempre a mosaico che costeggiano tutto l’ampio spazio che dà su Barcellona.

Park Guell

Park Guell

Park Guell

Park Guell

Park Guell

Park Guell

E’ un parco ben tenuto e c’è da camminare ma ne vale davvero la pena.

Ritornati al centro di Barcellona ci sffermiamo nella bella Placa Catalunya che, crocevia di molti mezzi di superficie e non, è piuttosto caotica.

Placa Catalunya

Placa Catalunya

Ci occorre tirare un po’ il fiato e così niente di meglio che usare la linea gialla e scendere a Barceloneta, a circa 200 metri dal villaggio olimpico e dalla spiaggia omonima. E’ particolare vedere gente che in costume, pareo e infradito prende la metropolitana per andare al mare! Qui si trovano due grattacieli e alcune sculture create appositamente per le Olimpiadi del 1992. Anche il lungomare (come molte zone della città) è stato sistemato per quell’occasione e la città è rinata dandole l’aspetto attuale.

Barceloneta

Barceloneta

La spiaggia è piuttosto affollata e noi non siamo attrezzati per cui ci sdraiamo in un prato che poi diventa sabbia e conduce al mare. Restiamo parecchio ad abbronzarci e per fortuna c’è un vento che mitiga la temperatura. Barcellona è davvero bella, niente da dire.

Barceloneta

Barceloneta

Dopo esserci riposati un po’ torniamo in albergo a farci una bella doccia poichè poi siamo fuori a cena al Tablao de Carmen al Poble Espanyol. Il Poble di sera acquista fascino. Entrati nel locale siamo fortunati a vederci assegnare un tavolino proprio sotto al palco dove si esibiranno ballerine e un ballerino maschio per tutta la serata. Una magnifica esperienza e un bellissimo ricordo!

Tablao de Carmen

Tablao de Carmen

25 Giugno – Cattedrale di Barcellona, S.Maria del Mar, Ritorno a casa

Ultimo giorno a Barcellona. Ci manca di vedere l’interno delle due chiese tra le principali di Barcellona: la Cattedrale (della Santa Croce e Santa Eulalia) e S.Maria del mar. La prima, situata nel quartire gotico (Barrio gotico) è immensa e l’interno è affascinante ed enorme. C’è anche un chiostro con fontane, popolato da oche. La cattedrale è un chiaro esempio di magnificenza del potere ecclesiastico tra il XIII e XV secolo (anche se la facciata è del XIX secolo). Davvero imponente. Peccato che l’esterno sia in ristrutturazione e semicoperto da ponteggi.

Cattedrale di Sant'Eulalia

Cattedrale di Sant’Eulalia

Cattedrale di Sant'Eulalia

Cattedrale di Sant’Eulalia

Ci dirigiamo verso est per giungere alla chiesa gotica di S.Maria del mar. Costruita nel XIV è anche raccontata nel celebre romanzo “La cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones. Tra l’altro capitiamo proprio durante la Messa che viene letta in latino, in catalano e anche in italiano. Personalmente ho trovato S.Maria del mar ancora più bella della Cattedrale.

Ci aspetta ancora un giro per la ramblas per foto ai numerosi mimi, una scappata a vedere almeno dall’esterno il Palau Guell e poi si ritorna in albergo a prepararci per la partenza, non tralasciando di fare una capatina sul tetto dove c’è un’area solarium con lettini e ombrelloni e da dove si può osservare uno scorcio di Barcellona.

Santa Maria del Mar

Santa Maria del Mar

Sulla ramblas

Sulla ramblas

In questa città ci ho lasciato il cuore. è viva, pulsante, giovane, pulita e, ci vivrei volentieri. Il ritorno a casa, dove ad attenderci c’è un fortissimo temporale, già acuisce la nostalgia per questa splendida città catalana.
All’arrivo poi, il televideo mi rattista ulteriormente con la notizia della morte di Michael Jackson, ma questa è un’altra storia.

Spagna

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Link esterni:

Turismo in Spagna
Turismo a Barcellona
Isole Baleari su Google Earth (Richiede Google Earth installato)
Download Google Earth

5 commenti su “Spagna

  1. Ciao.
    Personalmente a Minorca ho fatto vita tranquilla…spiaggia, mare e qualche capatina a Ciutadella o Cala En Bosch.
    Il locale più noto è quello che scrivo lì sopra: Cova en Xoroi. E’ una discoteca però.
    Tieni conto che non assomiglia (in termini di divertimento) a Ibiza o Formentera…è più familiare…
    Potrei dirti di vedere a Ciutadella, Cala En Bosch (estremo sud-ovest – c’è la marina che effettivamente ha tanti ristoranti e pub, è “abbastanza” movimentata), Mahon (la capitale, ma che non ho visitato), probabilmente San Bou che è la spiaggia più turistica e con molti alberghi…
    Ciao
    J

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