Recensione Film: Captain America : The winter soldier


captain americaFilm del 2014
Diretto da Anthony e Joe Russo
Genere: Fantastico
Con:
Chris Evans: Steve Rogers/Capitan America
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff/Vedova Nera
Anthony Mackie: Sam Wilson/Falcon
Sebastian Stan: Bucky Barnes
Cobie Smulders: Maria Hill
Robert Redford: Alexander Pierce
Samuel L. Jackson: Nick Fury

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Due anni dopo gli eventi di The Avengers, Steve Rogers vive a Washington, DC, dove continua a lavorare per lo S.H.I.E.L.D. e allo stesso tempo cerca di adattarsi alla società moderna. Dopo aver conosciuto il veterano di guerra Sam Wilson durante una corsa mattutina, Rogers viene chiamato dallo S.H.I.E.L.D. per salvare una sua nave , la Lemurian Star, da alcuni pirati algerini guidati da Georges Batroc. A bordo, Steve scopre l’agente Natasha Romanoff mentre preleva a sua insaputa dei file dai computer della nave, instaurando in lui il dubbio su quanto ci si possa effettivamente fidare dello S.H.I.E.L.D. Al quartier generale dell’agenzia, il Triskelion, Nick Fury mostra a Rogers il progetto Insight: tre Helicarrier di ultima generazione, dotati di nuovi potenti propulsori, collegati a satelliti spia e progettati per prevenire qualsiasi tipo di minaccia.

Nel frattempo Fury non riesce ad accedere a delle informazioni sul progetto Insight, e mentre va a incontrarsi con Maria Hill viene attaccato da alcuni uomini travestiti da agenti di polizia. Un misterioso assassino conosciuto come il Soldato d’Inverno fa saltare in aria il SUV blindato di Fury; quest’ultimo riesce a fuggire e si nasconde a casa di Rogers. Dopo aver consegnato al soldato la chiave USB con i dati acquisiti a bordo della Lemurian Star salvata poco prima viene colpito a morte dal Soldato d’Inverno con un fucile da cecchino. Prima di gettarsi all’inseguimento Rogers riceve da Fury un’ultima indicazione: non fidarsi di nessuno. L’assassino si dimostra assai scaltro riuscendo a sfuggirgli dopo aver bloccato un attacco con lo scudo col suo braccio di metallo.

Commento: Molto fracassone e ultra patriottico: ma d’altronde da un Captain Amrica altro non ci si può aspettare. Il film a me è piaciuto anche se scomodare Robert Redford ( e soprattutto sentire la sua frase di fedeltà a… ) fa un po’ specie. Bello l’inserimento del Soldato d’inverno anche se poco sfruttato. Scarlett Johansson mi piace più bionda (opinione discutibile e soggettiva, l’ammetto) e comunque il centro del film è tutto per il Capitano. Un bel filmone pop-corn e coca-cola che si fa vedere per quello che è : un prodotto d’intrattenimento. Non male. Dopo i titoli di coda l’ennesima scena per il sequel (Age of Ultron) con Quicksilver e… va beh non ve lo dico!

Voto: 7.5 Anch’io voglio lo scudo!

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: The Wolf of Wall Street


The-Wolf-of-Wall-StreetFilm del 2013
Diretto da Martin Scorsese
Genere: biografico, commedia nera, drammatico
Con:
Leonardo DiCaprio: Jordan Belfort
Jonah Hill: Donnie Azoff
Margot Robbie: Naomi Lapaglia
Jean Dujardin: Jean-Jacques Saurel
Matthew McConaughey: Mark Hanna
Rob Reiner: “Mad” Max Belfort
Jon Favreau: Manny Riskin
Cristin Milioti: Teresa Petrillo
Jon Bernthal: Brad
Kyle Chandler: Patrick Denham
Joanna Lumley: Zia Emma

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : 1987: Jordan Belfort, inizia la sua carriera come apprendista broker a Wall Street, sotto la guida dell’eccentrico Mark Hannah. È quest’ultimo che lo introduce a uno stile di vita esagerato basato sul sesso e sull’assunzione di droghe di ogni tipo per aiutare la mente a raggiungere importanti risultati. Jordan impara anche a compiere azioni disoneste che gli consentono di guadagnare molti soldi, e ben presto ottiene la licenza di broker. Il giorno stesso della sua assunzione, però, si verifica il cosiddetto “lunedì nero”, e la borsa crolla, causando il suo immediato licenziamento.

Per assecondare il suo sogno di diventare milionario, la moglie Teresa lo indirizza allora verso un modestissimo call center che si occupa della vendita di azioni quotate pochissimo. Grazie al suo stile aggressivo Jordan riesce ben presto a tornare in carreggiata e a riprendere la sua carriera di broker, ottenendo guadagni sempre maggiori. Poco dopo il ragazzo incontra Donnie Azoff, un suo vicino di casa ammirato dal suo stile di vita: i due decidono di mettersi in affari assieme e fondano un proprio studio, arruolando diversi malviventi medio-borghesi, in particolare spacciatori di droga. Belfort li istruisce su come truffare i clienti e ben presto lo studio si trasforma in una società, la Stratton Oakmont.

Commento: Film crudo, pulp, esagerato. Martin Scorsese si conferma grandissimo ma la bellezza di questo film si riassume semplicemente con la mostruosa bravura di Leonardo DiCaprio e l’assurda ed incredibilmente reale vicenda del protagonista. Pare pazzesco ma se è tutto vero, o anche solo il 10% di quello che viene narrato, allora mi vengono molti dubbi sul funzionamento dell’economia… A parte questo è un film lungo ma mai lento, con molti spunti comici e tragici. La prima parte è più avvincente mentre la seconda vuole forse spingere sullo stupore… La tempesta nel Mar Ligure mi sembra un po troppo Hollywood ma, DiCaprio è sempre perfetto e maniacale nell’immedesimarsi in ruoli tutt’altro che semplici come questo. Da vedere, anche se il tema è forte.

Voto: 8 Stupefacente!

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Ender’s game


enders_gameFilm del 2013
Diretto da Gavin Hood
Genere: fantascienza
Con:
Asa Butterfield: Andrew ‘Ender’ Wiggin
Harrison Ford: Colonnello Hyrum Graff
Ben Kingsley: Comandante Mazer Rackham
Abigail Breslin: Valentine Wiggin

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : In un futuro non molto lontano, la Terra viene attaccata da un’ostile razza aliena chiamata “Formics”, che sarebbe arrivata a conquistare l’intero pianeta, se l’impeto non fosse stato sventato dall’eroico Comandante della Flotta Internazionale, Mazer Rackham. Nell’attesa della rivalsa nemica, spetta allo stimatissimo Colonnello Graff rinforzare i presidi, reclutando i migliori ragazzi in tutto il pianeta per designare il prossimo Mazer. Uno in particolare, Ender Wiggin, viene notato per le sue brillanti qualità e convinto ad entrare nella Scuola di Guerra di Graff; lì impara ben presto le tattiche belliche, l’uso delle armi e a farsi rispettare dagli altri cadetti, vincendo ogni simulazione di guerra e guadagnandosi la promozione alla Scuola di Comando proprio di fronte alle linee nemiche…

Commento: Un film metafora della guerra e del colonialismo. Il protagonista (interpretato dall’eccezionale Asa Butterfield di “Il bambino col pigiama a righe” e “Hugo Cabret”) rappresenta l’eroe strumento del sistema. L’addestramento militare ne fa un’arma terrificante, cercando di annichilirne il lato umano per i propri scopi. Davvero un bel film, un po’ sottovalutato a mio avviso. Anche il finale non è banale e ci sono attori degni di nota (non solo ovviamente Harrison Ford e Ben Kingsley) ma anche, ad esempio, la rediviva Abigail “Little Miss Sunshine” Breslin. Solo a me, la scena dell’addestramento con le squadre salamandre e dragoni ha ricordato Harry Potter? (probabilmente la Rowling ha preso spunto dal romanzo di Orson Scott Card del 1985 da cui è stato tratto questo film…)

Voto: 7.5 Chi è davvero l’invasore?

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: La ragazza che saltava nel tempo


la ragazza che saltava nel tempoFilm del 2006
Diretto da Mamoru Hosoda
Genere: Animazione / Fantastico
Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Makoto Konno è una studentessa delle superiori; un giorno inciampa nel laboratorio di scienze e per sbaglio urta un congegno che, come sarà rivelato più tardi, consente di viaggiare nel tempo. Quando la fanciulla cade dalla propria bicicletta per essere travolta da un treno e inaspettatamente si salva, scopre che, se compie un salto abbastanza lungo, può tornare indietro nel tempo ad un momento a scelta della sua vita.

Makoto inizia quindi ad utilizzare questo potere per risolvere le piccole problematiche della sua vita o semplicemente per divertirsi. D’altra parte, come le fa notare la sua confidente, la zia restauratrice, scopre che ogni sua azione va ad influire sugli eventi quasi sempre in modo catastrofico e di conseguenza viene costretta ad usare ripetutamente il suo potere per porre rimedio ai problemi che lei stessa, pur non volendolo, ha causato.

Commento: Trattazione animata del viaggio nel tempo che sviscera il tema del paradosso nel salto nel passato (e nel caso è davvero un salto!) dal punto di vista di un’adolescente. Il problema è noto: ogni causa genera un effetto e quindi continuare a modificare la causa suscita il corrispettivo cambio d’effetto. Il film è realizzato in maniera molto suggestiva e ha senso anche nel finale poetico e di speranza. Davvero un bel film, non solo d’animazione.

Voto: 7.5 Non sempre tornare indietro nel tempo migliora le cose…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Lo Hobbit – La desolazione di Smaug


smaugFilm del 2013
Diretto da Peter Jackson
Genere: Fantastico
Con:
Ian McKellen: Gandalf
Martin Freeman: Bilbo Baggins
Richard Armitage: Thorin Scudodiquercia
Evangeline Lilly: Tauriel
Lee Pace: Thranduil
Luke Evans: Bard l’Arciere
Orlando Bloom: Legolas
Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Thorin Scudodiquercia giunge al villaggio di Brea per indagare sulla scomparsa di suo padre Thráin. Nella locanda nota come “Il Puledro Impennato” Thorin viene avvicinato dallo stregone Gandalf il Grigio. Questi tenta di convincere Thorin a liberare l’antico reame di Erebor dal malvagio drago Smaug, come aveva precedentemente proposto a Thráin prima della scomparsa di quest’ultimo. Dopo aver scoperto l’esistenza di una taglia sulla sua testa, Thorin decide di convocare i suoi parenti nani per liberare Erebor. Tuttavia, Gandalf suggerisce di arruolare anche uno Hobbit per fare da “scassinatore” e recuperare l’Arkengemma (tale oggetto può riunire tutti e 7 i regni dei nani, i quali avrebbero potuto muovere guerra contro Smaug): quello hobbit sarà Bilbo Baggins. 12 mesi dopo (e subito dopo gli eventi del primo film) Bilbo, Gandalf e la compagnia dei 13 nani guidata da Thorin stanno ancora cercando di sfuggire al gruppo di orchi capitanati da Azog.

Commento: Film eccezionale dal punto di vista realizzativo ma, come per il primo episodio della trilogia dedicata all’Hobbit, ho avuto le stesse sensazioni: è tutto già visto (nella trilogia del “Signore degli anelli”) e quindi ho perso quello stupore e quell’emozione provata una decina d’anni fa davanti al mondo ricreato da Jackson per il modo di Tolkien. So che i fan mi odieranno ma a me questi due film sembrano un enorme videogame (tutto troppo artefatto) ed un’immensa operazione di marketing per far soldi, altrimenti non mi spiego girare 3, dico 3, film per l’Hobbit. Tralascio l’operazione furbetta di unire altri racconti di Tolkien alla trama originale del libro per impolpare il racconto e le divagazioni e le invenzione narrative (Legolas, la battaglia dei nani con Smaug) nonché di personaggi come Tauriel creato per il film… A me onestamente questo non dà fastidio poiché non ricordo i dettagli del libro letto trent’anni fa. Oltretutto Evangeline Lilly è stupenda e anche se un elfo non s’innamorerebbe mai di un nano, nel film è un personaggio affascinante. In sostanza questo è un film per i fan perché è davvero ben realizzato ma, per chi come me non è così sfegatato, è un po’ troppo Playstation (ecco la bestemmia) …

Voto: 7 Solo perché c’è il negromante e per la qualità realizzativa…

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Ovunque nel tempo (1980)


ovunque-nel-tempoFilm del 1980
Diretto da Jeannot Szwarc
Genere: Fantascienza / Romantico
Con:
Christopher Reeve: Richard Collier
Jane Seymour: Elise McKenna
Christopher Plummer: William Fawcett Robinson

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Nel maggio del 1972, lo studente Richard Collier festeggia al College il felice esito di una sua commedia. Sente dentro di sé di poter diventare un bravo e famoso autore teatrale. Mentre è circondato dagli amici, una vecchietta gli si avvicina, gli porge un orologio dicendogli “Ritorna da me” e poi si allontana.

Passano otto anni, Richard ha già scritto testi di successo ma non è riuscito a dimenticare quella vecchietta, il suo volto. Mentre corre nervosamente in macchina, passa davanti al Grand Hotel sul lago di Chicago, si ferma, entra, cerca con ansia indirizzi e chiarimenti. L’hotel possiede un teatro; in una stanza accanto, alla parete, c’è il ritratto di un’attrice che aveva recitato lì nel 1912. Richard s’invaghisce della donna del ritratto e diventa un’ossessione tale che desidera a tutti i costi tornare nel passato per incontrarla.

Commento: Il film, tratto da un racconto di Richard Matheson, spiega come l’amore sia il fulcro di tutto e che, in questo caso, il protagonista proprio per amore riesca grazie ad una sorta di training autogeno, a tornare indietro nel tempo. Quindi qui non ci sono macchine del tempo o buchi neri ma soltanto l’autoipnosi che con la suggestione riportano Richard dal 1980 al 1912, dove incontra il proprio amore. E’ un film che, forse, fa un po’sorridere per come è realizzato e dopo aver perso la nostra innocenza cinematografica con tutto e di più risulta un po’ retrò… Rimane comunque l’idea affascinante che la volontà del nostro cervello (e del nostro cuore) può dove la scienza non arriva, un po’ come nel romanzo “Indietro nel tempo” di Jack Finney. Un film romantico sul tema del viaggio temporale. Ci sono parti non spiegate e questo un po’ mi ha deluso, il finale è struggente e molto new-age. Carino. Per non parlare del compianto Christopher Reeve all’apice della sua carriera.

Voto: 6.5 L’amore è per sempre

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Film: Primer


primerFilm del 2004
Diretto da Shane Carruth
Genere: Fantascienza
Con:

Shane Carruth: Aaron
David Sullivan: Abe
Casey Gooden: Robert
Anand Upadhyaya: Phillip
Carrie Crawford: Kara

Trama parzialmente tratta da Wikipedia : Due giovani ingegneri, Aaron ed Abe, dipendenti di una ditta privata di informatica, realizzano con elementi presi a prestito dal laboratorio, con del palladio ricavato dalle marmitte catalitiche delle loro auto e con tubi di rame ricavati dal frigorifero di casa un dispositivo che si rivelerà essere una macchina del tempo (se ne renderanno conto grazie ad un fungo che si svilupperà in poche ore a fronte dei 5 o 6 anni necessari)…

Commento: Questo film indipendente costato una miseria in termini cinematografici (7.000$) tratta il tema dei viaggi nel tempo con una prospettiva piuttosto suggestiva, concentrandosi sull’aspetto paradossale del viaggio nel passato. Questo è l’aspetto bello ed affascinante del film, mentre il lato negativo è rappresentato da alcuni fattori: è un film, proprio per il tema dei paradossi, piuttosto complicato dalle innumerevoli linee temporali che si vengono a creare, dal timbro piuttosto evocativo e solamente suggerito, che spiega poco e che alla fine sconcerta non poco. Questo è un film da rivedere e rivedere per capirlo al meglio ma, purtroppo, il taglio intimista, la voce fuori campo che dovrebbe aiutarci a capire “quando” succedono le cose, ed il ritmo piuttosto lento, non invogliano ad una seconda visione. Peccato perché l’idea è davvero interessante. Non è un film con effetti speciali o altro, è tutto detto e riferito, per cui è a migliaia di anni luce da “Ritorno al futuro” et simili. Un’occasione in parte sprecata.

Voto: 6 due gusti is meglio che one…

si puo vedere distrattamente - 6

I viaggi nel tempo. Una riflessione pseudoscientifica ed una lista di film sul tema.


time_travel

Il tema del viaggio temporale ha sempre affascinato l’uomo per le molteplici possibilità implicite. Vedere cosa ci sarà tra 100 anni, tornare indietro per correggere un proprio errore, andare a vedere cosa è successo davvero durante un delitto, sfruttare il futuro per diventare ricco nel presente, conoscere qualcuno di famoso quando ancora non lo era, assistere ad un evento storico o modificarlo (tipo l’11 settembre), salvare qualcuno di caro o avvertirlo del proprio futuro, vedere i propri genitori da giovani e parlarci, andare nel futuro per vedere cosa ti succede (anche se, per paradosso se sei andato nel futuro non sei nel presente, nel futuro non dovresti vedere niente)…

La lista è lunga e ognuno di noi potrebbe aggiungere altre motivazioni valide ad un percorso avanti ed indietro nel tempo.

Al momento (è proprio il caso di dirlo!) nessuno ha inventato la macchina del tempo, o almeno così pare. Ci sono anche studi seri a riguardo e le tecnologie attuali forse potrebbero permettere la cosa a livello microscopico mentre per un utilizzo a misura d’uomo occorrerebbero tecnologie che riuscissero a sviluppare un’energia immane localizzata in un’area davvero molto concentrata e lo sfruttamento della velocità della luce. Non voglio addentrarmi sul terreno della fisica poiché non ho i mezzi per discuterne e quindi mi diverto solo a parlare del lato avventuroso e di come siano nate a riguardo storie, romanzi, racconti e ovviamente film.

Aggiungo che, ultimamente grazie ad internet, si è sviluppata una rincorsa al dimostrare che viaggiare nel tempo sia possibile. Basta cercare “Viaggi nel tempo” o “Time travel” su Google e scoprirete ipotesi di vario genere e “prove” altrettanto eterogenee: foto con personaggi o apparecchiature anacronistiche, teoremi di cospirazioni e complotti, video di presunti viaggiatori, personaggi che si autodefiniscono provenienti dal futuro e storie di time slip (casi in cui un osservatore è stato passivamente “trascinato” per alcuni momenti in un tempo differente dal proprio*), dispostivi in grado di osservare nel passato, wormholes, teorie materia-antimateria, distorsioni dello spazio ecc…

(*) Cercate l’avvincente caso di Victor Goddard e l’aeroporto abbandonato di Drem. Qui, tra le altre cose strane capitate A Victor Goddard c’è la versione in inglese: http://www.llewellyn.com/journal/article/37.

C’è da dire che l’argomento è succoso e la fantasia si scatena. Ovviamente la scienza spiega che il viaggio nel tempo comporterebbe (condizionale d’obbligo visto che sono ipotesi basate sulla fisica e la matematica che conosciamo al giorno d’oggi) alcuni paradossi e, a parte questo, altre problematiche non indifferenti.

Personalmente sono affascinato dai paradossi temporali e da come vengono affrontati, vediamone alcuni.

E’ noto il paradosso del nonno: un uomo che viaggiasse nel proprio passato e incontrasse il proprio nonno e qui, distraendolo, provocasse la mancanza dell’incontro con la donna che sarebbe dovuta divenire sua moglie (nonché nonna del viaggiatore), a sua volta determinerebbe la non-esistenza dei figli e dei nipoti e quindi dello stesso viaggiatore nel tempo. (Ne abbiamo un bell’esempio con Marty McFly in “Ritorno al futuro”). Questo paradosso è definito di coerenza.

Esiste poi il paradosso di conoscenza: Ciò è rappresentato dalla rivelazione del futuro ad un uomo del passato in modo che questi possa creare/inventare qualcosa nel proprio futuro. Sempre in “Ritorno al futuro” c’è anche questo paradosso: quando Marty McFly arriva nel 1955 va da Emmett “Doc” Brown e gli dà l’ispirazione che gli ha permesso di inventare la macchina del tempo, la DeLorean come dallo script esilarante che segue:

MARTY: Doc, io vengo dal futuro. Sono arrivato qui con una macchina del tempo che tu hai inventato, e ora ho bisogno del tuo aiuto per tornare all’anno 1985.
DOC: Mio Dio. Lo sai che cosa significa questo? Significa che questo dannato aggeggio non funziona! Sei mesi di lavoro per niente.
MARTY: Doc mi devi aiutare. Tu sei il solo che sa come funziona la tua macchina del tempo.
DOC: Macchina del tempo. Io non ho inventato nessuna macchina del tempo.
MARTY: Okay, va bene. Adesso te lo provo.

MARTY: Questa è la mia patente, scade nel 1987. Guarda la data di nascita, guarda. Io non sono ancora nato. E guarda questa fotografia, mio fratello, io e mia sorella. Guarda bene la sua maglietta: classe 1984.
DOC: Fotomontaggio e anche brutto. Hanno tagliato i capelli di tuo fratello.
MARTY: Dico la verità, Doc. Mi devi credere!
DOC: Allora dimmi, ragazzo del futuro… chi è il Presidente degli Stati Uniti nel 1985?
MARTY: Ronald Reagan.
DOC: Ronald Reagan? L’attore? Eh! E il Vice Presidente chi è? Jerry Lewis? Suppongo che Marilyn Monroe sia la First Lady!

Quindi grazie al viaggio creato da Doc, Marty è tornato nel 1955 dove Doc non sapeva niente della macchina del tempo ma poi l’ha creata e permesso a Marty nel 1985 di tornare nel 1955 per rivelargli che l’avrebbe creata…

La teoria ci dice che la modifica di un evento genera o cambia eventi futuri modificando di fatto l’intera linea temporale, la storia. Quindi sia viaggiare nel passato per modificare qualcosa, che andare nel futuro per poi tornare al presente e correggere un’eventuale azione – e in sostanza è comunque tornare al passato – scatenerebbe l’effetto farfalla. Da un punto di vista pratico sarebbe interessante ripetere un’azione fino a correggerla per arrivare allo scopo prefissato, un po’ come quando nei giochi ripartiamo da dove siamo stati uccisi e riavviamo la partita. Questa teoria ultimamente viene messa in discussione poiché a livello quantistico pare che invece possano coesistere due “soggetti” provenienti da tempi differenti in contemporanea (riconsiderando di fatto la teoria dell’annichilimento della materia in caso di contatto) e senza intaccarne il proprio continuum temporale. Vedremo.
E se invece la modifica di un evento nel passato generasse una storia parallela? Chissà…

Ipotizziamo poi il viaggio di un uomo nel proprio passato: se parto nel 2014 e torno al 2000 cosa trovo? Me stesso che sta facendo qualcosa, probabilmente. E quindi esistiamo due me nello stesso tempo… ed io (del futuro) poiché non sono altro che me (del passato) invecchiato, da dove scaturisco? Il mio corpo è presente nel passato ed è univoco, per cui non dovrei poter esistere contemporaneamente. Chi si annichilisce? Il me del 2014, Il me del 2000, tutti e due? Oppure?

Altro paradosso: come faccio a tornare ad un passato in cui la macchina del tempo non esisteva ancora? E se tornassi ad un tempo in cui la macchina già esisteva, in sostanza ne sto portando un’altra con me e via dicendo… A meno che la macchina del tempo sia un veicolo che porta a spasso il contenuto per i secoli ma di per sé esiste al di fuori di questa regola…

Nascono poi problemi etici: l’esempio più famoso è quello di tornare a quando Hitler era un bimbo e ucciderlo nella culla. Probabilmente non ci sarebbero stati i campi di concentramento ma è il “probabilmente” che ci fermerebbe (soprattutto davanti ad un bimbo ancora innocente). Sarebbe magari più logico e civile tornare ogni tanto durante la crescita del giovane Adolf e indirizzarlo, educarlo ed evitargli traumi o conoscenze che l’hanno portato a divenire il Fuhrer. Certo questo non escluderebbe la nascita di un altro dittatore feroce e ancor più crudele di Hitler, chi lo può sapere?

D’altronde la STORIA è fatta di piccoli eventi, non solo da accadimenti epocali come l’11 Settembre o l’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando che scatenò la Prima Guerra Mondiale. Pensate a voi e alle scelte che fate ogni singolo giorno della vostra vita.
Vi faccio questo esempio: Arrivate in macchina ad un incrocio alle 10.03 perché avete fatto la solita strada. All’incrocio siete coinvolti in un incidente in cui qualcuno sarà ferito. A sua volta questa persona avrebbe dovuto parlare con una donna di lì a pochi minuti per un affare importante ma, invece, viene portato al Pronto Soccorso. L’affare salta e un’azienda facente parte dell’accordo mancato dopo 3 mesi chiude. Nell’azienda lavora, per caso, vostra moglie che rimane senza lavoro. La situazione vi porta a litigare e successivamente a separarvi e non avrete mai figli insieme…

Invece: siete arrivati allo stop alle 10.01 facendo una scorciatoia. Non ci sarà nessun incidente, le persone che attraversano l’incrocio concluderanno l’affare, l’azienda di vostra moglie continuerà ad esistere e vostra moglie a lavorare. E dopo due anni deciderete di avere un figlio. Vostro figlio diventerà Primo Ministro.

“Sliding doors” ne è un bell’esempio.

Ciò rende l’idea di quanto gli eventi di ognuno di noi siano concatenati da un filo che possiamo chiamare fato ma che ha, oltre che l’imprevedibilità implicita del fluire del tempo, anche una certa dose partecipativa di libero arbitrio.

Un altro volo pindarico della fantasia spinge l’uomo a spostarsi nel futuro per vedere sé stesso e cosa sia diventato. Ma, sempre in linea ipotetica, se sono entrato nella macchina del tempo e sono riapparso nel 2100, tra il 2014 e il 2100 dove sono stato? Nella macchina del tempo. Per cui io esisto al di fuori del tempo e non ho fatto nulla, non sono invecchiato**, non ho generato il mio futuro, che viene popolato dalle mie azioni solo nel momento in cui esco dalla macchina del tempo nel 2100…

(**) E chi dice che appena metto piede fuori dalla macchina del tempo, non subisco invece i segni del tempo trascorso ed invecchio di colpo? Questo lo si è visto in parte in “Amore per sempre” (Forever Young), regia di Steve Miner (1992) con Mel Gibson.

Come vedete il viaggio nel tempo comporta molte considerazioni di vario genere: possibilistico, realizzativo, etico.

Basta porsi una semplice domanda: Se è giusto viaggiare nel tempo, chi giudica cosa cambiare (nel passato o nel presente per modificare il futuro)?

O esiste una sorta di equilibrio universale per cui è impossibile modificare gli eventi? Cioè essere osservatori del passato senza poter intervenire a modificarlo? E nel futuro?

Comunque guardare indietro (e scoprire fatti altrimenti inspiegabili, pensiamo ad andare a vedere chi ha davvero ucciso Kennedy) senza poter agire sul passato (fermarne l’assassinio) modificherebbe comunque la nostra conoscenza dei fatti e quindi genererebbe conseguenze di tipo politico, penale e chissà cos’altro.

Idem per il futuro: Visto l’esempio che facevo sull’incidente stradale e le conseguenze dell’effettivo accadimento o meno, anche solo guardare ci farebbe modificare il nostro comportamento. Sarebbe sufficiente a modificare il prossimo futuro? Oppure per qualche regola cosmica comunque gli eventi accadranno lo stesso? (Tema affrontato ad esempio in “Final destination”).

Come viaggiare nel futuro: con una macchina, col pensiero, per colpa di tempeste, aurore boreali, vasche da bagno, cabine telefoniche, varchi spazio-temporali, per caso… Il cinema si è sbizzarrito…

Ok, dopo tutte queste elucubrazioni su passato, presente e futuro ne aggiungo un’ultima prima di mettere la lista dei film che parlano (anche parzialmente) di viaggi nel tempo: il passato in quanto tale è stato e non esiste più. Il presente non esiste perché appena lo dico è già passato. Il futuro non esiste ancora. Ma allora se non esistono passato presente e futuro dove siamo? Anzi, quando siamo?

Ed ecco una lista di (alcuni) film che raccontano dei viaggi nel tempo.

Ovviamente considero i film e telefilm che mi sono piaciuti.

L’uomo che visse nel futuro (1960)

Tratto dal racconto del creatore del genere Viaggi nel tempo H.G.Wells. Questo lo considero il capostipite.

L’uomo venuto dall’impossibile (1979)

Variazione thriller-poliziesca del racconto di H.G.Wells in cui c’è pure Jack lo squartatore e come protagonista Malcolm McDowell.

The Time Machine (2002)

Remake non eccelso dell’Uomo che visse nel futuro, con Guy Pearce che inventa la macchina del tempo per salvare dalla morte la sposa promessa.

Ritorno al futuro e successivi due episodi

Il miglior film sui viaggi del tempo di sempre, finora. Divertente e avvincente. I seguiti sono carini, ma il primo rimane eccezionale.

Amore per sempre

Non parla propriamente di un viaggio nel tempo anche se il protagonista Mel Gibson dal 1939 grazie ad una sorta di bara freezer si ritrova ai giorni nostri, è una storia romantica.

La casa sul lago del tempo

Anche qui dissertazione romantica, non un granché… con Keanu Reeves e Sandra Bullock

Un tuffo nel passato

Versione demenziale. Il viaggio avviene per caso ina vasca idromassaggio durante una sbronza, con John Cusack

Un amore all’improvviso

Storia romantica. Il protagonista viaggia senza averne controllo nel tempo, cercando di avere una vita normale.

Star Trek IV: Rotta verso la terra

Qui ho inserito solo 2 film della serie Star Trek ma visto il tema sci-fi dell’opera omnia spesso ci sono viaggi temporali. Questo è a mio avviso il film della serie che lo affronta in maniera più divertente.

Star Trek Generazioni

Un must per i Trekkies: come mancare all’appuntamento di Kirk e Picard insieme?

Quantum Leap (telefilm)

Divertente perché il protagonista (Scott Bakula) durante i viaggi s’immedesima fisicamente in altre persone.

Kronos (telefilm)

Un capostipite nei telefilm di questo genere. Vintage ma affascinante.

Looper

Pur peccando in credibilità, è un film con troppe incongruenze, è avvincente e Bruce Willis è Bruce Willis!

Non ci resta che piangere

Due bischeracci catapultati non si sa come nel 1500. Un divertente viaggio per fermare Cristoforo Colombo e poter vantarsi di essere l’autore di “Yesterday”

Source Code

Non proprio un viaggio nel tempo ma comunque una sorta di loop a ritroso in un avvenimento. Non male e poi c’è Jake Gyllenhall, che non so mai come si scrive.

Deja Vu

Sfrutta la leggenda del cronovisore (Asimov e poi la storia che il Vaticano ne custodirebbe uno nei propri Musei…) – A me ha lasciato abbastanza perplesso.

Terminator e sequel

Tornare indietro nel tempo stavolta compete ai robot, per fermare la Resistenza.

Faccia a faccia

Commedia divertente con Bruce Willis che si ritrova faccia a faccia con sé stesso bambino. Bellissima la sequenza in cui il piccolo arrivato dal passato, accende la tv ed esclama: “100 canali e niente da vedere.”

The butterfly effect

Estremi cambiamenti per il protagonista quando “viaggia” e modifica gli eventi. Con Ashton Kutcher (un altro con un cognome impronunciabile)

Cambia la tua vita con un click

Un telecomando che stravolge il tempo. Con Adam Sandler e un mefistofelico Christopher Walken.

Donnie Darko

Un complicato mondo sviluppato da un evento drammatico, con Jake Gyllenhall.

L’esercito delle 12 scimmie

Di nuovo Bruce Willis che viene spedito nel passato mentre ha ricordi confusi su una sparatoria. Bello.

Il pianeta delle scimmie

Il viaggio che sembra spaziale ha invece un’altra drammatica spiegazione.

Kate & Leopold

Romantic movie con Meg Ryan e Hugh Jackman. Come sfruttare un varco spazio-temporale.

Men in black 3

Il ritorno di J per salvare K nel 1969.

Timeline

Da Michael Crichton un viaggio nel 1400 per recuperare un professore sparito nel tempo.

La vita è meravigliosa

Nel capolavoro di Frank Capra vediamo, grazie all’angelo Clarence, le conseguenze nella vita degli altri se il protagonista (James Stewart) decidesse di suicidarsi. Un “cosa succederebbe se…” senza macchine del tempo.

Final destination

Si può sfuggire alla morte conoscendone il motivo e modificando le proprie azioni? Anche qui preveggenza senza viaggi temporali in una trattazione quasi horror convincente…poi una valanga di sequel inutili.

Sliding doors

Cosa succede se prendiamo o perdiamo una metropolitana? Con Gwyneth Paltrow. Più che un viaggio temporale una sorta di storie parallele.

Minority Report

Qui c’è la preveggenza per fermare ipotetici assassini. Non si viaggia nel tempo ma si prevede e si modificano gli eventi su questa base.

Midnight in Paris

Woody Allen fa viaggiare Owen Wilson e Marion Cotillard su una vecchia auto per portarli a spasso nella parigi della Belle Epoque.

Su Wikipedia trovate una lista più completa…

-          http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Film_sui_viaggi_nel_tempo

Chiudo perché ho esaurito il mio, di tempo :)

Ciao, J

Recensione Film: Viaggio in paradiso


viaggio

Film del 2012
Diretto da Adrian Grunberg,
Genere: Drammatico / Azione
Con:
Mel Gibson: Gringo
Kevin Hernandez: Bambino
Dolores Heredia: Mamma del bimbo
Daniel Giménez Cacho: Javi

Trama: Gringo, il nome reale non viene mai riferito, è un rapinatore che sfonda la barriera tra Usa e Messico per sfuggire alla polizia californiana. Oltre confine viene arrestato e due poliziotti corrotti lo derubano del bottino. Viene rinchiuso al Pueblito, una prigione con molte eccezioni alle regole: ci vivono famiglie, sono presenti armi, racket vari, corruzione della polizia, e qualcuno può permettersi di uscire e rientrare. C’è anche un ragazzino speciale: è mantenuto e protetto dal boss malato di cirrosi epatica della prigione, Javi, poiché ha un gruppo di sangue raro e il proprio fegato servirà al boss per un trapianto. In tutto questo marasma il protagonista deve sopravvivere cercando anche il modo di evadere e recuperare il maltolto. Il ragazzino e il Grigno si alleano.

Commento: Il titolo italiano è fuorviante mentre l’originale “Get the Gringo” è al solito più coerente con la trama. Mel Gibson si ritaglia un ruolo da cattivo simpatico (non è assolutamente eroico anche se prende sotto la propria ala il ragazzino). Tutto gira intorno ai propri interessi e se qualcosa rientra anche per gli altri allora ci può stare. Il film è un b-movie piuttosto violento, pulp e a tratti ironico (vedi la scena con l’imitazione telefonica di Clint Eastwood a cui il protagonista s’ispira come giustiziere). E’ un film atipico che si fa ben vedere, il finale ha senso e lascia solo un po’ perplessi l’ultima affermazione del protagonista con voce fuori campo, un po’ troppo “politically correct” ma che suona gigiona. “Io sono così comunque e di voi chissenefrega” è il sottotesto. Comunque un film “divertente” e inquietante (per via dell’ambientazione) al tempo stesso.

Voto: 7 Cercate di evitare di finire in galera a Tijuana

Ah però... 6.5 -7.5

Recensione Libri: “Doctor Sleep” di Stephen King


Doctor_Sleep

Pubblicato in Italia nel 2014 da Sperling & Kupfer
Traduzione di Giovanni Arduino
Genere: Fantastico / Horror

Trama: Dan “Danny” Torrance è cresciuto dopo i fatti dell’Overlook Hotel (“Shining”) e divenuto adulto è piombato come il padre nell’alcolismo. Vagabonda per l’America in cerca di tranquillità poiché ha “chiuso” i fantasmi che lo perseguitano all’interno del proprio cervello. Arriva a Frazier, una cittadina tranquilla del New Hampshire e segue il consiglio di un suo vecchio amico, Dick Hallorann, che gli dice di fermarsi. Qui inizia ad avere contatti telepatici, grazie allo shining (la luccicanza, in italiano), con una bambina di nome Abra. Nel frattempo un gruppo di persone nomadi che si definisce il Vero Nodo si sposta su enormi camper alla ricerca di giovani che hanno lo shining poiché la luccicanza è il loro sostentamento.
Abra risulta dotata di un enorme shining e il Vero Nodo la vuole per continuare a sopravvivere…

Commento: Mentre aspettavo un treno in forte ritardo ho visto questo libro e così mi sono messo a leggere la sinossi nel risvolto anteriore della copertina. Il mio primo commento è stato: no, questa è proprio una ca*ata. Un gatto che prevede il futuro… e poi un seguito a Shining, ma perche?
Poi hanno regalato il libro ad Ivan che nel frattempo è immerso in altre letture e quindi mi ha concesso il piacere di leggere in anteprima questo romanzo.
Devo dire che chi ha scritto la sinossi ha toppato. Il libro è avvincente, la storia del gatto ha senso ma scrivere “prevede il futuro” può far soltanto sganasciare. A questo punto non mi fido più del riassunto della trama sulle prime o quarte di copertina!
La storia ripercorre la vita di Danny, il protagonista di Jack in Shining (e come ribadisce lo stesso King nelle Note dell’Autore, “Shining” è la Vera Storia scritta da lui, non il film di Kubrick). Ci sono i rimandi al primo libro di cui questo si può considerare forse come il “20 anni dopo” di Dumas rispetto ai “Tre moschettieri”.
Della narrazione di Stephen King mi piacciono sempre: i personaggi e la loro descrizione verosimile e mai superficiale; lo slang e l’atmosfera dell’America rurale e poi la semplicità nel descrivere le emozioni e gli stati d’animo. Qui c’è tutto questo oltre ad una storia solida (fantastica, irrazionale e d’orrore) e quindi mi sono sentito appagato per (quasi) tutto il romanzo.
Purtroppo, come altre volte, King stecca nel finale (ecco la ragione del “quasi” di cui sopra). Ha creato dei personaggi malvagi notevoli ed affascinanti, li ha caricati di molte aspettative e poi ?
Non rivelo nulla ma l’epilogo (lo scontro finale, per intenderci) è l’unica cosa di cui mi aspettavo molto di più e che mi ha in parte deluso. Peccato perché Zio Stevie è davvero bravo a generare curiosità e attesa.
In sostanza: Un degno seguito di Shining (non credevo) con un finale deboluccio.

Voto: 7.5 Per chi continua a sognarsi la maturità…