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Commedia del 2007 con Maria Bello/Jocelyn (“Coyoute Ugly” “E.r.”), Emily Blunt/Prudie (“Il diavolo veste Prada”), Jimmy Smits/Daniel (“Guerre stellari”, “West Wing”, “Tommyknockers”) e Hugh Dancy/Grigg (“Black Hawk Down”, “King Arthur”) e Kathy Baker/Bernadette.

Un gruppo di amiche capeggiate dall’arzilla Bernadette vivacchia tranquilla nell’assolata California.
In realtà Jocelyn non conosce l’amore e affida il desiderio di fedeltà al suo allevamento di cani e vive grazie all’affetto delle amiche che la circondano.
Prudie è una giovanissima insegnante di francese, nascosta dietro l’aria di superiorità che la lingua esotica le permette di mantenere ma, in realtà, è una fragile ragazza sull’orlo del tradimento perché in crisi matrimoniale.
Sylvia è la moglie felice di Daniel e madre di Allegra fino a quando il marito le rivela di volerla lasciare per la segretaria e divorziare. Anche Allegra vive l’amore in maniera superficiale innamorandosi di altre donne velocemente ed altrettanto rapidamente finire una storia.
Bernadette è l’unica – pare – ad avere raggiunto un equilibrio interiore grazie all’esperienza dell’età e ai suoi 6 precedenti matrimoni!

Proprio lei decide di costituire un club di lettura dedicato alla scrittrice inglese in cui leggeranno 6 opere: a questo punto occorre alle 5 donne una persona in più.
Jocelyn incontra un ragazzo, Grigg, che è palesemente interessato a lei ma, la donna, pensa invece di aggiungerlo al Club per potergli fare conoscere Sylvia ormai divorziata…
Da qui parte una serie di avvenimenti nei mesi in cui il gruppo legge i romanzi di Jane Austen, musa ed ispiratrice delle idee delle partecipanti al Club.

Il film ha un cast ricco di volti semi-noti ma di tutto rispetto.
L’idea del Club di lettura non è nuovo, soprattutto nella cultura statunitense e l’idea di rapportare la situazione di ogni personaggio nel film con quello dei protagonisti dei romanzi di Jane Austen studiandone comportamenti, scelte e conseguenze è intelligente.
Il film scorre fluido e “leggiadro” (rubo il temine arcaico rifacendomi a Meg Ryan in “C’è posta per te” dove si entusiasmava proprio per “Orgoglio e pregiudizio” e parole come “laddove”e “quantunque”).
E’ una sorta di puzzle in cui pian piano si ricompongono i pezzi e forse, ma non poteva essere diversamente, il finale è scontato accontentando il desiderio romantico di vedere l’amore vincere.

Definirei il film “piacevole”, senza voli pindarici ma nemmeno banale.

Voto: 7 “Sebbene” il finale sia già scritto non si disdegna una visione  :)

Film fantascientifico virato al sociale del 2009 diretto da Jonathan Mostow (“U-571”) con Bruce Willis, Radha Mitchell (“Melinda e Melinda”), Rosemund Pike, Ving Rhames e James Cromwell.

Al momento della traduzione è stata fatta un’operazione furba (?) e altrettanto sbagliata per attirare gli spettatori con la parola  “replicanti” nel titolo italiano.
L’originale “Surrogates” cioè “surrogati” che per definizione “è un prodotto di largo consumo, sviluppato in condizioni di necessità, in sostituzione…” dà invece il vero senso del film.

In un futuro prossimo (2050 circa) l’uomo non vive più in prima persona – tranne qualche dissidente – ma proietta, tramite un collegamento neurale, i propri pensieri ad un surrogato di sé stesso. Il surrogato è in sostanza un robot con le fattezze dell’uomo che lo controlla (non sempre poiché qualcuno preferisce avere un surrogato completamente differente, per sesso o razza) ma comunque, fisicamente perfetto ed esteticamente migliore dell’originale.
Delegando il proprio surrogato per tutto ciò che può essere pericoloso l’uomo ne ha abusato, demandandone ogni aspetto della vita sociale e perdendo il senso della realtà, vivendo ormai recluso nella propria abitazione. In giro ci sono solo bellissimi e bellissime.
Tutto sembra anestetizzato fino a quando un’arma micidiale uccide un surrogato e l’uomo che ne controlla i pensieri. Qualcuno odia i surrogati e vuole che sia l’uomo a ritornare il fulcro della società civile.

L’investigatore Greer (Bruce Willis) attraverso il proprio surrogato parrucchinato(!) si mette sulle tracce dell’omicida mentre cresce il dissenso verso l’inumanità sotto la guida del Profeta (Ving Rhames). Lo stesso Greer inizia a mal sopportare la propria vita ormai “vissuta” in seconda persona e sente la mancanza della relazione vera con la moglie, anch’essa ormai “schiava” del meccanismo di surrogazione.
In un crescendo di colpi di scena il nostro è costretto suo malgrado ad intervenire in prima persona e a capire cosa significava davvero rischiare, sentire dolore e soffrire prima di questa invenzione…
Non dico altro… :)

Questo è’ un film anche d’azione, anche di fantascienza ma lo scopo principale della pellicola è dimostrare come la tecnologia possa essere disumanizzante. Qui c’è l’eccesso della società attuale: l’immagine, l’apparenza sono più importanti dell’essenza e in qualche modo se al giorno d’oggi si ricorre alla chirurgia estetica per mascherarci dietro quello che in realtà non siamo, nel film è un robot con i nostri lineamenti ritoccati ad esporsi al mondo. Come in internet ci creiamo un avatar, un alter ego virtuale al quale – solitamente – non corrispondiamo, anche nel film troviamo questa alienazione dell’io.

Il film è scorrevole e piacevole e fa riflettere. Ci sono anche alcuni buchi di sceneggiatura notevoli ma ciò non toglie che la società rappresentata è inquietante se rapportata – con i limiti tecnologici – a quella attuale.
Oggi usiamo Facebook, chat, Instant messaging per rapportarci con estranei e viviamo in un mondo a parte; se ne avessimo la possibilità probabilmente anche noi useremmo il nostro surrogato a cui daremmo un fisico stupendo o addirittura completamente differente dal nostro reale, o sbaglio?

Il film pur ricordando parzialmente “Io, robot”, “Strange days” e “Matrix” colpisce nel segno.
Tralasciando qualche situazione dove sembra che non ci sia motivo plausibile per alcune scelte dei protagonisti, la storia regge, soprattutto per la condanna del nostra società e del declino a cui stiamo correndo incontro felicemente.
Poi un dubbio: Perché un surrogato, controllato da un uomo dovrebbe definire un altro uomo (reale) come “sacco di carne” se il pensiero del surrogato appartiene anch’esso ad un essere di carne? Boh!

Voto : 7 Spero non sia profetico il film :)

Ciao, J

Nominations agli Oscar 2010


Ecco la lista delle nominations all’82esima edizione degli Academy Awards (Oscar) direttamente dal sito ufficiale con le mie previsioni parziali (in rosso).

Actor in a Leading Role

  • Jeff Bridges in “Crazy Heart”
  • George Clooney in “Up in the Air”
  • Colin Firth in “A Single Man”
  • Morgan Freeman in “Invictus”
  • Jeremy Renner in “The Hurt Locker”

Actor in a Supporting Role

  • Matt Damon in “Invictus”
  • Woody Harrelson in “The Messenger”
  • Christopher Plummer in “The Last Station”
  • Stanley Tucci in “The Lovely Bones”
  • Christoph Waltz in “Inglourious Basterds”

Actress in a Leading Role

  • Sandra Bullock in “The Blind Side”
  • Helen Mirren in “The Last Station”
  • Carey Mulligan in “An Education”
  • Gabourey Sidibe in “Precious: Based on the Novel ‘Push’ by Sapphire”
  • Meryl Streep in “Julie & Julia”

Actress in a Supporting Role

  • Penélope Cruz in “Nine”
  • Vera Farmiga in “Up in the Air”
  • Maggie Gyllenhaal in “Crazy Heart”
  • Anna Kendrick in “Up in the Air”
  • Mo’Nique in “Precious: Based on the Novel ‘Push’ by Sapphire”

Animated Feature Film

  • Coraline” Henry Selick
  • Fantastic Mr. Fox” Wes Anderson
  • The Princess and the Frog” John Musker and Ron Clements
  • The Secret of Kells” Tomm Moore
  • Up” Pete Docter

Art Direction

  • Avatar” Art Direction: Rick Carter and Robert Stromberg; Set Decoration: Kim Sinclair
  • The Imaginarium of Doctor Parnassus” Art Direction: Dave Warren and Anastasia Masaro; Set Decoration: Caroline Smith
  • Nine” Art Direction: John Myhre; Set Decoration: Gordon Sim
  • Sherlock Holmes” Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
  • The Young Victoria” Art Direction: Patrice Vermette; Set Decoration: Maggie Gray

Cinematography

  • Avatar” Mauro Fiore
  • Harry Potter and the Half-Blood Prince” Bruno Delbonnel
  • The Hurt Locker” Barry Ackroyd
  • Inglourious Basterds” Robert Richardson
  • The White Ribbon” Christian Berger

Costume Design

  • Bright Star” Janet Patterson
  • Coco before Chanel” Catherine Leterrier
  • The Imaginarium of Doctor Parnassus” Monique Prudhomme
  • Nine” Colleen Atwood
  • The Young Victoria” Sandy Powell

Directing

  • Avatar” James Cameron
  • The Hurt Locker” Kathryn Bigelow
  • Inglourious Basterds” Quentin Tarantino
  • Precious: Based on the Novel ‘Push’ by Sapphire” Lee Daniels
  • Up in the Air” Jason Reitman

Documentary (Feature)

  • Burma VJ” Anders Østergaard and Lise Lense-Møller
  • The Cove” Nominees to be determined
  • Food, Inc.” Robert Kenner and Elise Pearlstein
  • The Most Dangerous Man in America: Daniel Ellsberg and the Pentagon Papers” Judith Ehrlich and Rick Goldsmith
  • Which Way Home” Rebecca Cammisa

Documentary (Short Subject)

  • China’s Unnatural Disaster: The Tears of Sichuan Province” Jon Alpert and Matthew O’Neill
  • The Last Campaign of Governor Booth Gardner” Daniel Junge and Henry Ansbacher
  • The Last Truck: Closing of a GM Plant” Steven Bognar and Julia Reichert
  • Music by Prudence” Roger Ross Williams and Elinor Burkett
  • Rabbit à la Berlin” Bartek Konopka and Anna Wydra

Film Editing

  • Avatar” Stephen Rivkin, John Refoua and James Cameron
  • District 9” Julian Clarke
  • The Hurt Locker” Bob Murawski and Chris Innis
  • Inglourious Basterds” Sally Menke
  • Precious: Based on the Novel ‘Push’ by Sapphire” Joe Klotz

Foreign Language Film

  • Ajami” Israel
  • El Secreto de Sus Ojos” Argentina
  • The Milk of Sorrow” Peru
  • Un Prophète” France
  • The White Ribbon” Germany

Makeup

  • Il Divo” Aldo Signoretti and Vittorio Sodano
  • Star Trek” Barney Burman, Mindy Hall and Joel Harlow
  • The Young Victoria” Jon Henry Gordon and Jenny Shircore

Music (Original Score)

  • Avatar” James Horner
  • Fantastic Mr. Fox” Alexandre Desplat
  • The Hurt Locker” Marco Beltrami and Buck Sanders
  • Sherlock Holmes” Hans Zimmer
  • Up” Michael Giacchino

Music (Original Song)

  • Almost There” from “The Princess and the Frog” Music and Lyric by Randy Newman
  • Down in New Orleans” from “The Princess and the Frog” Music and Lyric by Randy Newman
  • Loin de Paname” from “Paris 36” Music by Reinhardt Wagner Lyric by Frank Thomas
  • Take It All” from “Nine” Music and Lyric by Maury Yeston
  • The Weary Kind (Theme from Crazy Heart)” from “Crazy Heart” Music and Lyric by Ryan Bingham and T Bone Burnett

Best Picture

  • Avatar” James Cameron and Jon Landau, Producers
  • The Blind Side” Nominees to be determined
  • District 9” Peter Jackson and Carolynne Cunningham, Producers
  • An Education” Finola Dwyer and Amanda Posey, Producers
  • The Hurt Locker” Nominees to be determined
  • Inglourious Basterds” Lawrence Bender, Producer
  • Precious: Based on the Novel ‘Push’ by Sapphire” Lee Daniels, Sarah Siegel-Magness and Gary Magness, Producers
  • A Serious Man” Joel Coen and Ethan Coen, Producers
  • Up” Jonas Rivera, Producer
  • Up in the Air” Daniel Dubiecki, Ivan Reitman and Jason Reitman, Producers

Short Film (Animated)

  • French Roast” Fabrice O. Joubert
  • Granny O’Grimm’s Sleeping Beauty” Nicky Phelan and Darragh O’Connell
  • The Lady and the Reaper (La Dama y la Muerte)” Javier Recio Gracia
  • Logorama” Nicolas Schmerkin
  • A Matter of Loaf and Death” Nick Park

Short Film (Live Action)

  • The Door” Juanita Wilson and James Flynn
  • Instead of Abracadabra” Patrik Eklund and Mathias Fjellström
  • Kavi” Gregg Helvey
  • Miracle Fish” Luke Doolan and Drew Bailey
  • The New Tenants” Joachim Back and Tivi Magnusson

Sound Editing

  • Avatar” Christopher Boyes and Gwendolyn Yates Whittle
  • The Hurt Locker” Paul N.J. Ottosson
  • Inglourious Basterds” Wylie Stateman
  • Star Trek” Mark Stoeckinger and Alan Rankin
  • Up” Michael Silvers and Tom Myers

Sound Mixing

  • Avatar” Christopher Boyes, Gary Summers, Andy Nelson and Tony Johnson
  • The Hurt Locker” Paul N.J. Ottosson and Ray Beckett
  • Inglourious Basterds” Michael Minkler, Tony Lamberti and Mark Ulano
  • Star Trek” Anna Behlmer, Andy Nelson and Peter J. Devlin
  • Transformers: Revenge of the Fallen” Greg P. Russell, Gary Summers and Geoffrey Patterson

Visual Effects

  • Avatar” Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham and Andrew R. Jones
  • District 9” Dan Kaufman, Peter Muyzers, Robert Habros and Matt Aitken
  • Star Trek” Roger Guyett, Russell Earl, Paul Kavanagh and Burt Dalton

Writing (Adapted Screenplay)

  • District 9” Written by Neill Blomkamp and Terri Tatchell
  • An Education” Screenplay by Nick Hornby
  • In the Loop” Screenplay by Jesse Armstrong, Simon Blackwell, Armando Iannucci, Tony Roche
  • Precious: Based on the Novel ‘Push’ by Sapphire” Screenplay by Geoffrey Fletcher
  • Up in the Air” Screenplay by Jason Reitman and Sheldon Turner

Writing (Original Screenplay)

  • The Hurt Locker” Written by Mark Boal
  • Inglourious Basterds” Written by Quentin Tarantino
  • The Messenger” Written by Alessandro Camon & Oren Moverman
  • A Serious Man” Written by Joel Coen & Ethan Coen
  • Up” Screenplay by Bob Peterson, Pete Docter, Story by Pete Docter, Bob Peterson, Tom McCarthy

Ciao, J

Film commedio-bellico diretto da Grant Heslov con George Clooney (Lyn) , Ewan McGregor (Bob) , Jeff Bridges (Bill Django) e Kevin Spacey (Larry).
Bob è un giornalista appena mollato dalla moglie per un collega. Col cuore spezzato decide di partire per l’Iraq dopo aver intervistato un mezzo squinternato che gli parla di super-soldati con poteri psichici addestrati dagli Usa negli anni ‘80.
Giunto in Kuwait, Bob incontra casualmente proprio Lyn, il quale è – secondo lo squinternato di cui sopra – il soldato col maggior potere extra-sensoriale di quelli addestrati da Bill Django negli ‘80. I due per motivi differenti entrano in Iraq e il viaggio è motivo di numerosi flash-back in cui Lyn racconta al reporter di come funzionavano gli addestramenti ESP e le assurdità del gruppo Nuova Terra che sembrano via via più incredibili, agli occhi Bob diventano invece più plausibili. Ma Lyn ha una missione segreta ed un tatuaggio sul suo corpo che corrisponde ad uno scarabocchio sul blocco note di Bob diventa un segnale a cui rispondere, una chiamata a cui non sa rinunciare. I due pertanto arrivano in Iraq dove affronteranno insidie, la guerra e il passato che si riaffaccia… Non aggiungo nulla di più :)

Il film è surreale e si denota come gli stessi attori si siano divertiti a girarlo. La storia assurda – ben si adatta a certe scelte militari – è sostenuta dall’ottimo cast, da alcuni sketches davvero riusciti, battutte e rimandi con citazioni cinefile (basta pensare alla sotto-storia Jedy e a Ewan McGregor…) e da situazioni in apparenza senza capo nè coda. Tutta la prima parte, soprattutto nei racconti del passato di Bill Django e Lyn è davvero esilarante e si ride spesso. Manca a mio avviso la stessa verve e il divertimento nella parte in cui si dovrebbe quagliare (in Iraq, per intenderci). Il film a questo punto è solo un guazzabuglio un po’ noioso senza pretesa alcuna, anche l’umorismo svanisce come un miraggio nel deserto…ed è un peccato perchè per almeno 45 minuti questo è un film davvero divertente ed atipico. Anche la storia relativa al titolo rientra nell’helzapoppin ma diverte brevemente.
Tutti e quattro gli attori noti sono davvero sopra le righe (appositamente, aggiungo) e ognuno a suo modo riesce a mostrare un lato piuttosto insolito (a parte forse Jeff Bridges già più consono a questo stile di personaggio borderline e stralunato come Lebowsky).
Un film che poteva dare di più se non si fosse perso qualcosa per strada nella sceneggiatura. Troppa confusione…

Voto: 6.5 Occasione sprecata (a metà).

Ciao, J

Recensione Film: Tra le nuvole

Commedia agrodolce del 2009 diretta da Jason Reitman ed interpretata da George Clooney, Vera Farmiga, Jason Bateman e Anna Kendrick.
Ryan Bingham (Clooney) è un tagliatore di teste che lavora per un’azienda che lo fa viaggiare moltissimo per tutti gli Stati Uniti. Il suo lavoro è crudele ma Bingham lo vive in maniera professionale e distaccata, andando a portare la notizia del licenziamento a chi di dovere con la stessa leggerezza dei suoi voli nei cieli d’America.
A lui piace volare e non dover tornare a casa e soprattutto adora collezionare miglia (di volo) allo scopo di raggiungere un montepremi punti enorme che gli dia diritto di ottenere una special card elitaria riservata nel mondo a poche decine di persone.
Il suo credo è vivere senza bagagli e fissa dimora: ogni legame fisico e spirituale, ogni coinvolgimento romantico è un peso, una zavorra da evitare fino a quando non incontra, ovviamente in un aeroporto, Alex (Vera Farmiga), una donna altrettanto pratica e come lui “addicted to fly”. Tra i due s’instaura una relazione all’apparenza fugace e di convenienza ma qualcosa nell’uomo inizia ad incrinarsi, forse tutte le sue convinzioni non sono poi così ideali se proiettate al futuro. Nella compagnia nel frattempo si fa strada Natalie (Anna Kendrick): la sua idea è licenziare via tele-conferenza in modo da far risparmiare all’azienda tutti i costi derivati dai suoi “killers volanti”. E’ chiaro da subito che tra Natalie e Bingham ci sarà un attrito dovuto a questa divergenza di idee…

Per risolvere la questione il capo dei due, Craig (Jason Bateman), decide di affiancare la giovane a Bingham nei suoi viaggi di lavoro per permetterle di conoscere la prassi e farsi un’idea precisa del suo metodo. In tutto questo Bingham, esasperato dalla sorella di presenziare al martimonio della figlia, si rende conto che alcune idee di Natalie riguardo la vita, l’amore e le scelte non sono poi così sbagliate e che, forse, sta sprecando tempo ad essere sempre così cinico ed individualista. Stop :)

Un bel film davvero. Definirlo commedia è riduttivo poichè se ci sono battute fulminanti e situazioni “divertenti” è sempre pervaso dalla situazione attuale di crisi economica e di valori.
Spesso ci si chiede come possa il protagonista non vedere il dolore di chi si trova davanti e sta per essere licenziato; o come possa davvero credere e di illudersi che divenire un uomo da 10 milioni di miglia lo possa rendere felice…
E anche quando Bingham si “”ravvede” la storia prende una piega che non t’aspetti, reale e crudele come la vita solitamente è.
Personalmente ho letto nel film il messaggio in cui tutto ciò che facciamo è un continuare a costruirci un’idea di futuro basando la nostra sicurezza su falsi punti d’appoggio e il trovarsi ogni tanto spiazzati e a toccare il fondo deve essere una nuova rinascita, non la fine.
Una pellicola da vedere.

Clooney è davvero bravo, soprattutto giocando sul ruolo del protagonista simile al suo nella vita reale per scelta (essere scapolo e senza impegni). Ogni personaggio è centrato e ogni attore bravo a delimitarne le caratteristiche, le emozioni e le personalità. La regia è perfetta, l’incipit (in volo) è di per sè un capolavoro.

Voto: 8 Leggero, ma profondo

Ciao, J

Film del 2004 di Jon Turteltaub (“Phenomenon”, “Faccia a faccia”) con Nicolas Cage (Ben Gates), Diane Kruger (Abigail) , Jon Voight (Patrick Gates, padre di Ben), Christopher Plummer (John, il nonno di Ben), Harvey Keitel (Sadusky), Justin Bartha (Riley) e Sean Bean (Ian).
La famiglia Gates è a conoscenza di un segreto, tramandato ad un avo di Ben da un massone dai tempi della Costituzione Americana, in cui viene rivelato un indizio per poter recuperare un tesoro accumulato nei tempi da varie culture e alla fine nascosto dai templari.
Divenuto adulto, Ben insieme al socio “con un passato non propriamente sempre limpido” Ian, ha finalmente rintracciato una nave che dovrebbe contenere il tesoro e che si rivela un altro indizio.
Da qui partono gli enigmi e nuovi indizi e che portano Ben dal Polo Nord agli Stati Uniti nei luoghi “sacri” dell’Indipendenza Statunitense. Avrà modo durante l’impervio cammino di incontrare anche la bella Abigail… Non aggiungo altro. :)

Sulla falsariga di Indiana Jones e seguendo lo schema del Codice da Vinci (mistero, cospirazione, indizi e risoluzione) il racconto scorre veloce e diverte. Certo non è un capolavoro di originalità ma, se lo si prende per quello che è, e cioè un prodotto d’intrattenimento, il film è ben riuscito. Teso, abbastanza improbabile, umoristico e con happy end assicurato. Pop-corn e coca-cola consigliati.

Gli attori svolgono il loro compitino senza entusiasmare e, al solito, Nicolas Cage ha l’espressività di una quaglia…morta.

Al film ha fatto seguito nel 2007 “Il mistero delle pagine perdute” e si parla di un terzo episodio…

Voto: 6.5 Godibile (senza pretese)

Ciao, J

Film tra il drammatico e la commedia con Ben Kingsley (David Kepesh), Penelope Cruz (Consuela), Dennis Hopper (George), Patricia Clarkson (Caroline) e Peter Saarsgard (Kenny Kepesh). Titolo originale: “Elegy”.
David Kapesh è un insegnante universitario divorziato con un figlio adulto apertamente in conflitto e con una vita sentimentale piuttosto “new-age”. Ha una relazione di solo sesso con l’amica Caroline e avventure di scarso impegno emotivo con le studentesse dei suoi corsi finchè un giorno non capita nella sua vita Consuela, una studentessa che, per la prima volta, ne sconvolge i ritmi, lo mette finalmente in discussione sentimentale e lo fa addirittura diventare geloso all’ossessione.
In tutto questo rincorrere la felicità l’uomo ha modo di confidarsi con l’amico George che, anch’egli cinico uomo di mezza età, gli consiglia di vivere la cosa come ha sempre fatto ma, per David ormai la relazione non è più solo un flirt, è  amore. Il film devia, piuttosto lentamente ma con forza verso il lato drammatico nel finale anche se, intelligentemente, non cade nel patetico puntando invece sul sentimento di un uomo che alla soglia della terza età è finalmente diventato maturo.
Un film piuttosto amaro, ben recitato e con un ritmo un po’ troppo “allungato”. Manca un po’ di verve alla Woody Allen ma in fondo si fa vedere con piacere. Penelope Cruz sempre più brava, Kingsley e Hopper, inutile dirlo, due conferme. Ancora in parte la bella Patricia Clarkson, musa matura di Allen (vedi “Vicky Cristina Barcelona” e “Basta che funzioni”).
E una mia considerazione inutile: Peter Saarsgard sembra il fratello gemello di Kiefer Sutherland. :)

Voto: 6.5
Ciao, J

Commedia del 2009 con Matthew McConaughey (Connor), Jennifer Garner (Jenny) e Michael Douglas (lo zio Wayne).

Connor Mead è un cinico fotografo di moda con uno stuolo di ex-ragazze (quasi tutte avventure). A lui non piace impegnarsi e da quando teen-ager ha sofferto per amore di Jenny ha seguito gli insegnamenti e le orme del defunto zio Wayne sullo stile di vita da tenere: nessun coinvolgimento d’amore. Arriva il giorno del matrimonio del fratello di Connor e durante la notte che precede la cerimonia (e dopo averne combinate tante da rovinare – o quasi – le nozze) tre fantasmi di sue ex gli fanno visita mostrandogli cosa ha lasciato, come vive nel presente e il suo destino futuro…

Chiaramente il film prende spunto dal “Canto di Natale” di Charles Dickens cambiando i fantasmi del Natale con quelle delle fiamme amorose e il fulcro delle visite per la redenzione dalla tirchieria e solitudine di Scrooge al cinismo e indifferenza ai sentimenti di Connor Mead.
Che dire di più? Mi stupisco della presenza di attori come Michael Douglas che si prestano a “opere” di siffatta qualità. Storia piatta, plausibilità (non quelle sovrannaturali) pari a zero, trama stupidotta. In sostanza un film da vedere solo se vi piacciono gli attori protagonisti. Forse anche al regista dovrebbero apparire i fantasmi dei suoi film passati, presenti e futuri, chissà…

Voto: 5 Sciapo

Ciao, J

Film vincitore di 8 Oscar nel 2009 diretto da Danny Boyle (“Trainspotting”, “Sunshine”) ed interpretato da Dev Patel e Freida Pinto. Estrapolo – rielaborandola un po’ – la trama da Wikipedia senza rivelare troppo…

Jamal, un ragazzo di Mumbai cresciuto nelle slum, sta partecipando al quiz televisivo “Chi vuol essere milionario?”. Il ragazzo sta per rispondere all’ultima e decisiva domanda, che potrebbe fargli vincere 20 milioni di rupie ma, il conduttore dello show, insospettito ed invidioso, non si capacita di come un giovane di tale estrazione possa conoscere tutte le risposte. Prima di rispondere all’ultima domanda, Jamal viene quindi arrestato e interrogato dalla polizia con l’accusa di frode.

La polizia gli mostra il video della sua partecipazione al quiz e gli chiede come faccia a sapere le risposte; da quel momento, il ragazzo ripercorre le tappe della sua vita da quando era un bambino di strada: ogni risposta data corrisponde ad una fase della sua vita. Da bambino era scappato da Mumbai insieme al fratello Salim (divenendo piuttosto cattivo e cinico ma fedele al fratellino) e a una bambina di nome Latika che dopo alcune vicissitudini sparisce dalla vita di Jamal ma non dal suo cuore . I due vivono vendendo di tutto sul treno: una volta cresciuti e diventati adolescenti si uniscono a una banda di bambini che derubano i turisti… Il destino (e la voglia di ritrovare Latika) riporta i fratelli a Mumbai e Jamal ha l’occasione di lavorare per un call center in cui riesce a farsi scegliere per lo show del Milionario mentre Salim percorre “il lato oscuro”… non dico altro :)

La partecipazione al “Milionario” è la scusa per mostrarci la vita di un bambino indiano divenuto adolescente per la strada. L’India viene esposta per quello che è con tutte le contraddizioni che la rendono unica: povertà e delinquenza inaudite e ricchezza ostentata e di pochi. Le baracche, la sporcizia non tolgono comunque la speranza e il sorriso ai bambini che vivono nelle slum. Il film è efficace e non lesina inquadrature realistiche e riesce comunque anche a divertire in situazioni assurde e al contempo drammatiche (vedi la scena del gabinetto e dell’autografo al famoso attore).
In sostanza è un film che mostra l’India nel suo estremo modo di essere e che lascia solo nel finale un pizzico di spazio alla fantasia col ballo Bollywoodiano mentre tutto il film è pervaso dalle difficoltà della quotidianità che comunque non riescono ad opporsi alla volontà di chi porta nel cuore e nell’anima l’amore. Qualche ingenuità (soprattutto nel meccanismo del gioco conb l’ultima domanda davvero semplice) non influenzano il giudizio estremamente positivo di tutta l’opera.

Un film da vedere!
Voto: 8.5
Ciao, J

“Romantica” commedia del 2009 diretta da Marc Webb con Joseph Gordon-Levitt (Tom) e Zooey Deschanel (Sole, Summer nell’edizione originale come richiama il titolo “500 days of Summer”).

Tom lavora come creativo in un ufficio di svariati biglietti augurali quando un giorno arriva in ufficio come segreteria una ragazza carina a nome Sole. Il film ci narra di questa “storia tra un lui ed una lei” avanti e indietro nei 500 giorni della relazione, tra gli altri e bassi di un rapporto in cui è l’uomo ad innamorarsi e a volere stabilità e forse matrimonio mentre la donna è l’indipendente che vuole il presente senza impegnarsi.
Questa più o meno la trama senza addentrarsi troppo :)

Il film è particolare per il genere commedia perchè è sarcastico e scardina le regole classiche di questo tipo di film dove solitamente la donna è romantica e l’uomo pragmaticamente pensa (spesso soltanto) a sè stesso e dove l’happy end è incorporato: qui invece c’è la possibilità di “un portone aperto dopo una porta chiusa” e tanti piccoli dettagli irriverenti, comici e la disperazione di un uomo in ruolo solitamente femminile.
Gli attori sono molto bravi a rendere giustizia a questa storia insolitamente valida a dispetto del genere e l’accorgimento del “contatore” dei giorni è efficace e anche divertente, a tratti. Il nome della ragazza alla fine del film (quella del colloquio) è indicativo per rendere l’idea di come il destino sia beffardo ma, che di solito, riporta le cose ad uno stato naturale di equilibrio.
In sostanza un film scorrevole, non banale e che sposta il punto di vista mostrando aspetti sottovalutati anche nella quotidiana cosiddetta parità dei sessi.
Non male davvero.

Voto: 7.5 Sorprendente

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